1945. LA MIA VIA: CROSBY-FITZGERALD IN UNA COMMEDIA PARROCCHIALE

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Oltre ad avere il (de)merito di aver conquistato l’Oscar  per il Miglior Film a discapito del capolavoro wylderiano La Fiamma del Peccato, La Mia Via di Leo McCarey (al suo secondo premio come Miglior Regista dopo L’Orribile Verità) si porta casa addirittura altre sei statuette. Il film, che generò vent’anni dopo una serie televisiva dal titolo Going My Way e che ebbe un enorme successo negli Usa durante il secondo conflitto mondiale, racconta la storia di un giovane prete che, assegnato a una decadente parrocchia, ne risolleva le sorti anche grazie al particolare rapporto che riesce ad instaurare con il burbero prelato uscente. Vista oggi, la commedia paga il passare degli anni ma resta comunque piacevole. Ottime le prove di Bing Crosby e Barry Fitzgerald, entrambe coronate con la statuetta. La pellicola ebbe un seguito intitolato Le Campane di Santa Maria.

CURIOSITA’: Barry Fitzgerald vinse la statuetta come miglior attore non protagonista ma fu nominato anche come miglior attore protagonista, unico caso nella storia degli Oscar

Francesco Pierucci

04 FILM BRUTTI- FROZEN: CHE FINE HA FATTO LA CARA VECCHIA DISNEY?

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Nel corso della mia lunga gavetta da spettatore, posso affermare di non aver mai visto un cartone animato più noioso e inutile di Frozen-Il regno di ghiaccio (i 30 minuti di pubblicità che mi sono dovuto sorbire sono niente a confronto…). Il problema principale della pellicola è che ci sono troppe canzoni: a chi sostiene con voce querula che e’ normale che ci siano perché è un musical e i film Disney sono da sempre strutturati così, rispondo che è un’emerita cazzata! Se nei grandi classici infatti le splendide musiche vengono utilizzate per esaltare i momenti più toccanti (come dimenticare il favoloso enguegnamaenguenababara i de Il Re Leone?), in questo caso servono solo per coprire gli enormi buchi di trama grandi quanto le narici di Cirano. I pessimi sceneggiatori (probabilmente ex eroinomani, ora cocainomani) s’ incasinano sin da subito col triangolo amoroso più insignificante dai tempi di Pocahontas 2 (povero John Smith!) e non hanno la più pallida idea di come risolvere il pasticcio.

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Il fidanzato perfetto, vittima di sceneggiatura…

Nel frattempo, come se non bastasse si dimenticano per circa metà film pure di creare un cattivo e allora, grazie alle “stupefacenti” proprietà del nuovo alcaloide bianco (guarda caso la neve è protagonista assoluta del film), s’inventano la genialata del secolo per poter prendere due piccioni con una fava: il cattivo deve essere un membro del ménage à trois! Peccato che riflettendoci un secondo, è una minchiata colossale: il cattivo in questo caso è l’unico che non può esserlo! Questo povero cristiano infatti è affascinante, gentile,elegante, palesemente innamorato; si prende senza problemi un intero regno in difficoltà sulle sue possenti spalle, inizia a distribuire coperte alla plebaglia che manco a Lampedusa e soprattutto salva la regina da morte certa (che a posteriori è sicuramente un gesto molto sensato!?!)

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Il re demente che ho dovuto screenshottare dallo streaming perché non si trova su Internet …

Per concludere, più di ogni cosa mi piacerebbe per un momento rivolgermi a quel mentecatto del re per provare a ragionare insieme sulle sue discutibili scelte. Allora, tu hai una figlia (Serena Autieri spero che tu muoia di freddo!!) con poteri magici che ha rischiato di uccidere la sorella.Niente paura! Non si sa bene come, ma hai fortunatamente la possibilità che il capotroll (Granpapà?!?!) la liberi da questo fardello per permetterle di vivere una vita normale e tu che fai? Ti rifiuti sostenendo che da grande riuscirà a controllare la magia anche se e’ palesemente evidente che non sarà così (ti ricordo che stava per compiere un fottuto genicidio!). A questo punto io sorrido e mi chiedo…E anche se fosse? Anche se diventasse la risposta femminile a Aokiji, tu inutile omuncolo irresponsabile cosa diavolo ci guadagneresti? Quali benefici potrebbe ottenere il regno conservatore di Arendelle da questo terribile potere? Ti do un aiutino: NESSUNO!

P.S. Bella morte di merda hai fatto…

 

Francesco Pierucci

1930. ALL’OVEST NIENTE DI NUOVO, IL PRIMO GRANDE CAPOLAVORO BELLICO

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Il 1930 rappresenta l’occasione per l’Academy di riproporre la doppia cerimonia  nel corso dello stesso anno (una prima si tenne ad aprile per i film compresi tra il 1927-1928 e una seconda invece a novembre per il biennio 1928-29). A trionfare in primavera fu il  musical La Canzone di Broadway,  primo film sonoro a vincere l’ambita statuetta ( tra i primi a sperimentare il Technicolor) e pellicola nota soprattutto per aver contribuito con le sue musiche al successo del metacinematografico Cantando Sotto la Pioggia.

