TOP 10 – LE MIGLIORI BATTUTE FINALI DEI FILM

Indimenticabili, poetiche, rivelatorie: le battute finali rappresentano l’ultimo frammento della pellicola che portiamo con noi all’uscita della sala. Noi abbiamo selezionato le 10 migliori:

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EYES WIDE SHUT

“Ma io ti amo, e lo sai, c’è qualcosa di molto importante che dobbiamo fare il prima possibile” – “Cosa?” – “Scopare”

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IL SORPASSO

“Si chiamava Roberto, il cognome non lo so, l’ho conosciuto ieri mattina”

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CHINATOWN

“Lascia perdere, Jake, è Chinatown.”

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RITORNO AL FUTURO

“Strade? Dove andiamo noi non ci servono strade”

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LE ALI DELLA LIBERTA’

“Spero di incontrare il mio amico e stringergli la mano. Spero che il pacifico sia blu come nei miei sogni. Spero.”

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CASABLANCA

“Sai Louis, credo che questo sia l’inizio di una splendida amicizia”

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I SOLITI SOSPETTI

“La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste. E come niente, sparisce”

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VIALE DEL TRAMONTO

“Non c’è altro, solo noi e la macchina e nell’oscurità il pubblico che guarda in silenzio. Eccomi De Mille sono pronta per il mio primo piano”

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APOCALYPSE NOW

“L’orrore! L’orrore!”

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A QUALCUNO PIACE CALDO

“Beh… Nessuno è perfetto”

E le vostre preferite quali sono? Fatecelo sapere nei commenti!

Francesco Pierucci

 

TOP 10 – FUMETTI DA REATO

Finalmente un po’ di tette e culi in questo blog di soli maschi!

Cari lettori voglio portare alla vostra attenzione il bigottismo e perbenismo gratuito di cui la nostra società fatica ancora a liberarsi; ispirato da recenti casi che hanno sconvolto il web e dalla lettura di un libro uscito qualche anno fa che parla di quanto i comic book siano odiati, Maledetti Fumetti di D. Hajdu (ed. Tuneé– 2010), ecco 10 albi che hanno scatenato le ire di pretini, genitori e femministe.

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Queste sono le più recenti “cover” che hanno fatto infuriare puritani e falsi moralisti, che giudicano un libro dalla copertina, senza leggerlo (ancora, nel Ventunesimo Secolo).

Abbiamo un numero GI Joe (prima foto), reo soltanto di mostrare un po’ di curve; i critici di Spider-Woman #1 (seconda foto9) hanno scomodato un artista italiano del calibro di Manara, che è famoso da anni per il suo stile e gli argomenti delle sue opere.Per Bat-Girl (terza foto) la polemica è ancora “fresca”: soltanto un mese fa tutto il web si è scatenato contro l’illustrazione, che sarebbe un chiaro incitamento al femminicidio, al grido di #changethecover… e io rispondo: fatevi meno canne.

I casi più divertenti però devono ancora arrivare:

Elseworlds 80 Pages Giant

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Alla DC Comics ne combinano di ogni e nel 1999 si dimenticano pure un bambino nel microonde (ragazzi non provateci a casa).

Vi lascio immaginare le reazioni per questa vignetta.

Elektra #3

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Nel 2001, in un episodio della ninja greca della Marvel, viene mostrata una scena di nudo… scandalo!

Action Comics

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I primi fumetti di Superman vennero accusati di ritrarre una versione per i bambini del “super uomo nazista”, nessuno prese sul serio la cosa e questo ariano di Kripton con ciuffo e mantello scorrazza libero da 75 anni.

Ms. Tree #34

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Fumetto nato a cavallo tra anni 70 e 80, mentre nascevano i moderni comic book shop (le fumetterie). Sulle pagine di un episodio stampato nel 1984 c’erano scene di nudo, e per la vendita di questo ed altri fumetti dello stesso mese dai contenuti simili, alcuni venditori furono arrestati.

Tales From The Crypt

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I ‘Racconti dalla Cripta’ erano fumetti splatter e dal umorismo nero che riprendevano racconti radiofonici horror molto in voga negli anni 80 in America. Associazioni dei genitori e parrocchie si sono spesi a lungo contro questi albi.

Phantom Lady

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Conosciuto oltre oceano per le immagini stile pin-up della protagonista, The Phantom Lady era pensato non tanto per i ragazzini quanto per un pubblico più maturo, ciò nonostante per tutti gli anni 50 è stato elevato come primo esempio della corruzione di costumi che fluivano dai fumetti.

