1997. IL PAZIENTE INGLESE: IL DISCUTIBILE FILM CHE BATTE’ FARGO

Paziente inglese

Alla cerimonia dell’Academy del 1997 avviene qualcosa di discutibile ma che in realtà fa parte di una sorta di tradizione usuale: non viene premiato il film migliore (Fargo dei Coen). Ma non solo. A vincere infatti è il film peggiore che, come se non bastasse, ottiene ben nove statuette (miglior film, regia, attrice non protagonista a Juliette Binoche, fotografia a John Seale), scenografia, costumi, montaggio, colonna sonora drammatica, sonoro) come Gigi di Vincent Minnelli o L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore canadese Michael Ondaatje. Il paziente inglese, ambientato in Toscana durante la seconda guerra mondiale, racconta la storia di Hana (Juliettte Binoche), un’ infermiera che si prende cura di un misterioso paziente (Ralph Fiennes), sfigurato il cui passato cela un’illegittima passione per Katharine (Kristin Scott Thomas). L’opera di Anthony Minghella per farla breve è semplicemente un calderone grezzo composto dagli elementi più disparati: le scene di  stampo bellico, la sfumatura melodrammatica, la componente avventurosa  e spettacolare, la suspense e l’arte figurativa sono tutte aggiunte fallimentari, miranti a nascondere la povertà e i numerosi difetti del noiso lungometraggio. Uno spettatore attento, comunque, difficilmente viene abbindolato. Juliette Binoche fu premiata inoltre con l’Orso d’Argento a Berlino come miglior attrice. Perdibilissimo.

Francesco Pierucci

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