1934. CAVALCATA: VIAGGIO TRENTENNALE NELLA STORIA INGLESE

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Nell’anno di Addio alle armi di Borzage e della brillante commedia di Frank Capra Signora per un giorno, trionfa alla notte degli Oscar e si aggiudica la statuetta per il Miglior Film Cavalcata di Frank Lloyd, già premio Oscar alla Regia nel 1930 (ad Aprile quando trionfò La canzone di Broadway) per il fiacco Trafalgar (nemmeno candidato), che bissa il successo con questo dramma bellico che ripercorre 30 anni di storia inglese. Utilizzando come spunto la storia di un’agiata famiglia borghese di Londra, i Marryot, Lloyd ripropone tutti gli avvenimenti più importanti della storia britannica, iniziando dal capodanno del 1899, in piena guerra anglo-boera, passando per il disastroso naufragio del Titanic del 1912 (in cui i coniugi Jane e Robert perdono un figlio), la morte della regina Vittoria e l’inizio della Grande Guerra del 1914, in cui perirà un altro figlio. Diretto con caparbietà e solidità, offre le splendide prove recitative di Diana Wynyard (candidata all’Oscar che le verrà soffiato da Katharine Hepburn per La gloria del mattino) e Clive Brook che, nelle parti dei coniugi, accompagnano magnificamente la “cavalcata” lungo la storia inglese (il tema del tempo che passa è centrale nel film e si sprecano le riprese di orologi, da quello del Big Ben ai vari pendoli della casa). Tratto da una piéce teatrale del 1931 di Noël Coward, ha il grave difetto di non riuscire a discostarsi troppo dall’opera di teatro risultando a tratti pesante, ma anche tanti pregi, dalle interpretazioni citate alle sequenza belliche. Complessivamente porta a casa tre Oscar: Miglior Film, regia e scenografia di William Darling. Un capolavoro che a volte passa in televisione; monitorate le guide Tv perché è da non perdere.

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I coniugi Marryot, perno su cui ruota la cavalcata nella storia inglese

Matteo Chessa

CINQUE PERSONAGGI DEI CARTONI ANIMATI NELLA VITA REALE

Vi è mai capitato di provare ad immaginare come potrebbero essere i nostri eroi dei cartoni animati se dovessimo mai incontrarli nella nostra vita di tutti i giorni. Come sarebbero le loro vite e i loro comportamenti o, meglio ancora, come risulterebbero loro ai nostri occhi.

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RORONOA ZORO: IL MAGO DEL PESCE

Il miglior spadaccino del mondo, uno dei personaggi più fichi dei cartoni animati, nella vita reale vivrebbe senz’altro a Pescara, sul lungo mare, e farebbe gustare al mondo l’arte del pesce con  le patate. Nonostante la sua abilità da spadaccino, nella vita reale Zoro troverebbe lavoro solo come aiuto-cuoco, dove le sue grandi doti servirebbero per pelare le patate, cercare ricci e pulire il pesce con una velocità da record, fino a essere un vero maestro del mestiere. Immaginate la sua bandana verde, usata nel lavoro per non far cadere capelli sul cibo, diventare un simbolo di qualità che lo contraddistinguerebbe. Molti ristoranti se lo contenderebbero in modo da servire i piatti sempre più velocemente. A Zoro, rispetto a altri personaggi, potrebbe anche andare bene in questa realtà; chissà magari potrebbe aprirsi un locale proprio, chiamarlo “One Fish” e servire il pesce con le patate come contorno a 15€ a porzione. Ma non illudiamoci, conoscendolo, il locale verrebbe chiuso dal controllo igiene, che in seguito a un ispezione a sorpresa troverebbe una foca monaca chiusa nel bagno.

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NICK RIVERA: IL MEDICO ABUSIVO

Personaggio secondario dei Simpson, Nick, potrebbe avere un ruolo primario nella vita reale, visto che dottori come lui se ne vedono tutti i giorni. Dottore emofobico e del tutto incompetente di medicina nei Simpson, lo ritroveremmo in realtà ad avere sicuramente un piccolo ambulatorio illegale, situato nei bagni di una squallida stazione dei treni, dove curerebbe i propri pazienti assieme al suo aiutante scimmia, con pinze da meccanico, forbici per unghie e stracci per lavare in terra. Probabilmente, nonostante tutto, si ritroverebbe comunque con una buona clientela, Mark Lenders compreso, che tra un cynar e l’altro si farebbe volentieri estrarre un dente. Ma ora immaginatelo scappando dalle telecamere delle iene o dal microfono del povero Valerio Staffelli dopo esser stato scoperto in fragrante nel suo “piccolo” crimine. Direte voi, nella vita reale finirebbe sicuramente dietro le sbarre; ma quando mai??? una settimana di caos mediatico qualche controllo di troppo e poi tutto come prima, ritornerebbe a disinfettare i pazienti con piscio di gatto.

