AMAZING SPIDER-MAN: AFFARI DI FAMIGLIA

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Questo è il secondo libro della collana Marvel Original Graphic Novels, una linea in cui ci viene presentata una storia auto-conclusiva per ogni volume. Questo fa si che le vicende del ragnetto risultino slegate dalla continuity ufficiale.

Mentre in America dilaga il fenomeno della maxi-saga scritta da Dan Slott “Spider-verse”, in Italia è già da qualche mese disponibile “Affari di Famiglia”.

Scritta a quattro mani da Waid & Robinson, e disegnata da altrettante mani quali quelle di Dell’Otto e Dell’Edera, “Affari di Famiglia” mette Peter Parker in situazioni alla James Bond o, come lui stesso commenta nel corso dell’avventura, alla Jason Bourne con: misteri misteriosi, location esotiche, casinò e jet privati… Ogni pagina è uno spettacolo per gli occhi, anche se troverete un Dell’Otto più ehm “luminoso” del solito. La storia diverte ma una volta arrivata a termine vi lascerà un po’ di amaro in bocca poiché il concept iniziale è ottimo, ma solo nel caso questo fosse allacciato a tutto l’intero mondo di Spider-man. In pratica adesso è più che altro una storiella che sentiamo al Bar, che non resiste al dopo-sbornia… Il suo voler essere una goccia nel mare non la rende memorabile quanto dovrebbe. Kingpin, il suo piano, un dormiente, e perfino il cazzutissimo costume nero saranno parti per una storia del tutto action in cui le situazioni e sopratutto gli ambienti classici di Spider-Man verranno messi da parte.

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Credo che solo i fan di vecchia data* si accorgeranno che presenta molte similitudini con Amazing Spider-Man Annual #5, dove Peter gira mezzo mondo per scoprire la verità sui suoi genitori: Richard e Mary Parker. In pratica è una sorta di sequel “spirituale” A conti fatti la trama regge, però le 112 pagine scorrono troppo in fretta. Avrei preferito qualcosa di più profondo ma poi sarebbe sicuramente finita peggio. Unico vero elemento negativo è il fatto di rifilarla a 16€ col volume cartonato perché fa figo, una mossa un po’ da pezzenti a dirla tutta.

*Fan di vecchia data: quelli che nel ’60 invece di rimorchiare qualche bella hippy che la dava via come fosse ossigeno leggevano sta roba, è inutile che ridi vale anche per te…

Karim Allam

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