TOP 5 – PERSONAGGI NON PROTAGONISTI

Spesso ci capita, durante la visione di un film, di affezionarci molto a personaggi che non sono i protagonisti ma che comunque per merito della prestazione sopra la media dell’attore in questione, per scelta del regista o per dinamiche di trama, tendono a rubare la scena a colui che formalmente è il protagonista. Sono vari gli esempi: il Dr. Shultz e Calvin Candie nell’ultima fatica di Tarantino, Django Unchained, il buonissimo Brutal ne Il Miglio Verde, e tanti altri ancora. Ecco in questa TOP 5, quelli che, in questa sede, meritano particolare riflessione.

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FRANK COSTELLO – THE DEPARTED

Nell’unico film di Martin Scorsese che gli ha portato l’Oscar come Miglior Regista e per il Miglior Film, a fare la voce grossa non sono i vari Leonardo DiCaprio e Matt Damon ma ancora lui, uno dei più grandi interpreti della storia del cinema, Jack Nicholson, che a 69 anni suonati sforna una prestazione di altissimo livello. Il personaggio che interpreta è un boss della malavita irlandese a Boston, Frank Costello. È il personaggio che muove la trama, è lui che la polizia tramite l’infiltrato Billy Costigan (DiCaprio) vuole incastrare ed è lui che inserisce come proprio infiltrato Colin Sullivan (Damon) nell’unità speciale anticrimine per capirne e anticiparne le mosse. Costello agisce come un padre nei confronti di Sullivan e Costigan, li protegge ma li fa anche sentire vicini al pericolo che corrono attraverso le sue intimidazioni. Un antagonista completo, spietato ma anche ironico, istintivo ma anche riflessivo, che non fa rimpiangere per nulla i cattivi di quello che è considerato il vero gangster movie di Scorsese, Quei Bravi Ragazzi.

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TOM HAGEN – IL PADRINO, IL PADRINO PARTE II 

Se possiamo individuare uno dei vari motivi per cui Il Padrino Parte III è complessivamente di un livello più basso rispetto ai primi due capitoli della trilogia, questo è l’assenza del personaggio del consigliere e poi avvocato della famiglia Corleone, Tom Hagen, interpretato dall’immenso Robert Duvall. Se ne Il Padrino, l’astro di Tom (come quello di altri personaggi unici quali Fredo e Clemenza) è oscurato dalla grandezza indiscutibile del personaggio di Vito Corleone, con l’uscita di scena di quest’ultimo e con l’arrivo al potere del figlio Michael, vediamo l’ex consigliere (ora solo avvocato per alcuni interessi della famiglia) ricoprire un ruolo sempre più importante. Il suo carisma  gli fa ritagliare un posto di rilievo nella famiglia, nonostante non sia figlio naturale ma solo adottivo di Vito Corleone e da Michael stesso viene considerato un fratello molto più del debole Fredo, che invece è suo fratello naturale. La lunga e prestigiosa carriera di Robert Duvall meritava almeno un Oscar per questa straordinaria interpretazione ma tutto ciò che riuscì a raccogliere fu una nomination per la parte ne Il Padrino.

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HARVEY DENT – IL CAVALIERE OSCURO

Il secondo capitolo della trilogia del genio Christopher Nolan è l’esasperazione di una tendenza presente in tutta la trilogia: Batman non è il protagonista. Ne “Il cavaliere oscuro” oltre allo stupefacente James Gordon interpretato da Gary Oldman e al Joker di Heath Ledger (ci sarà posto anche per lui in questa classifica), abbiamo spazio per uno dei cattivi più famosi della storia dei fumetti, Harvey Dent. Non si tratta di un vero e proprio cattivo, Dent diventa cattivo successivamente nel segno della ormai leggendaria frase “O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare cattivo”. Per gran parte del film infatti, abbiamo un personaggio carismatico, il classico eroe americano, che ammira Batman ma non può dargli la sua approvazione pubblica. Dopo l’incidente invece, che gli comporta un trauma psichico, Dent diventa il criminale “Due Facce”, un personaggio spietato che decide il destino delle sue vittime usando una monetina. Questo ruolo rappresenta il vertice assoluto, una prestazione ineguagliabile in una carriera priva di altri acuti come quella di Aaron Eckhart.

