FACCIAMOLA FINITA: ESEMPIO DI AUTOIRONIA HOLLYWOODIANA

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Avete presente quegli attori che non caga mai nessuno? Ci si ricorda delle facce ma non si collega il nome… e nemmeno i film che fanno entrano in testa se non per motivi assurdi come “l’ho visto in aereo” o “parla di Guerre Stellari” (esperienza personale). Faccio degli esempi? Jonah Hill, Jay Baruchel, Danny McBride, Craig Robinson… bene, i signori sono tutti interpreti di questo film esempio della autoironia (!?) hollywoodiana.

Poi ci sono anche i serie B come Seth Roger, che nell’incipit del film viene preso in giro dai fan perché non sa fare film diversi da quelli stupidi per cui è famoso; poi il pezzo da 90 James Franco, fumato per tutto la durata della pellicola, che si rivela essere un gran bastardo e come se non bastasse si improvvisa regista di un film-nel-film, il sequel di Pineapple Express.

Non ho detto la cosa più bella: usano tutti i loro veri nomi!

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Ma passando alla trama le cose diventano più interessanti (mica vero!): Seth e Jay non si vedo da molto tempo e per festeggiare passano un pomeriggio tra canne, x-box e hamburger per poi andare ad una festa organizzata da James… Jay si trova in imbarazzo non conoscendo nessuno dei presenti e con la scusa delle sigarette si allontana con l’amico che invece è molto inserito avendo fatto un film con Franco. Al drugstore rimangono coinvolti in un terremoto, seguito da quello che sembra un rapimento alieno e qua la cosa si fa seria perché tornati alla casa di Franco i due vedono tutti gli invitati morire uno dopo l’altro risucchiati in un enorme voragine apertasi in giardino, e otre a loro sopravvivono solamente 3 persone.
I cinque si barricano in casa, ma scoprono, tra gag varie e situazioni un po’ tristi, che tutto è legato all’apocalisse, annunciata dalla assunzione dei “giusti” al cielo; i demoni popolano la terra e Satana reclama anime. Gli attori fuggono di casa cercando di sopravvivere ma, placcati da creature infernali, scoprono, uno alla volta, il significato del sacrificio e riescono a raggiungere il regno dei cieli (tranne James Franco).

Chiude un gran bel colpo di scena: “backstreet back all right!“… e allora ti metti a cantare come se avessi 13 anni e ti dimentichi delle cose brutte appena viste.

Pietro Micheli

OFFTOPIC FLOP 5: CINQUE COSE DA NON FARE MAI IN THAILANDIA

NOTA: Questa classifica è basata sulla mia esperienza personale

5

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Diciamocelo: la Thailandia sarà anche il Paese del Sorriso ma i suoi abitanti sono un po’ repressi. Le Public Displays of Affection vengono viste generalmente con disprezzo e sono addirittura vietate con apposito cartello all’interno dei templi.

4

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MAI PROVARE A PRENOTARE UN ALBERGO PER TELEFONO

Se progettate un viaggio in Thailandia, vi prego di prenotare gli alberghi prima della partenza: oltre a un buono sconto sul prezzo infatti, eviterete inoltre di dannarvi l’anima cercando di prenotare una stanza al telefono con un’incomprensibile thai che conosce l’inglese più o meno come Marco Marfè. Al solo pensiero mi vengono i brividi.

3

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MAI NOMINARE DORAEMON INVANO

In Thailandia ci sono due esseri che vengono adorati come divinità : Buddha e… Doraemon. Entrambi cicciottelli e sorridenti, entrambi personaggi di fantasia, entrambi raffigurati ovunque e comunque. Se il culto per Siddartha è comprensibile, quello per il gatto-robot non ha alcun senso. Che c’entra con la Thailandia? Assolutamente niente, ma se provate a offendere la sua figura vi assicuro che i siamesi vi linceranno!

2

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MAI AVVICINARSI A UNA SCIMMIA IN CATTIVITA

Se su di una splendida spiaggia thai vedete delle simpatiche scimmiette che giocano con la sabbia, vi prego di non avvicinarvi. Dopo un primo momento divertente in cui vi salteranno addosso infatti, finiranno con l’azzannarvi alla giugulare stringendo con le loro fauci più di una murena. Il dolore iniziale sarà subito sostituito dal timore di aver preso la rabbia o altre malattie infettive.

