FLOP 5 – I PEGGIORI FILM DEL 2015

Ancora un mese e anche il 2015 andrà agli archivi e, come ogni anno, questo è il periodo dei bilanci. Se tra non molto vi presenteremo la tradizionale classifica da parte di tutti i componenti della redazione sui migliori film del 2015, con l’articolo di oggi vogliamo darvi nota dei peggiori prodotti cinematografici dell’anno che sta per volgere al termine.

Protagonisti di questa classifica non sono i film peggiori in assoluto (per ovvi motivi di imbarazzo della scelta) ma quei film che per budget, cast e aspettative avevano fatto ben sperare e che invece sono risultati dei fallimenti senza mezzi termini.

Non daremo conto dei vari Mortdecai e Child 44, che avrebbero cittadinanza in questa classifica ma che hanno gia avuto fin troppo spazio nel blog.

THE GUNMAN

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Non è che ci aspettassimo granché dal francese Pierre Morel, già regista dell’imbarazzante From Paris with Love del 2010 però con un cast che annovera Premi Oscar come Sean Penn e Javier Bardem (oltre ad Idris Elba), qualcosa di più era lecito attendersi.

È costato 40 milioni di dollari ma, oltre a essere un flop per la critica, ha avuto poco da dire anche al botteghino incassando solo 10,7 milioni.

E pensare che ci avevano straziato per mesi dicendo che sarebbe stato il primo film d’azione con Sean Penn ma il giochetto non ha funzionato. Meglio rimuovere questa parentesi e limitiamoci a ricordare il 2015 dell’attore di Milk e Mystic River esclusivamente per la battuta su Iñárritu agli ultimi Academy Awards.

TERMINATOR: GENISYS

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Completamente slegato dai precedenti capitoli, questo nuovo episodio della saga cinematografica con protagonista Arnold Schwarzenegger non ha fatto altro che confermare (se non peggiorare) l’indecente trend intrapreso dopo i primi due indimenticabili Terminator di James Cameron, che non voleva che la saga andasse avanti (il finale de Il giorno del giudizio è eloquente) e che infatti rifiutò di dirigere il terzo film della saga. Distrutto dalla critica di ogni angolo della Terra che l’ha paragonato (senza esagerare) ad un action comedy, è andato male anche al box office. Ma a salvare il tutto è stata la distribuzione in Cina che ha permesso alla produzione di andare in pari con i costi, oltre che mettere in cantiere due nuovi capitoli. Dio ce ne scampi.

JUPITER ASCENDING

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Noti alla stragrande maggioranza del pubblico per la geniale trilogia di Matrix, i fratelli Lana e Andy Wachowski ci avevano gia “deliziato” con Speed Racer che, uscito nel 2008, continua a fare la sua porca figura nella top 50 dei film con maggiori perdite di ogni tempo. A tre anni dal precedente lavoro, Cloud Atlas, quest’anno è uscito il loro settimo film alla regia: Jupiter – Il destino dell’universo. La storia è quella di una ragazza che pulisce i cessi (letteralmente), figlia di una famiglia immigrata in America che, tutto ad un tratto, scopre di essere al centro di una trama intergalattica (robe mai viste). Se bisogna dare il merito ai due registi di avere creato un mondo colmo di dettagli, di tecnologie plasmate da zero e con una mitologia originale, bisogna comunque arrendersi al fatto che se si tolgono gli occhi dalla bellissima Mila Kunis, resta ben poco.

PAN

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Ed ecco che al tanto desiderato primo posto nella classifica di cui parlavamo sopra sui film con il passivo più alto nella storia del cinema, svetta la recentissima (è uscito in Italia il 12 novembre) rivisitazione del classico Peter Pan. Nonostante sulla carta abbia tutto quel che serve, dal motivo romantico, al cattivo carismatico Hugh Jackman (privo di qualsiasi attrattiva), in realtà la regia di Joe Wright si rivela non essere all’altezza. Il film si accomoda quasi subito sulla poltrona della monotonia e anche le poche idee paiono essere stridenti e insensate come l’uso di Smells like teen spirit come inno malefico. Quel che dovrebbe emozionare ovvero la tensione e l’eccitazione della sfida al limite delle proprie possibilità in luoghi sconosciuti e incantevoli, in realtà puzza di racconto forzato.

