I MIGLIORI FILM DEL 2016

Quali sono i migliori film dell’anno per i Disoccupati? Ecco le nostre scelte (rigorosamente tra quelli usciti in sala).

 

ZULU (FOR PRESIDENT)

E’ SOLO LA FINE DEL MONDO

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Talento (tanto), interni (tutti) e salsa cocktail (amara)

SOLE ALTO

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Il tempo cancella soltanto le cose poco importanti

FRITZ LANG

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Bianco e nero; il primo è il colore della pelle, il secondo quello dell’anima

CAPTAIN FANTASTIC

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Capire la differenza tra l’eccezionalità e l’eccezione

THE END OF THE TOUR

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La cosa peggiore che ti possa capitare nella vita è comprendere veramente chi sei

FRANCESCO

THE HATEFUL EIGHT

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Ennesimo gioiello del Maestro intriso di gelido teatro

ANOMALISA

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Piccolo capolavoro in stop motion tra Pirandello e il nichilismo

AVE CESARE

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Raffinato omaggio al cinema americano dello Studio Sysyem da parte dei fratelli Coen

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

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Uno spaghetti-superhero movie coraggioso e sorprendente con un grande Marinelli

PERFETTI SCONOSCIUTI

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Finalmente una commedia italiana ben scritta che descrive con originalità la società di oggi

MICHAEL

FUOCOAMMARE

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Documentario o fiction?  Sicuramente un dipinto realista sul dramma dei migranti

HELL OR HIGH WATER

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Uscito solo su Netflix, è una lucida riproposizione del tema del criminale che agisce per motivi non egoistici.

CAPTAIN FANTASTIC

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Il problema dell’educazione dei futuri adulti trattato in maniera originale da Matt Ross.

THE REVENANT

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Immagini fantastiche e indelebili e il miracolo Oscar a DiCaprio; Inarritu non si smentisce.

SING STREET

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Buon rock anni 80, rivincita familiare; merita di stare nella mia personale classifica

MATTEO

THE REVENANT

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Quadri in movimento; leggi QUI la mia recensione

FUOCOAMMARE

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Noi, come il bambino, a poco a poco vediamo chiaramente ciò che dobbiamo vedere.

NERUDA

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Quell’inquadratura rosso neon finale. Che capolavoro

ANOMALISA

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Poco da dire. Altro che animazioni per bambini.

SOLE ALTO

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Il film dell’anno. Con la scena più erotica di sempre

TOP 5- I MIGLIORI FILM DI VENEZIA 72

Quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare al Festival di Venezia 2015 come giurato per le Giornate degli Autori e per l’occasione ho deciso di fare una top 5 delle opere migliori. Ovviamente la classifica si riferisce solo ai film che ho visto (circa 30).

5

BANGLAND

Basterebbe l’incipit della trama per intuire perché Bangland è un film da non perdere: in una società distopica, Steven Spielberg è il nuovo Presidente degli Stati Uniti e ha deciso di invadere uno stato africano… Ovviamente l’opera prima del giovane Lorenzo Berghella (che ha praticamente realizzato da solo le animazioni!) non è solo questo: Bangland è un film estremamente post-moderno che si nutre di numerose citazioni e rimandi della cultura americana (dagli attori alle serie tv, passando per film e cartoni animati) per creare qualcosa di completamente innovativo. Non per ultimo, è un’opera che, pur persa negli echi del post-modernismo, rimane decisamente attuale per le tematiche trattate. Spiazzante.

4

ISLAND CITY

Senza dubbio il mio film preferito delle Giornate degli Autori. Un’opera a episodi estremamente grottesca e spiazzante che mi ha sorpreso e divertito moltissimo. Il presupposto della talentuosa regista è quello di raccontare la pervasività della tecnologia nella società indiana, mettendo ironicamente in luce i difetti e i paradossi delle proprie tradizioni. Island City alterna alcune scene geniali (nei primi due episodi) ad altre più discutibili (il terzo episodio) ma il risultato è comunque soddisfacente. Piacevole sorpresa.   