1

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MAI CONTRATTARE IL PREZZO  DI UN OGGETTO CON UNA BAMBINA

La scena è più o meno la stessa di quella con la scimmia ma più subdola perché la bambina si avvicinerà a voi abbracciandovi e baciandovi sulla guancia prima di ingabbiarvi con una collanina di fiori, pretendendo una cifra decisamente cospicua. Il vostro rifiuto smonterà in un attimo la falsità del suo affetto pregresso, scatenando il piccolo mostro che proverà a strozzarvi con le sue manine sottili, perfette per cucire palloni da calcio. Neanche offrire dei soldi senza volere niente in cambio, servirà a salvarvi!

Francesco Pierucci

IL PASSATO: LA NUOVA PERLA DI ASGHAR FARHADI

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Come una macchia. È questa l’immagine che il regista Asghar Farhadi dà del passato nella sua ultima fatica, Il Passato (Le passè), nelle sale italiane in questi giorni. Come una macchia in un vestito portato in tintoria, chiave di volta su cui poggia la trama, o come le varie macchie sulla coscienza dei personaggi: Marie (Bérénice Bejo) che vuole vendicare il matrimonio fallito con Ahmad (Ali Mosaffa), ancora legato sentimentalmente alla donna che non ha avuto il coraggio di amare; Samir (Tahar Rahim) combattuto tra il coma della moglie (ha tentato il suicidio ingerendo del detersivo) e la relazione con Marie, che aspetta un figlio da lui; Lucie (Pauline Burlet) primogenita di Marie che, avvilita dal senso di colpa per un errore commesso, non accetta la nuova relazione della mamma; infine Fouad, il piccolo figlio di Samir, scalmanato e irascibile per il passato difficile, ma l’unico a credere in un futuro migliore. Presentato all’ultimo festival di Cannes, questa perla dell’iraniano Farhadi (già noto al grande pubblico per Una separazione, vincitore di numerosi premi tra cui Oscar Miglior Film straniero) parte come un dramma familiare, si evolve come un giallo per poi tornare, nel suo epilogo, al dramma; come per il film precedente del regista si parla di divorzio, ma se in Una separazione si analizzano le sue conseguenze, ne Il Passato si cerca di portarne alla luce i motivi. Il tutto si basa sull’incomunicabilità, sul non detto, sui segreti trattenuti che, col tempo, si aggravano (la prima scena del film con Marie e Ahmad che comunicano a gesti da due capi differenti di un vetro sottolinea questa chiave di lettura); al contrario i dialoghi che si scambiano i protagonisti, quasi sempre pungenti e carichi d’odio. La coralità è gestita con grazia ed equilibrio dal regista, capace di regalare il giusto tempo sullo schermo a tutti gli interpreti (Ahmad, fino a quel momento protagonista indiscusso, sparisce improvvisamente da metà film in poi per rientrare alla fine), ma grande merito va dato agli attori, una brava Bejo, premiata come migliore attrice a Cannes, un compassato Mosaffa, l’ottimo Tahar Rahim ambiguo e combattuto interiormente, e la rivelazione Elyes Agus nel ruolo del piccolo Fouad, che con alcune espressioni da attore navigato sorprende ed emoziona.

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La stretta di mano rifiutata

Un film sul passato e sulla difficoltà di lasciarselo alle spalle che viene sintetizzato dalle sue strette di mano del film, che ribaltano un po’ quello che si vede per 130 minuti; la prima è cercata da Marie, che stringe la mano di Samir che, mentre guida, prontamente evita il contatto; la seconda è quella dell’uomo con la moglie in coma, per cercare una reazione. Se credi, dopo il film, che sia lei a non aver chiuso completamente col passato, ti sbagli di grosso.

