2007. THE DEPARTED: QUANDO L’ACADEMY SI RICORDO’ DI MR. SCORSESE

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Esiste un momento nella storia in un anno particolare, in cui improvvisamente l’Academy rinsavisce e si accorge di aver ignorato per anni un maestro della settima arte che meriterebbe ogni anno l’Oscar alla carriera: così come era successo con John Wayne per Il Grinta, l’allegra congrega si ricorda di dover premiare un signorotto italoamericano di nome Martin Charles Scorsese, che avrebbe già dovuto omaggiare per una serie infinita di capolavori (o perlomeno per l’incredibile lavoro registico relativo a L’età dell’innocenza) ma che invece attribuisce a un film Minore (con la M maiuscola). The Departed (nell’anno dello splendido Little Miss Sunshine) porta a casa oltre il premio della regia, anche miglior film, sceneggiatura non originale e montaggio all’incredibile Thelma Schoonmaker. L’opera del regista di Quei Bravi Ragazzi è un remake del film hongkonghese Infernal Affairs che lo ricorda nella trama ma si differenzia per alcune sfumature stilistiche (l’atmosfera generale, le scene di violenza, le scenografie urbane).  Al centro tra poliziotti e criminali, tra spionaggio e controspionaggio, si staglia il tema dell’identità e soprattutto della sua perdita, che influenza inevitabilmente le azioni del trio magico di protagonisti (DiCaprio, Demon, Nicholson).  Da segnalare l’energetica Shipping up to Boston dei Dropkick Murphys nella sequenza dell’allenamento in prigione in cui Scorsese si autocita per il lavoro di Capefear- Il promontorio della paura. Scorsese non fa mai brutti film.

CURIOSITA’ 1: Nel film, Scorsese pone una ‘X’ nei pressi di chiunque stia per morire, un riferimento a Scarface – Lo sfregiato di Howard Hawks.

CURIOSITA’ 2: Al termine del film, dopo il funerale di Costigan, Madolyn passa davanti a Sullivan che le parla senza degnarlo di uno sguardo, come Alida Valli nel finale de Il terzo uomo di Carol Reed.

 

Francesco Pierucci

One thought on “2007. THE DEPARTED: QUANDO L’ACADEMY SI RICORDO’ DI MR. SCORSESE

  1. Slask ha detto:

    Non fa mai brutti film, ma vince l’oscar per un remake (con una sceneggiatura bene o male riproposta uguale) che non ha assolutamente la potenza dell’originale 🙂

    Mi piace

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