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GIUSEPPE CONLON – NEL NOME DEL PADRE

 Il punto più alto della carriera del compianto Pete Postlethwaite, che con la sua interpretazione in questo film attira spesso l’attenzione su di sé e, per una volta, Daniel Day-Lewis (che interpreta il figlio Gerry, il protagonista) non è l’unico che riesce a far parlare bene della propria prestazione attoriale. Il rapporto tra padre e figlio è uno dei punti di forza della pellicola: Giuseppe rincorre il figlio, lo difende e crede in lui nonostante le continuemenzogne e le delusioni che gli provoca, perché Giuseppe, come dice Gerry, “vede sempre il lato buono della gente”. L’amore per il figlio lo porta a raggiungerlo a Londra quando questi viene improvvisamente arrestato, e la polizia sbatte in galera entrambi. Giuseppe Conlon è un uomo reso forte umanamente dai propri valori e stanco fisicamente dalla fermezza con cui li porta avanti. Il tema del nome, Giuseppe, così particolare per un irlandese, ricorre più volte nel film, ed evidenzia l’autorevolezza per la quale il personaggio si distingue dalla massa e ottiene il rispetto di tutti. L’uomo, un animo dolce che non ha bisogno di imporsi per innalzarsi al di sopra degli altri, rappresenta simbolicamente la forza della verità, tema centrale nel film. Candidato agli Oscar per questo ruolo nel 1994, non vinse.

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JOKER – IL CAVALIERE OSCURO

Scelto da Empire Magazine come il terzo miglior personaggio cinematografico di sempre, il Joker è il vero protagonista del secondo capitolo della trilogia di Nolan con tanti saluti al Batman di Christian Bale e al comunque superbo Harvey Dent (vedi sopra). Nella pellicola, il Joker è un criminale che vedeil caos come suo habitat naturale, che attacca la mafia di Gotham City per poi prenderne il controllo. Heath Ledger riuscì nell’impresa memorabile di far dimenticare il Joker interpretato da Jack Nicholson nel film di Tim Burton diciannove anni prima. Questa versione è molto più realistica della precedente sia per quanto riguarda l’aspetto fisico (il volto bianco, le labbra rosso rubino e i capelli verdinon costituiscono il suo aspetto naturale ma si tratta di semplice trucco facciale che il criminale Joker applica al suo volto per terrorizzareil nemico. Il ghigno è inoltre accentuato da due cicatrici che dagli angoli delle labbra arrivano fino alle guance) sia per le armi utilizzate: questo Joker non sfrutta più marchingegni divertenti, sostituiti da coltelli, benzina, bombe e armi da fuoco. A migliorare il tutto c’è l’alone di mistero che circonda il personaggio: Joker spiega le origini delle sue cicatrici, che rivelano il suo passato, alle sue vittime, ma cambiando ogni volta la versione. È l’unico personaggio in questa classica ad essere stato premiato con un Oscar, postumo: il dubbio che gli sia stato assegnato solo a causa della prematura scomparsa di Heath Ledger rimane…

Michael Cirigliano

TOP 5: LE MIGLIORI ORGE DELLA STORIA DEL CINEMA

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IDIOTI

Lars Von Trier, 1998. Sesto film del danese, primo personale che segue i dettami del Dogma 95 (movimento cinematografico con l’obiettivo di purificare il cinema dagli effetti speciali e dai trucchi, attraverso riprese con camera a mano, assenza di scenografia e colonna sonora).  In una villa di Copenaghen degli adulti decidono di diventare idioti (dal greco idios, privazione), allentando le barriere dell’apparenza e liberando il piccolo idiota che hanno dentro, che li porta a comportarsi in modo osceno in pubblico. L’ammucchiata avverrà per festeggiare il compleanno di uno dei personaggi. Meglio di quella che proporrà molti anni dopo in Nymphomaniac. 

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SPRING BREAKERS

Sesso a tre, con due ragazze e un ragazzo, in cui il “violato” è lui. Già un cult questo film di Harmony Korine, famosissima la scena in cui il malvivente Alien (James Franco) viene costretto ad eseguire una fellatio alla pistola con cui è minacciato. Molto più complicato di quello che sembra ad una prima visione.

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IL DEMONE SOTTO LA PELLE

Cronenberg, sempre lui. Film del 1975, terzo del canadese, primo ad essere diffuso a livello internazionale, si interroga già sul tema cardine della filmografia del regista, il body horror, che esplora il terrore (inconscio e no) dell’uomo di fronte alla mutazione, infezione e contaminazione del corpo (principio alla base di molti suoi lavori futuri quali Videodrome, La mosca, Crash o la punta di diamante Inseparabili). Uno scienziato inietta nel corpo di una ragazza un parassita in grado di risvegliare gli istinti primordiali. Questo cresce dopo che la ragazza fa sesso con molti uomini. La situazione sfugge di mano. Bellissimo film, tante le scene che possono rientrare in questa classifica. Da vedere.