Oggi il valore sul mercato del collezionismo di questa collana è stratosferico.

Crime Suspens Stories

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Fumetto che raccontava di infedeltà coniugale e crimini passionali!

La cover #22 fu portata come prova ad un audizione al Senato degli Stati Uniti per bandire i fumetti dal mercato. I redattori si salvarono, ed insieme a loro tutta la categoria, perché fu fatto capire che “di cattivo gusto” sarebbe stato spostare l’inquadratura verso il basso, aggiungendo sangue sotto la testa mozzata e il resto del corpo senza capo in un lago rosso.

Pietro Micheli

I MIGLIORI FILM DEL 2014

Ecco a voi i cinque film migliori dell’anno secondo tre D.I.

FRANCESCO 

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LOCKE

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DUE GIORNI, UNA NOTTE

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NEBRASKA

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A PROPOSITO DI DAVIS

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MOMMY

MATTEO

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BOYHOOD

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HER

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LOCKE

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THE BROKEN CIRCLE BREAKDOWN

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MOMMY

MICHAEL

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THE WOLF OF WALL STREET

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AMERICAN HUSTLE

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GONE GIRL

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DALLAS BUYERS CLUB

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THE BROKEN CIRCLE BREAKDOWN

TOP 10: I MIGLIORI ESORDI ALLA REGIA

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UN CHIEN ANDALOU

Si parte subito forte con il manifesto del cinema surrealista che nasce da un’idea di due artisti visionari quali Louis Bunuel e Salvador Dalì. Anche se tecnicamente è solo un cortometraggio, questo lavoro che invoca la ricerca di uno sguardo Altro, non può non essere inserito in questa speciale classifica.

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I DUELLANTI

Le cause dell”esordio folgorante di Ridley Scott vanno ricercate in due direzioni differenti: da un lato l’immancabile ispirazione al racconto di Conrad e dall’altro l’influenza lampante di Barry Lindon nell’uso della fotografia e della regia ricca di zoom.

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ESSERE JOHN MALKOVICH

Poco da dire su questo straordinario film diretto dall’allora trentenne Spike Jonze. Divertente, onirico, ispirato,  non lascia di certo indifferenti. Gran parte del merito è ovviamente della sceneggiatura di Charlie Kaufman che collaborerà con l’ex marito della Coppola anche ne Il ladro di orchidee. Aggiungo che John Cusack è anche meno fastidioso del solito.

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LA MORTE CORRE SUL FIUME

Esordio magistrale e insuccesso commerciale. Primo e unico film dello straordinario Charles Laughton, innamorato dell’espressionismo tedesco e del cinema scandinavo. Indimenticabile Robert Mitchum, Ne abbiamo parlato tanto in altri articoli precedenti. Favoloso.

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AMERICAN BEAUTY

Il film di Sam Mendes mi ha sempre suscitato un interrogativo: come può un film d’esordio essere pubblicizzato come film d’autore? Ma alla visione del lungometraggio la domanda si dissolve per lasciare spazio a Kevin Spacey e alla maestosa sceneggiatura di Alan Ball.

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FINO ALL’ULTIMO RESPIRO

Godard è uno di quei registi che ha cambiato radicalmente la storia del cinema mondiale e la grammatica della settima arte già a partire dal suo esordio. L’invenzione del jump cut e le lunghe carrellate senza binari aggiungono innovazione alle già convincenti  interpretazioni di Belmondo e della Seberg. Straordinario cammeo di Melville.

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QUARTO POTERE

Che dire? Forse il film più importante della storia del cinema. Come si può girare un’opera del genere a soli 26 anni? Chiedetelo a Welles, il regista che ha fatto della profondità di campo una forma d’arte assoluta. Doveva stare più in alto in classifica? Probabilmente sì.

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LA PAROLA AI GIURATI

Vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino, il lungometraggio d’esordio di Sidney Lumet è uno dei miei film preferiti. 12 uomini arrabbiati in una stanza per decidere se un ragazzo di colore ha commesso un omicidio. Un’opera semplice ma profonda che difficilmente potrà essere dimenticata.

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LE ALI DELLA LIBERTA’

Perchè quando sento dei discorsi sui più grandi registi di tutti i tempi, non viene mai nominato Frank Darabont? Se The Shawshank Redemption è il film più amato dagli utenti nella classifica di IMDB, ci sarà un motivo no? Un esordio lirico e toccante con degli interpreti eccellenti.