Come detto, è stato un disastro in termini economici con perdite riportate maggiori di 180 milioni di dollari.

THE FANTASTIC FOUR

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Ci sono maledizioni nel mondo del cinema che non hanno alcuna voglia di svanire. Una di questa è quella dei film sul franchise dei Fantastici 4. Risalgono rispettivamente al 2005 e al 2007 I Fantastici 4 (di cui il film di quest’anno è il reboot) e I Fantastici 4 e Silver Surfer: entrambi furono dei clamorosi flop.

Il film uscito a settembre 2015 invece riduce la storia dell’origine del celebre gruppo di supereroi a un racconto di nerd post-adolescenti che hanno ottenuto poteri incredibili ma che non riescono a controllare. L’aspetto più difficile da tollerare, trattandosi di un film d’azione, è che ci sono pochissime scene di azione. Gli effetti speciali sono dello stesso livello del filmino della mia prima comunione, la recitazione è goffa e i dialoghi sono densi di pietosi cliché. Sconsacrato dagli stessi attori (in primis da Kate Mara), è di pochi giorni fa la notizia della cancellazione del seguito previsto nel 2017 da parte della 20th Century Fox.

Michael Cirigliano

I 5 TITOLI CINEMATOGRAFICI DILANIATI DALLA TRADUZIONE ITALIANA

Tutti, cinefili e non, citano sempre Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry quando si parla di traduzioni orripilanti dei titoli originali di una pellicola. L’italianizzazione non rende minimamente giustizia alla citazione della poesia “Eloisa to Ableard”(1717) del poeta inglese Alexandre Pope, quell’Eternal Sunshine of the Spotless Mind che poco avrebbe attirato il pubblico giovane italiano morbosamente legato ad Ace Ventura e The Mask. Ma oltre questo, celeberrimo, sono tanti i casi su cui ci sarebbe da discutere, da film leggeri come Horrible Bosses (Come ammazzare il capo e vivere felici) a opere indiscusse come The shop around the corner (il bellissimo Scrivimi fermo posta di Lubitsch) fino al recente Broken Circle Breakdown ( Alabama Monroe- Una storia d’amore). Ecco qui le cinque peggiori traduzioni di titoli cinematografici.

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THE TEXAS CHAINSAW MASSACRE

Ok, Non aprite quella porta non è un titolo così pessimo, ma perde malamente il confronto con lo stupendo originale, spaventoso per forza e impatto emotivo. Inutile poi sottolineare come il titolo americano sia più attinente con la storia rispetto al nostrano, meno macabro ma più stupido.

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LOVE IN THE AFTERNOON

Titolare Arianna il film di Billy Wilder in cui la protagonista, appunto Arianna (Audrey Hepburn), si innamora follemente del dongiovanni Mr Flannagan (Gary Cooper) è un erroraccio imperdonabile. Love in the Afternoon infatti si riferisce al lasso di tempo in cui si consumano gli incontri amorosi dei due protagonisti al Ritz di Parigi, tra zigani e valige da chiudere, e sottolinea sia la differenza d’età tra i due amanti che la purezza dell’amore di Arianna, decisa a differenziarsi dai tanti altri incontri notturni di Mr Flannagan. Già dal titolo originale inoltre si respira aria parigina, in cui ci si ama a ogni ora e in ogni età.

