FUMETTI VERTICALI: IL TRAILER

Ciao ragazzi,

oggi vi scrivo un articolo per un progetto a cui partecipo e tengo moltissimo.

Si tratta di un documentario sul mondo del fumetto che coinvolge oltre 40 intervistati tra fumettisti, giornalisti ed editori in un’indagine per capire com’è cambiato il panorama dei comics in Italia dopo internet e social network.

Vi lascio sotto il primo trailer, fateci sapere cosa ne pensate!

Qui trovate la pagina Facebook: https://www.facebook.com/FumettiVerticali/

Un saluto

PAPERI: GIU’ LA MASCHERA

Ci sono fumetti, come quelli di Gipi, che ti colpiscono violentemente sulla bocca dello stomaco lasciandoti senza fiato.

Ci sono fumetti che attraverso le loro strutture metaforiche ti spingono a riflettere sulla vera natura dell’uomo.

Penso a Maus e L’Eternauta, ad esempio.

E poi ci sono fumetti che paradossalmente spaventano ancora di più di qualsiasi Olocausto o guerra civile proprio perché li sentiamo più vicini a noi.

Paperi di Giulio e Marco Rincione è sicuramente uno di questi.

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La trilogia dei paperi (che diventa pentalogia nella versione deluxe di Shockdom) è un intenso viaggio allucinato e allucinante che si nutre di depressione e angoscia, di pregiudizi e di prevaricazioni, di lacrime e di sangue.

Tutti i protagonisti delle storie devono confrontarsi con uno degli aspetti più malati della società moderna: il dualismo schizofrenico tra realtà ed apparenza.

I nostri paperi sono Persone (nel senso bergmaniano del termine) che indossano, per propria scelta o per imposizione, una maschera che invece di proteggerli dagli stimoli esterni li divora dall’interno.

Se in PaperUgo sono l’inquietudine e il ribrezzo a farla da padrone, con PaperPaolo scopriamo la perversione e infine con One assaporiamo fugacemente il rimorso e il senso di colpa.

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Oltre ai testi di Marco, sono i magnifici acquarelli di Giulio che con i loro tratti e tonalità marcatamente espressionisti ci proiettano nostro malgrado in un mondo malato e ingiusto (quello in cui viviamo) dal quale vorremmo fuggire immediatamente.

La presenza dei topi prevaricatori che manovrano i paperi come pedine su una scacchiera spinge poi a porsi un’interessante interrogativo: è vero che in questo mondo non ci è concessa alcuna scelta oppure è solo una nostra scusa per non agire e cambiare la realtà delle cose?

A voi il compito di rispondere a quest’ingombrante domanda.

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Francesco Pierucci

TOP 5: I NUMERI PIU’ BELLI DI RAT-MAN COLLECTION

Premessa: credo che Rat-man sia il progetto editoriale più importante degli ultimi 20 anni per quanto riguarda l’universo fumettistico italiano e non solo a livello umoristico. La seguente classifica ovviamente è personale e si basa sui miei gusti e i miei ricordi legati agli albi.

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RAT-MAN 52: I FANTASTICI

Semplicemente la parodia più bella mai realizzata sui Fantastici 4 prima che iniziassero da soli (grazie Fox!)  a prendersi per il culo.

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RAT-MAN 50: IL MIGLIORE

La storia in cui Leo ci racconta il cruciale passaggio da Marvelmouse a Rat-man in seguito allo scontro con il campione dell’arena: il Drago (vi ricorda qualcuno per caso?).

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RAT-MA 7: CACCIA AL RAGNO!

Uno dei primi albi di Rat-man in cui Deboroh affronta il suo nemico per eccellenza (assieme alla Gatta): un temutissimo ragno che con decenni d’anticipo ha capito come lucrare alle spalle dei poveri collezionisti.

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RAT-MAN 56: LA STORIA FINITA

Forse la storia più poetica mai partorita (brr) da Ortolani. Una metafora bellissima per il lettore e soprattutto per chi, come me, si diletta a scrivere e deve fare i conti con l’ispirazione.

