I MIGLIORI FILM DEL 2015

Quali sono i migliori film dell’anno per i Disoccupati? Ecco le nostre scelte.

P.s. Vengono considerati solo i film usciti in sala nel 2015.

FRANCESCO

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1. PREDESTINATION

2. MUSTANG

3. WHIPLASH

4. INSIDE OUT

5. EX MACHINA

MATTEO

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1. LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO

2. INSIDE OUT

3. FUOCHI D’ARTIFICIO IN PIENO GIORNO

4. NON ESSERE CATTIVO

5. DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES

MICHAEL

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1. BIRDMAN

2. WHIPLASH

3. IL PONTE DELLE SPIE

4. DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES

5. STAR WARS VII

PIETRO

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1. PECORE IN ERBA

2. WHIPLASH

3. TUTTO PUO’ ACCADERE  A BROADWAY

4. STAR WARS VII

5. ANT-MAN

4 autori, 4 film diversi. E la vostra TOP 5? Scrivetela nei commenti!

BUON ANNO DAI DISOCCUPATI!

Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 60.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 22 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

HOUSE OF CARDS: TUTTO PRONTO PER LA QUARTA STAGIONE

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Non c’è momento migliore di quello attuale per dare avvio alla campagna promozionale dell’attesa quarta stagione di quella che fu la prima serie targata Netflix. Negli States infatti è entrata nel vivo la corsa alla Casa Bianca che culminerà con le elezioni del novembre 2016.

A farla da padrone (senza entrare nel vivo delle opinioni politiche, per le quali non è questa le sede per una discussione in merito), almeno dal punto di vista mediatico, è sicuramente la figura di Donald Trump che, candidatosi tra le fila dei Repubblicani, sta guadagnando crescenti consensi.

E, a detta di Kevin Spacey, è proprio al magnate newyorkese che si rivolge Frank Underwood quando fissa la telecamera in House of Cards (così ha scherzato l’attore vincitore di due Premi Oscar al Late Show with Stephen Colbert, che da settembre ha preso il posto del longevo talk show di David Letterman).

Cavalcando quest’onda, la settimana scorsa è partito il conto alla rovescia per la quarta stagione con il lancio sul profilo Twitter della serie di una provocatoria (ma anche realistica visto che gli eventi della serie si svolgono in questi anni) candidatura di Underwood alle presidenziali americane del 2016 annunciando altresì che la quarta stagione della pluripremiata produzione Netflix sarà pubblicata (tutta insieme, come da tradizione per tale servizio di streaming online) il 4 marzo 2016.

La terza stagione è stata accolta tiepidamente dalla critica americana e tale calo di mordente era inevitabile se si considera il fatto che la spinta propulsiva dell’implacabile corsa alla Casa Bianca si era esaurita con la fine della seconda stagione che aveva sancito l’elezione a Presidente di Underwood dopo le dimissioni di Garrett Walker.

La terza stagione della serie rimane comunque positiva sotto vari punto di vista.

Il primo è l’approfondimento del rapporto tra USA e Russia con la figura del presidente Petrov, un chiaro richiamo a Vladimir Putin, corroborato dal ruolo delle Pussy Riot, che appaiono nella serie interpretando se stesse.

Legato a questo aspetto vi è il largo spazio che è stato concesso finalmente alla politica estera, trattata spesso secondo canoni popolari come gia successo in Homeland e The West Wing, che rimane l’esempio migliore in materia.

