1947. I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA: IL PRIMO FILM SUI REDUCI DI GUERRA

i migliori anni

Vincitore alla cerimonia del 1947 come Miglior Film a discapito dell’ Enrico V di Sir Laurence Olivier e del più rinomato La vita è meravigliosa di Frank Capra, I Migliori Anni della Nostra Vita (che condivide sciaguratamente il titolo con la canzone di Renato Zero) conquista altre sei statuette tra cui quelle per gli attori (March e Russell), per il montaggio e per la colonna sonora. La sceneggiatura di Robert Sherwood, tratta dal romanzo in versi sciolti Glory for me di MacKinley Kantor, è la prima a soffermarsi su un argomento duplicemente scomodo e importante come quello relativo ai reduci di guerra (gli Usa successivamente dedicheranno buona parte del loro cinema a questa tematica specifica: alla fine della seconda guerra mondiale, il rientro di tre combattenti nella società e nel rapporto con i propri cari si rivela difficoltoso. La regia dell’esperto Wyler (al suo secondo Oscar) è come sempre precisa, attenta e senza sbavature. Notevole lavoro di Gregg Toland sulla fotografia  che sfrutta abilmente le superfici riflettenti. Da recuperare.

CURIOSITA’: Harold Russell, l’attore canadese interprete del ruolo di Homer Parrish, era un vero reduce della seconda guerra mondiale e, da sergente dei parà, aveva veramente perduto entrambe le mani. Egli ricevette, durante la cerimonia di consegna degli Oscar una seconda statuetta (premio speciale), per “aver portato speranza e coraggio ai compagni veterani” grazie alla sua interpretazione nel film. A tutt’oggi, Russell resta il solo attore ad aver ricevuto 2 Oscar nel medesimo anno e per il medesimo film.

Francesco Pierucci