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RANMA: IL TRANSESSUALE 

Arriviamo a lui o lei (ho ancora dubbi a riguardo). Ranma, il personaggio che si trasforma in una donna se bagnato con acqua fredda o viceversa in uomo se bagnata con acqua calda, insomma un gran casino. Sicuramente sarebbe stato più facile se, come nella vita reale, Ranma fosse stato un transessuale. Si proprio cosi, che vi piaccia o no la verità sarebbe senz’altro questa. Ranma sarebbe conosciuto non per la sua bravura nelle arti marziali, ma solo per la sua continua presenza nei divanetti di pomeriggio 5 a discutere con Barbara e Platinette, portando avanti la sua battaglia nella quale griderebbe la parità di diritti nei suoi confronti, debilitando il mondo intero con questa modo di vivere la sessualità. Magnetico al punto di convincere tantissima gente a combattere con lui/lei questa battaglia, come omosessuali, animalisti, calciatori brasiliani e vegetariani, inimicandosi allo stesso tempo figure rilevanti come i cowboy, petrolieri arabi e ebrei, ma anche  personaggi meno importanti come Mark Lenders e Goku ancora incapaci di aprire la mente a nuove frontiere.

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MARK LENDERS: IL PUSHER DI QUARTIERE

Ora immaginate di andare a vedere una partita di calcio, siete allo stadio, o meglio in un campo in terra battuta con solo 25 posti a sedere dove il baretto vende solo birra e amari, anche ai bambini. E’ una partita di terza categoria e indovinate chi gioca nel ruolo di attaccante della squadra del quartiere? Mark Lenders, il potente numero 9 capace anche di bucare le onde del mare con il suo tiro. Peccato che, incuriositi dalle sue maniche alzate, guardandolo meglio capite solo dopo che è anche lo spacciatore dal quale avete comprato il fumo il sabato prima. Mark, il classico giocatore talentuoso che ha visto la sua vita rovinata per le cattive amicizie, caduto nel vortice della droga, nella vita reale si ritroverebbe a 34 anni con 7 figli da 5 donne diverse, abiterebbe ancora nella casa della madre con uno stipendio da manovale che arrotonderebbe con lo spaccio di marijuana e mentos pestate. Immaginate quante volte avrà invidiato Holly, ma alla fine cosa dovevamo aspettarci di più da lui se anche nel cartone ha avuto un allenatore alcolizzato e sonnambulo.

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SON GOKU: IL TAMARRO RISSAIOLO

Goku, l’incredibile guerriero Sayan: immaginate di vederlo nella piazza principale del vostro paese con il suo gruppo di delinquenti al seguito, aspettando la prima persona con cui attaccare briga.  Lo riconoscereste da lontano per via della sua immancabile tuta Adidas arancione, per la sua maglietta a maniche corte probabilmente con una stampa del tipo Be Strong e i suoi stivali Timberland (con i pantaloni della tuta rigorosamente infilati dentro). La vostra attenzione sarebbe attirata dai suoi capelli incollati tra loro con un chilo di gel, cosicché anche in caso di pioggia rimangano dritti e ben sparati. Anche solo chiedergli l’ora equivarrebbe per lui a una sfida e non vedrebbe l’ora di togliersi la maglia per iniziare la rissa, inizierebbe a urlare contro il malcapitato, per poi vantarsi con Vegeta della vena uscitagli in fronte dallo sforzo. Il fido amico Crilin intanto è sempre pronto a fare video con l’IPhone per caricarli su YouTube. Insomma, Goku sarebbe capace anche di prendere a pugni un freezer se non gli rinfrescasse per bene la sua birra, sarebbe il capo dei tamarri ma probabilmente senza il cappellino New Era sulla testa, perché gli toglierebbe troppo fascino.

Salvatore Sau