La terza stagione è stata anche il teatro della caduta di Doug Stemper (uno dei personaggi più amati dai fan della serie), da sempre braccio destro di Frank ma costretto ad una lunga convalescenza in seguito all’attacco subito dall’ex Rachel al termine della seconda stagione. Dopo essere ricaduto nel tunnel dell’alcol, il buon Doug è però risalito dimostrando a Frank gratitudine e fedeltà e ritornando a pieni ranghi nello staff del Presidente. Ma i fatti hanno attestato che non è più la personalità impeccabile di un tempo…

Però il motivo che alimenta maggiormente l’attesa della quarta stagione è la crisi del matrimonio tra Frank e Claire, interpretata magnificamente da una Robin Wright, rilanciatosi dopo una scomparsa dai radar del successo sin dai tempi di Forrest Gump. Frank sa di dovere molto alla moglie, sia in termini di consensi (della coppia, è Claire quella che piace ad una più larga fetta dell’elettorato) sia in termini di obiettivi raggiunti. Non averla più al suo fianco potrebbe rappresentare l’inizio del declino per la già scricchiolante figura del Presidente. Senza contare il fatto che siamo in piena campagna per le presidenziali del 2016 e, senza l’aiuto di Claire, sconfiggere un forte candidato come Heather Dunbar, potrebbe rivelarsi un’impresa ardua anche per un politico senza scrupoli come Frank Underwood.

Sono quindi molti gli interrogativi che attendono risposta e non ci resta che far partire il countdown per la quarta stagione, che per la serie rappresenterà il definitivo esame di maturità in termini di ascolti e gradimento.

Michael Cirigliano

TOP 5-I MANGA PIU’ VENDUTI DI SEMPRE

Titoli conosciuti ma anche alcune sorprese in questa classifica che è aggiornata al 2015. Andiamo a scoprire chi è in testa:

5

Kochikame HINDI Episodes www.toonnetworkindia.co.in

KOCHIKAME

Il manga giapponese che racconta le disavventure di Ryo-san. Nato nel 1976, il manga di Akimoto ancora in corso d’opera! 189 tankobon e 155 milioni di copie vendute. “Stranamente”, nessuno ha pensato di pubblicarlo in Italia.

4

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DRAGON BALL

Quarto posto per una pietra miliare della nostra adolescenza. 157 milioni di copie vendute per Toriyama. Mica male!

3

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BLACK JACK

Sul gradino più basso del podio troviamo il “Dio dei manga” Osamu Tezuka con una delle sue opere meno conosciute in Italia. 176 milione di copie.

2

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GOLGO 13

Medaglia d’argento per l’unico seinen della classifica. Nato nel 1968, è ancora in corso con 200 milioni di copie vendute. Il protagonista della longeva opera di Saito è l’omonimo assassino prezzolato di cui nessuno conosce la vera identità

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ONE PIECE

E al primo posto….sorpresa? Ma anche no! 300 copie vendute, record frantumati e a detta di Oda siamo ancora a metà opera. Complimenti!

 

Francesco Pierucci

FLOP 5 – I PEGGIORI FILM DEL 2015

Ancora un mese e anche il 2015 andrà agli archivi e, come ogni anno, questo è il periodo dei bilanci. Se tra non molto vi presenteremo la tradizionale classifica da parte di tutti i componenti della redazione sui migliori film del 2015, con l’articolo di oggi vogliamo darvi nota dei peggiori prodotti cinematografici dell’anno che sta per volgere al termine.

Protagonisti di questa classifica non sono i film peggiori in assoluto (per ovvi motivi di imbarazzo della scelta) ma quei film che per budget, cast e aspettative avevano fatto ben sperare e che invece sono risultati dei fallimenti senza mezzi termini.

Non daremo conto dei vari Mortdecai e Child 44, che avrebbero cittadinanza in questa classifica ma che hanno gia avuto fin troppo spazio nel blog.

THE GUNMAN

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Non è che ci aspettassimo granché dal francese Pierre Morel, già regista dell’imbarazzante From Paris with Love del 2010 però con un cast che annovera Premi Oscar come Sean Penn e Javier Bardem (oltre ad Idris Elba), qualcosa di più era lecito attendersi.

È costato 40 milioni di dollari ma, oltre a essere un flop per la critica, ha avuto poco da dire anche al botteghino incassando solo 10,7 milioni.

E pensare che ci avevano straziato per mesi dicendo che sarebbe stato il primo film d’azione con Sean Penn ma il giochetto non ha funzionato. Meglio rimuovere questa parentesi e limitiamoci a ricordare il 2015 dell’attore di Milk e Mystic River esclusivamente per la battuta su Iñárritu agli ultimi Academy Awards.

