03-DIETROSPETTIVE: LE AVVENTURE DI HAJJI BABA, LA RIVINCITA DELLA RETE 4 POMERIDIANA

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Domenica pomeriggio. Le partite di Serie A sono appena finite, sei sazio di calcio e non hai voglia di sentire Beppe Dossena e Franco Lauro che ripetono le solite frasi sul fuorigioco inesistente e il rigore netto, prendi il telecomando e clicchi il tasto 4, guardi l’immancabile film delle 17. Se sei fortunato trovi il capolavoro difficilmente reperibile (una volta io ho visto Destino Cieco, stupenda pellicola di Kieslowski da cui hanno poi tratto/plagiato Sliding Doors), se sei superfortunato ti godi la commedia romantico-avventurosa americana degli anni 50 e passi un pomeriggio spensierato, tra risate e colpi di scena. A questo secondo filone appartiene Le avventure di Hajji Baba, film del 1954 di Don Weis che narra delle gesta eroiche del barbiere che dà il titolo alla pellicola (interpretato dal giovanissimo John Derek), che tra inside e pericoli conquista la bella principessa Fawzia (Elaine Stewart) e la salva dalle grinfie del malefico Nur-El-Din (Paul Picerni).

Appartenente alla categoria avventure nel deserto, è uno dei tanti film che prende spunto da Le Mille e una notte per trattare argomenti socio-culturali dell’America del periodo. Evidente è qui ad esempio il tema della rivincita dei ceti più bassi, con la nobiltà interiore che ha più valore di tutte le ricchezze della terra; Hajji con coraggio, spavalderia e forza riesce a fronteggiare e sconfiggere tutti i nemici che affronta non perché loro sono un manipolo di imbecilli patentati che, nonostante sappiano cavalcare e combattere meglio di lui (che, ricordiamolo, è un BARBIERE (!), nemmeno tanto bravo visto che sa fare solo i capelli a zero), si fanno fregare come dei polli dai suoi trucchetti elementari, ma perché la forza del suo animo puro gli conferisce la potenza necessaria per vincere tutte le sfide (indimenticabile il doppio salto mortale alla Yuri Chechi con cui scende da un cavallo in corsa e, facendo jumping su una durissima pietra del deserto, monta sul suo destriero).

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Le temibili armi di Hajji Baba

È forte inoltre la tematica, ancora sospesa nel ’54, dell’inferiorità del sesso femminile, qui invece dipinto come più combattivo e coraggioso di quello maschile; esempio ne sono le turcomanne, fortissimo esercito di donne del deserto, o la principessa Fawzia, capace con il suo carattere di fronteggiare Hajji. Le donne in questo film non sono inferiori, sono allo stesso livello dell’uomo, peccato che però poi il regista ci mostri un Hajji conquistatore capace di portarsi a letto (o tappeto nel caso della guerriera amazzone) tutte le femmine del film, trattandole come giocattoli da usare e poi buttare; o ancora rappresenti lo sdegno e l’orrore negli occhi delle persone alla scoperta che Fawzia, perfettamente travestita da uomo ed irriconoscibile (indossa un turbante che copre i capelli, un po’ come Clark Kent e gli occhiali), in realtà è una donna. Non le fa sembrare inferiori, nooooo…

In fin dei conti però  Le avventure di Hajji Baba è una storia d’amore che emoziona, diverte e tiene incollati alla poltrona, che propone scene incredibilmente geniali (una su tutte, i nemici rapati a zero, logicamente, e inviati all’antagonista come sfida) e una canzone che, mannaggia a lei, ti rimane in testa per tutta la durata del festival di Venezia. Ah già, dimenticavo, ecco perché rivincita di Rete 4, il film è stato inserito nella sezione Venezia Classici all’ultima Mostra del Cinema e ha fatto impazzire tutti i membri della giuria. Giustamente, aggiungo io.

 

Matteo Chessa

FLOP 5- MARVEL’S EPIC FAIL

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L’ERA DI ULTRON (Age of Ultron 1-10)

Doveva essere lo spettacolare scontro finale tra la malvagia e fredda intelligenza del robot Ultron e i Vendicatori… si è rivelata un accozzaglia di personaggi, dettagli a casaccio e inutili con spunti magari interessanti ma mai sfruttati per tutta la durata della storia, disegni da buttar via, una conclusione tra le più futili che nulla ha lasciato al lettore se non un grosso “MA CHE CAZ..?!” e un ennesima realtà alternativa solo scalfita degli autori ma di cui si poteva anche fare a meno.

