MARVEL STUDIOS PHASE 3:ORA SI FA SUL SERIO!

10423686_786368604753456_527679067401122195_n Commentiamo oggi gli ultimi annunci sul universo (è proprio il casi di dirlo) cinematografico ispirato ai personaggi Marvel Comics. In tutto il mondo nerd si festeggia per questi film che ampliano in modi mai visti un universo narrativo davvero ricco, eccoli per voi:

Il Primo in ordine di uscita è Captain America: Civil War, che prende il titolo dalla più bella storia a fumetti uscita per la Marvel, e vede nel cast il solito Chris Evans assieme a Robert Downey Jr, quindi i personaggi fondamentali che si daranno battaglia per la leadership nel mondo degli Eroi ci sono. Tutto sta nel vedere come la lotta tra i due Vendicatori interesserà il Soldato D’Inverno, personaggio con cui il buon Capitano ha ancora dei conti in sospeso dal precedente capitolo.
previsto per Maggio 2016

Sorpresona di questi giorni (ma anticipato nei dialoghi di Captain America the Winter Soldier) è anche l’annuncio del film Doctor Strange, che con grande gioia di tutti sarà impersonato da Benedict Cumberbatch. Il famoso attore dovrà dare il volto allo Stregone Supremo della Terra, che protegge la nostra realtà da tutte le creature demoniache e sovrannaturali, comprese quelle cosmiche, e che spesso ha aiutato i Vendicatori anche contro il famoso Thanos.
-previsto per Novembre 2016

Sempre parlando di Thanos ecco un altro film di ambientazione “spaziale”, Guardians of The Glaxy 2 che forte del successo del suo primo capitolo promette di rincarare la dose su effetti speciali e risate, assieme a numerosi personaggi attesi ad unirsi alla squadra di Star Lord, perchè nella storia del gruppo non ci sono stati solo i 5 visti nel film nelle sale mentre leggete.
-previsto per Maggio 2017

Ecco poi un altro film che il blog vi ha divinato qualche mese fa: Thor Ragnarok. A questo giro Chris Hemsworth dovrebbe vedersela sia contro il fratello Loki che ora regna, la scomparsa del padre e la fine degli Dei Norreni.Artefice di questa apocalisse divina il Demone Surtur che dimora nel più basso dei Nove Regni già intravisto nelle scene finali di Dark Word, ma che sicuramente avrà complici ad Asgard.
-previsto per Luglio 2017 [slitta al 3 Novembre 2017]*

BlackPanter è un altro film molto invocato, lo si attende già dai tempi di Iron Man 2 dove veniva segnalata su una mappa dello S.H.I.E.L.D. la posizione di Wakanda, stato africano governato da questo super eroe; altro indizio erano alcune informazioni riguardo il film Avengers Age of Ultron dove il villan si crea un armatura con il ‘vibranio’, metallo che si scava solo in wakanda appunto. Si perchè il mantello di Pantera Nera viene tramandato da secoli tra una stirpe di guerrieri del Africa centrale avanzatissimi tecnologicamente grazie a questo minerale, in più la sua ultima “incarnazione” venne convocata nella squadra nei Vendicatori per motivi multiculturali (erano i favolosi anni 60).Non saprei davvero immaginarmi un attore di colore con il carisma e il fisico adatto.
-previsto per Novembre 2017 [slitta al 6 Luglio 2018]*

Dalle quote “multietniche” a quelle “rosa” ecco Capitan Marvel, che si ricollega sicuramente ai film sui Guardiani della Galassia e alla razza dei Kree.Nei fumetti Capitan Marvel è una bionda tutto pepe dell’aviazione americana che più volte ha incontrato Vendicatori e X-Men, che rimane coinvolta in uno scontro tra astronavi da cui esce con il DNA mutato in un ibrido umano/kree.Sarebbe perfetta per la parte Stacy Keibler che per fortuna ha smesso con il wrestling, ma staremo a vedere!
-previsto per Luglio 2018 [slitta al 2 Novembre 2018]*

Ihnhumans è la vera sorpresa di queste ore. Nati dalle storie di “Fantastic Four”, questi Inumani sono una specie di umani geneticamente alterati da quegli alieni Kree tanto famosi e sempre citati. A differenza dei mutanti (gli X-Men per capirci) che nascono con i loro poteri anche se dormienti, questi Inumani scoprono i loro doni solo grazie a un catalizzatore chimico, le Nebbie Terrigene, quindi potenzialmente un inumano è in grado di rimanere “normale” anche in età adulta.Di recente questi strani esseri si sono spesi nella difesa della Terra contro Thanos e questo ci ricollega al prossimo film in programma.
-previsto per Novembre 2018 [slitta al 12 Liglio 2019]*

