FLOP 5: I PEGGIORI FILM DI NATALE

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NATALE IN CROCIERA

Usiamo lo shock e mettiamo in bella vista il cadavere di un cine-panettone per spaventare gli altri e tenerli lontani. Con l’imbarazzo della scelta a disposizione, abbiamo optato per Natale in crociera, filmaccio del 2007 diretto, stranamente, da Neri Parenti. Secondo cine-panettone senza Massimo Boldi, ha il grandissimo difetto di far traslocare l’abusatissima trama, costituita da tradimenti, equivoci, sesso e demenzialità, su un’unica location (la crociera) perseverando inoltre con l’eliminazione dell’elemento natalizio, fil rouge dei primissimi film della fortunata saga (tanto sole, niente neve né alberelli, stesso errore di Natale a Miami o sul Nilo). Un vero peccato ripensando a come tutto è cominciato, con quel simpatico giallo hitchcockiano che è Vacanze di Natale 90, sceneggiato da Ferrini e Oldoini (anche regista).

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CHIAMATEMI BABBO NATALE

A 200 anni Babbo Natale decide di andare in pensione. Mescolato tra gli uomini come Nick, incontra Lucy, produttrice televisiva che ha smesso di credere nel Natale da bambina, quando una sua preghiera non venne ascoltata. Che sia lei la sostituta? Vi informo che lei è Whoopi Goldberg, attrice straordinario ma, francamente, inadatta alla parte di Babbo (Mamma sarebbe meglio) Natale. Il film è pessimo (c’è di peggio in giro lo so) e, pensato per i bambini, mi ha fatto addormentare tutte le volte che, da piccino, ho provato a guardarlo (5 su 5, che media). Babbo Natale viene chiamato San Nicola per buona parte della pellicola, giusto per far domandare ai bimbi chi sia sto tizio e fargli così scoprire che, molto tempo prima della Coca Cola, la leggenda del vecchio porta-doni esisteva già.

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CHE FINE HA FATTO SANTA CLAUS?

Otto anni dopo Santa Claus Tim Allen decide inspiegabilmente di riprendere gli abiti di Babbo Natale in questo scadente sequel la cui trama ha più buchi delle calze della befana di una famosa canzoncina infantile. Due sole parole (pronunciate in questo film) lasciano intendere la bassezza della pellicola: la SANTA CLAUSOLA. La Santa Clausola, perché gioca con il nome Santa Claus capito??? Ahahahahha,ah no aspetta un attimo non fa ridere per niente.

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IL GRINCH

Il paese di Chinonsò, abitato dai Nonsochi (ma vi rendete conto), è indaffarato con i preparativi del Natale. La piccola Cindy Lou decide di invitare alla festa anche il Grinch, eremita verde che odia a morte le festività natalizie (come dargli torto, chi avrebbe voglia di festeggiarlo coi Nonsochi) e che ha in mente un piano per rovinare il 25 Dicembre a tutti. Diretto da Ron Howard, interpretato da Jim Carrey, scelto tra vari attori come Jack Nicholson e Eddie Murphy (aveva la idee chiare il caro Ron), Il Grinch è una vera cagata: noioso, confusionario, triste. Recitazioni ai limiti dell’accettabilità, sceneggiatura scritta sicuramente in qualche bar poco costoso. L’urletto spaventato (e acutissimo) di quella bambina stupida ancora echeggia nelle mie orecchie.

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NICK E LA RENNA CHE NON SAPEVA VOLARE

Non conoscevo il film, è stato mio fratello a consigliarlo appositamente per questa classifica. E, dopo averlo visto, gli do ragione. La trama narra di un bracconiere che va al Polo Nord per rapire una renna da portare negli USA in uno zoo. Prende una delle otto di Babbo Natale, l’unica che non sa volare. Nick, figlio del pancione rosso (che esiste eh, se ci sono bambini dall’altra parte dello schermo del pc, Babbo Natale esiste) si impegna per riportarla a casa. Risate assicurate, una sottotrama romantica, una renna, Babbo Natale, cosa chiedere di più ad un film? È per questo che adoro il cinema. W Nick e la renna che non sapeva volare. E w anche il sarcasmo. Per la maggior parte del tempo ti immagini di essere Schwarzenegger in Una promessa è una promessa; vi ricordate cosa faceva lui alla renna??? Esatto bravi.

Matteo Chessa

1931. I PIONIERI DEL WEST: EPOPEA FAMILIARE TRA WESTERN E MELO’

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Tratto dal romanzo Cimarron dell’importante scrittrice statunitense Edna Ferber (dalle cui opere sono stati tratti tanti capolavori cinematografici, da Il Gigante di George Stevens a Saratoga di Sam Wood) I Pionieri del West tratta la storia della famiglia Cravat, della corsa alle terre dell’Oklahoma del 1893, la creazione di un giornale che grazie alla moglie Salma diventa uno dei più importanti della regione, il richiamo alle avventure nel selvaggio West, con terre ancora da scoprire e conquistare. Secondo film western della storia (il primo fu I Pionieri di James Cruze), il primo del genere col sonoro, ha una durata eccessiva (131 minuti) per la trama e, visto oggi, risulta un po’ datato e, alla lunga, annoia a causa di alcune parti più da melo’ che da western vero (“è cresciuto male” scrive Il Morandini). Nonostante ciò alcune scene sono spettacolari ed entusiasmano, in primis la grande corsa coi carri dei coloni per impossessarsi delle terre, ripresa in migliaia di film successivi (del genere e non, si pensi alla sequenza finale di Cuori Ribelli di Ron Howard, ambientato in Irlanda). Diretto da Wesley Ruggles (verrà rifatto 30 anni dopo da Antony Mann), è il primo film western a vincere l’Oscar al Miglior Film (il secondo sarà, ben 58 anni dopo, Balla coi lupi di Kevin Costner). Anche un’altra statuetta per la sceneggiatura di Howard Eastbrook.

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La corsa coi carri alle terre, storica scena ripresa più volte in altri western

Matteo Chessa