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HULK ROSSO (Hulk vol.2)

Hulk è stato catturato e reso inoffensivo, ma c’è un nuovo bestione in giro… un Hulk Rosso! Hulk Rosso è cattivo e per combatterlo liberano Hulk Verde che si allea con un mostro (che sembra Hulk!) Blu… I cattivi per aiutare Hulk Rosso creano She-Hulk Rossa (c’è anche verde se volete…) alla fine si menano tutti e visto che i Rossi si scaldano presto perché hanno la pressione bassa tornano normali e si scopre che… una cagata troppo bella, andate a vedere voi! Però alla fine i rossi diventano buoni.

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ZOMBIE-PUNISHER (Punisher 11-16)

Punisher è stato ucciso! Il corpo martoriato di Frank Castle viene trovato da un gruppo di mostri che lo “aggiustano” creando un nuovo mostro come quello di Frankenstein che si farà chiamare Franken-castle. Il nuovo super zombie pieno zeppo di pistole e fucili aiuterà i poveri mostri a scappare da un gruppo di cacciatori. Mi viene da citare Fantozzi dopo il cinema

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LA RINASCITA DI CAPITAN AMERICA (Captain America Reborn 1-6)

Una delle mode più malsane nel genere dei comics sui super eroi è far morire un personaggio importante giusto per divertimento e riportarlo in vita come se nulla fosse. Dopo la Guerra Civile dei super eroi Capitan America era stato assassinato, e gli eroi erano caduti nello sconforto ma tutto si risolve in questa successiva saga. Si scopre che la morte del soldato era stata una farsa (anche se il suo martoriato cadavere lo abbiamo visto e le prove del DNA hanno confermato la morte del super soldato), infatti… non si capisce una fava per 6 lunghi numeri ma alla fine Steve Rogers torna a menare i cattivi.

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BRAND NEW DAY (Amazing Spider-man 546-564)

Negli anni 2000 il personaggio di Peter Parker era maturato molto, con una moglie, una promettente carriera alle Industrie Stark (Spidey è anche entrato nei Vendicatori) e Zia May ha saputo la verità sul fatto del Uomo Ragno. Poi nel 2006 il grande passo, su invito di IronMan Peter rivela al mondo che lui è Spider-Man ma a causa di un sicario Zia May muore! Per i capoccioni della Marvel è troppo, secondo loro non potevano più vendere film e gadget dopo questo sconvolgimento! Così nasce il progetto più brutto mai realizzato (quelli della DC ne hanno fatta una più grossa, ma è un’altra storia), L’Uomo Ragno nel 2008 è per magia tornato un ventenne idiota, con passato completamente azzerato ma con ancora un identità segreta, senza una moglie ma pieno di fidanzate e un (ennesimo) lavoro da fotografo… la chicca è Zombi May che lavora in un rifugio per senza tetto.

Pietro Micheli

TOP 10: LE MIGLIORI SAGHE DELLA MARVEL

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AVENGERS VS X-MEN (Avengers vs X-men 1-12)

Le premesse non sono delle miglior: 12 capitoli con solo scazzotate tra eroi puro stile videogioco… oggetto della contesa la famosa Forza Fenice. Ma ogni colpo di scena non è mai scontato, emergono dinamiche tra i personaggi molto promettenti ed è in questa avventura comune di mutanti e Vendicatori che confluiscono e si chiudono 7 anni di sottotrame che hanno percorso un po tutti i mensili Marvel Comics.

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X-FORCE (Uncanny X-Force 1-35)

Una squadra di assassini guidata da Wolverine prova a “prevenire” pericoli per la razza mutante, ma nel farlo crea altre complicazioni con cui ogni membro del gruppo dovrà fare i conti; gli autori imbastiscono una saga lunga 35 capitoli per farci vedere come anche le scelte giuste possano tornare a tormentarci, o come l’essere umano si disposto a tutto pur di proteggere i propri cari.