In chiusura parliamo di Avengers: Infinity War che sarà diviso in due parti per permettere a tutto l’epicume dell’evento di scatenarsi.Presumibilmente ispirato alla saga a fumetti del Guanto del Infinito, di questo film sappiamo solo che interesserà le famose gemme dell’infinito, che fanno da collante in ormai molti film; ci sarà sicuramente Thanos come nemico principale, visto che alla fine di Marvel’s Avengers rideva al idea di bruciare i terrestri e tutto fa poi supporre anche il coinvolgimento in una guerra cosmica dei personaggi che appariranno nei film in solitaria come Capitan Marvel e il Dottor Strange, oltre ai Guardiani!

Sarà una lunga attesa!

aggiornamenti*
visto l’ingresso in calendario del un nuovo film ‘Spider-Man’ previsto per il 28 Luglio 2017 gli Studios hanno spostato le date di questi film:https://ildisoccupatoillustre.wordpress.com/2015/02/16/cinque-spiderman-che-vogliamo-vedere-al-cinema/

Pietro Micheli

IL GIOVANE FAVOLOSO: TUTTO CAMBIA, NIENTE CAMBIA

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Parliamoci chiaro: indubbiamente l’operazione artistico-commerciale volta a sorreggere il rilancio di uno dei più grandi poeti dell’italico stivale era sulla carta oggettivamente interessante. Ogni elemento, a partire dal discutibile titolo del lungometraggio, sembrava evocare un necessario rinnovamento, una visione del tutto nuova (come suggerisce la locandina che raffigura il volto di Leopardi rovesciato) che avrebbe permesso la giusta riabilitazione di un letterato non proprio amato dai giovani e brufolosi studenti del liceo. L’innovazione e la sperimentazione purtroppo però si fermano esclusivamente alla scelta del soundtrack e a qualche sporadica sequenza onirica. Per onestà intellettuale va ammesso che Martone, autore valido e talentuoso, non è stato probabilmente il regista più indicato per rivoluzionare il personaggio poiché troppo a suo agio tra i meandri della Storia e dei film in costume per lasciarsi completamente assuefare dal tanto agognato alone sperimentale.  Il plot è estremamente fedele alla realtà (forse anche troppo se si considerano le assimilazioni integrali in sceneggiature dello scambio di epistole con Giordani): un poeta immortale, una famiglia intransigente, un’esistenza dilaniante. Presentato a Venezia dove ha riscosso un discreto successo, l’ultima opera di Martone è un prodotto sostanzialmente schizofrenico: alla buona interpretazione di Germano coadiuvata, come si diceva pocanzi, dall’eccellente colonna sonora di Apparat, si contrappone una sceneggiatura più zoppicante di Leopardi stesso. Il film, come ha ammesso proprio il regista, è frammentariamente spaccato in tre parti: la convincente infanzia a Recanati, la lunga e soporifera transizione tra Firenze e Roma e la folkloristica ripresa napoletana. Restano in mente alcune suggestive inquadrature pittoriche così come le piuttosto inaspettate statiche e banali recitazioni delle poesie. Per rilanciare la figura del conte marchigiano in sostanza ci si attendeva sicuramente qualcosa di più  coraggioso. Peccato.

P.S. E’ estremamente importante ad ogni modo che siano film d’autore come questo a trascinare gli incassi del cinema italiano.

Francesco Pierucci

DODICI-ZEROCALCARE

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Dopo un sabato sera passato a guardarmi ‘La Fortezza Nascosta’ e ‘Sette Spose per Sette Fratelli’ mi decido a scrivere questo articolo promesso ai miei colleghi quasi un anno fa: l’argomento è ZeroCalcare, sono le 2.00 di notte e non so come iniziare.

Come rito propiziatorio per i futuri articoli parto col raccontarvi di Zero dal suo quarto libro ‘Dodici’; notizia veloce: prima di approdare nelle fumetterie, il nostro si è fatto un nome su riviste e giornali come vignettista (avete presente Internazionale o XL di Repubblica?).