Matteo Chessa

SHOCK NEI GRIFFIN: MUORE BRIAN, TRAVOLTO DA UN’AUTO

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Brutta notizia per i fan dell’irriverente cartone creato da Seth MacFarlane; nell’ultimo episodio della dodicesima stagione Brian Griffin, il cane della famiglia e personaggio amatissimo dal pubblico, viene travolto da un’auto mentre gioca per strada con Stewie. Sul letto della sala operatoria, in un ultimo commovente saluto ai membri della famiglia, pronuncia le parole “Mi avete dato una vita meravigliosa…”. Che uno dei personaggi principali ci avrebbe salutato si sapeva già da tempo (per confessione degli stessi produttori all’ultimo comic con), ma il fatto che la scelta sia ricaduta su Brian, simpatico cane parlante che grazie alla sua intelligenza e serietà (alternata a momenti di pazzia) fa da perfetto contraltare ai vari Peter e Stewie, lascia a tutti l’amaro in bocca. Soprattutto le lacrime del piccolo, che piange il defunto amico, hanno commosso gli spettatori, memori di divertenti scene con protagonisti i due. Così come commovente è la scena del funerale o la scelta della famiglia di affrontare il dolore con un nuovo cane, Vinny.

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Brian, di Vianelliana memoria, con Stewie

Il produttore esecutivo Steve Callaghan ha commentato così: “Tutti amiamo Brian e tutti amano gli animali domestici, ma può capitare che nella realtà un cane possa essere investito da un’auto. Avevamo deciso da tempo la morte di uno dei protagonisti. Pensavamo che per la famiglia Griffin sarebbe stato meno traumatico perdere Brian”. Ed effettivamente, pensandoci su, la scelta poteva ricadere solo su uno dei due personaggi più amati (per fare abbastanza rumore): Stewie o, appunto, Brian. In ogni caso la scelta sarebbe stata dolorosa.

Qui il link con il video del fattaccio: http://www.youtube.com/watch?v=adzkOv0vvDI

 

Matteo Chessa

I FILM SULLA MARVEL: PEZZI DI UN PUZZLE

L’universo Marvel sta venendo fuori bello intricato anche al cinema, e soprattutto nei film Paramount (ora Disney) i rimandi sono ancora più forti… tralasceremo i mutanti della Fox o lo Spiderman Sony per soffermarci sul ampliamento in corso del mondo Avengers

THANOS

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Il vero male dietro l’operato di Loki in Avengers si rivela essere uno dei più acerrimi nemici di Capitan America e soci. Nei fumetti Thanos viene da Titano e adora la Morte, al punto da voler sacrificare l’universo intero per compiacerla, partendo dal suo mondo natio. Crea il Guanto del Infinito (vedi sotto) a questo scopo, ma le forze della natura, con l’aiuto dei Vendicatori, gli si oppongono rovinandogli i piani.

UOMINI DI PIETRA DA SATURNO

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Thor filmico combatte molte guerre nel tempo intercorso tra la fine del primo film, Avengers e Dark Word; una di queste viene immortalata nelle scene iniziali di quest’ultimo… e chi appare? Una razza aliena che i lettori conoscono bene come la prima minaccia che Thor combatte su Journey in to Mistery #83. Sono i Giganti di Pietra, poi tornati altre volte anche in recenti avventure di Hulk, che si allea con uno di loro per qualche tempo. Stando ai fumetti la casa di questi esseri, famosi nelle mitologie del nord del mondo, sarebbe Saturno.

GUANTO DELL’INFINITO E GEMME DELL’INFINITO

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Nelle scene iniziali del primo film Thor, c’è una veloce carrellata sul armeria di Asgard e si intravedono molti oggetti, il più importante dei quali (col senno di poi) è il guanto della foto qua sopra. Arma potente con cui spesso fanno i conti i Vendicatori, il Guanto del Infinito caratterizza da anni l’alieno pazzo Thanos, che lo usa per controllare l’intera realtà a portarla al annichilimento. In Dark Word troviamo un altro importante tassello di questa sottotrama. Nella mitologia Marvel Comics le Gemme del Infinito sono parti della coscienza di un essere antichissimo che per esplorare l’universo si sparpagliò attraverso il cosmo sotto forma di 6 reliquie. Spazio, Mente, Realtà, Anima, Tempo e Potere (questi i nomi delle gemme) furono poi raccolte da Thanos per creare il suo guanto. Recenti ipotesi vedrebbero il Tesseract (che appare in Capitan America e Avengers) come la gemma dello spazio e la gemma della realtà materializzata nell’arma Aether che minaccia l’universo in ‘Dark Word’

COLLEZIONISTA

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Sempre in Dark Word appare, a sorpresa, un altro importante personaggio, apparso per la prima volta su Avengers #28: Il Collezionista. Creatura molto antica, che per non annoiarsi iniziò a “collezionare” oggetti rari e creature da tutto i mondi. Anche capace di prevedere il futuro, vide Thanos distruggere la vita dell’universo e così creò un museo contenente innumerevoli forme di vita per tenerle al sicuro. Per un periodo ha anche posseduto una delle Gemme Dell’Infinito, inconsapevole, però, del suo potenziale, finché non venne presa da Thanos. Come nel fumetto, anche al cinema Il Collezionista (interpretato da Benicio Del Toro) deve mantenere al sicuro una delle Gemme, che gli viene consegnata da Lady Sif.