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GUERRE SEGRETE (Secret Wars 1-12)

Ecco come un inserto a fumetti per i giocattoli Hasbro si trasforma in un punto di svolta per l’intero parco testate Marvel: il costume nero dell’ Uomo Ragno? Nasce in questa storia! Finite le “Guerre Segrete” i Fantastici Quattro si ritrovarono in 3; scopriamo che Iron Man è di colore (Tony Stark era stato sostituito, che credevate?); Magneto diventa buono e gli X-Men prendono un drago come animale domestico!

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VECCHIO LOGAN (Wolverine 66-72)

Con il classico escamotage del “futuro possibile” Wolverine invecchia con una famiglia lontano dai casini del mondo. Arriva Occhio di Falco che gli incasina e piani e parte un avventura a cavallo tra Mad Max e Kerouac e nel finale Kill Bill. Disegni magistrali.

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GIORNI DI UN FUTURO PASSATO (Uncanny X-men 141-142)

La storia più famosa, più citata e più bella degli anni d’oro degli X-Men che trae ispirazione dal 21°secolo raccontato in Terminator. Le Macchine governano la Terra e gli esseri umani, mutanti in primis, sono rinchiusi, torturati e sterminati. Grande attesa per il film 2014 della Fox che riporta al cinema gli X-men basandosi su questa mini saga.

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X-MEN di Morrison (New X-men 114-154)

Questo scrittore inglese porta Ciclope, Jean Grey e Wolverine negli anni 2000 e per prima cosa togli le calze maglie dal guardaroba degli X-men e li fa vestire con pantaloni in pelle e giacche da motociclista. Cosa non da meno, la casa del Professor X diventa un liceo pieno di mutanti adolescenti, compiti in classe sui viaggi nel tempo e autogestioni che rischiano di distruggere il mondo!

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L’ULTIMA CACCIA DI KRAVEN (Web of Spiderman 31-32/Amazing Spiderman 293-294/Spectacular Spiderman 131-132)

Per chi già conosce questa struggente avventura dell’ Uomo Ragno penso sappia che è un capolavoro, chi non l’ha ancora letta…FATELO!

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I NUOVI VENDICATORI (Ultimates 1-12)

I Vendicatori di una terra parallela sono usati dagli Stati Uniti per esportare la democrazia in Medio Oriente, i loro poteri derivano da esperimenti genetici e non dalle radiazioni tanto in voga negli anni ’60, sono molto più violenti e dicono tante parolacce. Un esperimento molto ben riuscito per svecchiare i classici super eroi.

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X-MEN di Claremont

Perché gli X-Men ora sono famosi? Lo dobbiamo al caro Claremont, che dal 1975 ha rivoluzionato completamente il concetto di serie a fumetti, raccontando, su Uncanny X-Men, delle trame che si sviluppavano non in pochi numeri, ma in diversi anni, costruendo una dinamica familiare tra i personaggi di grande complessità e mai sperimentata prima. Lui ha inventato Tempesta e ha fatto diventare “buono” Wolverine.

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LA GUERRA CIVILE MARVEL (Civil War 1-7)

La miglior produzione fumettistica da parecchi anni a questa parte. Nel 2006 a Capitan America e ad Iron Man (compresi gli altri Avengers) è stato chiesto di fornire alla pubblica amministrazione l’identità civile e registrare i super poteri, abilità ritenute pericolose dall’opinione pubblica e quindi da sottoporre a controllo. C’era stato chi era a favore (Tony) e chi invece no (Cap) e le conseguenze furono disastrose. L’attualità la fa sempre da padrona nei comics e creare una storia sui super-eroi partendo da leggi sulla privacy, sicurezza nazionale post 11 settembre e l’annoso tema sulla vendita delle armi è quanto meno portentoso.

Pietro Micheli

TOP 5: LE TRAME PIU’ PAZZE DEI MANGA

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MANGA BOMBER

Trama metafumettistica simile a quella di Bakuman: la storia tratta di un  fumettista, il sensei Moyuru Honoo, e della “Honoo Pro” e dei suoi assistenti, che vivranno ogni scadenza come una prova alla quale solo gli uomini duri riusciranno a sopravvivere. Il manga può essere considerato una parodia autobiografica delle difficoltà che lo stesso mangaka deve affrontare durante la sua professione. RIFLESSIVO!

