OGNI TANTO ALLA DC NE FANNO UNA GIUSTA: ALL STAR SUPERMAN

Tralasciando i lavori importantissimi di gente come Miller, Moore o addirittura Ross (questi disegnatore), che di DC hanno solo il logo in copertina e i volti noti del parco personaggi… si contano sulla punta delle dita le opere “autoprodotte” dell’editore statunitense. Una di queste è senza dubbio alcuno “All Star Superman”. La storia è molto semplice, Superman rivela la sua identità a Lois Lane e da questa scintilla parte un incendio di situazioni strane, personaggi assurdi e viaggi nel tempo.

L’opera che vi segnalo è composta da 12 volumi, usciti singolarmente dal 2005, ad opera di Grant Morrison e Frank Quitely, ed è la somma di un po’ tutto il lavoro di Morrison su Superman nel corso di parecchi anni.

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Tutto quello che avviene in “All Star”, dicevo, ha avuto avvisaglie già nel 1998, quando Morrison scriveva su “JLA”. Nel evento DC One Million lo scrittore si era prefissato di iniziare a ufficializzare una cronologia di massima di quello che sarebbe stato il futuro degli eroi. In questo incontro tra la Justice League degli anni ’90 e la versione futura spiccava sicuramente il discendente di Kal-El… personaggio che ritroveremo far visita al nostro Uomo D’Acciaio nella storia in esame.

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Un altro tema sviscerato da Morrison nelle sue precedenti storie è la visione divina di Superman, ma a differenza di altre versioni, come quella di “Kingdon Come” vendicativa o la forza della Natura ritratta in “The Dark Knight”, in All Star Superman si vede come il carattere e la bontà di Superman permettano al kriptoniano di innalzarsi sopra gli uomini e ispirarli, e non è forse questa la missione che ricevuto Kal dal padre biologico?

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Morrison fu anche nel team che nel 1999 si trovò a riscrivere le origini “ufficiali” degli eroi DC e distaccarsi dalle versioni nate sul finire degli anni ’80 conseguenti dalla grande purga che fu Crisi sulle Terre Infinite. Il progetto naufragò presto ma in “All Star” si può trovare, a parere di chi scrive, l’abbandono delle dinamiche soap opera che caratterizzarono la gestione Byrne, e la volontà di tornare alle storie piene di meraviglia, e da un ripartire dal originale “scienza di Superman”. Se durante la Silver Age il sole ha trasformato Clark in Superman, nel opera di Morrison il sole trasforma Supeman in un essere divino a veglia del genere umano.

 

Pietro Micheli

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