DETROIT METAL CITY – L’IRONICO SGUARDO GIAPPONESE SUL MONDO METAL

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Fedelissimi accoliti di Morfeo, sono qui oggi per proporvi uno dei manga più demenziali che mi siano mai finiti tra le mani. L’opera di Wakasugi Kiminori, edita in Italia da Planeta DeAgostini, segue le vicende di Negishi Soichi, un timido e innocente ragazzo di campagna trasferitosi a Tokyo con il sogno di diventare un cantante neomelodico (più o meno), che si trova ad essere il leader del gruppo death metal “Detroit Metal City”. Una volta indossato il costume modello Kiss, lo sfigatissimo protagonista si trasforma nel temibile Krauzer II, un mostro che inneggia allo stupro, all’incesto, all’omicidio e alla carneficina, venerato dai fans come un vero e proprio demonio. Tutta l’opera si basa sul contrasto morale del protagonista, sui suoi colpi di testa, sulle battaglie con gli altri gruppi, tutto coronato dal fanatismo dei fans che lo costringono a compiere azioni grottesche e ridicole che diventano poi assurde leggende. Lo vedremo cimentarsi nelle cose più demenziali, dallo scatarrare in gola al proprio “nemico”, al gridare “lurida scrofa ti apro di cazzi” alla ragazza che ama in un momento di confusione mentale, fino allo scoparsi la Tokyo Tower sotto le grida dei fans che vedranno il monumento venire e bagnarsi (in realtà si metterà semplicemente a piovere), il tutto sotto il controllo costante della manager folle dei DMC, una feticista che studia esibizioni talmente marce da farla venire. Ma questa, amici miei, non è solo un’opera goliardicamente demenziale ma un’importante testimonianza del fatto che i metallari giapponesi sono come quelli occidentali, degli sfigati, timidi, patetici e frustrati che inneggiano alla violenza, strillano come inchiapettati a freddo, per nascondere al mondo il loro disagio e la loro inadeguatezza sociale. Perciò vi invito ad arricchire la vostra collezione con quest’opera umoristica che oltre che farvi ridere, vi farà capire quanto siete fortunati a non essere come loro! Un abbraccio

L’obeso barbuto

Ps: se sei un metallaro e ti sei offeso non comprendendo l’ironia dell’articolo, sappi che scherzo e che non ti giudico. Ci tengo inoltre a farti sapere che puoi cambiare, perché sotto tutti quegli strati di felpe sudate e capelli unti anche tu, dovresti essere umano.

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