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GINTAMA/ EXCEL SAGA

Due manga estremamente pazzi che si divertono a sfottere continuamente i top shonen (One Piece, Bleach, Naruto) e lo fanno con gusto e folle insensatezza. Gintama ha una flebile storia di base ed episodi casuali e autoconclusivi (vi invito a vedere la parodia del “colpevole in nero” di Detective Conan); Excel Saga non ha continuità tra un episodio e l’altro se non lo scontro con il cattivo finale (dal geniale nome: Signor Quell’Uomo!). Insomma due modi simili e perfettamente riusciti di creare una trama senza trama. ASTUTO!

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ASSASSINATION CLASSROOM

Un alieno (quello con la faccia tonda qui sopra…) è apparso sulla Terra poco dopo la quasi totale distruzione della Luna.  La gente è spaventata ma lui se ne sbatte altamente anche perché è dotato dei più noti poteri tipo rigenerazione e dislocazione. Così per ingannare il tempo decide di insegnare in una scuola (!), dove è sempre al centro di attentati da parte dei suoi studenti, i quale cercano di abbatterlo a colpi di mitra e coltelli per incassare la grossa taglia posta sulla sua testa!DELIRANTE!

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ONE PUNCH-MAN

Questo pazzo pazzo manga segue la vita di un eroe medio che riesce a vincere tutte le sue battaglie con un solo pugno! Questo finisce per essere la causa di un sacco di frustrazioni poiché egli non sente più l’emozione e l’adrenalina di combattere una dura battaglia (e chi può biasimarlo?). Forse non valeva la pena di intraprendere il suo rigoroso allenamento per diventare potentissimo o sbaglio? IDOLO!

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LE MIE PALLE

Allora, io non ho mai letto una trama più geniale di questo manga dal nome evocativo, così funzionale da giustificare nudità esplicite: la perfida diavola Lady Emanniel viene imprigionata da un angelo buono nei testicoli di uno studente vergine. Da quel momento in poi il giovane non potrà più eiaculare per un mese intero o il mondo finirà di esistere. A complicare ancora di più le cose ci pensa la demone Elyse che per liberare la padrona deve accompagnare il protagonista verso il coito anche se ha una paura incredibile dei peni umani!FOTTUTI GENI!!!

Francesco Pierucci

TOP 5: GLI HORROR PIU’ SCHIFOSI (non sempre in senso negativo…)

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SHARKNADO

NO COMMENT  la parola al regista:
“ Allora avevo in mente che l’esercito dovesse combatte degli squali che stanno invadendo l’Europa… ma mi hanno detto (intende la casa produttrice Asylum) “No, vogliamo Sharknado!” Così mi diedero un mezza pagina di appunti che io lessi per poi rispondere: questa è la cosa più ridicola che abbia mai letto … ci sto! “ (per la versione integrale e in inglese http://io9.com/we-asked-the-writer-of-sharknado-some-very-serious-ques-736131336)

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ZONE OF THE DEAD

La Serbia in lotta contro gli zombie! WOW! No, nulla di più sbagliato. Il film è di una noia mortale, lento e con una trama inconsistente e quel che è peggio di mostri se ne vedono davvero pochi arrivando alla dozzina verso la fine dell’opera.

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GYO-TOKYO FISH ATTACK

Film d’animazione giapponese, come sempre tratto dal omonimo manga, e che inizialmente ricorda una puntata dei Simpson. Ai pesci crescono le gambe (pure gli squali) e fanno andare in tilt il traffico ferroviario, in Italia  avrebbe da imparare in quanto a scuse. In tanto una ragazza che voleva solo trovare l’amore, scopre che uno scienziato ha costruito una sedia a rotelle che va a scoregge… qual è il collegamento?

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EATERS-RISE OF THE DEAD

“Quella che sembrava una semplice influenza si rivela essere un problema ben più serio” e in Italia arrivano gli zombie! Questo film italiano del 2010 fornisce una chicca dopo l’altra: “vaganti” con microfono (poverini voglio parlare), Neo Nazzi che usano “gli azzannatori” in nuovo sport, personaggi che sparano freddure a raffica, preti inquietanti e fidanzate tenute in cantina. Un film ben fatto va detto!

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WOLF CREEK 2

Sicuramente il film più ignorato alla Settantesima mostra del cinema di Venezia (era comunque fuori concorso). Ambientazione australiana, un serial killer Leghista, vittime prese al lazo e canguri che saltellano contro un camion al ritmo di “The Lion Sleep Tonight”!

