SWAMP THING È TORNATO

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Alan Moore è un genio e questo si sa.

Conosciuto, a livello mondiale, per aver creato un’opera complessa che tutti i nerd hanno in casa: WATCHMEN. Ora però non complichiamoci la vita e portiamo l’orologio indietro rispetto a questa pubblicazione.

Inizio anni ’80. La testata horror della Dc, Swamp Thing, è condannata alla chiusura.Nonostante un film diretto da Wes Craven, nessuno si sarebbe ricordato più del mostro della palude creato da LEN WEIN e BERNIE WRIGHTSON. Ma per fortuna arrivò oltreoceano il Signor Moore a salvare la baracca. I 40, e passa, numeri di fumetto che seguirono cambiarono per sempre il mondo di Swamp Thing e non solo.

“Piove, a Washington, stasera”

Con questa semplice ed indimenticabile frase l’epopea del nostro protagonista ha inizio. La prima storia, “Lezione di anatomia” ci porta proprio a vivisezionare la creatura della palude dopo che è stata fatta a pezzi e recuperata da un magnate senza scrupoli. Chi è? Per che cosa combatte? Di cosa è alla ricerca? Tutte domande che troveranno una risposta all’interno dell’arco narrativo di Moore. Swamp Thing acquista quindi una nuova valenza, una nuova concezione di se stesso e si trova invischiato in un disegno più grande. L’horror di serie B lascia il posto ad un racconto dalle forti connotazioni metafisiche e lovercraftiane. “La Cosa della Palude” si trova a dover affrontare le sue paure più recondite e sopratutto la sua nemesi diretta, l’Uomo Floronico (Altro personaggio ripescato dal dimenticatoio, e già nemico della Justice League negli anni ’70) ed il suo folle piano di farla pagare all’umanità (come sempre).

Tutto è geniale, tutto funziona, nulla sotto l’ala di Moore viene lasciato al caso. Una lettura matura che sa farsi apprezzare sotto tutti punti punti di vista, ai disegni la coppia BISETTE-TOTLEBEN non fa una piega. Le tavole dei due artisti riescono perfettamente a trasmettere quel senso di inquietudine e incanto che contraddistinguono il fumetto. Non ci sono vie di mezzo, o lo si ama o lo si odia. Ma dubito che un capolavoro capace di tanta bellezza si possa odiare.

L’unica cosa certa è che, una volta fatta la vostra prima passeggiata tra gli acquitrini e la fanghiglia, non vedrete l’ora di ritornare.

Ultima nota.

“Lezione di anatomia” è stata per parecchio tempo catalogata come la prima storia scritta da Moore per Swamp Thing. Sbagliato. Dato che la sua gestione si inaugura con il numero precedente, “Questioni in sospeso”.  Nel volume appena uscito dell’ RW si ha per la prima volta questa storia tradotta in italiano. Imperdibile.

Karim Allam

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