SERIE TV – UN PRIMO SGUARDO A BETTER CALL SAUL

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Dopo il successo planetario e i record infranti da Breaking Bad, si aspettava con grande fermento il debutto della nuova creatura di Vince Gilligan Better Call Saul incentrata sul personaggio dell’avvocato Saul Goodman che mille volte ha tirato fuori dai guai Walter White e Jesse Pinkman. Ecco dunque le prime impressioni de IL Disoccupato Illustre.

Better Call Saul è ambientata nel 2002, quindi circa 7 anni prima della comparsa del personaggio di Saul Goodman nel mondo di Breaking Bad. Il filone narrativo principale riguarda la scalata al successo nel mondo forense di Saul, qui chiamato James McGill, che inizialmente guadagna una miseria come avvocato d’ufficio e il suo studio è una stanza rimediata sul retro di un negozio di manicure. I suoi problemi non finiscono qui: ha un fratello, Chuck, anch’egli avvocato, ma con un disturbo molto particolare che lo costringe a stare chiuso in casa…

Saul non è l’unica vecchia conoscenza di Breaking Bad. Sin dal primo episodio scopriamo che l’avvocato conosce, anche se superficialmente, Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), con cui ha a che fare saltuariamente per i bollini del parcheggio. Il passato di Mike è un oggetto misteriosamente attraente, ancor più di quello di Saul: la complessità di Mike è stata per tutta la durata diBreaking Bad qualcosa di indecifrabile e proprio perchè non eravamo a conoscenza del suo passato la sua enigmaticità non era stata ancora delineata come si deve. Per quanto riguarda eventuali parti o camei degli altri personaggi principali di Breaking Bad tutto tace anche se Dean Norris (che interpretava Hank Schrader) ha lasciato aperto uno spiraglio dicendo di essere in contatto con Gilligan.

Ed è lo stesso Gilligan a curare la regia del primo episodio con uno stile che richiama apertamente quello della serie “principale”: ritornano le ampie inquadrature nel deserto accompagnate però in questo caso da stacchi concentrati sugli oggetti che gli attori usano in scena. Il montaggio ricorda spesso quello di BreakingBad: per esempio nel secondo episodio vediamo un insieme di scene in cui Saul ce la mette tutta per occuparsi di un gran numero di casi in tribunale e ci tornano in mente le scene in cui White e Pinkman preparano la metanfetamina. Il tutto ha come sfondo ancora una volta la città di Albuquerque che contribuisce ulteriormente a far respirare allo spettatore la stessa aria della serie precedente.

Ma dunque è davvero uno spin-off o si può considerare una serie a sé stante? Come detto, i richiami a BreakingBad sono davvero tanti a partire dai personaggi per arrivare fino all’ambientazione, passando per le scelte registiche. Tuttavia la trama è (per ora) indipendente da quanto già visto in BB con il passato di Saul che non ha alcun legame con la sua storia del futuro. In più, se si considera che da sempre gli spin-off da sempre sono di qualità inferiore rispetto alla serie da cui derivano, in questo caso abbiamo un’eccezione alla regola: la qualità di Breaking Bad non è andata scemando. Addirittura alcuni critici americani hanno sentenziato una superiorità di BCS per quanto riguarda i primi episodi ma pare un giudizio quantomeno affrettato. Breaking Bad è un colosso quasi inarrivabile e superarlo sarà un’impresa titanica, anche per il suo stesso creatore.

Michael Cirigliano

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