3

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DIRTY HARRY

Ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo. Perché? Perché innanzitutto cambiare il cognome dell’ispettore (Callahan originariamente)? E perché titolare in maniera così ridicola il primo capitolo di questa splendida saga? Imperdonabile quasi come Dr No della saga 007 intitolato a sfregio Licenza di Uccidere (quando poi in Inghilterra fecero Licence to kill qui dovettero inventarsi Vendetta Privata, contro chi è un mistero).

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TO BE OR NOT TO BE

Lubitsch avrebbe molto da protestare, essendo uno dei registi più dilaniati dalle traduzioni grossolane degli italiani. Prendo in esempio Vogliamo vivere!, uno dei suoi capolavori il cui titolo originale fa riferimento all’amletica citazione shakespeariana, ma altri titoli dovrebbero far parte di questa triste classifica, dal bellissimo Cluny Brown riportato affrettatamente come Fra le tue braccia (si perdono così gran parte delle tematiche affrontate nella pellicola per concentrarsi sulla nemmeno poi così fondamentale storia d’amore) al già citato Scrivimi fermo posta o Partita a quattro (orribile, meglio il doppio senso dell’originale Design for Living). Ovviamente recuperate tutti questi titoli,sono bellissimi.

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DOMICILE CONJUGAL

Anche Truffaut non stava tanto simpatico ai traduttori italiani. La traduzione del quarto capitolo della saga su Antoine Doinel, Non drammatizziamo… è solo questione di corna, fa pensare a una scarsa commedia sexy all’italiana (di quelle che si producevano al tempo mentre Truffaut sfornava capolavori) e dimentica la crisi coniugale, vero oggetto del film. Ma non è il solo titolo del regista francese che delude, penso infatti a La mia droga si chiama Julie (originale La sirène du Mississippi). Povero Francois.

Matteo Chessa

FLOP 5: I PEGGIORI FILM DI NATALE

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NATALE IN CROCIERA

Usiamo lo shock e mettiamo in bella vista il cadavere di un cine-panettone per spaventare gli altri e tenerli lontani. Con l’imbarazzo della scelta a disposizione, abbiamo optato per Natale in crociera, filmaccio del 2007 diretto, stranamente, da Neri Parenti. Secondo cine-panettone senza Massimo Boldi, ha il grandissimo difetto di far traslocare l’abusatissima trama, costituita da tradimenti, equivoci, sesso e demenzialità, su un’unica location (la crociera) perseverando inoltre con l’eliminazione dell’elemento natalizio, fil rouge dei primissimi film della fortunata saga (tanto sole, niente neve né alberelli, stesso errore di Natale a Miami o sul Nilo). Un vero peccato ripensando a come tutto è cominciato, con quel simpatico giallo hitchcockiano che è Vacanze di Natale 90, sceneggiato da Ferrini e Oldoini (anche regista).

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CHIAMATEMI BABBO NATALE

A 200 anni Babbo Natale decide di andare in pensione. Mescolato tra gli uomini come Nick, incontra Lucy, produttrice televisiva che ha smesso di credere nel Natale da bambina, quando una sua preghiera non venne ascoltata. Che sia lei la sostituta? Vi informo che lei è Whoopi Goldberg, attrice straordinario ma, francamente, inadatta alla parte di Babbo (Mamma sarebbe meglio) Natale. Il film è pessimo (c’è di peggio in giro lo so) e, pensato per i bambini, mi ha fatto addormentare tutte le volte che, da piccino, ho provato a guardarlo (5 su 5, che media). Babbo Natale viene chiamato San Nicola per buona parte della pellicola, giusto per far domandare ai bimbi chi sia sto tizio e fargli così scoprire che, molto tempo prima della Coca Cola, la leggenda del vecchio porta-doni esisteva già.

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CHE FINE HA FATTO SANTA CLAUS?

Otto anni dopo Santa Claus Tim Allen decide inspiegabilmente di riprendere gli abiti di Babbo Natale in questo scadente sequel la cui trama ha più buchi delle calze della befana di una famosa canzoncina infantile. Due sole parole (pronunciate in questo film) lasciano intendere la bassezza della pellicola: la SANTA CLAUSOLA. La Santa Clausola, perché gioca con il nome Santa Claus capito??? Ahahahahha,ah no aspetta un attimo non fa ridere per niente.