ADAM WARLOCK?

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Nel museo del Collezionista appare, nella prima inquadratura, un enorme sanguisuga o vermone! Che schifo! Sarete lieti di sapere che è identico al bozzolo in cui si rigenera uno degli oppositori più accaniti di Thanos: Adam Warlock! Personaggio da sempre legato al destino delle Gemme e ai personaggi noti come Guardiani della Galassia, che appariranno presto in una nuova pellicola diretta da James Gunn, autore di questa sequenza.

NOVE REGNI

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Nel primo film di Thor, il figlio di Odino racconta a Jean Foster dei Nove Mondi che compongono i domini dei Odino, ma solo tre venivano mostrati: Asgard (ovviamente), Midgard (la Terra) e Jotunheim (casa dei Giganti di Ghiaccio). Nel nuovo capitolo appaiono un po tutti gli altri, ma su due si concentra l’attenzione. Vanaheim è il luogo più vicino ad Asgard e popolato da esseri simili agli asgardiani chiamati Vanir e dove si combatte l’ultima guerra di Thor per riportare l’ordine. Poi, visto che nel film si parla di Elfi Oscuri, vediamo il reame di Svartalfheim. A causa di un allineamento di tutti i mondi la “membrana” tra questi va affievolendosi e così diventano visibili anche altri luoghi casa di personaggi che sarebbe bello vedere nel terzo film su Thor, primo tra tutti Muspelheim, dimora di Surtur, che ogni volta che appare nei comics avvicina i 9 mondi al apocalisse.

Pietro Micheli

FLOP 6: LE PEGGIORI SCENE DI DRAGON BALL

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Ho amato molto il Manga di Akira Toriyama, tanto da non trovare nessuna scene da inserire in questa classifica (i pochi errori sono comunque perdonabili). Purtroppo però il confronto con l’anime è impietoso, e lì si che sono presenti i candidati giusti per la poco ambita classifica. Vediamo quali.

6

GOKU E JUNIOR PRENDONO LA PATENTE

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Il mondo è in pericolo, i guerrieri si allenano,Cell ha costruito i suo ring, l’esercito si prepara a fare da vittima sacrificale per il mostro verde. Tutto ciò basta a Chichi per smetter di rompere le palle?? Certo che no, e allora vai con le pretese: Gohan devi studiare (ancora???), Goku prendi la patente che andiamo a fare un pic nic… Mah… Il bello è che il super sayan accetta, portandosi dietro il povero Junior, di passaggio in casa Goku e rimasto incastrato nell’orribile ragnatela di richieste della donna. Scene ridicole più dei cappellini che indossano i due aspiranti guidatori. Alla fine Goku e Junior salvano la vita a dei bambini e l’esaminatore, impazzito per il troppo spavento, dispensa patenti gratis pur di levarsi di torno quei pericoli pubblici (il mondo sta per finire, ma non se ne accorge nessuno???)… ahahahaha che ridere… No.

5

GOKU CADE DAL SERPENTONE

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Corri Goku hai un anno di tempo per arrivare su pianeta di Re Kaio, allenarti, tornare sulla Terra e sconfiggere la minaccia Sayan !!! Ok ma prima un pisolino su un mezzo pesante che lava il serpentone che mi porterà alla meta. Logicamente il veicolo sbanda e Goku cade giù, ritrovandosi negli inferi. Non è tanto le digressione, che non leva niente alla trama abbastanza noiosetta (sulla Terra tutti si allenano) quanto la stupidità della puntata, con Goku che fronteggia alacremente le prove che due diavoletti molto spiritosi gli propongono per ritornare sulla retta via. Alla fine il sayan fugge ma si ritrova al punto di partenza; niente paura, ha il doppio delle energie e recupera subito terreno perché ha mangiato una mela d’oro. Seee, vabbé…