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RAT-MAN 69: E ORA… RAT-MAN

Che dire? Il primo Rat-man che comprai ufficialmente in edicola. Basterebbe un personaggio come Falco-man a rendere immortale questo albo ma come se non bastasse, Ortolani ci aggiunge lo scontro epico tra il Ratto e l’Ombra. Meraviglioso, o come direbbe Falco-man, “Kiiiiiiiiiiiiiiii”.

E i vostri quali sono?

Francesco Pierucci

 

CINQUE FUMETTI DA LEGGERE IN TRENO

IN METROPOLITANA-DEADLY CLASS

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Il nuovo fumetto di Rick Remender ambientato negli anni 80 è un vero gioiellino. Marcus un adolescente non proprio come tanti vieni aiutato da una misteriosa e letale ragazza, si unirà alla Scuola Kings Dominion delle Arti Letali per compiere la sua vendetta…sul presidente Reagan. Complice Wes Craig il cui stile richiama quello di Steve Rude per dinamicità e quello di Frank Miller per impostazione della tavola. Se vi piacerà ne vorrete sempre di più. Disponibili i primi due volumi della serie editi dalla Panini Comics. Continua a leggere

L’ETERNAUTA: POETICA RIFLESSIONE SULL’ESSERE UMANO

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Ho letto di recente L’Eternauta, lo splendido fumetto di fantascienza sceneggiato da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López e ne sono rimasto abbagliato per la profondità degli argomenti trattati e per la modernità di un’opera scritta nel 1957 ma terribilmente attuale. Il suo autore, non a caso, diventerà uno di quei desaparecidos di cui tanto si parlerà alla fine degli anni ’70.

Continua a leggere

I TANTI VOLTI DEL DOTTOR DESTINO

Il più iconico cattivo dei fumetti, creato in casa Marvel dalle matite di Jack Kirby è Dottor Destino (aka Dr.Doom).

Come i più di voi sapranno, questo villan è famoso per l’armatura stile medievale, che rivaleggia con quella di IronMan, e per la maschera.

Nella mente folle del personaggio, e per volere dei suoi creatori, l’intento di questa maschera era di nascondere un viso non più perfetto; una cicatrice fisica che ha segnato anche un orgoglio smisurato. Nulla di mostruoso dal punto oggettivo ma un’offesa all’ego.

Questo “volto nascosto” è stato più volte oggetto di storie e misteri, l’ultimo dei quali imbastito l’estate passata per infiocchettare Secret Wars, la più recente avventura corale per gli eroi Marvel Comics.

Il N.3 di queste “guerre segrete” è stato pubblicizzato come uno storico avvenimento, un albo in cui sarebbe stato palesato il volto di Destino dopo 70 anni. La sintassi è importante, perché se l’intento era canonizzare un’iconografia del Dr Destino senza maschera per gli anni futuri è un conto, fare quello che è stato scritto dal ufficio marketing è un altro paio di maniche, visto che le reali sembianze del super cattivo sono già state mostrate svariate volte. Continua a curiosare

TOP 5-I MANGA PIU’ VENDUTI DI SEMPRE

Titoli conosciuti ma anche alcune sorprese in questa classifica che è aggiornata al 2015. Andiamo a scoprire chi è in testa:

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KOCHIKAME

Il manga giapponese che racconta le disavventure di Ryo-san. Nato nel 1976, il manga di Akimoto ancora in corso d’opera! 189 tankobon e 155 milioni di copie vendute. “Stranamente”, nessuno ha pensato di pubblicarlo in Italia.

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DRAGON BALL

Quarto posto per una pietra miliare della nostra adolescenza. 157 milioni di copie vendute per Toriyama. Mica male!

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BLACK JACK

Sul gradino più basso del podio troviamo il “Dio dei manga” Osamu Tezuka con una delle sue opere meno conosciute in Italia. 176 milione di copie.

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GOLGO 13

Medaglia d’argento per l’unico seinen della classifica. Nato nel 1968, è ancora in corso con 200 milioni di copie vendute. Il protagonista della longeva opera di Saito è l’omonimo assassino prezzolato di cui nessuno conosce la vera identità

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ONE PIECE

E al primo posto….sorpresa? Ma anche no! 300 copie vendute, record frantumati e a detta di Oda siamo ancora a metà opera. Complimenti!

