1982. MOMENTI DI GLORIA: ALLA FINE RESTA SOLO L’INIZIO

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La faccia delusa di Warren Beatty, produttore, regista e attore di Reds, polpettone di 195 minuti ultrafavorito, mentre Loretta Young pronuncia sorridente che Momenti di gloria ha appena vinto l’Oscar per il Miglior Film 1982, lascia poco spazio all’immaginazione. Ed effettivamente fu una sorpresa per molti la vittoria di questo prodotto inglese contro i vari Spielberg di I predatori dell’arca perduta, il già citato Beatty e ancora Louis Malle con Atlantic City, USA. Prodotto con 5 milioni di Dollari, narra tramite vari flashback l’allenamento di due atleti inglesi per le Olimpiadi di Parigi. Uno, Harold Abrahams (Ben Cross), è ebreo e studia a Cambridge. L’altro, Eric Liddell (Ian Charleson), è figlio di un missionario e viene da Oxford. Entrambi gareggiano per i cento metri ma Liddell rifiuta di correre le eliminatorie la domenica, giorno dedicato al Signore, e lascia via libera a Abrahams. Sarà lui però a regalare la seconda medaglia d’oro all’Inghilterra ,sui quattrocento. Film sportivo godibile, ha una sceneggiatura troppo impostata e rigida e una regia modesta (per non dire scarsa) che non giustificano la vittoria finale; tratto dalla storia vera (palesemente romanzata per il cinema) dei due atleti britannici, fu un successo di pubblico, 55 milioni, ma non di critica. La musica celeberrima di Vangelis mette tutti d’accordo ma, ironia della sorte, non vinse l’Oscar. In tutto le statuette furono 3 (Film, Ian Holm non protagonista e costumi). La scena dell’allenamento sulla spiaggia con musica di sottofondo è l’incipit del film (ma anche il suo zenith); vedete un po’ voi se continuarlo.

Matteo Chessa

1981. GENTE COMUNE: IL DISCUSSO DEBUTTO ALLA REGIA DI REDFORD

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Robert Redford ha sempre avuto l’aria di essere un attore conscio del suo talento smisurato ma dubito che persino lui abbia potuto mai ipotizzare un’improbabile vittoria degli Oscar all’esordio come regista.  Eppure Gente Comune (Ordinary People in originale) non si limita a questo ma alla 53esima cerimonia degli Academy Awards, oltre a trionfare immeritatamente su due capisaldi del cinema mondiale come Elephant Man di Lynch e Toro Scatenato di Scorsese, si porta a casa altre tre statuette per Miglior Film, Miglior Attore Non Protagonista (Timothy Hutton)  e Miglior Sceneggiatura Non Originale (Alvin Sargent). Tratto dal romanzo Gente senza storia di Judith Guest del 1979, il film cerca di analizzare le tensioni e i disagi che nascono all’interno di una famiglia borghese dopo la morte del figlio primogenito in un incidente di barca : Conrad, il fratello più piccolo ritornato a casa dopo aver trascorso alcuni mesi in un ospedale psichiatrico, è costretto ad affrontare la repulsione della severa madre  (Mary Tyler Moore) che lo accusa di averle ucciso il figlio prediletto. Caratterizzato da una psicologia di base veramente semplicistica e da una messa in scena discutibile e tendente al lacrimevole, Gente Comune risulta essere un film claudicante, incerto; probabilmente uno dei Miglior Film più immeritati (considerati i rivali). La colonna sonora del film si basa sul celebre Canone di Pachelbel. Niente di eccezionale.

CURIOSITA’: Il debutto vincente non fu solo quello di Redford come regista ma anche quello di Timothy Hutton come attore.

Francesco Pierucci