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LE IENE

Fine. Da quando ho visto questo film non mi sono più ripreso. L’opera che mi ha fatto conoscere QT e che per me merita di stare in cima alla Top10 è uno dei film più importanti della storia del cinema. Che piaccia o meno, non si può negare che il regista del Tennessee abbia portato con sé una ventata di originalità all’inizio degli anni novanta. Ogni scena è leggendaria, alla pari del successivo Pulp Fiction. Per la cronaca, quando vado al ristorante ho imparato a non lasciare più le mance.

10 SCENE IMMANCABILI IN UN FILM AMERICANO

Gli Stati Uniti d’ America sono sicuramente la più grande nazione al mondo quando si parla di Cinema. Le pellicole di successo e i maggiori registi li dobbiamo tutti a loro. Ciò non toglie che, dopo essere cresciuto con i loro film, sono fermamente convinto che, se avessi a disposizione una bandiera USA, una telecamera e un gruppo di delinquenti provenienti dal ghetto, riuscirei anch’io a girare un film come piace a loro e con tutti i loro stereotipi. Se qualcuno di voi ha la possibilità di farlo sarei felice di consigliarvi 10 punti fondamentali che dovrete rigorosamente inserire. 

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Non può mai mancare, qualunque sia la trama del film (o il genere) la scena di un signore di una certa età che, in una bellissima giornata di sole, è indaffarato a tagliare il prato della sua bellissima villetta mentre una leggera brezza fa sventolare la bandiera a stelle e strisce posizionata sul tetto.

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Quando arriva la notte invece è l’ora di mettere in scena l’artiglieria pesante, ovvero cinque afro-americani sopra una Cadillac armati fino al collo e con la musica a palla. Immagine molto comune che non delude mai: i nostri personaggi devono essere esclusivamente neri, rapper e uno di questi dev’essere obeso. I loro saluti iniziano sempre con”yo fratello” seguiti da strani giochi con le mani. Se si volesse entrare nel particolare uno di questi è anche forte a basket, ma rischia grosso con la legge per problemi di droga.

 

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In ogni film è sempre il momento giusto per inserire la grigliata domenicale, dove sia il signore che lavora il prato e i neri gangsta sono tutti assieme felici e mangiano hamburger e hot dog . Qui ci si può sbizzarrire inserendo nella scena anche il bambino che gioca a baseball con il padre o il vicino che, uscendo per prendere il giornale, viene salutato da tutti e invitato a unirsi per far festa in compagnia. Ma non finisce qui perché poco dopo nel vialetto della casa dove si sta facendo la grigliata passa anche un bel militare e anche questo verrà invitato a unirsi.

 

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Dopo il barbecue domenicale, in una bellissima famiglia bianca molto ospitale dove i genitori chiamano il loro unico figlio “campione”, non può mai mancare una casa del Bronx dove il tavolo e il divano sono capovolti dal caos e la famiglia è sempre composta da minimo venti persone con la madre che per non sbagliare chiama tutti solo “coglioni”. Il padre? Boh, nessuno ha mai visto un padre in una scena cosi.

 

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Un militare muore, funerale di stato. Scena fondamentale. Qui è importante farlo morire dopo che in precedenza aveva detto “non appena sarò di ritorno dalla guerra abbraccerò subito mia figlia etc etc”. Il funerale dev’essere celebrato sempre in un bellissimo cimitero all’aperto, dove affianco ci sarà anche il vecchio che parla da solo, chinato sulla lapide della  moglie defunta, mentre beve della birra.

 

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Verso fine film è l’ora del ballo studentesco, dove la reginetta sarà sempre la meno probabile, quindi la cessa del film e mai invece la cheerleader diva del liceo.  Il ragazzo chiamato dal padre “campione” verrà picchiato da quello nero chiamato dalla madre “coglione” e un ragazzo obeso con gli occhiali e la faccia vittima dell’acne starà all’ingresso in disparte a mangiare patatine.

 

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Nelle altre scene non bisogna mai dimenticarsi di mettere in risalto ciò che ha reso grande l’America, ovvero il miscuglio delle varie etnie che vivono felici in questo paese. Perciò troveremo sempre il Portoricano che lavora al fast food, il Canadese boscaiolo e il Messicano giardiniere che va a letto con le casalinghe delle case nella quale lavora.

