INTRODUZIONE…AL DIAVOLO

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“Devil non è una vittima. In lui c’è qualcosa di forte, che una madre sconosciuta e un padre condannato hanno trasmesso al figlio. Qualcosa di temprato dalla tragedia. E dalla coscienza. Affinato dalla disciplina”. Con queste parole Frank Miller introduceva il personaggio nella saga “L’uomo senza paura” scritta da lui e disegnata da John Romita Jr.

Il giovane Matt Murdock, per salvare un cieco dalla traiettoria di un camion, viene colpito da un contenitore contenente materiale radioattivo. Il ragazzo perde la vista, ma in compenso i sensi rimanenti vengono amplificati a livelli sovrumani. A chiusura di tutto Matt scopre di avere un senso “radar” che gli permette di elaborare qualunque cosa attorno a se. Queste sono le origini del personaggio (per tutti gli ignoranti là fuori, nel senso che ignorano).

Creato da Stan Lee e Bill Everett nei favolosi, almeno per loro, anni ’60 il personaggio all’inizio era in pratica una copia del più famoso Spider-Man, roba per arrotondare a fine mese insomma. C’è chi fa il cameriere e chi inventa personaggi, ma il cielo e sempre più blu.

Tornando seri per un attimo, possiamo da subito notare una cosa parecchio affascinante in Devil: è cieco. Sembrerà una stupidaggine ma mai si era pensato prima di allora di creare un supereroe con un deficit, una limitazione, un motivo per essere al di sotto degli altri. Il personaggio nel corso del tempo e passato sotto le mani dei più importanti autori del campo del fumetto. Non ve li sto qui a citare perché c’è veramente da fare le orine piccole della notte. Il sopracitato Frank “Sonodidestraemenefotto” Miller ha dato al mondo, cioè a noi nerd, una delle storie più belle di tutti i tempi : La saga di Elektra. E, visto che aveva il sabato libero, con David Mazzucchelli ha fatto doppietta, con l’indiscutibile capolavoro “Devil: Rinascita”.

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Proprio in Rinascita il personaggio raggiunge l’apice della maturità, che continuerà sino ai cicli di storie di Bendis e Brubaker. Che, visto che non erano riusciti a rubare il natale, si sono sfogati allegramente sul povero Diavolo. Però c’è da dire che tra: arresti, morti, corruzione, donne, madri contro i figli contro i padri, ninja e quant’altro, i due sono riusciti a dare una poliedricità al personaggio davvero inaspettata e al passo con i tempi.

Dopo tutto questo nel 2011 le redini della testata vengono prese da un signore chiamato Mark Waid (bah sapete Kingdom Come l’ha scritto lui, perché mai dovreste conoscerlo?). Supportato da talentuosi artisti, primo fra tutti Chris Samnee (sempre sia lodato), Waid ridona alle storie una leggerezza che si era perduta da parecchio e allo stesso tempo una sofisticatezza che ha concesso al fumetto la nomea di “Miglior serie dell’Universo”.

Ultima informazione (di poco conto eh) segnatevi il 4 Aprile sul calendario perché il servizio di streaming Netlix rilascerà in un sol colpo tutti gli episodi della prima stagione del telefilm dedicato al personaggio. Cosa che ha creato abbastanza hype da mettere in ginocchio intere nazioni.

Karim Allam

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