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IO CALIGOLA

Non si può parlare di film erotico per questo lavoro del 1984 di Tinto Brass, che porta alla luce in modo evidente il tema a lui caro del rapporto tra eros e thanatos nella vita di ogni uomo. In Io Caligola la ricostruzione storica della Roma capeggiata dall’imperatore Caligola, tra massacri, oscenità e tanto, tanto sesso a corte. Malcom McDowell nella parte principale. Il film è una nuova versione del Caligola di Franco Rossellini, realizzato 5 anni prima e troppo esplicito nelle scene di sesso e violenza.

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EYES WIDE SHUT

Profonde, evocative, perfette per la fedeltà con cui ripropongono le messe orgiastiche in favore del demonio. Bill (Tom Cruise), dottore newyorkese di successo, spinto da un’irrefrenabile gelosia vaga per la grande mela notturna alla ricerca di nuovi stimoli (e avventure). Si ritrova, non invitato, al centro di una funzione orgiastica, tra donne nude dai seni perfetti e sesso violento di uomini mascherati. È la realtà o sta sognando? Il film è ovviamente di Stanley Kubrick. 

Matteo Chessa

KNIGHTFALL: BATMAN DIVENTA BIONDO  

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Tutti avete visto la scena di The Dark Knight Rises dove Tom Hardy spezza la schiena a Christian Bale. Una pellicola davvero bella che trae però ispirazione da storie importantissime dei fumetti di Batman. Oggi vi parlo del lungo Batman: Knightfall e più in particolare dei capitoli centrali denominati Knightquest dove il protagonista è il biondo Jean Paul Valley, che non si vede nel film ma che ha impersonato Batman dopo che Bruce Waine si è ritirato per guarire dalla frattura alla schiena causatagli da Bane. Queste storie sono iniziate nel 1993 e proseguite fino al 1995. Non sto a raccontare tutti gli antefatti, la fuga dei criminali da Arkham, il combattimento con Bane e i tradimenti di Catwoman… va bene quello che avete visto al cinema più o meno; arriviamo allora a Jean Paul che ha ereditato il cappuccio e mantello del pipistrello ed è pian piano ossessionato dalla lotta al crimine ereditata dall’amico. Il costume viene modificato per una maggiore potenza offensiva e, di storia in storia, potenziato da nuove armi. IL NUOVO Batman riesce poi a sconfiggere Bane e riprendersi Gotham recitando una frase storica: “They will fear as they never feared him!”. La parte grafica dell’evento è abbastanza spigolosa, con tratteggi molto pesanti, in più il disegnatore cambia ogni numero o quasi; gli anni 90 escono da queste pagine in tutto il loro splendore: giacche in pelle, ciuffi improbabili, tettone, muscoli e mirabolanti scene d’azione al porto di Gotham.

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Le storie, sono un po’ confusionarie e leggibili benissimo da sole ma il loro unico scopo (si capisce) è mostrare un personaggio nuovo senza approfondirlo troppo … insomma, la trama generale dell’evento la si comprende anche senza leggere questi episodi che abbracciano sia ‘Detective Comics’ che ‘Batman’, più degni di nota ‘Shadow of The Bat’ #19-#20. Vediamo che i metodi del personaggio sono molto violenti e peggiorano di pagina in pagina fino a costringere il commissario Gordon a distruggere il bat-segnale per non avere più a che fare con Batman. Come già accennato nelle storie di Jean Paul c’è tutto: sparatorie, sangue, tecnologie strane, ma anche i fantasmi. Tutta la carriera del biondino come Pipistrello è costellata dalle visioni dell’angelo della morte Azrael, che lo spinge a essere sempre più deciso (e quindi violento) nella sua crociata, queste visioni gli erano procurate dalla suggestione psicologica di una setta che sperava di servirsene a scopi malvagi. Per rassicurare voi lettori, Bruce Wayne guarisce dalle ferite mortali che lo avevano costretto alla sedia a rotelle e riesce a riprendersi il nome di Batman, mentre Azrael si è dedicato con successo alla lotta della società segreta causa delle sue disgrazie.