 

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Collegandoci al punto precedente dobbiamo ricordare che almeno una scena di sesso nel film dev’essere sempre presente anche a costo di sabotare l’intero senso di questo. Non è importante il sesso di per sé, chi lo sta facendo o come gli stia riuscendo; ciò che conta è che non venga fatto mai nel letto, mai, e che la casa nella quale si trovano i due amanti sia di quelle dove per entrare stranamente non servono mai le chiavi, in modo che i due vengano scoperti sempre nel bel mezzo dell’opera

 

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Visto che siamo quasi giunti alla conclusione voglio donarvi una perla che contraddistingue tutti i loro film, facile da inserire e molto veloce: una classica chiamata telefonica, dove non si risponde né con ciao né con pronto e per salutare a fine chiamata basta semplicemente chiudere il telefono in faccia a chi sta dall’altro capo. Qualunque sia il discorso e anche se l’altro interlocutore sta ancora parlando, il gesto di chiudere la chiamata senza salutare li ha resi leggendari.

 

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Per chiudere davvero, non c’ è niente di meglio del presidente, attualmente Obama, che dopo aver rassicurato il suo popolo contro eventuali attacchi terroristici, saluterà la Nazione con il classico “Dio benedica l’ America”  mentre un Texano con addosso il suo classico cappello da cow boy ci darà le spalle, alzerà il braccio destro per salutare e solo cosi partiranno i titoli di coda.

Non so voi ma io con questi semplici passaggi una trama per un film ce l’ avrei già. Spero di esservi stato d’aiuto. Grazie

 

Salvatore Sau

 

TOP 10: LE PIU’ BELLE COVER DI RAT-MAN COLLECTION

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SETTE GIORNI – N.39

Che dire di questa cover? Mette i brividi (in senso buono), profondità più vicina a una fotografia piuttosto che a un disegno, colori buoi in stile horror che rammentano le illustrazioni per Rat-Man dei primi anni e non le colorate e vivaci copertine più recenti.

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LA MUMMIA – N.28

Spettacolare copertina di Leo che ripercorre i grandi classici degli anni ’30. C’è tutto: un mostro imponente che sopraffà il protagonista e l’intero disegno con la sua mole, una dama in pericolo e profetici dipinti di 4000 anni fa. Il volto di Rat-Man rompe la magia con il suo faccione da idiota…

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CATASTROFE – N.59

Omaggio al primo super eroe in assoluto, Superman. La copertina del cinquantanovesimo volume di Rat-Man ricalca in tutto ‘Action Comics #1’ (del 1938) ma con quel qualcosa in più: saranno le orecchie al posto di un ciuffo corvino? I nasi da scimmia dei malviventi che scappano? O che il soggetto non è proprio il Ratto che conosciamo?

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VENGA IL MIO REGNO – N.60

Topolino ha inspirato Rat-Man nella scelta del costume, ma è sicuramente Batman ad averlo inspirato nel atteggiamento e nelle pose da super eroe. In questa copertina vediamo il nostro appeso a un cavo come lo fu nel 1939 il Pipistrello della DC su ‘Detective Comics #27’. Colori e chine impeccabili anche in questo lavoro.

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L’INTERNAUTA– N.15

MA CHE è UNA RIVISTA PORNO? E i lettori hanno dai 9 ai 60 anni!

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TITANIC 2000 – N.16

Stranissima copertina che ritrae l’eroe della Città Senza Nome sulla prua del Titanic sommerso. I giochi di luci e ombre, il riflesso del sole attraverso l’acqua, i colori freddi e l’espressivo volto di Rat-Man fanno guadagnare a questo disegno un posto tra le mie 5 cover preferite.

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YELLOW – N.74

Prova da maestro per Leo Ortolani che si cimenta a sorpresa nello stile d’ animazione giapponese, dopo tanti anni a parlare solo di super eroi.

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LA BELVA IN NOI– N.3

Rat-Man contro Wolverine. Era il 1997, settembre e tra Panini e Marvel il matrimonio era più forte che mai, tanto che per presentare i nuovi ‘Rat-Man’ ci si poteva permettere di inserire gli eroi Marvel in bella vista. La dinamica della scena è fenomenale, e la furia nascosta nel piccolo corpo di Ratty esplode sormontando l’immortale mutante.

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L’ALLIEVO – N.18

Ennesimo omaggio alla Marvel Comics. Un immagine epica che trasmette forza e coraggio (come è nel carattere di Rat-Man) ma che si scontra con la fisionomia gracile del eroe.  Vediamo qui un uomo minuto contro un mondo minaccioso che vuole schiacciarlo, insomma tutta la vita di Rat-Man racchiusa in un singolo disegno.