Pietro Micheli

FLOP 5: I PEGGIORI FILM SUL CALCIO

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LA SAGA DI GOAL

Scoperta, affermazione e consacrazione di Santiago Muñez, calciatore di origine messicana con un difficile passato alle spalle e un brillante futuro davanti. Divertente e credibile il primo (2005) con Muñez giocatore del Newcastle, senza infamia né lode il secondo (2007) in cui l’asso messicano milita nel Real Madrid (la sottotrama romantica che funzionava nel capitolo iniziale qui però lascia un po’ di attrito), ridicolo, per dire poco, il terzo (2009) in cui ci si gioca la coppa del mondo. Le scene delle partite sono un mix di materiale di repertorio (partite vere riprese da bordo campo) e immagini evidentemente computerizzate. Grandi comparse del mondo del calcio tra cui spiccano Beckham, Ronaldo e Zidane. La domanda è sempre la solita: perché rovinare un bel film facendo sequel scadenti? Ah già, i soldi.

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JIMMY GRIMBLE

Jimmy, tredicenne inglese amante del calcio e tifoso del Manchester City, riceve in regalo da un’anziana signora delle scarpe magiche e diventa un campione. Scoprirà che il talento l’ha sempre avuto ma mancava la fiducia nei suoi mezzi. Storia abbastanza comune (verrà poi ripresa in Il sogno di Calvin con il basket), ha il pregio di mettere il calcio al primo posto, con tante partite, aneddoti, ricordi.  Due cose restano in mente: il portiere nero e le sue parate magnifiche e il gol da centrocampo di Jimmy degno del Mascara dei tempi d’oro.

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L’ALLENATORE NEL PALLONE 2

Sequel de L’allenatore nel pallone (Sergio Martino, 1984) diretto sempre dallo stesso regista, narra del ritorno al grande calcio del mitico Oronzo Canà, allenatore che 20 anni prima salvò insperatamente la Longobarda dalla retrocessione. Il film è bruttissimo, la recitazione pessima (la peggiore è Anna Falchi nel suo solito ruolo di sexy-mignottone), anche le musiche (disperatamente moderne per cercare di rivitalizzare un film che nasce vecchio) risultano sbagliate (a parte la colonna sonora iniziale di Amedeo Minghi…. Scherzo, fa cagare anche quella!). Lino Banfi fa quasi tenerezza. Tra freddure, dialettismi e poppe al vento, ogni tanto si parla di calcio e in quei momenti ti auguri solo che manchi la luce e si spenga il televisore. Simpatici camei di Totti, Buffon e Del Piero.

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TIFOSI

Film commedia del 1999 diretto da Neri Parenti, racconta una giornata di campionato con gli occhi dei tifosi mostrando l’esagerazione che il troppo amore per il calcio può scatenare. Diviso in quattro episodi trova il suo apice con il duo De Sica-Iacchetti (non fosse che in Lazio-Inter i nerazzurri vengono sconfitti) e tocca il fondo con Massimo Boldi e Maurizio Mattioli e la loro (già al tempo) usurata comicità basata sullo scontro Milano-Roma. Cameo di Maradona affianco a Nino D’Angelo. Per vedere un film sulle conseguenze del troppo tifo rivolgersi ad Hooligans. Le commediole italiane lasciano il tempo che trovano.

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DUE GEMELLE NEL PALLONE

Samantha ed Emma Stanton sono due gemelle (strano, in un film con le sorelle Olsen), una è brava a calcio, l’altra no. Scelte, per il torneo scolastico, in squadre che non rispecchiano le rispettive ambizioni, decidono di scambiarsi i ruoli in segreto (ma dai!!!! In un film con le gemelle Olsen c’è uno scambio di ruolo? Miracolo!!). Appartenente alla saga televisiva Due gemelle… che vede numerosi episodi con trame identiche per noia e prevedibilità, sfrutta il calcio per parlare d’altro, senza però riuscire a parlare di niente se non del calcio ( e facendolo molto male). Le due gemelle Olsen erano ancora bambine e già recitavano malissimo. Col tempo sono peggiorate…

 

Matteo Chessa

TOP 5: I MIGLIORI FILM SUL CALCIO

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BEST

Film del 2000 diretto da Mary McGuckian, racconta la storia del nordirlandese George Best, le sue doti calcistiche che lo hanno portato a militare nel Manchester United e la sua fragilità mentale che sfocia nell’alcolismo, gioco d’azzardo e amori folli che ne condizionano il rendimento in campo. Film per veri appassionati dello sport, presenta e fa conoscere al pubblico meno interessato il più grande artista del pallone del secolo scorso, ed è questo il suo merito più grande. Un solo demerito: giudica troppo, sottolinea in continuazione il grande dono che Best ha sprecato e il modo in cui l’ha fatto. A metà tra un documentario e una fiction, ha come attore protagonista John Lynch (anche sceneggiatore), simpatico fidanzato infedele di Sliding Doors.