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IL GRINCH

Il paese di Chinonsò, abitato dai Nonsochi (ma vi rendete conto), è indaffarato con i preparativi del Natale. La piccola Cindy Lou decide di invitare alla festa anche il Grinch, eremita verde che odia a morte le festività natalizie (come dargli torto, chi avrebbe voglia di festeggiarlo coi Nonsochi) e che ha in mente un piano per rovinare il 25 Dicembre a tutti. Diretto da Ron Howard, interpretato da Jim Carrey, scelto tra vari attori come Jack Nicholson e Eddie Murphy (aveva la idee chiare il caro Ron), Il Grinch è una vera cagata: noioso, confusionario, triste. Recitazioni ai limiti dell’accettabilità, sceneggiatura scritta sicuramente in qualche bar poco costoso. L’urletto spaventato (e acutissimo) di quella bambina stupida ancora echeggia nelle mie orecchie.

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NICK E LA RENNA CHE NON SAPEVA VOLARE

Non conoscevo il film, è stato mio fratello a consigliarlo appositamente per questa classifica. E, dopo averlo visto, gli do ragione. La trama narra di un bracconiere che va al Polo Nord per rapire una renna da portare negli USA in uno zoo. Prende una delle otto di Babbo Natale, l’unica che non sa volare. Nick, figlio del pancione rosso (che esiste eh, se ci sono bambini dall’altra parte dello schermo del pc, Babbo Natale esiste) si impegna per riportarla a casa. Risate assicurate, una sottotrama romantica, una renna, Babbo Natale, cosa chiedere di più ad un film? È per questo che adoro il cinema. W Nick e la renna che non sapeva volare. E w anche il sarcasmo. Per la maggior parte del tempo ti immagini di essere Schwarzenegger in Una promessa è una promessa; vi ricordate cosa faceva lui alla renna??? Esatto bravi.

Matteo Chessa

FLOP 5: LE PEGGIORI SCENE DI LOST

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Ha fatto molto parlare di sé, e non sempre sono arrivate critiche positive per questo geniale telefilm. Armandoci di tanta pazienza vi proponiamo quelle che,dopo un duro lavoro di ricerca, possono essere considerate per noi le 5 Peggiori scene di Lost.

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MILES, I MORTI E LA SUA ASPIRAPOLVERE

Premettendo che il personaggio di Miles non è malvagio, non possiamo non criticarlo e farci due risate per una delle sue prime apparizioni. Lost ce lo fa conoscere durante  uno dei suoi “lavori”(ep.04×02), in visita nella casa di una signora ad Inglewood, California, per scacciare lo spirito del nipote assassinato. Se avete capito a che scena ci riferiamo, allora dovete assolutamente ricordarvi la mitica aspirapolvere che attacca alla corrente prima di avere un contatto con il defunto. Dopo averla azionata, il grande sensitivo Miles è pronto e nessuno lo può fermare: si siede sul letto del ragazzo, si concentra e poi, come per magia,  ha una sfilza di tic nervosi che lo portano a muovere la testa come un deficiente, dei tic sicuramente essenziali perché il contatto con il morto avvenga. Che grande scena ragazzi. Che dire, la prima volta che Lost ci fa conoscere Miles  lo presenta come un idiota, un povero sensitivo che gira con la sua mini aspirapolvere, dal rumore, tra l’altro, fastidiosissimo; peggio ancora, oltre a farsi ben pagare, ruba soldi e droga ai morti. Povero!!! Per fortuna avrà modo di rifarsi.