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STANOTTE MUIO – N.98

Il grande Leo omaggia Steranko, il maestro che ha firmato le più belle storie Marvel con oggetto gli agenti dello S.H.I.E.L.D. La maestria con cui il creatore di Rat-Man si destreggia nei più svariati esperimenti artistici, pur mantenendo il suo stile, è strabiliate e in questa illustrazione del 2013 si manifesta tutta la sua potenza visiva.

Pietro Micheli

TOP 10: I MOMENTI MIGLIORI DI GAME OF THRONES

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SCONTRO TRA NED STARK E JAIME LANNISTER

Puntata Il lupo e il leone, quinta della prima stagione. Eddard Stark, che ha appena consegnato le dimissioni dal ruolo di primo cavaliere del re, viene raggiunti fuori dal bordello di Lord Baelish (si trovava lì per altro eh) da Jaime Lannister che, dopo aver ucciso i suoi uomini, lo sfida. Uno scontro attesissimo tra i due, al momento, più forti della serie, che viene rovinato dall’intervento vile di un soldato dei Lannister che colpisce alla gamba il capo della casata Stark, di spalle. Gli ha salvato la vita? Ha graziato lo sterminatore di re??? Non si sa, sicuramente ha rovinato la sfida più attesa, e purtroppo non ce ne saranno altre.

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IL CORNO SUONA TRE VOLTE

Esempio di collegamento perfetto tra puntate diverse. Tempo prima il paffuto Sam, guardiano della barriera, ci aveva informato del significato del suono del corno: un suono indica che gli alleati stanno rientrando; due che i Bruti, loro nemici, si preparano all’attacco; il terzo suono, sentito una sola volta troppo tempo fa, presagisce l’avvento degli Estranei, i fantasmi, gli spettri, gli zombi, i non-morti, chiamateli come volete. Ultima puntata della seconda stagione, ultimissima scena: Sam e due suoi compagni sentono suonare il corno: la prima volta pensano al ritorno di Jon Snow, la seconda estraggono la spada, la terza (quella più spaventosa) non possono che urlare RUUN, e fuggire all’impazzata. Un enorme esercito di estranei avanza verso la grande barriera. Da applausi l’interpretazione di John Bradley nelle vesti di Sam, capace di esprimere col volto le differenti sensazioni che i suoni del corno comportano.

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DECAPITAZIONE DI NED STARK

E qui tutti ad urlare di rabbia la parola “Infame” riferita all’INFAMEEEE (ops) neo-re Joffrey, colpevole di aver ingannato Ned Stark promettendogli la grazia in cambio di un pubblico riconoscimento della sua autorità di re (Ned aveva tentato di prendere con la forza il trono fallendo miseramente). Per rispetto e protezione verso le figlie, Ned accetta, ma la grazia non viene concessa e, anzi, papà Stark viene decapitato pubblicamente sotto gli occhi della povera Sansa e di Arya, che non vede la scena ma memorizza i volti (e i nomi) dei presenti. Colpo di scena incredibile, l’indiscussa star della serie Tv fatto fuori alla penultima puntata della prima stagione. Beh, cari spettatori e appassionati, benvenuti a Martinland, dove nulla è scontato.

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LADY STARK CHIEDE FEDELTA’

Puntata Il giuramento, quarta della prima stagione. Lady Catelyn Tully, moglie di Ned Stark, sospetta che il colpevole del tentato omicidio di suo figlio Bran, caduto da un’alta torre e rimasto paralizzato, sia Tyrion, il folletto, l’odiato figlio nano di Tywin Lannister. La donna lo incontra casualmente in una locanda e, chiedendo l’aiuto dei presenti, lo fa suo prigioniero. Qui si capisce il peso e l’importanza del personaggio di Catelyn, donna forte e fiera, in grado di fare le veci dell’assente marito. Ogni spada sguainata per fedeltà verso gli Stark mi ha fatto urlare di gioia. Poi ho imparato ad amare Tyrion.