Ps.“Batman Biondo” appare anche in un avventura in team-up con Punisher, consigliata se volete ridere e non leggere mai più un fumetto!

 

Pietro Micheli

FILM IN SALA: COSA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE DA SETTEMBRE A DICEMBRE

Dopo un’estate passata (per chi è rimasto in città) ad elemosinare film alle biblioteche per mancanza di offerte in sala, con i cinema chiusi o, per gli stoici aperti, impantanati in titoli dell’inverno trascorso, tra l’altro nemmeno di qualità (spicca l’odiato The Butler, ma si può citare come esempio anche Sotto una buona stella di un sempre più scoppiato Carlo Verdone), quella che si prospetta è una seconda parte di anno con i fiocchi, tra titoli attesissimi, sequel di successo e biopic d’autore. Ecco, divisi per mese d’uscita, i film che Il Disoccupato Illustre consiglia di vedere da qui a Capodanno.

SETTEMBRE

LUCY

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Apertura dell’ultimo festival di Locarno, segna il ritorno alla regia di Luc Besson dopo il simpatico Cose nostre Malavita dello scorso anno. Scarlett Johansson impersona Lucy, ragazza americana che vive a Taipei a cui viene impiantato dentro il corpo un sacchetto di droga. Quando questo si rompe, lei acquisisce potere straordinari. Sceneggiatura forte, nuova eroina disegnata da Besson dopo Nikita, capolavoro che spegne quest’anno ventiquattro candeline. Attesissimo dai fan del francese, potrebbe salvare l’anno della Johansson, in sala anche con l’evitabilissimo Under the Skin di Glazer.

LE DUE VIE DEL DESTINO

THE RAILWAY MAN

Diretto da Jonathan Teplitzky (Burning Man), applauditissimo al festival di Toronto, vanta  un Colin Firth in gran forma. Un ex ufficiale inglese, torturato dai giapponesi durante la Seconda Guerra, cerca vendetta contro il suo aguzzino, aiutato dalla moglie (Nicole Kidman)che cerca di scacciare il suoi tormenti.

TARTARUGHE NINJA

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Il ritorno di Michelangelo, Leonardo, Raffaello e Donatello, per un ragazzo di 24 anni, è un evento da non perdere. Nato per festeggiare i trent’anni dall’uscita della serie a fumetti, il film racconta delle avventure di quattro tartarughe mutanti che praticano il kung fu e sposano la causa della reporter April (Megan Fox). Dopo due lungometraggi nel 1990 e nel 1991, tocca ancora a loro divertire i piccoli (e far fare un tuffo nel passato ai più grandi).

PASOLINI

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Gli ultimi giorni di PierPaolo Pasolini, intellettuale italiano, prima del suo omicidio. Diretto da Abel Ferrara, interpretato da Willem Defoe, identico al regista di Mamma Roma, vanta nel cast anche Scamarcio che interpreta Ninetto Davoli. Uno dei biopic più attesi della stagione.

BIRDMAN

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Attore fallito conosciuto per aver interpretato in passato un supereroe si rilancia a Broadway. Black comedy del regista drammatico Inarritu, che sfrutta la bravura dei due protagonisti (Michael Keaton e Edward Norton) per realizzare un film divertente, pur restando nel campo dell’autorialità. Degno delle migliori commedie nere dei Coen; ha aperto Venezia 71.

OTTOBRE

SIN CITY – UNA DONNA PER CUI UCCIDERE

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Nove anni dopo il primo film, il sodalizio artistico tra Robert Rodriguetz e il fumettista Frank Miller regala ai fan del genere un nuovo prodotto basato sulla serie Sin City. Tornano alcuni personaggi del primo capitoli (Marv di Mickey Rourke anche se è morto, Nancy/ Jessica Alba assetata di vendetta), fanno la loro prima apparizione i nuovi (Ava Lord/ Eva Green e Johnny/ Joseph Gordon- Levitt, destinati a dare spettacolo). Ma sarà sicuramente la sceneggiatura del duo la protagonista. Josh Brolin sostituisce Clive Owen nella parte di Dwight.

BOYHOOD

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Richard Linklater (Prima di mezzanotte e affini) condensa in 2h e 46’ dodici anni della vita (vera) di un ragazzo i cui genitori stanno divorziando. L’attore Ellar Coltrane ha iniziato le riprese a 7 anni, ora ne ha 19. Un cambio di rotta rispetto alle opere della filmografia del regista, sempre condensate in notti, pomeriggi o serate. Nel cast l’attore feticcio Ethan Hawke e Patricia Arquette.