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BEN EVOCA LA NUBE DI FUMO

La nube di fumo, uno dei più grandi misteri della saga di Lost, è anche protagonista e vincitrice del premio “tranquilli la situazione la risolvo io”. Per via della caccia all’uomo istituita da Charles Widmore con lo scopo di catturare Benjamin Linus, il villaggio Dharma è sotto l’assedio di un gruppo di mercenari. I nostri personaggi sono senza speranze, chiusi come topi in trappola in una delle abitazioni. Ben,non consegnandosi a loro, causa addirittura la morte di sua figlia. Dopo questa straziante scena, dove lo sguardo di un Ben impassibile fa tremare il cuore a tutti gli spettatori, ecco che arriva una delle idee peggiori dei produttori : Ben corre nella sua stanza segreta in stile Batman ed evoca la nube di fumo, il mostro o chiamatelo come volete. Chissà che strane preghiere e riti avrà mai fatto e in che stanza sarà mai finito visto tutta la fuliggine nera che ha tolto, fatto sta che fuori si crea uno scontro esilarante tra quel fumo nero e i poveri mercenari, destinati a volare da una parte all’altra senza avere scampo. Scontro penoso.

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MORTE DI ILANA VERDANSKY

Appena letto il nome sicuramente starete pensando : Ma chi diavolo è questa? Ecco appunto chi è? Ilana è la donna che Jacob contatta per aiutarlo a salvare i suoi “candidati” dall’uomo in nero. Lasciamo perdere il fatto che questa donna è tutto un mistero, dato che ci viene presentta in un letto d’ospedale in Russia con il corpo completamente bendato, senza sapere chi sia e quanto meno perché l’illustre Jacob contatti proprio lei. Arrivata sull’isola con il volo Ajira 316 gli autori la dipingono come l’eroina di turno, colei che ha delle risposte, che è arrivata per mostrare la luce ai nostri personaggi. Ma luce di cosa???  Fa la fine più stupida di tutto il telefilm (assieme a quella di Leslie Artz), pensate che viene uccisa da uno scoppio di dinamite, ma precisiamo, una dinamite spenta che lei stessa trasportava. Ma Vaf*****lo Và !

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RODRIGO SANTORO, KIELE SANCHEZ

L’INCREDIBILE STORIA D’AMORE DI NIKKI E PAULO

Ed ecco ci risiamo, chi diavolo sono questi???  Scusate se vi stiamo facendo impazzire, ma come dimenticare questa bellissima storia d’amore, talmente bella che gli autori di Lost, per farci contenti, dedicano un’intera puntata a questi due personaggi fino ad ora incredibilmente inutili. Nikki e Paulo, amanti innamoratissimi che in passato rubarono dei gioielli di grande valore, precipitano sfortunatamente nell’isola assieme alla refurtiva. Proprio qui Paulo (il cui attore interpreterà Serse in 300)  si appropria dei gioielli e ciò causa la fine dell’amore tra i due (innamoratissimi proprio eh). Non so voi ma noi guardando questa puntata, (la 03×14 se volete rifarvi un regalo) non vedevamo l’ora che finisse. Poi finalmente la svolta, a fine puntata muoiono entrambi soffocati, visto che dopo essere stati paralizzati dal morso di un ragno vengono seppelliti vivi dagli altri personaggi che li credevano morti. Per fortuna il lieto fine.

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L’ARRIVO AL TEMPIO E I SUOI PROTETTORI: LENNON E DOGEN

Ed ecco arrivata la prima classificata che non poteva non essere una scena della VI^ stagione del telefilm, dove ce ne sono molte degne di entrare in questa flop 5. Noi abbiamo voluto premiarne una in particolare, quella dell’arrivo al tempio sacro dei personaggi principali. Finalmente dopo tanto tempo siamo degni di vedere questo misterioso tempio, di cui si sa solo che è un luogo in cui accadono  i miracoli. Sarebbe dovuta essere una scena entusiasmante, piena di passione e mistero. E invece? Invece ecco una grande delusione, i nostri eroi vengono accolti dai due personaggi più brutti di tutto il telefilm : il misterioso e saggio Dogen protettore del tempio e il suo consigliere e traduttore Lennon. Dogen, più adatto a fare la parte di un maestro ninja in un film di Karate Kid, addirittura ci fa imbestialire parlando solo in giapponese, con il suo schiavetto Lennon, ex alcolizzato sicuramente, a fargli da traduttore (il suo compito è solo questo). Lost non meritava questi due personaggi e le loro inutili storie, per fortuna ci ha pensato il solito Sayid a toglierli di mezzo, annegando Dogen e sgozzando Lennon; che grande!!!

