1969. OLIVER!: GLI EFFETTI DISASTROSI DEL DOPPIAGGIO

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73esimo nella classifica dei cento film britannici migliori della storia (che vede al primo posto Il terzo uomo dello stesso regista), diretto da Carol Reed e tratto dal romanzo di Charles Dickens. Povero orfanello rinchiuso in un ospizio di periferia, Oliver Twist (Mark Lester) fugge e si dirige a Londra. Qui incontra Dodger (Jack Wild), giovane ladro che lo conduce dal suo padrone Fagin (Ron Moody), che gli insegna come diventare un bravo borseggiatore. Arrestato per il furto di un fazzoletto, viene adottato dal ricco e gentile Mr Brownlow (Joseph O’Conor) ma ben presto la sua vecchia banda si rifà viva.

Commedia musicale troppo lunga e noiosa, sfrutta al massimo l’ingente budget di produzione per imponenti scenografie, precise nella ricostruzione della Londra ottocentesca, e le bellissime coreografie di Onna White (che ebbe un Oscar speciale), allegre e gioiose nonostante la drammaticità della trama. La versione originale in inglese ha dei motivetti orecchiabili e simpatici, non riproposti nel Bel Paese a causa di una ridicola italianizzazione delle canzoni, stonate, metricamente errate e impossibili da ascoltare. 5 oscar (più quello speciale) e un grande successo mondiale. Il Mereghetti lo sintetizza in una frase “film bello da vedere, pessimo da ascoltare”. Giù il cappello.

 

Matteo Chessa

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