4

DARBULA IN PARADISO

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Majin Bu ha fatto piazza pulita, la Terra (salvo qualche sopravvissuto) è deserta. In Paradiso troviamo, allegre e sorridenti, le tre donne dell’anime, Bulma, Videl e Chichi, che raccolgono fiorellini, sorseggiano the e parlano della situazione con… Darbula, il signore degli inferi. Ora, anche nel manga Re Enma relega questo personaggio in paradiso, secondo la legge del contrappasso, ma non viene mai mostrato, per pietà e per rispetto verso un personaggio, al netto della cattiveria, fico (cazzo pietrifica la gente con la saliva)… Povero Darbula costretto a fare corone di fiori… Spero che trovi un’animella tutta per lui e vivano felici e contenti.

3

LE DIFFICOLTA’ DI BULMA SU NAMECC

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Queste sono le digressioni che odio di più… tutti che lottano, muoiono (il povero Crilin viene prima incornato e poi fatto esplodere), faticano per salvare l’universo dal temibile Freezer… Anche Bulma è in grave pericolo, rischia grosso contro le rane, i pesci, dei massi, un pidocchio, gli acari della polvere … Il bello è che le dedicano pure puntate intere distogliendo l’attenzione dallo scontro vero… Le sue grida disperate e i pianti isterici hanno fatto incazzare milioni di bambini.

2

GLI ALLIEVI DI MR SATAN SFIDANO CELL

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Uno torna da scuola con l’ansia a mille perché inizia il Cell Game e sul più bello irrompono degli imbecilli in elicottero pronti a rovinare la festa a tutti. Si tratta di Karoni e Piroshiki, i due allievi di Mr Satan, accompagnati da una sciacquetta da quattro soldi. Osano sfidare Cell che li sconfigge con delle scorregge, e la stessa sorte tocca al loro maestro. Unico grande rimpianto: non avere visto il temibile mostro verde massacrali con furia. Inutile parentesi di una saga con già troppe aggiunte (vedi 6° posto).

1

SQUADRA GINEW VS KAIO’S BOYS

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La sfida più stupida di tutti i cartoni animati, il combattimento meno veritiero mai realizzato… La squadra Ginew, fresca di botte prese da Goku e fatta fuori dallo spietato Vegeta, arriva sul pianeta di Re Kaio (hanno inspiegabilmente conservato la loro anima e corpo)e combatte contro Yamcha, Jiaozi e Tenshinhan che stanno effettuando lo stesso allenamento intrapreso da Goku. La sfida dovrebbe essere impari (Goku a malapena ha battuto Vegeta con quell’allenamento) invece i ragazzi di Kaio li annientano con facilità. “L’allenamento è servito” esclama l’inutile Yamcha, ricordato solo perché s’è fatto Bulma. Quanta ira.

 

Matteo Chessa

THE WALKING DEAD AL MICROSCOPIO

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[SPOILER per chi non è in pari con la serie TV]

Robert Kirkman è passato agli annali come uno dei pochissimi scrittori ad aver mantenuto il completo controllo su una property nonostante il passaggio su altri media. Parliamo della serie a fumetti The Walking Dead, primo numero nel 2003, e della trasposizione per il piccolo schermo del 2010, a cui Kirkman da ancora un fortissimo contributo (e siamo alla 4° stagione!). Forti di questo primato, tuttavia, non è stata la fedeltà della trama la prima scelta dei produttori della AMC (canale che trasmette le puntate negli Stati Uniti). Sono molte le differenze tra le due incarnazioni ed è convinzione di chi scrive che grazie alla TV Kirkman abbia esplorato ipotesi narrative divergenti dal originale, rispondendo alla domanda ‘e se fosse andata diversamente?

SHANE

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Il migliore amico del protagonista (Rick) nella serie a fumetti muore nel #6 numero, proprio subito, e basti sapere che ha tradito l’amico andando a letto con la moglie Lori. Le conseguenze del tradimento vengono presto liquidate: Lori non era davvero innamorata e Rick perdona la moglie, che partorisce un figlio illegittimo ma comunque molto amato. Diversa è la storia del personaggio della TV che sopravvive per ben 2 stagioni. Shane è un elemento di disturbo nel gruppo di Rick e malgrado faccia scelte più strategiche del capo, inizialmente molto emotivo, viene continuamente osteggiato. La faida per la leadership tra i due amici è solo la scusa per riuscire a capire chi Lori sceglierà come padre del bambino che porta in grembo. Dopo un episodio bellissimo e pieno di ansia Shane muore con le stesse modalità del fumetto (sparato da Carl).