 

Salvatore Sau

OFFTOPIC FLOP 5: CINQUE COSE DA NON FARE MAI IN THAILANDIA

NOTA: Questa classifica è basata sulla mia esperienza personale

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MAI PDA

Diciamocelo: la Thailandia sarà anche il Paese del Sorriso ma i suoi abitanti sono un po’ repressi. Le Public Displays of Affection vengono viste generalmente con disprezzo e sono addirittura vietate con apposito cartello all’interno dei templi.

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MAI PROVARE A PRENOTARE UN ALBERGO PER TELEFONO

Se progettate un viaggio in Thailandia, vi prego di prenotare gli alberghi prima della partenza: oltre a un buono sconto sul prezzo infatti, eviterete inoltre di dannarvi l’anima cercando di prenotare una stanza al telefono con un’incomprensibile thai che conosce l’inglese più o meno come Marco Marfè. Al solo pensiero mi vengono i brividi.

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MAI NOMINARE DORAEMON INVANO

In Thailandia ci sono due esseri che vengono adorati come divinità : Buddha e… Doraemon. Entrambi cicciottelli e sorridenti, entrambi personaggi di fantasia, entrambi raffigurati ovunque e comunque. Se il culto per Siddartha è comprensibile, quello per il gatto-robot non ha alcun senso. Che c’entra con la Thailandia? Assolutamente niente, ma se provate a offendere la sua figura vi assicuro che i siamesi vi linceranno!

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MAI AVVICINARSI A UNA SCIMMIA IN CATTIVITA

Se su di una splendida spiaggia thai vedete delle simpatiche scimmiette che giocano con la sabbia, vi prego di non avvicinarvi. Dopo un primo momento divertente in cui vi salteranno addosso infatti, finiranno con l’azzannarvi alla giugulare stringendo con le loro fauci più di una murena. Il dolore iniziale sarà subito sostituito dal timore di aver preso la rabbia o altre malattie infettive.

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MAI CONTRATTARE IL PREZZO  DI UN OGGETTO CON UNA BAMBINA

La scena è più o meno la stessa di quella con la scimmia ma più subdola perché la bambina si avvicinerà a voi abbracciandovi e baciandovi sulla guancia prima di ingabbiarvi con una collanina di fiori, pretendendo una cifra decisamente cospicua. Il vostro rifiuto smonterà in un attimo la falsità del suo affetto pregresso, scatenando il piccolo mostro che proverà a strozzarvi con le sue manine sottili, perfette per cucire palloni da calcio. Neanche offrire dei soldi senza volere niente in cambio, servirà a salvarvi!

Francesco Pierucci

FLOP 6: LE PEGGIORI SCENE DI DRAGON BALL

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Ho amato molto il Manga di Akira Toriyama, tanto da non trovare nessuna scene da inserire in questa classifica (i pochi errori sono comunque perdonabili). Purtroppo però il confronto con l’anime è impietoso, e lì si che sono presenti i candidati giusti per la poco ambita classifica. Vediamo quali.