TERMINATOR: GENISYS

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Completamente slegato dai precedenti capitoli, questo nuovo episodio della saga cinematografica con protagonista Arnold Schwarzenegger non ha fatto altro che confermare (se non peggiorare) l’indecente trend intrapreso dopo i primi due indimenticabili Terminator di James Cameron, che non voleva che la saga andasse avanti (il finale de Il giorno del giudizio è eloquente) e che infatti rifiutò di dirigere il terzo film della saga. Distrutto dalla critica di ogni angolo della Terra che l’ha paragonato (senza esagerare) ad un action comedy, è andato male anche al box office. Ma a salvare il tutto è stata la distribuzione in Cina che ha permesso alla produzione di andare in pari con i costi, oltre che mettere in cantiere due nuovi capitoli. Dio ce ne scampi.

JUPITER ASCENDING

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Noti alla stragrande maggioranza del pubblico per la geniale trilogia di Matrix, i fratelli Lana e Andy Wachowski ci avevano gia “deliziato” con Speed Racer che, uscito nel 2008, continua a fare la sua porca figura nella top 50 dei film con maggiori perdite di ogni tempo. A tre anni dal precedente lavoro, Cloud Atlas, quest’anno è uscito il loro settimo film alla regia: Jupiter – Il destino dell’universo. La storia è quella di una ragazza che pulisce i cessi (letteralmente), figlia di una famiglia immigrata in America che, tutto ad un tratto, scopre di essere al centro di una trama intergalattica (robe mai viste). Se bisogna dare il merito ai due registi di avere creato un mondo colmo di dettagli, di tecnologie plasmate da zero e con una mitologia originale, bisogna comunque arrendersi al fatto che se si tolgono gli occhi dalla bellissima Mila Kunis, resta ben poco.

PAN

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Ed ecco che al tanto desiderato primo posto nella classifica di cui parlavamo sopra sui film con il passivo più alto nella storia del cinema, svetta la recentissima (è uscito in Italia il 12 novembre) rivisitazione del classico Peter Pan. Nonostante sulla carta abbia tutto quel che serve, dal motivo romantico, al cattivo carismatico Hugh Jackman (privo di qualsiasi attrattiva), in realtà la regia di Joe Wright si rivela non essere all’altezza. Il film si accomoda quasi subito sulla poltrona della monotonia e anche le poche idee paiono essere stridenti e insensate come l’uso di Smells like teen spirit come inno malefico. Quel che dovrebbe emozionare ovvero la tensione e l’eccitazione della sfida al limite delle proprie possibilità in luoghi sconosciuti e incantevoli, in realtà puzza di racconto forzato.

Come detto, è stato un disastro in termini economici con perdite riportate maggiori di 180 milioni di dollari.

THE FANTASTIC FOUR

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Ci sono maledizioni nel mondo del cinema che non hanno alcuna voglia di svanire. Una di questa è quella dei film sul franchise dei Fantastici 4. Risalgono rispettivamente al 2005 e al 2007 I Fantastici 4 (di cui il film di quest’anno è il reboot) e I Fantastici 4 e Silver Surfer: entrambi furono dei clamorosi flop.

Il film uscito a settembre 2015 invece riduce la storia dell’origine del celebre gruppo di supereroi a un racconto di nerd post-adolescenti che hanno ottenuto poteri incredibili ma che non riescono a controllare. L’aspetto più difficile da tollerare, trattandosi di un film d’azione, è che ci sono pochissime scene di azione. Gli effetti speciali sono dello stesso livello del filmino della mia prima comunione, la recitazione è goffa e i dialoghi sono densi di pietosi cliché. Sconsacrato dagli stessi attori (in primis da Kate Mara), è di pochi giorni fa la notizia della cancellazione del seguito previsto nel 2017 da parte della 20th Century Fox.

Michael Cirigliano