Il volume parla di due ragazzi più un cinghiale alle prese con un orda zombie che assedia il quartiere di Rebibbia a Roma e il bello è che di zombie se ne vedono pochi; condito di cultura del quartiere e di gergo romanesco (farne lo spelling deve essere durissima) Zero ritrae il suo borgo e i pochi abitanti che lo popolano con invidiabile maestria. I Personaggi che si incontrano a Rebibbia durante l’apocalisse avrebbero gli stessi atteggiamenti anche in tempi più tranquilli… e allora gli “hipster” o “ i radiohead” o anche le “apericene” e addirittura “i fuori sede” si trasformano nei temuti Zombie!Moltissimi i riferimenti a Ken Il Guerriero, che in un mondo da ripopolare sarebbe l’unica letteratura davvero formativa; anche la sigla, intrisa di rimandi cristologici, profetizza che Ken è la risposta pure in caso di apocalisse zombie.Gli altri protagonisti sono: il “karma”, che guida le azioni della preziosa protagonista femminile, e che forse è la causa dell’ invasione e Zero stesso, che ha avuto un grave incidente domestico, è rimasto in coma e la sua salvezza fa da motore alle azioni dei giovani fuggiaschi.

Lettura consigliata e magari recuperatevi gli altri volumi tra 2 settimane al Lucca Comics.

Pietro Micheli

RECENSIONI FILM IN SALA- PEREZ

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A Napoli si usa dire che per fare una pizza infallibile ci vogliano i giusti ingredienti. Ma i più esperti replicheranno che, per quanto sia vera l’importanza della materia prima, anche il pizzaiolo ha la sua importanza. Perez ha ottimi ingredienti di nome Zingaretti, d’Amore, Napoli, camorra, giustizia, rapporto genitori/figli, amori “difficili”. Ma forse il pizzaiolo ha scottato il prodotto.

Demetrio Perez è un avvocato d’ufficio, uno di quelli che il tribunale ti affida quando non hai le risorse per potertene permettere uno. I suoi clienti sono casuali, non li sceglie e non li conosce se non in un’aula di tribunale. Il suo lavoro è la premessa del film. E una volta capito questo, lo spettatore è convinto di trovarsi di fronte a un’ottima storia. Perez ha una figlia che lo “odia”, visto che il suo fidanzato è figlio di un boss noto al 41 bis. La moglie è solo un ricordo, vive in una zona “strana”, il Centro Direzionale di Napoli, dove ha casa e lavoro. Quei grattacieli sono la sua prigione, difficilmente il film si sposta in altri luoghi.

Un giorno gli capita come cliente Luca Buglione, boss che ha deciso di collaborare con la Giustizia. Solo che non siamo di fronte a un testimone qualsiasi, bensì di fronte a un giocoliere. Dirà tutto, ma secondo le sue regole: c’è un toro, in periferia, nella cui pancia vi è una incredibile quantità di diamanti. Buglione propone a Perez uno scambio. Se l’avvocato lo aiuterà nell’impresa di recuperare tutti i diamanti, lui troverà modo e occasione per incastrare Francesco Corvino, fidanzato della figlia Tea.

Perez accetta, forse perché vuole trovare quella svolta che cercava, quell’occasione unica e irripetibile in cui avrebbe potuto scegliere  cosa fare e se farlo. Alla fine si troverà a difendere una figlia che solo alla fine capirà di aver messo le mani in un mucchio di letame, mettendo in gioco quello che è il suo destino e quello del padre.

L’intreccio vede, tuttavia, l’eco di tanti “fantasmi”: Marco d’Amore è alla sua prima vera opera cinematografica nei panni di…Marco d’Amore…di Ciro di Gomorra. Anzi, ha qualcosa di Genny Savastano (il padre in 41 bis, l’essere apparentemente “nu buono waglione”). Zingaretti è una sorta di Montalbano fallito, ma in realtà è l’unico che riesce a reggere il film intensamente.

Le intenzioni del regista Edoardo de Angelis, alla sua seconda opera, erano buone. Anzi, ottime. Ma forse qualcosa andava migliorato. Trattare di camorra, subito dopo Gomorra, è un’impresa ardua. Se poi si vuole mischiare un tema così bollente a un altro tema difficile, quello del rapporto genitori/figli, allora le cose si complicano. De Angelis ha comunque dimostrato di avere buona stoffa, ma l’inesperienza ha fatto sì che Perez fosse un discreto film, senza però avere quel qualcosa in più. Gomorra e John Q convivono per tutto il tempo. Alcuni personaggi, forse, andavano meglio inquadrati (tipo l’ex moglie di Perez o il suo migliore amico, suicida) e alcune vicende pensate con più astuzia: la pancia del toro, onestamente, risulta difficile da digerire. In tutti i sensi…

