LA VITA DI ADELE: LA VITTORIA DEI SENTIMENTI

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“Non vuole parlare della sua vita, preferisce soffermarsi sui sentimenti e questo mi è piaciuto parecchio”. Così Adèle (Adele Exarchopoulos) commenta il libro La vita di Marianna, del drammaturgo francese del 700 Pierre de Marivaux, mentre parla con Thomas (Jeremie Laheurte), sintetizzando anche il senso di La vita di Adèle, film del 2013 diretto da Abdellatif Kechiche. Tratto dalla graphic novel di Julie Maroh Il Blu è un colore caldo (2010), narra le vicende della giovane Adèle, la sua passione per la letteratura, le prime avventure con i ragazzi, la scoperta dell’omosessualità e la felice/travagliata storia d’amore con Emma (Léa Seydoux), studiosa di Belle Arti e più grande di lei di 4 anni. Con uno stile fatto di primissimi piani, particolari e dettagli, il regista attraversa ossessivamente le due protagoniste per scavare a fondo nel loro intimo e mostrarci, ad ogni inquadratura, i differenti sentimenti che provano; dall’odio alla gelosia, dall’amore tenero a quello morboso, per arrivare alla tristezza e la solitudine, tutti espressi magnificamente dalle due attrici (spicca a mio avviso la Exarchopulos, capace con i suoi sguardi di dare infinita profondità ai pensieri del suo personaggio) e sottolineati dai tanti rimandi al mondo della letteratura e della storia dell’arte che fa il regista. Premiato con la Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes, La vita di Adèle è un film romantico, dolce e sensuale come i movimenti della bella protagonista (bella bella bella in modo assurdo direbbe Zoolander) che non si esaurisce nelle perfette scene di sesso o nelle polemiche avanzate dalle due interpreti, durante la manifestazione francese, contro il regista reo di aver creato un clima invivibile sul set (la maggior parte del successo italiano del film è purtroppo dovuto a questi motivi), ma emoziona e intrattiene facendoci interrogare sulla libertà dell’amore vero e sulle difficoltà di mantenerlo. Tutto nel film è sentimento, dai litigi scolastici ai pasti familiari, dai balli fino alle lezioni con i bambini.  Uno scena in particolare colpisce in questo capolavoro: durante la festa tenuta nella loro casa, Adèle e Emma si scambiano occhiate di gelosia perché tampinate da altre persone; le espressione delle attrici non lasciano trapelare emozioni, che vengono però palesate dalle scene del film muto alle spalle della ragazza che dà il titolo al film. Ottima scelta delle musiche, tutte diegetiche (tranne il pezzo finale) e importanti per lo svolgimento della storia. Da non perdere.

 

Matteo Chessa

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