MOTHER DI BONG JOON- HO

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Una donna cammina claudicante in un campo di grano, spaesata si volta indietro, quasi inciampa, avanza ancora tra le spighe e si ferma. La macchina da presa, che l’ha spiata a distanza, si avvicina, la riprende in figura intera; la donna, anziana, comincia a ballare una danza spagnoleggiante, si muove sensualmente, quasi libera. Stacco con la stessa, all’imbrunire, che si tocca il cuore con la mano destra; alla sua sinistra, sul cielo, compare il titolo del film, Mother. Sono tante le similitudini e le discrasie tra questo incipit e quello di Memories of Murder: il campo di grano illuminato, le danze al suo interno (qui la donna anziana, lì un gruppo di bambini), il titolo che compare scritto nel cielo. Nel film del 2003 però il sole illuminava la scritta, qui il cielo è buio, spento, oscuro. Continua a leggere