6

GOKU E JUNIOR PRENDONO LA PATENTE

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Il mondo è in pericolo, i guerrieri si allenano,Cell ha costruito i suo ring, l’esercito si prepara a fare da vittima sacrificale per il mostro verde. Tutto ciò basta a Chichi per smetter di rompere le palle?? Certo che no, e allora vai con le pretese: Gohan devi studiare (ancora???), Goku prendi la patente che andiamo a fare un pic nic… Mah… Il bello è che il super sayan accetta, portandosi dietro il povero Junior, di passaggio in casa Goku e rimasto incastrato nell’orribile ragnatela di richieste della donna. Scene ridicole più dei cappellini che indossano i due aspiranti guidatori. Alla fine Goku e Junior salvano la vita a dei bambini e l’esaminatore, impazzito per il troppo spavento, dispensa patenti gratis pur di levarsi di torno quei pericoli pubblici (il mondo sta per finire, ma non se ne accorge nessuno???)… ahahahaha che ridere… No.

5

GOKU CADE DAL SERPENTONE

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Corri Goku hai un anno di tempo per arrivare su pianeta di Re Kaio, allenarti, tornare sulla Terra e sconfiggere la minaccia Sayan !!! Ok ma prima un pisolino su un mezzo pesante che lava il serpentone che mi porterà alla meta. Logicamente il veicolo sbanda e Goku cade giù, ritrovandosi negli inferi. Non è tanto le digressione, che non leva niente alla trama abbastanza noiosetta (sulla Terra tutti si allenano) quanto la stupidità della puntata, con Goku che fronteggia alacremente le prove che due diavoletti molto spiritosi gli propongono per ritornare sulla retta via. Alla fine il sayan fugge ma si ritrova al punto di partenza; niente paura, ha il doppio delle energie e recupera subito terreno perché ha mangiato una mela d’oro. Seee, vabbé…

4

DARBULA IN PARADISO

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Majin Bu ha fatto piazza pulita, la Terra (salvo qualche sopravvissuto) è deserta. In Paradiso troviamo, allegre e sorridenti, le tre donne dell’anime, Bulma, Videl e Chichi, che raccolgono fiorellini, sorseggiano the e parlano della situazione con… Darbula, il signore degli inferi. Ora, anche nel manga Re Enma relega questo personaggio in paradiso, secondo la legge del contrappasso, ma non viene mai mostrato, per pietà e per rispetto verso un personaggio, al netto della cattiveria, fico (cazzo pietrifica la gente con la saliva)… Povero Darbula costretto a fare corone di fiori… Spero che trovi un’animella tutta per lui e vivano felici e contenti.

3

LE DIFFICOLTA’ DI BULMA SU NAMECC

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Queste sono le digressioni che odio di più… tutti che lottano, muoiono (il povero Crilin viene prima incornato e poi fatto esplodere), faticano per salvare l’universo dal temibile Freezer… Anche Bulma è in grave pericolo, rischia grosso contro le rane, i pesci, dei massi, un pidocchio, gli acari della polvere … Il bello è che le dedicano pure puntate intere distogliendo l’attenzione dallo scontro vero… Le sue grida disperate e i pianti isterici hanno fatto incazzare milioni di bambini.

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GLI ALLIEVI DI MR SATAN SFIDANO CELL

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Uno torna da scuola con l’ansia a mille perché inizia il Cell Game e sul più bello irrompono degli imbecilli in elicottero pronti a rovinare la festa a tutti. Si tratta di Karoni e Piroshiki, i due allievi di Mr Satan, accompagnati da una sciacquetta da quattro soldi. Osano sfidare Cell che li sconfigge con delle scorregge, e la stessa sorte tocca al loro maestro. Unico grande rimpianto: non avere visto il temibile mostro verde massacrali con furia. Inutile parentesi di una saga con già troppe aggiunte (vedi 6° posto).

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SQUADRA GINEW VS KAIO’S BOYS

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La sfida più stupida di tutti i cartoni animati, il combattimento meno veritiero mai realizzato… La squadra Ginew, fresca di botte prese da Goku e fatta fuori dallo spietato Vegeta, arriva sul pianeta di Re Kaio (hanno inspiegabilmente conservato la loro anima e corpo)e combatte contro Yamcha, Jiaozi e Tenshinhan che stanno effettuando lo stesso allenamento intrapreso da Goku. La sfida dovrebbe essere impari (Goku a malapena ha battuto Vegeta con quell’allenamento) invece i ragazzi di Kaio li annientano con facilità. “L’allenamento è servito” esclama l’inutile Yamcha, ricordato solo perché s’è fatto Bulma. Quanta ira.