 

Francesco Pierucci

ROBOCOP vs TERMINATOR

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Lo so sono terribile, danno Terminator Salvation a 3€ in qualche cinema e guarda caso la stessa  settimana arriva un breve articolo sul personaggio.

E dato che l’estate è appena terminata e ho avuto tanto tempo per stare sul divano, guardare la TV, giocare al X-Box o leggere fumetti… ho così scoperto dell’esistenza di un fumetto pazzesco: un crossover tra l’universo di Terminator con quello di un altro cyborg letale ma dalla parte del bene, Robocop.

Sapere chi sono gli autori mi ha stupito ancora di più: Walter Simonson e Frank Miller, che sono i miei idoli e di cui pensavo, presuntuosamente, di aver letto tutti i lavori.

Nel 1992, grazie a quattro capitoli editi dalla Dark Horse Comics, Miller ci fa scoprire come, forse, la tecnologia usata a Detroit per ricostruire Alex Murphy sia una versione beta di Skynet e di come poi il poliziotto si alleò con la resistenza umana del futuro per sconfiggere la tirannia delle macchine.

Il protagonista assoluto è appunto Robocop, e grande spazio nella narrazione è riservato alla sua mente, l’unica componente ancora completamente umana, che deve combattere per non essere assorbita da Skynet, dato che questo comporterebbe infatti l’evoluzione da semplice programma di difesa a organismo senziente e distruttivo del famoso nemico. Come prevedibile gli scontri armati tra robot riempiono gran parte del racconto, così come i viaggi nel tempo; la protagonista femminile della storia è una vera ciofeca, e non da alcun contributo alla storia se non spifferare a Robocop il suo futuro.

Il livello grafico di questo fumetto non è eccelso ma, comunque, dopo le mirabili tavole su Thor, X-Factor e Avengers il vecchio Simonson non si smentisce neppure ora come grande illustratore delle icone degli anni ’90; alcune scene davvero da paura meritano l’acquisto, si arriva anche ad assistere allo scontro tra un esercito di Terminator e un plotone di Robocop, e senza accorgersene si arriva alla fine della lettura.

Di questo strano fumetto è stato anche realizzato un videogioco a giocatore singolo per Game Boy e Super Nintendo, che a sua volta ispirò un film, per nostra fortuna mai realizzato.

Pietro Micheli

HOLY TERROR BY FRANK MILLER

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Questo fumetto del 2011 ha per oggetto la guerra al terrorismo e nasce come manifesto a fumetti, secondo Frank Miller, di quel credo che ha caratterizzato l’ultimo decennio degli Stati Uniti; i nemici della graphic novel sono nel particolare gli estremisti islamici, ma anche in generale i terroristi, che tolgono la vita agli innocenti senza esitare, siano essi infedeli o “loro simili”.

Il protagonista che Miller sceglie per questa sua ultima avventura è Fixer, un vigilante stile Batman che protegge l’archetipo di tutte le città statunitensi, Empire City, con la sua democrazia e stile di vita, da dei terroristi islamici che nel design ricordano i Persiani di 300 (ma pensa te).

Originariamente il progetto dello scrittore era di portare Al-Quaeda a Gotham City e far combattere Batman contro i soldati di Bin Laden… doveva essere un vero fumetto di propaganda come quando in piena guerra mondiale Capitan America dava pugni a Hitler.

Le tavole, come da tradizione in 30×23, sono tutte in bianco e nero, con qualche virgola di colore nello stile di Frank e il tratteggio e quello inconfondibile che ha caratterizzato tutti i suoi più famosi lavori.

Tutto il volume si legge a meraviglia, divertente a un primo livello di lettura dei salti tra i tetti e le risse; se si approfondisce si nota però tutto l’integralismo di cui si macchia anche Miller con la sua stereotipazione del nemico orientale.

Anche la consapevolezza che la violenza e l’odio hanno contagiato l’occidente e l’America non salva Frank Miller, questo “seme del odio” sarebbe infatti stato piantato dalla parte violenta del islam nella pacifica America, innescando un circolo vizioso in cui noi non avremmo colpe.

Pietro Micheli