1971. PATTON:GENERALE D’ACCIAIO. GLI OSCAR DA RIFIUTARE

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Ribaltiamo lo schema delle precedenti recensioni della rubrica Waiting for the Oscars e partiamo immediatamente dalla curiosità: George C. Scott, attore protagonista che interpreta il generale George S. Patton non ritirò l’Oscar per la parte perché ritenne di non meritarlo se confrontato con la prova recitativa del giovane Jack Nicholson in Cinque pezzi facili di Bob Rafelson. Si sarebbe dovuto compiere lo stesso gesto anche per il Miglior Film e la Miglior Regia, con Patton e Franklin J Schaffner che ottennero la statuetta nonostante il già citato Cinque pezzi facili e M.A.S.H di Robert Altman gli fossero nettamente superiori. Basta però studiare la storia di questo premio per capire che molto spesso non è il film a venire premiato ma la sua capacità di fomentare il patriottismo degli USA, celebrando storiche figure del passato o battaglie e guerre che hanno reso grande la nazione. Allora si capisce che il satirico M.A.S.H, con le sue risate sull’inutile guerra in Vietnam non avrebbe mai potuto battere Patton: generale d’acciaio, biopic bellico che ripropone sul grande schermo la figura del generale che dal 1943 al 1945 si distinse nella seconda guerra mondiale per le sue imprese in Africa e Europa. Il film, complice anche una regia timorosa, è scialbo e confusionario, la figura del generale, cardine del film, ambigua (non volontariamente), il rapporto di questo con il più moderato Bradley (Karl Malden) sprofonda presto nel ripetitivo. Si salva solo George C. Scott, consapevole del suo ruolo di salva-film, che offre per forza di cose una recitazione impeccabile nella parte del generale d’acciaio, freddo, glaciale e sempre fedele alla filosofia del “vincere a tutti i costi” che lo porta presto a dimenticare il valore delle vite umane, considerate pedine. Un uomo nato per la guerra, che simbolicamente muore quando smette di combattere. Storica la scena iniziale del discorso alle truppe con alle spalle un’enorme bandiera americana, meno famosa ma bella quella in cui schiaffeggia un ferito di guerra perché piange. La lunghezza, 170 minuti, non aiuta.

 

Matteo Chessa

2 pensieri su “1971. PATTON:GENERALE D’ACCIAIO. GLI OSCAR DA RIFIUTARE

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