1950. TUTTI GLI UOMINI DEL RE: LA PARABOLA POLITICA DI UN GOVERNATORE DEGLI STATI UNITI DEL SUD

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Tratto dall’omonimo bestseller di successo del 1946 scritto dal premio Pulitzer Robert Penn Warren, Tutti gli uomini del re (All the King’s Men)  narra della discesa politica di Willie Stark (Broderick Crawford), uomo politico del Sud di origini modeste che, dopo un iniziale sconfitta, diventa governatore dello Stato e senatore, proclamando un programma che si batte per i diritti dei lavoratori. Il tutto seguito dal giovane giornalista Jack Burden (John Ireland), che nota come ben presto il governatore caschi nella rete di corruzione  e malefatte che gli aveva permesso, combattendola, di salire al potere. Portato sullo schermo da Robert Rossen (che anni dopo dirigerà Lo Spaccone, famoso film con Paul Newman ) mostra la parabola di un uomo politico che, brillante e positivo in pubblico, si trasforma nel privato arrivando ad allontanare amore, amici e conoscenti, sottolineando le tematiche (non nuove invero alla cinematografia,  trattate in parte da Quarto Potere di Orson Welles) del potere che schiaccia l’umanità, l’ambiguità pubblico-privata dell’uomo politico e la corruzione come piaga. Il personaggio principale interpretato dal bravo Crawford è ispirato a Huey Long, governatore della Louisiana figlio di contadini che nel 1935 venne assassinato da una vittima della sua politica (stessa fine di Willie). Pluripremiato in tanti festival, vanta cinque Golden Globe incluso quello per il Miglior Film drammatico e la miglior regia, tre oscar e una nomination per il Leone d’Oro a Venezia.  A tratti pedante, a tratti irresistibile ha due elementi che mettono tutti d’accordo: la straordinaria interpretazione di Broderick Crawford, carismatico e attraente in pubblico come il migliore dei governatori e odioso nel privato, e la fotografia di Burnett Guffrey che gira completamente in esterni naturali, cosa che all’epoca era assai rara. Nel 2006 dallo stesso libro viene tratta un’altra pellicola, con lo stesso titolo, interpretata da Sean Penn, Jude Law   Kate Winslet e diretta da Steven Zaillian (sceneggiatore di Schindler’s List) che non vanta però la stessa fortuna del predecessore.

 

Matteo Chessa

TOP 5: I MIGLIORI PERSONAGGI DEI CARTONI ANIMATI AL CINEMA

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BALOO – IL LIBRO DELLA GIUNGLA 

L’orso Baloo, uno dei personaggi principali de Il libro della giungla, compagno di avventure del piccolo Mogwli. Simpatico e spensierato, con la canzone Lo stretto indispensabile dà una lezione di vita all’amico e a tutti gli spettatori che per giorni hanno continuato a fischiettare quel motivetto, invidiando il personaggio per il suo sfregarsi la schiena a una palma mangiando banane, fichi d’india e altro (all’apparenza tutto buonissimo). Capace di affrontare la temibile tigre Sher Kan pur di salvare il suo amico, rischiando quasi di lasciarci le penne. Insomma non sarà il protagonista del cartone, ma di certo per molti bambini è considerato il vero eroe.

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PO – KUNG FU PANDA

Un panda gigante, figlio di un’oca cignoide spaghettara che vorrebbe a tutti costi che il figlio gli succeda nell’attività. Ma per grande dispiacere del padre, Po’ è un predestinato e il suo  sarà un futuro pieno di successi, un po’ per culo e un po’ per merito. Appassionato di Kung Fu fin da piccolo, ha scritto nel fato che diventare il “Guerriero Dragone”, eroe con il compito di salvare il mondo dal malvagio Tai_Lung. La figura di un panda grasso e tondo capace di movenze da vero guerriero ninja rendono il tutto di una comicità unica. La sua saga è una delle migliori prodotte in quest’ultimi anni dalla Dreamworks e visto le ultime uscite è un grande privilegio.

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BUZZ LIGHTYEAR – TOY STORY

Il Ranger spaziale,il giocattolo che non vuole credere di essere solo un gioco. Un personaggio incredibile dalla personalità unica, piena di sfumature contrastanti come la sua grande ingenuità e il suo orgoglio da eroe. Eroe appunto, capace di combinarne di tutti i colori nella trilogia di Toy story, ma anche di far commuovere un pubblico di tutte le età, di far sognare i bambini e di far tornare piccoli gli adulti. Buzz ha convinto tutti grazie alle sue ambizioni, la simpatia e la sua insaziabile voglia di mostrare a tutti il suo valore. Un personaggio ispirato a Buzz Aldrin,il secondo uomo ad aver calpestato la superficie lunare. Insomma un bell’onore.

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GENIO – ALADDIN 

 Questo personaggio negli Stati uniti è stato doppiato e ispirato a un grande del cinema come Robin Williams: scoprendo questo capiamo che forse, nella versione italiana, ci siamo persi qualcosa (nonostante il grande lavoro di Gigi Proietti). La sua figura è probabilmente una delle preferite della stragrande maggioranza di persone che sono cresciute con i classici. Come mai lui e non Aladdin? Forse perché il povero ragazzo senza di lui non sarebbe niente, e forse perché anche noi ogni notte sogniamo ancora di trovare una maledetta lampada che ci faccia esaudire tre magnifici desideri. Ma togliendo i suoi poteri, e i tre desideri, rimane la figura di un genio diverso da tutti gli altri rappresentati al cinema, il colore Blu lo rende unico e inimitabile, anche se a dirla tutta anche la versione sua cattiva, sottomesso schiavo di Jafar non era niente male.

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RAFIKI – IL RE LEONE

Rafiki, l’allegro mandrillo amico (il suo nome in Swahili significa appunto questo) di Mufasa e sua guida spirituale. Grande figura che accompagna l’orfano Simba nella ricerca della sua serenità interiore. Porta sempre con sé il suo bastone ed è capace con esso di padroneggiare la magia e di usarlo come arma quando incontra qualche iena di troppo. Figura fondamentale, ispirata probabilmente agli stregoni africani. Saranno state le sue canzoni, le sue movenze, il suo aspetto un po’ da pazzo e forse anche quel tocco un po’ magico a renderlo il personaggio migliore della storia Disney.

Salvatore Sau