 3

THE FITS

Presentato nella sezione dei Biennale College, The Fits è un’opera prima che lascia interdetti per la sua semplicità narrativa ma che contemporaneamente affascina per la sua propensione strutturale al simbolismo. La toccante storia della piccola boxeur Toni e della sua innata solitudine ha molto in comune con Anomalisa e il suo discorso sull’individualità e l’adesione a una massa. Il finale, poi, lascia senza fiato. Gioiello.

2

MUSTANG

In concorso per il Premio Lux con altri due splendidi film, Mustang, nonostante l’origine turca, è stato recentemente scelto come candidato francese per gli Oscar 2016. L’opera racconta la storia di cinque sorelle che devono fare i conti con le dure e arcaiche tradizioni di un piccolo paesino della Turchia. A uno primo sguardo superficiale, il film può ricordare per struttura e svolgimento Il giardino delle vergini suicide: lo spettatore si accorgerà ben presto che, al contrario del film della Coppola, Mustang sceglie di spostare in secondo piano la liricità della messa in scena a favore di un realismo più ficcante e brutale. Il risultato è incantevole. Vincerà gli Oscar? Probabile.

1

anomalisa

ANOMALISA

Il vero capolavoro della Mostra di quest’anno. Un film in stop motion capace di far ridere, piangere e riflettere. Ne ho parlato abbondantemente qui.

Francesco Pierucci

ANOMALISA: IL CAPOLAVORO DI KAUFMAN TRA BERGMAN E PIRANDELLO

anomalisa

Chi siamo? Quante facce abbiamo? Che cos’è l’amore? Le precedenti domande hanno una risposta?

In latino “persona”, prima di essere umano, significa “maschera”. Possiamo così dire che tutti, anche solo a un livello inconscio, presentiamo una falsa personalità al cospetto della società. Il nuovo universo di Kaufman è pieno di queste persone, idealizzate come pupazzi in stop-motion, troppo impaurite e confuse per vivere a pieno la loro vita. Non è la prima volta che lo scrittore di Essere John Malkovich e di Eternal Sunshine si confronta con il tema della perdita dell’identità, ma questa volta, grazie alla manifesta influenza del film di Bergman e del Fu Mattia Pascal, ci conduce in un vortice nichilistico senza fine, costituito da dolorose illusioni e amara ironia. Questo è il mondo in cui Michael Stone “esiste”. Michael è un paradosso vivente: ha scritto un libro dal titolo Help me to help you ma non è in grado di aiutare se stesso. E’ uno straniero nella sua stessa società (ricordate la canzone di Sting: “I am an alien, I am a legal alien, I am an Englishman in New York”?). Sì, Cincinnati non è esattamente la Grande Mela (purtroppo il chili non basta) e così non è affatto assurdo che il protagonista inizi a impazzire davvero in fretta.

Cosa potrà salvarlo dal baratro della depressione? L’amore, ovviamente. L’unico sentimento che può aiutarlo ad abbandonare lo sguardo blasè e distinguere finalmente un volto tra la folla indistinta. E quel volto è di Lisa. Lisa è una meravigliosa anomalia: una donna timida con i suoi difetti perfetti. L’unico modo per riuscire a descriverla è prendere in prestito le parole di Cindy Lauper che Lisa canta con la sua emozionante voce nella scena più bella di tutto il film:

Some boys take a beautiful girl

And hide her away from the rest of the world

I wanna be the one to walk in the sun

Oh girls, they wanna have fun

Lisa è un’ombra nata troppo lontana dalla luce solare dell’auto-consapevolezza. Come un’antica sex-doll geisha, è fuori dalla realtà e proprio per questo non ha bisogno di fingere di essere chi non è. Dopo lo stupefacente Synecdoche, New York, Kaufman torna dietro la macchina da presa (grazie a KickStarter!) con l’obiettivo di lasciarci un altro insegnamento senza tempo: la vita è rilevante nella sua irrilevanza.

Fatevi un favore: andate a vedere Anomalisa e se dopo la proiezione vi sentirete depressi e con un vuoto incolmabile, non vi allarmate! E’ semplicemente il film che ha raggiunto il suo obiettivo…

 

Francesco Pierucci