Il vostro… Billy

SERIE TV-ORANGE IS THE NEW BLACK

S1Cast

Dopo lo straordinario successo di House of Cards che ha come protagonista un Kevin Spacey mai così vicino ai livelli inarrivabili di American Beauty, Netflix (servizio di noleggio online e di streaming on demanda il cui arrivo in Italia è ancora avvolto nelle tenebre) nel luglio 2013 ha dato alla luce il suo secondo prodotto seriale originale, Orange Is the New Black, tratto dalle memorie di Piper Kerman Orange Is the New Black: My Year in a Women’s Prison, ispirate alla sua esperienza in prigione. Orange perché è il colore dell’uniforme delle nuove detenute, non facendole passare inosservate, e Is the New Black è l’espressione che si usa per mettere in risalto una nuova moda. Un titolo già di per se accattivante. La vicenda inizia subito in medias res: Piper, nella serie Chapman non Kerman, (Taylor Schilling), una donna abituata ad una vita agiata e in procinto di sposarsi con Larry (Jason Biggs, finalmente lo vediamo in qualcosa di degno di nota che non sia American Pie) deve fare i conti col suo passato. Superata la soglia dei trent’anni di età, deve scontare una pena di 15 mesi in un carcere femminile per aver trasportato, 10 anni prima, una valigia di narcodollari su indicazione della sua fidanzata di allora, Alex. Il contatto con la realtà penitenziaria sarà all’inizio per lei uno shock, con guardie pronte ad abusare delle detenute e le detenute stesse in preda ad appetiti sessuali verso di lei e tra loro.

La protagonista è interpretata da un’attrice semisconosciuta, Taylor Schilling (intravista in Argo) che comunque già dalle prime battute offre un’ottima prova attoriale che alterna momenti leggeri ad altri più intensi con invidiabile scioltezza.

Nonostante i vari flashback che raccontano la vita prima del carcere delle varie detenute e di Piper stessa sia ai tempi della relazione con Alex sia più recentemente, il tutto è comunque molto fluido perché viene utilizzato sapientemente un montaggio alternato su connessioni di vario genere, come ad esempio su un oggetto o una parola. Questo aspetto ci aiuta ad esplorare meglio il mondo femminile con personaggi tutti caratterizzati al meglio, con una storia da raccontare e che vale la pena ascoltare, che mettono la femminilità al centro della storia soprattutto in contrasto con i pochi personaggi maschili presenti mostrati come inetti, pervertiti o nel migliore dei casi romantici teneroni (come nel caso della guardia John Bennet, il quale ha sin da subito un debole per una detenuta). La sigla, con un’orecchiabilissima You’ve Got Time di Regina Spektor, mettendo in risalto i dettagli del volto delle varie detenute, evidenzia ancor di più questa caratteristica ponendo l’accento sulle imperfezioni naturali dei volti che però sottolineano bellezza ed unicità dei loro caratteri.

Se all’inizio ci si può aspettare un prodotto di genere con un po’ di scene saffiche per accontentare tutti, questo pregiudizio scompare già dopo la visione del primissimo episodio. Netflix quindi, dopo la mirabolante House of Cards, centra ancora il colpo e sforna un’ottima serie della quale sentiremo molto parlare negli anni a venire.

Michael Cirigliano

007- CHI SARA’ IL FUTURO JAMES BOND?????

A pochi giorni dall’uscita della notizia che alcune scene del prossimo 007 (Devil May Care) potrebbero esser girate a Roma, per la precisione in piazza Quattro Fontane, è subito partito nei principali blog italiani che trattano di cinema il toto-villain per azzeccare il nome dell’attore che interpreterà l’antagonista dell’agente segreto britannico. Il Disoccupato Illustre, che per la cronaca pensa che il cattivo sarà Chiwetel Ejiofor (anche solo per la somiglianza con Yaphet Kotto, villain di Vivi e lascia morire, primo Bond di Roger Moore la cui trama ricorda quella del prossimo film della saga), si discosta dall’argomento e, anzi, raddoppia, cercando di scoprire chi dopo l’ottimo Daniel Craig (che da contratto farà un altro film) interpreterà 007. Ecco i nomi più gettonati.

TOM HARDY

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Primo punto a favore: è britannico. In più ha una presenza scenica e una capacità recitativa fuori dal comune. Fascinoso ma sgraziato, non avrà difficoltà a calarsi nel ruolo. Unico neo, è troppo basso.

