1997. IL PAZIENTE INGLESE: IL DISCUTIBILE FILM CHE BATTE’ FARGO

Paziente inglese

Alla cerimonia dell’Academy del 1997 avviene qualcosa di discutibile ma che in realtà fa parte di una sorta di tradizione usuale: non viene premiato il film migliore (Fargo dei Coen). Ma non solo. A vincere infatti è il film peggiore che, come se non bastasse, ottiene ben nove statuette (miglior film, regia, attrice non protagonista a Juliette Binoche, fotografia a John Seale), scenografia, costumi, montaggio, colonna sonora drammatica, sonoro) come Gigi di Vincent Minnelli o L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore canadese Michael Ondaatje. Il paziente inglese, ambientato in Toscana durante la seconda guerra mondiale, racconta la storia di Hana (Juliettte Binoche), un’ infermiera che si prende cura di un misterioso paziente (Ralph Fiennes), sfigurato il cui passato cela un’illegittima passione per Katharine (Kristin Scott Thomas). L’opera di Anthony Minghella per farla breve è semplicemente un calderone grezzo composto dagli elementi più disparati: le scene di  stampo bellico, la sfumatura melodrammatica, la componente avventurosa  e spettacolare, la suspense e l’arte figurativa sono tutte aggiunte fallimentari, miranti a nascondere la povertà e i numerosi difetti del noiso lungometraggio. Uno spettatore attento, comunque, difficilmente viene abbindolato. Juliette Binoche fu premiata inoltre con l’Orso d’Argento a Berlino come miglior attrice. Perdibilissimo.

Francesco Pierucci

1996. BRAVEHEART: IL SOPRAVVALUTATO LAVORO DI GIBSON

Braveheart_imp

“Possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai… la libertà!”

Alla cerimonia dei Premi Oscar dell’anno 1996, Braveheart- Cuore impavido trionfa immeritatamente su Il Postino di Michael Radford e meritatamente su Babe- Maialino coraggioso (!) di Chris Noonan, vincendo cinque statuette (miglior film, regia, fotografia, trucco e montaggio sonoro) su dieci nomination. L’opera di Mel Gibson narra le gesta del valoroso condottiero scozzese William Wallace che guidò i compatrioti a una storica guerra d’indipendenza nei confronti dell’odiata Inghilterra. All’Academy le storie epiche sono sempre piaciute, in special modo quelle che tralasciano la verosimiglianza storica a favore di un’interpretazione personale che esalta canoni tipicamente statunitensi quali eroismo e ricerca della giustizia (il famigerato discorso prima della battaglia) e ovviamente Braveheart- Cuore impavido è indubbiamente una di queste. Se si ignorassero per un attimo le numerose inesattezze storiografiche e si prendessero in esame soprattutto le spettacolari scene di battaglia e di combattimenti corpo a corpo, il lungometraggio di Gibson (al suo secondo lavoro da regista) sarebbe da considerarsi sicuramente  un prodotto valido e  piacevole. In ogni caso però, i film meritevoli dell’Oscar più importante sono altri.

CURIOSITA’ 1: E’ interessante notare come, secondo alcuni il film avrebbe avuto un ruolo chiave nel risveglio della coscienza nazionale scozzese, che ha portato al referendum sulla devolution dell’11 settembre 1997 (74,3% sì) e alla conseguente ricostituzione del parlamento scozzese, nel 1998.

CURIOSITA’ 2: Il generale inglese che alla battaglia finale, quella di Bannockburn, dice ai suoi con snobismo e sarcasmo, che le loro natiche saranno baciate da un re scozzese, non è altri che il ragioniere della produzione, che fa una piccola parte.

Francesco Pierucci