CAROL

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L’esempio perfetto che riassume quanto scritto prima sulle “strade non prese” da Kirkman.
Carol è uno dei primissimi membri del gruppo di Rick, sia nel fumetto che nella serie televisiva. E’ fragile ed emotiva e deve crescere una figlia in un mondo violento, aggrappandosi all’unica altra donna madre del gruppo: Lori. Nel fumetto questa amicizia si evolve in un amore lesbo non ricambiato che la porta al suicidio (dopo aver sperimentato le forti braccia di un uomo che poi la tradisce, si legga sotto per l’identità del bastardo) lasciando la figlia alle cure del amica.
In TV Carol e Lori sono invece solo molto amiche e le tante tragedie che la colpiscono la rendono più forte e quasi cinica; nel corso della Stagione 4 scopriremo altre parti del suo carattere.

TYREESE

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Omone nero e grosso ma dal cuore d’oro, appare per la prima volta nel #7 del mensile e subito instaura una forte amicizia con i membri del gruppo principale. Tyreese ha un grande senso del dovere ed è un alleato fedele di Rick, ma ciò non vuole dire che lo segue ciecamente, anzi, discutono animatamente di questioni importanti e in qualche occasione vengono alle mani. Ha avuto una relazione con Carol ma la abbandona per Michone. In TV non lo si vede fino a metà della terza stagione e viene presentato come un personaggio poco importante, per poi essere approfondito diffusamente nel corso del attuale Stagione 4.

DARYL

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Personaggio tra i più amati nella serie di AMC, nasce apposta per il nuovo universo televisivo. Infatti non è presente nel fumetto e fa come le veci del assente Tyreese aiutando Rick a proteggere il gruppo, a volte facendo cose scomode, sfruttando il suo passato da teppista.
Famoso è il suo binomio col fratello Merle! La presenza del familiare costringe ogni volta Daryl a scegliere tra il suo passato e il nuovo ruolo che si è creato nel gruppo a fianco, primi tra tutti, di Rick e Carol (con cui ha instaurato un forte legame)…

FATTORIA DI HERSHEL E SOPHIA

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Siamo sempre all’inizio del mensile, e nelle uscite #9 e #10 Rick e Tyreese, superato l’inverno, escono dal camper in cui sono confinati per andare a caccia. C’è anche Carl con loro (il primogenito di Rick) che rimane ferito: muovendosi nella boscaglia viene scambiato da un altro sopravvissuto per un animale e così gli sparano. I mal capitati raggiungono (guidati dalla nuova conoscenza) un altro gruppo di sopravvissuti, stazionati in una fattoria e capeggiati da Hershel che presta cure mediche a Carl, salvandolo. I due gruppi hanno qualche astio e, quando Carl si rimette, viene invitato assieme al padre e ai compagni ad abbandonare la fattoria; fortunatamente li vicino Rick trova una prigione in cui costruire il suo campo e il gruppo vi si trasferisce.

Diversamente va per gli eroi della TV! Iniziata la Stagione 2 il gruppo perde Sophia, la figlia ci Carol (presente anche nel fumetto). È nel cercare la bambina che Carl viene ferito e così il gruppo incontra Hershel… tutta la stagione è incentrata sulla ricerca della bambina (faro di speranza per il morale dei sopravvissuti) e sulle divergenze tra i gruppi: anche gli zombie infatti dividono il Fattore e Rick; il primo pensa siano solo persone malate e invece di ucciderli li conserva in un fienile, non vuole rischiare che familiari e amici vengano danneggiati da persone incoscienti che ne hanno paura. Caso vuole che Sophia, trasformata in zombina, viene rinchiusa in questo granaio all’insaputa di tutti e viene uccisa insieme alle altre persone trasformate quando Shane scopre la macabra usanza e invita i suoi compagni ad aprire il fuoco per scongiurare la minaccia. I gruppi, colpiti dalla stessa tragedia, si avvicinano e costretti ad abbandonare la fattoria vanno insieme alla prigione.

Pietro Micheli

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