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TYRION EDUCA SUO NIPOTE

Per l’appunto, amo tantissimo questo personaggio per la sua intelligenza, onestà, ironia, furbizia. E in più ci sa fare con le donne. Tutte queste qualità sono sintetizzate nella scena proposta, in cui Tyrion, ora primo cavaliere, interviene per salvare Sansa Stark dalle grinfie di Joffrey, che la incolpa delle vittorie sul campo di battaglia del fratello Robb e la punisce denudandola e facendola pestare davanti a tutti. Tyrion blocca l’insano spettacolo e ammonisce Joffrey. Questo non sta bene al capo delle guardie, che intima il folletto di non minacciare il re. Risposta: “Non sto minacciando il re, sto solo educando mio nipote. Bronn (riferito alla sua guardia personale) la prossima volta che Sir Meryn parla, uccidilo. (Riferito alla guardia del re) questa è una minaccia, noti la differenza???”. Ed è subito amore.

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BRONN SI BATTE PER LA VITA DI TYRION

Bronn, mercenario, guardia personale e amico di Tyrion. Il rapporto tra i due nasce al Nido delle aquile, dove il nano dei Lannister rischia la vita. L’unica possibilità che gli viene offerta è scegliere un suo cavaliere per fronteggiare il campione del posto; se vince può andare, se perde muore. Sceglie in un primo momento suo fratello, ma non essendo presente viene rappresentato nello scontro dal mercenario Bronn, che vince la sfida, salva Tyrion e lo segue verso Approdo del Re. È la nascita della più bella collaborazione del telefilm, con Bronn destinato presto a diventare un personaggio importante. La violenza con cui il mercenario infilza la spada nel collo del guerriero locale fa da contraltare alla sua faccia simpatica e sorniona. Occhio a sottovalutare Bronn, con lui non si scherza eh.

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THE KING IN THE NORTH

Scena da vedere rigorosamente in lingua originale. I capi delle casate del Nord appoggiano la lotta di Robb Stark contro il Sud e lo incoronano loro re. C’è poco da aggiungere. Robb parte bene ma si perde in alcune scelte discutibili, che sfociano nel massacro in terza posizione. Fa piacere ricordare come il suo regno è iniziato, tra le urla (americane) dei sudditi e lo sguardo commosso e fiero della madre.

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RED WEDDING

Nel gradino più basso del podio si trova la scena forse più famosa del telefilm, sicuramente la più violenta e scioccante. La costruzione è perfetta: festa di nozze tra la figlia di Walder Frey e Edmund Tully, parente di Robb Stark (inizialmente promesso sposo della figlia di Frey) che è presente alla cerimonia. Sappiamo da prima che la moglie di Robb Talisa aspetta un bambino, e lo vuole chiamare Eddard come il padre del re del Nord. La situazione sembra calma, ma ad un tratto parte dall’orchestra la musica The rain of Castamare, la canzone dei Lannister. Solo Catelyn se ne avvede ma prima di riuscire ad avvertire il figlio la situazione precipita: Talisa viene pugnalata al ventre, Robb colpito da varie frecce, gli uomini del Nord, annebbiati dall’alcool del banchetto, massacrati. Il tentativo disperato di Catelyn non serve a nulla, Robb viene pugnalato a morte davanti agli occhi della madre, che viene poi sgozzata. In tutto questo anche il meta-lupo di Robb è stato ucciso e Arya, mai così vicina alla famiglia dalla morte del padre, viene portata via appena in tempo. Disperazione legittima tra i fan. Bastardo di un Martin.

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VALAR MORGHULIS

Scena bellissima, le cui conseguenza dobbiamo ancora vederle. Arya, sfuggita alla prigionia Lannister grazie al guerriero Jaqen H’ghar, incontra nuovamente il suo salvatore. Dopo un breve colloquio Jaqen offre alla giovane un viaggio verso Braavos, per allenarne le capacità assassine. Lei rifiuta, anche se tentata, ma riceve una moneta di Braavos che legata alla frase Valar Morghulis le permetterebbe di ricevere addestramento da qualsiasi soldato come lui. E quando Jaqen cambia faccia parte un mini infarto mica da ridere. Chiunque non vede l’ora di vedere cosa succederà alla figlia preferita di Ned Stark (si vedeva che era la preferita su).

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DRACARYS

Facile facile. La calma con cui la Khaleesi Daenerys Targaryen dice il nome del suo drago, che puntualmente riceve l’ordine e sputa fuoco contro il nemico di turno, è agghiacciante. Lo stupore nel vederla bella e determinata mentre ordina al suo nuovo, ingente, invincibile esercito di Dovagheris di massacrare tutti (tranne donne e bambini) in lingua valyriana lascia a bocca aperta. E la elegge personaggio migliore e più meritevole di sedersi sul trono di spade. Quindi molto probabilmente creperà a breve. Martinlandia solitamente non perdona.

 

Matteo Chessa