 

Matteo Chessa

FLOP 5- MARVEL’S EPIC FAIL

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L’ERA DI ULTRON (Age of Ultron 1-10)

Doveva essere lo spettacolare scontro finale tra la malvagia e fredda intelligenza del robot Ultron e i Vendicatori… si è rivelata un accozzaglia di personaggi, dettagli a casaccio e inutili con spunti magari interessanti ma mai sfruttati per tutta la durata della storia, disegni da buttar via, una conclusione tra le più futili che nulla ha lasciato al lettore se non un grosso “MA CHE CAZ..?!” e un ennesima realtà alternativa solo scalfita degli autori ma di cui si poteva anche fare a meno.

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HULK ROSSO (Hulk vol.2)

Hulk è stato catturato e reso inoffensivo, ma c’è un nuovo bestione in giro… un Hulk Rosso! Hulk Rosso è cattivo e per combatterlo liberano Hulk Verde che si allea con un mostro (che sembra Hulk!) Blu… I cattivi per aiutare Hulk Rosso creano She-Hulk Rossa (c’è anche verde se volete…) alla fine si menano tutti e visto che i Rossi si scaldano presto perché hanno la pressione bassa tornano normali e si scopre che… una cagata troppo bella, andate a vedere voi! Però alla fine i rossi diventano buoni.

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ZOMBIE-PUNISHER (Punisher 11-16)

Punisher è stato ucciso! Il corpo martoriato di Frank Castle viene trovato da un gruppo di mostri che lo “aggiustano” creando un nuovo mostro come quello di Frankenstein che si farà chiamare Franken-castle. Il nuovo super zombie pieno zeppo di pistole e fucili aiuterà i poveri mostri a scappare da un gruppo di cacciatori. Mi viene da citare Fantozzi dopo il cinema

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LA RINASCITA DI CAPITAN AMERICA (Captain America Reborn 1-6)

Una delle mode più malsane nel genere dei comics sui super eroi è far morire un personaggio importante giusto per divertimento e riportarlo in vita come se nulla fosse. Dopo la Guerra Civile dei super eroi Capitan America era stato assassinato, e gli eroi erano caduti nello sconforto ma tutto si risolve in questa successiva saga. Si scopre che la morte del soldato era stata una farsa (anche se il suo martoriato cadavere lo abbiamo visto e le prove del DNA hanno confermato la morte del super soldato), infatti… non si capisce una fava per 6 lunghi numeri ma alla fine Steve Rogers torna a menare i cattivi.

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BRAND NEW DAY (Amazing Spider-man 546-564)

Negli anni 2000 il personaggio di Peter Parker era maturato molto, con una moglie, una promettente carriera alle Industrie Stark (Spidey è anche entrato nei Vendicatori) e Zia May ha saputo la verità sul fatto del Uomo Ragno. Poi nel 2006 il grande passo, su invito di IronMan Peter rivela al mondo che lui è Spider-Man ma a causa di un sicario Zia May muore! Per i capoccioni della Marvel è troppo, secondo loro non potevano più vendere film e gadget dopo questo sconvolgimento! Così nasce il progetto più brutto mai realizzato (quelli della DC ne hanno fatta una più grossa, ma è un’altra storia), L’Uomo Ragno nel 2008 è per magia tornato un ventenne idiota, con passato completamente azzerato ma con ancora un identità segreta, senza una moglie ma pieno di fidanzate e un (ennesimo) lavoro da fotografo… la chicca è Zombi May che lavora in un rifugio per senza tetto.

Pietro Micheli