UN MILIONE DI MODI PER MORIRE NEL WEST

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Dal creatore dei Griffin e Ted Seth MacFarlane, un western in salsa comica, per non dire demenziale, destinato a regalare risate a non finire (almeno spero). Cast d’eccezione, con una bellissima Charlize Theron, Neil Patrick Harris, l’immancabile Giovanni Ribisi e il sempre cattivo Liam Neeson. Vediamo se MacFarlane riuscirà a sconfiggere la maledizione del western parodistico, da sempre ostica buccia di banana cinematografica.

THE JUDGE

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Robert Downey Jr e Robert Duvall in una storia di padri e figli a forti tinte gialle. Possibile delusione per via della regia di Dobkin, fin qui sempre impegnato in commedie, ha come punto di forza, oltre al cast, i due sceneggiatori di Gran Torino.

MOMMY

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Il film dell’anno. Acclamato a Cannes, osannato dai critici e amato dal pubblico, racconta di una madre single che cerca di mantenere la custodia del figlio quindicenne. Diretto dal bravissimo Xavier Dolan, proiettato in 4:3, “è un’esperienza travolgente” (Ciak).

NOVEMBRE

INTERSTELLAR

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Attesissimo film di Christopher Nolan, regista della trilogia del cavaliere oscuro,  scritta dal fratello Jonathan con Steven Spielberg, che s è rifiutato di girarlo. Basato sulla teoria di Kip Thorne sui buchi neri e sulla possibilità di viaggiare nel tempo attraverso essi, è un film di fantascienza che cerca di emulare i grandi prodotti del genere (il paragone con Guerre Stellari  è stato fatto dal regista stesso). Misterioso come tutti i film di Nolan, ha nel cast il premio Oscar Matthew McConaughey, Anne Hathaway e il solito Michale Caine. Previsto il successo al botteghino.

DUE GIORNI, UNA NOTTE

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Presentato al festival di Cannes, diretto dai fratelli Dardenne, narra la storia di Sandra che in un week end deve convincere sedici colleghi a rinunciare ad un bonus da 1000 euro per evitare il licenziamento. Film sulla crisi e sugli effetti nella vita delle persone, è atteso soprattutto per l’interpretazione della Cotillard, vantata molto durante la kermesse.

COME AMMAZZARE IL CAPO E VIVERE FELICI 2

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Cambia regista, non cambia il cast, anzi si rilancia con l’aggiunta del cinico Christoph Waltz. Messi in proprio, gli eroi del primo capitolo vengono mandati sul lastrico da uno spietato investitore. Per riavere la loro azienda, rapiscono sua figlia. Il primo ha fatto ridere tutto il mondo. Scommettiamo che il secondo non sarà da meno?

SCEMO E PIU’ SCEMO 2

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Venti anni dopo il primo film, i due scalmanati protagonisti si rimettono in viaggio per trovare la figlia di uno dei due, di cui si ignorava l’esistenza. Jim Carrey e Jeff Daniels rivestono i panni dei personaggi di una delle pietre miliari della storia comica americana. Vediamo se supereranno il test del sequel, spesso causa di fallimento. La storia sembra abbastanza banale, ma saranno le gag a fare la differenza.

TORNERANNO I PRATI

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Ermanno Olmi, di ritorno dal ritiro, dice la sua sulla esperienza della vita di trincea della Prima Guerra Mondiale. Il regista bergamasco, sinonimo di qualità, merita fiducia a prescindere.

DICEMBRE

MAGIC IN THE MOONLIGHT

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Ultima fatica del regista newyorkese Woody Allen, di ritorno in Francia dopo il fortunato Midnight in Paris, stavolta in Costa Azzurra per raccontare dello scettico inglese Colin Firth alle prese con un’indagine sulle presunte doti extrasensoriali della medium interpretata da Emma Stone. Atteso dai fan del regista, e non sono pochi.

IL RAGAZZO INVISIBILE

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Storia innovativa per il cinema italiano, racconto di un ragazzo con poteri sensazionali, non tratto da un fumetto ma realizzato in parallelo con la striscia, con fotogrammi del film che sono poi stati riportati identici nel fumetto e viceversa. Diretto da Gabriele Salvatores con un cast di attori giovanissimi.

