AVE CESARE: UNA COMMEDIA “SUI GENERIS”

 

54358_ppl

 

Vorrei iniziare questa recensione con una riflessione blasfema: dopo l’inarrivabile Stanley Kubrick,  gli unici registi che riescono ad affrontare (e destrutturare a piacimento) i diversi generi cinematografici con profonda conoscenza della materia e conservando il loro inconfondibile stile poetico sono proprio i Coen.

Pensateci bene: escludendo i loro titoli maggiormente ascrivibili alla commedia più pura, i due fratelli del Minnesota hanno raccontato, nel corso della loro lunga carriera, storie a tinte noir (Blood Simple, L’uomo che non c’era), gangster (Crocevia della morte), rom-com (Prima ti sposo, poi ti rovino) western (Il Grinta e, perchè no, Non è un paese per vecchi), dramma folk (A proposito di Davis) fino all’ultimo incredibile pot-pourri metacinematografico di Ave Cesare.

Tra coreografie caleidoscopiche alla Bubsy Berkeley,  Lockheed, bombe H, gossip e maccartismo, la nuova opera dei Coen, film d’apertura del Festival di Berlino e ultimo tassello della cosiddetta “Numbskull Trilogy” dopo Fratello, dove sei? e Prima ti sposo, poi ti rovino, non è altro che un divertente gioco di rimandi e citazioni,  sentito omaggio alla Hollywood degli anni ’50.

Due i principali colpi di genio della pellicola: l’idea di scegliere una star dei western, camminata alla John Wayne e marcato accento del Sud, come protagonista di un’elegante commedia musicale alla Minnelli e l’irriverente rappresentazione dei comunisti come un’organizzazione malefica alla Spectre di 007.

Se in Barton Fink-E’ successo a Hollywood, assistevamo alla storia attraverso gli occhi allucinati dello sceneggiatore newyorkese, qui accade il contrario: siamo dal lato degli Studios, i potenti produttori della Capitol Pictures (guarda un po’ la stessa di Barton Fink).

Con un cast così sontuoso (Clooney, Brolin, Fiennes, Swinton, Johansson, Hill, McDormand) sembra quantomeno sorprendente che le interpretazioni migliori arrivino dagli attori più inaspettati: Alden Ehrenreich nel ruolo del cowboy tontolone  e Channing Tatum, formidabile marinaio ballerino.

Chi lo ha definito un film minore dei Coen (come Mr. Hula Hoop o Ladykillers) non ha tutti i torti: siamo di fronte a un’opera perfettamente quadrata dal punto di vista registico e estremamente divertente in alcune sequenze che però risente di un’eccessiva lunghezza e di un plot forse troppo etereo per il grande pubblico.

Probabilmente chi non conosce la storia del cinema americano e dello Studio System non lo potrà apprezzare al 100%.

Francesco Pierucci

 

One thought on “AVE CESARE: UNA COMMEDIA “SUI GENERIS”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...