NOI NON FACCIAMO ARTE. MA NEMMENO CHIACCHIERE.

Recensione di Orfani Volume 1: Linizio.

orfani

La prima volta che questo librone mi è passato tra le mani, sfogliandolo, avrò ripetuto tra me e me che si sarebbe trattato di un’altro prodotto italiano dallo scarso interesse. Bè Cristo, arrivato all’ultima pagina, avrei voluto prendere una DeLorean e prendere a calci in culo il me stesso di prima… Scritto da Recchioni, supporato da talentuosi artisti, Orfani si svolge dopo un apocalittico attacco ai danni della razza umana. Per rispondere a questo attacco dei ragazzini vengono brutalmente addestrati a diventare soldati, senza alcuna scelta. Così si da il via ad una guerra intergalattica verso questi aggressori ignoti. Che sembrano gli orsetti gommosi in versione gigante  durante la sindrome pre-mestruale. Man mano il mistero si infittisce però… E’ ovvio che non dovete etichettare tutto quello che c’è in questo fumetto come -già visto- ma più che altro come  -non ancora affrontato-.  Sono il primo a rendersi conto che ci sono delle citazioni, per essere clementi, ad alcuni esempi di fantascienza (da Starship Troopers ad Halo, passando per…Halo. Non mi dite niente ma su quelle tute potevani inventarsi qualcosa di più caratteristico). I personaggi si presentano abbastanza interessanti , alcuni più di altri, ma vi legherete a tutti. La trama non ha nulla da invidiare rispetto ad altre opere magari considerate più complesse, pulita e concisa non si perde in puttanate. I disegni e i colori sono al di sopra della media,  qui siamo veramente in presenza di gente che sa quello che deve fare e sa come farlo bene, su questo io non ho assolutamente nussun dubbio. Personalmente mi sono trovato di fronte ad una vera sorpresa. Io che non leggo quasi mai fumetti italiani, sono felice di pensare che anche il nostro panorama si stia evolvendo, e merito di ciò e anche questo progetto. E’ qualcosa di notevole, sopratutto perché si tratta del primo fumetto a colori della Bonelli (Tex ecc.) e solo questo “dare fiducia” è un grande passo per la casa editrice che trattava il colore come opera del demonio. Il volume in cui ci viene presentato il tutto è splendido, edito dalla BAO publishing raccoglie i primi tre capitori, più: introduzioni, extra, schizzi, interviste e per chi non ne ha abbastanza anche un piccolo spazio in cui Massimo Cavenago ci spiega il processo di realizzazione delle copertine. Non sarà la rivoluzione del fumetto italiano, ma Orfani, vi conquisterà. E se non lo farà, pazienza, vi siete persi una gran bel lavoro…

 

P.s. Per il personaggio della professoressa hanno digitato su un qualunque motore di ricerca “Redhead milf with eyepatch”?

Karim Allam

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