LO HOBBIT- LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE

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Terzo capitolo della trilogia dedicata al viaggio straordinario di Bilbo Baggins (Martin Freeman). Descritto come epico più degli antenati Le due torri e Il ritorno del re,  con scene di guerra sensazionali, è chiamato a vendicare lo scivolone del secondo capitolo, ai limiti dell’inguardabile. Chissà se ci riuscirà.

THE IMITATION GAME

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Thriller mentale su come il matematico inglese Alan Turing, bistrattato per la sua omosessualità, scoprì il Codice Enigma, linguaggio cifrato usato dai tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale. Interpretato da Benedict Cumberbatch e Keira Knightley, presenta una delle più importanti figure del 900, essenziale per l’esito positivo della guerra.

PRIDE

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Standin ovation di dieci minuti a Cannes, ispirato a fatti accaduti realmente, parla del movimento omossessuale LGSM che nel 1984 si schierò dalla parte dei minatori in protesta contro la Thatcher. È sempre bello conoscere storie poco famose ma molto importanti. Da vedere.

Matteo Chessa

I GUARDIANI DELLA GALASSIA – RITORNO ALLE STELLE

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Film su come le amicizie capitano per caso.

Dell’ultima pellicola Marvel potrei dire mille cose, tuttologo come sono: ci sono le Gemme dell’Infinito (ne parlavo qualche mese fa), i Celestiali, il cane Astro, Thanos, i Nova Corps, Ronan ma nulla mi interessa di più che parlare del viaggio di formazione che i protagonisti compiono assieme. Come nelle più classiche ‘quest’ abbiamo l’ eroe accompagnato nel suo percorso dalla bella tormentata (senza sopracciglia), dal duro, dal genio e l’immancabile mascotte; questi personaggi sono tutti dei solitari, abituati a vedere il mondo a modo loro, che non considerano gli altri persone ma solo vie per un probabile profitto, questo perché il mondo li ha fatti soffrire a tal punto da convincersi che per sopravvivere ogni relazione profonda è da evitare. Quando persone tanto simili si trovano… o si ammazzano tra di loro o salvano la galassia insieme tra mille difficoltà. Per caso tutti i “guardiani” si trovano in prigione assieme, e Peter Quill aka.Star-Lord, colto da umana compassione per i suoi strani compagni di cella, gli si avvicina creando un legame più o meno forte con tutti. è anche per questo che diventa il leader della banda, e aver scalfito il guscio di ciascuno permette anche agli altri di incidere positivamente sui compagni.

 Il film è pieno di alieni e strane creature, di una varietà e accuratezza nel trucco davvero strabiliante, e teniamo presente che gli unici realizzati in CGI sono solo tre. Fotografia luminosa, scene piene di colori e di notevole impatto, compresa la battaglia finale che annoia davvero tanto (è quasi identica a quella vista tra Thor e Malekith l’anno scorso) ma è ben girata ed è fondamentale per completare il viaggio dell’eroe e la creazione del gruppo… qua non c’è un effetto Coulson (frecciatina)! Le soundtracks che accompagnano il film sono apprezzabili (strano per un film dei Marvel Studios) e se aggiungiamo le canzoni preferite di Peter, che caratterizzano scene davvero topiche, si trova la giusta alchimia; La Musica è molto importante per il protagonista, l’audiocassetta che Star-Lord si porta sempre a presso è una reliquia preziosissima per l’eroe e il suo contenuto sarà usato per relazionarsi con amici e nemici, oltre che per fare pace con il suo passato. In questo film l’umorismo è molto presente ma correttamente dosato, e pure questo è un fatto inedito visto che in IronMan 3 e Thor: Dark Word battute cretine hanno veramente gravato sui film altrimenti ben fatti. Che sia chiaro, anche nella pellicola sui Guardiani una scena è davvero rovinata da umorismo pessimo, però si commenta sempre con un “però ci stava, dai!” finito lo sgomento.

Concludo con una considerazione: negli ultimi anni davvero pochi sono stati i film “spaziali” che non facevano schifo: cosa ci mettiamo? Comincerei con 2001 e Guerre Stellari, per affetto Men In Black magari, poi? bah Alien, ma forse è un film di mostri… Blade Runner è più un thriller… Gravity? Non fatemi ridere! Mi sento allora dire che con Guardian of The Galaxy la tradizione “outer space movies” è ricominciata, per idee, atmosfere e personaggi (anche se non originali del mezzo), effetti visivi e colori.

Pietro Micheli