IDRIS ELBA

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Lui di certo non è basso, e potrebbe apportare una grandissima novità nella saga: il Bond di colore. Sarebbe anche ora.

LEONARDO DI CAPRIO

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È un nome che gira da anni, anche prima di Daniel Craig, ma è anche quello meno azzeccato per la parte. Troppo bello per fare Bond, che, diciamolo, non è mai stato bellissimo, è anche troppo yankee. Di sicuro ha un fascino magnetico ed è il miglior attore del momento, basterà??? Non credo.

ROBERT PATTINSON

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Il nome di Pattinson l’ha suggerito Daniel Craig in persona, sicuro che il suo successore sarà l’ex vampiro mono- espressivo. Ha già ampiamente dimostrato con Cronenberg di non sapere indossare l’abito, ha palesato con più registi la sua scarsa capacità recitativa (per intenderci, Come l’acqua per gli elefanti), in più renderebbe la saga di 007 una riunione per bambine arrapate. E poi vallo a trovare un posto in sala.

MICHAEL FASSBENDER

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Irlandese con Pierce Brosnan, fascinoso ed elegante come tutti gli attori della saga, attore magnifico. Sarebbe un Bond perfetto, credibile sotto tutti i punti di vista. Il D.I tifa per lui.

Matteo Chessa

P.S  Sappiamo anche noi che nessun Bond sarà mai come loro

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Cary Grant, ispiratore del personaggio dei romanzi

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Sean Connery, il primo, unico, inimitabile Bond

NOI NON FACCIAMO ARTE. MA NEMMENO CHIACCHIERE.

Recensione di Orfani Volume 1: Linizio.

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La prima volta che questo librone mi è passato tra le mani, sfogliandolo, avrò ripetuto tra me e me che si sarebbe trattato di un’altro prodotto italiano dallo scarso interesse. Bè Cristo, arrivato all’ultima pagina, avrei voluto prendere una DeLorean e prendere a calci in culo il me stesso di prima… Scritto da Recchioni, supporato da talentuosi artisti, Orfani si svolge dopo un apocalittico attacco ai danni della razza umana. Per rispondere a questo attacco dei ragazzini vengono brutalmente addestrati a diventare soldati, senza alcuna scelta. Così si da il via ad una guerra intergalattica verso questi aggressori ignoti. Che sembrano gli orsetti gommosi in versione gigante  durante la sindrome pre-mestruale. Man mano il mistero si infittisce però… E’ ovvio che non dovete etichettare tutto quello che c’è in questo fumetto come -già visto- ma più che altro come  -non ancora affrontato-.  Sono il primo a rendersi conto che ci sono delle citazioni, per essere clementi, ad alcuni esempi di fantascienza (da Starship Troopers ad Halo, passando per…Halo. Non mi dite niente ma su quelle tute potevani inventarsi qualcosa di più caratteristico). I personaggi si presentano abbastanza interessanti , alcuni più di altri, ma vi legherete a tutti. La trama non ha nulla da invidiare rispetto ad altre opere magari considerate più complesse, pulita e concisa non si perde in puttanate. I disegni e i colori sono al di sopra della media,  qui siamo veramente in presenza di gente che sa quello che deve fare e sa come farlo bene, su questo io non ho assolutamente nussun dubbio. Personalmente mi sono trovato di fronte ad una vera sorpresa. Io che non leggo quasi mai fumetti italiani, sono felice di pensare che anche il nostro panorama si stia evolvendo, e merito di ciò e anche questo progetto. E’ qualcosa di notevole, sopratutto perché si tratta del primo fumetto a colori della Bonelli (Tex ecc.) e solo questo “dare fiducia” è un grande passo per la casa editrice che trattava il colore come opera del demonio. Il volume in cui ci viene presentato il tutto è splendido, edito dalla BAO publishing raccoglie i primi tre capitori, più: introduzioni, extra, schizzi, interviste e per chi non ne ha abbastanza anche un piccolo spazio in cui Massimo Cavenago ci spiega il processo di realizzazione delle copertine. Non sarà la rivoluzione del fumetto italiano, ma Orfani, vi conquisterà. E se non lo farà, pazienza, vi siete persi una gran bel lavoro…

 

P.s. Per il personaggio della professoressa hanno digitato su un qualunque motore di ricerca “Redhead milf with eyepatch”?

Karim Allam