CLASSIFICA DEGLI ATTORI CHE HANNO INTERPRETATO BATMAN AL CINEMA

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Uno dei più amati supereroi dei fumetti, risposta terrestre al potente Superman, creato dalla fantasia di Bob Kane e la matita di Bill Finger, Batman ha avuto anche un’ottima carriera cinematografica, e tra serial, serie TV, cortometraggi e lungometraggi sono stati esattamente otto gli attori che lo hanno impersonato. Tralasciando le primissime trasposizioni con Marc Robson (per il corto del 1940 Gotham Terror), Lewis Wilson (Batman, 1943, serial cinematografico di 15 episodi) e Robert Lowery (Batman and Robin, 1949, stessi episodi del precedente), proponiamo qui la classifica degli attori che hanno meglio interpretato l’uomo pipistrello.

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GEORGE CLOONEY

Non è una novità né una sorpresa, anzi lo stesso Clooney sostiene che tornando indietro rifiuterebbe la parte del cavaliere oscuro. Si tratta del film Batman & Robin (Schumacher, 1997), nadir dell’attore e del personaggio, tramutato in cretino bamboccione sorridente, con pettorali e capezzoli di gomma ridicoli, senza una profondità psicologica che lo rende piatto, banale e antipatico dai primi minuti. Ah, ha la bat-card, una carta di credito. Robin serve solo a peggiorare la situazione.

4

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ADAM WEST

Il film in cui recita West, Batman del 1966, cerca di sfruttare il successo della serie televisiva dedicata all’uomo pipistrello, tendenzialmente comica e moralista. È divertente, convincente nel ruolo ritagliato, ma datato; sicuramente meglio di Clooney, per niente paragonabile agli attori successivi, sorprende  con le sue trovate geniali e i gadget che gli salvano la situazione all’ultimo minuto (ricordo lo spray anti-squalo). Degno sindaco di Quahog.

3

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VAL KILMER

Più che Bruce Wayne ricorda Jean Paul Valley, personaggio biondo che sostituisce il vero Batman nell’albo 491, durante la saga Knightfall. Composto, elegante, simpatico come miliardario, filantropo e rubacuori, non convince mai del tutto quando indossa i panni del supereroe. Troppo buono forse, troppo debole la sceneggiatura del film Batman Forever di Joel Schumacher sicuro, Val (che non trovò l’accordo per interpretare la parte anche nel sequel del 1997, fortunatamente per lui) ci prova in tutti i modi (adottando un orfanello, facendosi fico con la collezione di moto in garage, urlando al circo di essere Batman anche se nessuno se lo caga) a colpire il pubblico, senza fortuna. Non il migliore, ma nemmeno così pessimo. Dimagrisci Val, Batman non merita questa fine.

2

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CHRISTIAN BALE

Sorpresona al secondo posto; tutti si aspettavano il bravo Bale, Batman della trilogia capolavoro di Nolan, in prima posizione, ma i muscoli, il perfetto stacco interpretativo tra miliardario e vigilantes (che sembrano due persone diverse), le piroette e la voce grossa (e roca) non sono bastate. Colpa dell’ultimo capitolo Il cavaliere oscuro il ritorno in cui, forse controvoglia, non riesce mai a gestire il personaggio. Fino al secondo capitolo il lavoro è da applausi, ma sembra resti comunque un piano sotto gli altri interpreti, schiacciato da quei cattivi che dovrebbe sovrastare. Molto positivo, storico, leggendario, ma non basta.

1

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MICHAEL KEATON

Non scherziamo ragazzi, è lui Batman. Sarà che ho visto i film di Burton quando ero bambino e me ne sono innamorato, ma Keaton con due interpretazioni magistrali (che accrescono i dispiaceri per una carriera che poteva essere molto più rosea di quella che è stata) ruba il cuore degli spettatori e non sfigura al fianco di mostri sacri della cinematografia come Jack Nicholson, Danny DeVito, Michelle Pfeiffer, che senza offesa non sono Aaron Eckhart o Gary Oldman (per quanto grandiosi). E poi pensate alla faccia del mitico Michael quando si leva la maschera e bacia Catwoman in Batman il ritorno, o ancora la simpatia con cui si impossessa delle parole fatali del Joker sul campanile prima di colpirlo al volto con un pugno. Solo Michael poteva far trasparire il lato comico di un personaggio tragico come il Batman di Burton. Bravissimo.

Matteo Chessa

1962. WEST SIDE STORY: QUANDO IL MUSICAL DIVENTA LEGGENDA

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Vincitore di ben dieci statuette (film musicale ad aver vinto più Oscar battendo Gigi), West Side Story rimane indubbiamente uno dei musical più belli della storia del cinema. Tratto da un’acclamata opera teatrale, il film fu fortemente voluto dai due registi Wise e Robbins (primo doppio Oscar al Miglior Regista) nonostante i forti dubbi sul possibile adattamento dal teatro al cinema e sulla difficoltosa pretesa di riproporre la stessa intensità e qualità dei balletti live (problema risolto grazie alle spettacolari coreografie di Leonard Bernstein). La storia, che sfrutta il canone narrativo di Romeo e Giulietta, è ben nota a tutti: Maria, sorella del capobanda dei portoricani Sharks e Tony, ex componente dei rivali Jets, si amano ma le due fazioni opposte cercano in tutti i modi di ostacolare la loro passione. New York, metropoli protagonista e al contempo spettatrice, è teatro di atti di razzismo e brutale volontà di emergere ma anche di amori indissolubili e passioni struggenti. Varrebbe la pena vederlo solo per ascoltare canzoni indimenticabili quali”Maria” o “America”. Da segnalare, oltre che la convincente interpretazione di Natalie Wood, anche gli splendidi titoli di testa, nati dalla matita di Saul Bass. Immortale.

 

CURIOSITA’: La ragione per cui Natalie Wood indossa un braccialetto sul polso sinistro durante l’intero film è che si era fatta male sul set di un altro film e voleva nascondere la ferita.

 

Francesco Pierucci