LE CINQUE MIGLIORI TRILOGIE CINEMATOGRAFICHE

Dando per scontato che sappiate cosa sia una trilogia (o comunque confidando nella vostra connessione a Internet che vi permette in poco tempo di trovarne la definizione) e dando per appurato il fatto che ormai le serie di tre film abbonano al cinema non per  motivi tematico-stilistici dei registi ma economico- finanziari dei produttori (così mi spiego sequel inguardabili di fantastiche pellicole autoconclusive), devo mettervi in guardia: non considero Indiana Jones una trilogia per colpa dell’orribile regno dei teschi di cristallo (quanto era bello il finale dell’Ultima crociata con la scoperta dell’origine del nome dell’archeologo), idem Pirati dei caraibi; le due trilogie (animali, tre madri) di Dario Argento sono belle da guardare ma brutte da seguire; non troverete le due trilogie di Star Wars perché  la seconda è pessima (non inutile come molti sostengono) e la prima dissacrata dagli Ewok e in generale da tutto Il ritorno dello Jedi; l’ultimo Batman di Nolan rovina quanto di buono fatto coi primi due e trascina tutto a fondo; trovo Ritorno al futuro ripetitivo. Se riuscite a soprassedere su queste cose, allora leggete pure le cinque, personalissime, trilogie cinematografiche migliori.

 

TRILOGIA DELLA VENDETTA

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Diretta dal regista coreano Park Chan- wook, composta dai titoli Mr Vendetta (2002), Oldboy (2004) e Lady Vendetta (2005), analizza il tema della ritorsione in tutte le sue sfaccettature: quella istintiva, violenta e immediata nel primo capitolo, quella pianificata e irrimediabile nel secondo film (conosciuto anche dai sassi), e quella femminile, tenera e paziente ma non per questo meno ricercata nel terzo. Park Chan-wook sfrutta alla grande le strade aperte al pubblico occidentale da Kim ki Duk con Ferro 3 e racconta tre storie difficilmente dimenticabili. Nonostante lo stile inferiore preferisco il primo, perché ancora ora non so chi sia il Mr Vendetta che gli da il titolo.

 

TRILOGIA DEL DOLLARO

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Difficile non adorare questa trilogia che non stanca mai. Firmata Sergio Leone, marchiata dalla musiche di Ennio Morricone, gioca con l’accumulo (di personaggi, di protagonisti, di morti, di musiche) nonostante suggerisca più volte una storia a ritroso (dall’ultimo al primo film). Tutti i tre i film (Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il Buono il brutto il cattivo) sono interpretati da Clint Eastwood (notato nella serie Tv americana Rawhide), e affianco a lui danzano vari altri interpreti, da Gian Maria Volontè (primi due) a Lee Van Cleef (ultimi due), da Mario Brega (tutti e tre) a Eli Wallach (l’ultimo). Tre storie memorabili, battute e colonne sonore consegnate alla storia del cinema. Capostipiti del genere spaghetti western poi esportato in tutto il mondo.

 

TRILOGIA DEL CORNETTO

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Inglese, diretta da Edgar Wright, interpretata da Simon Pegg  (anche sceneggiatore col regista) e Nick Frost, analizza e parodizza con i tre film L’alba dei morti dementi (2004), Hot Fuzz (2007) e La fine del mondo (2013) tre generi cinematografici differenti. Punto di raccordo tra i vari film, che hanno storie e personaggi diversi, il fatto che viene mangiato un cornetto il cui gusto simboleggia il genere del film: alla fragola per il primo, che scherza con gli horror movie di Romero sugli zombie; blu originale il secondo, in riferimento al poliziesco; verde menta il terzo film fantascientifico. Sceneggiature spumeggianti e geniali, un montaggio serrato e convincente, battute da risate a crepapelle (le migliori in Hot Fuzz) e una incredibile capacità di impossessarsi del genere e controllarlo a piacimento, riuscendo meglio di molti film seri.

 

TRILOGIA DEL PADRINO

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Tratta dal romanzo dell’italo-americano Mario Puzo, narra la storia della famiglia mafiosa newyorkese Corleone, l’ascesa del giovane emigrato italiano Vito, il passaggio degli affari al figlio Michael e la punizione finale con la morte della figlia di quest’ultimo. Il primo è il migliore, il secondo si conferma ad altissimi livelli (molti lo preferiscono al primo), mentre il terzo, considerato scadente e inutile, ne è la giusta e inevitabile conclusione. Oscar miglior film per i primi due (recensioni QUI e QUI), candidatura per il terzo. Una tappa obbligata per chi ama il cinema.

 

TRILOGIA DEI COLORI

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Ispirati ai tre colori della bandiera francese e, di conseguenza, ai tre ideali rivoluzionari ad essa legati, sono il capolavoro del polacco Krzystof Kieslowski e dello sceneggiatore Krzystof Piesiewicz, che trattano tre storie diverse ma intrecciate tra loro, che si sfiorano numerose volte fino all’incontro nella catastrofe finale. Poesia filmata, da molti ritenuta pesante (gli stessi che protestano perché nella classifica manca Matrix Reloaded), è grande cinema e rende il cinema grande. Tutti e tre sono bellissimi. Ah dimenticavo l’utilizzo geniale del sonoro in tutti i film. Guardateli e poi ne riparliamo.

 

Matteo Chessa

2 pensieri su “LE CINQUE MIGLIORI TRILOGIE CINEMATOGRAFICHE

  1. Emilio2899 ha detto:

    Secondo una tricologia non da meno, è quella dell’inconscio composta da Strade Perdute, Mulholland Drive e Inland Empire dell’immenso David Lynch. E anche la triologia (La notte, l’alba e il giorno dei morti viventi) di Romero! 😉

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