FACCIAMOLA FINITA: ESEMPIO DI AUTOIRONIA HOLLYWOODIANA

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Avete presente quegli attori che non caga mai nessuno? Ci si ricorda delle facce ma non si collega il nome… e nemmeno i film che fanno entrano in testa se non per motivi assurdi come “l’ho visto in aereo” o “parla di Guerre Stellari” (esperienza personale). Faccio degli esempi? Jonah Hill, Jay Baruchel, Danny McBride, Craig Robinson… bene, i signori sono tutti interpreti di questo film esempio della autoironia (!?) hollywoodiana.

Poi ci sono anche i serie B come Seth Roger, che nell’incipit del film viene preso in giro dai fan perché non sa fare film diversi da quelli stupidi per cui è famoso; poi il pezzo da 90 James Franco, fumato per tutto la durata della pellicola, che si rivela essere un gran bastardo e come se non bastasse si improvvisa regista di un film-nel-film, il sequel di Pineapple Express.

Non ho detto la cosa più bella: usano tutti i loro veri nomi!

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Ma passando alla trama le cose diventano più interessanti (mica vero!): Seth e Jay non si vedo da molto tempo e per festeggiare passano un pomeriggio tra canne, x-box e hamburger per poi andare ad una festa organizzata da James… Jay si trova in imbarazzo non conoscendo nessuno dei presenti e con la scusa delle sigarette si allontana con l’amico che invece è molto inserito avendo fatto un film con Franco. Al drugstore rimangono coinvolti in un terremoto, seguito da quello che sembra un rapimento alieno e qua la cosa si fa seria perché tornati alla casa di Franco i due vedono tutti gli invitati morire uno dopo l’altro risucchiati in un enorme voragine apertasi in giardino, e otre a loro sopravvivono solamente 3 persone.
I cinque si barricano in casa, ma scoprono, tra gag varie e situazioni un po’ tristi, che tutto è legato all’apocalisse, annunciata dalla assunzione dei “giusti” al cielo; i demoni popolano la terra e Satana reclama anime. Gli attori fuggono di casa cercando di sopravvivere ma, placcati da creature infernali, scoprono, uno alla volta, il significato del sacrificio e riescono a raggiungere il regno dei cieli (tranne James Franco).

Chiude un gran bel colpo di scena: “backstreet back all right!“… e allora ti metti a cantare come se avessi 13 anni e ti dimentichi delle cose brutte appena viste.

Pietro Micheli

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