 

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FUGA PER LA VITTORIA

Seconda guerra mondiale. Due ex glorie del calcio si rincontrano in un campo di prigionia tedesco. Il primo, ufficiale di Hitler, sfida il secondo, britannico, ad una partita tra tedeschi e Alleati. La gara diviene presto una scusa per fuggire. Nonostante il forte sottofondo storico, è un film sul calcio, sulla purezza e la forza dello sport, capace di ribaltare situazioni sfavorevoli. I tedeschi sono nettamente superiori sul campo di battaglia, ma in quello da calcio le cose cambiano. Divenuto famoso per la presenza di Pelè nel cast (che splendida rovesciata!), ha tra i calciatori-attori anche Ardiles, asso argentino e inventore della bicicletta (intesa come numero calcistico…). Stallone, sostituto portiere, para più rigori di Handanovic e Buffon messi assieme.

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IL MALEDETTO UNITED

Dopo anni di successi la storico allenatore del Leeds United abbandona la squadra per diventare CT dell’Inghilterra. Lo sostituisce Brian Clough, ex allenatore del Derby County che prova profondo odio per la nuova squadra e il suo modo di giocare. Dopo tanti film che parlano del tifo, il ruolo dei calciatori, il calcio come sport che dà messaggi positivi, finalmente una pellicola che analizza la figura dell’allenatore, il vero capitano e timoniere della squadra. Michael Sheen interpreta Clough in modo convincente, specialmente quando mostra il suo lato umano di tabagista e alcolizzato. Stephen Frears, innamorato del libro, doveva dirigerlo ma abbandonò il progetto, che andò a Tom Hooper, poco prima delle riprese.

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ZIDANE: A 21ST CENTURY PORTRAIT

23 Aprile 2005. Al Bernabeu di Madrid si gioca Real Madrid-Villareal, partita della Liga Spagnola. 17 videocamere del direttore della fotografia Khondji (Seven) sono puntate su Zinedine Zidane e tra primissimi piani, mezze figure, primi piani lo seguiamo per tutta la sua partita, che non dura fino al fischio finale perché si fa espellere. Esperimento riuscito di videoarte, riesce a regalare la sensazione di essere allo stadio, dentro il campo assieme al giocatore. Più che di film sul calcio si deve parlare di calcio che viene filmato; è il cinema che irrompe nel tempio dello sport più amato e non viceversa. Presentato Fuori Concorso a Cannes 2006, è considerato il più bel film sul gioco del pallone. Capolavoro da vedere assolutamente.

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L’ARBITRO

Sardegna, campionato di terza categoria. L’Atletico Parabarile viene ripetutamente sconfitto dai rivali del Montecrastu. Il ritorno in patria di Matzutzi, figlio di emigrati, sposta gli equilibri. Intanto un arbitro di fama mondiale vuole dirigere la finale di Coppa Campioni a qualunque costo. Diretto da Paolo Zucca, tratto da un corto dello stesso regista, propone una perfetta visione del calcio dilettantistico sardo e del modo in cui è vissuto negli annoiati paesi dell’interno. La contrapposizione tra il calcio di terza categoria, rozzo ma pulito, e il grande calcio europeo, spettacolare ma pilotato, si mescola fino ad unirsi definitivamente nel finale. Non solo calcio, offre anche una panoramica sugli usi e i costumi della Sardegna, i paesaggi mozzafiato e alcune usanze negative che non spariranno mai. Un cast di tutto rispetto, con Accorsi, la Cucciari, Cullin, Benito Urgu e Pannofino (che interpreta l’arbitro venduto Mureno). Le movenze aggraziate e femminili dell’arbitro che dà il titolo al film si rifanno ad un famoso video di YouTube. Presentato all’ultimo festival di Venezia.

 

Matteo Chessa