In autunno invece il premio va allo splendido All’Ovest Niente Di Nuovo di Lewis Milestone (tratto dal noto romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque). Emblema dell’antimilitarismo, il film ambientato durante la Prima Guerra Mondiale  racconta la storia di alcuni studenti di un piccolo borgo tedesco che decidono di arruolarsi come volontari( in seguito alla continua propaganda bellica portata avanti dal loro professore) e che scopriranno a loro spese che la cruda realtà della guerra è ben diversa da come viene descritta. Presto infatti, la fame sempre più pressante e il senso di colpa per gli omicidi perpetrati li condurranno a crisi nervose o addirittura alla pazzia. All’Ovest Niente Di Nuovo può quindi essere inteso come una grande critica del fallimento del ruolo pedagogico: da un lato il professore, colpevole di aver condizionato le loro scelte e dall’altro il gruppo di veterani che esorta la gioventù alla freddezza e al cinismo più bieco costituiscono due facce della stessa medaglia.

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Paul viene assalito dal senso di colpa

Traendo vigore dalle tematiche trattate, quella di Milestone si dimostra una regia straordinaria (non a caso premiata anch’essa con l’Oscar) che sfrutta i primi piani dei volti espressionisti e silenziosamente inquieti di ragazzi troppo giovani e inesperti per affrontare tale massacro. Magnifica  la carrellata sui nemici che, nel tentativo di conquistare la trincea, vengono crivellati di colpi uno dopo l’altro: l’esistenza dei soldati è così labile in guerra da perdere quasi ogni significato. I giovani, incolpevoli del proprio destino, “non sanno fare altro che morire”. Forse i capi di stato dovrebbero semplicemente seguire  il consiglio del buon Katczinsky: bastonarsi tra di loro in mutande per stabilire il vincitore, senza coinvolgere milioni d’innocenti. Meraviglioso il finale poetico con la farfalla.

Curiosità: i nazisti tentarono di boicottarne la visione, lanciando dei topi in platea all’anteprima di Berlino. Buontemponi!

Francesco Pierucci

FLOP 5: LE PEGGIORI SCENE DI LOST

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Ha fatto molto parlare di sé, e non sempre sono arrivate critiche positive per questo geniale telefilm. Armandoci di tanta pazienza vi proponiamo quelle che,dopo un duro lavoro di ricerca, possono essere considerate per noi le 5 Peggiori scene di Lost.

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MILES, I MORTI E LA SUA ASPIRAPOLVERE

Premettendo che il personaggio di Miles non è malvagio, non possiamo non criticarlo e farci due risate per una delle sue prime apparizioni. Lost ce lo fa conoscere durante  uno dei suoi “lavori”(ep.04×02), in visita nella casa di una signora ad Inglewood, California, per scacciare lo spirito del nipote assassinato. Se avete capito a che scena ci riferiamo, allora dovete assolutamente ricordarvi la mitica aspirapolvere che attacca alla corrente prima di avere un contatto con il defunto. Dopo averla azionata, il grande sensitivo Miles è pronto e nessuno lo può fermare: si siede sul letto del ragazzo, si concentra e poi, come per magia,  ha una sfilza di tic nervosi che lo portano a muovere la testa come un deficiente, dei tic sicuramente essenziali perché il contatto con il morto avvenga. Che grande scena ragazzi. Che dire, la prima volta che Lost ci fa conoscere Miles  lo presenta come un idiota, un povero sensitivo che gira con la sua mini aspirapolvere, dal rumore, tra l’altro, fastidiosissimo; peggio ancora, oltre a farsi ben pagare, ruba soldi e droga ai morti. Povero!!! Per fortuna avrà modo di rifarsi.

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BEN EVOCA LA NUBE DI FUMO

La nube di fumo, uno dei più grandi misteri della saga di Lost, è anche protagonista e vincitrice del premio “tranquilli la situazione la risolvo io”. Per via della caccia all’uomo istituita da Charles Widmore con lo scopo di catturare Benjamin Linus, il villaggio Dharma è sotto l’assedio di un gruppo di mercenari. I nostri personaggi sono senza speranze, chiusi come topi in trappola in una delle abitazioni. Ben,non consegnandosi a loro, causa addirittura la morte di sua figlia. Dopo questa straziante scena, dove lo sguardo di un Ben impassibile fa tremare il cuore a tutti gli spettatori, ecco che arriva una delle idee peggiori dei produttori : Ben corre nella sua stanza segreta in stile Batman ed evoca la nube di fumo, il mostro o chiamatelo come volete. Chissà che strane preghiere e riti avrà mai fatto e in che stanza sarà mai finito visto tutta la fuliggine nera che ha tolto, fatto sta che fuori si crea uno scontro esilarante tra quel fumo nero e i poveri mercenari, destinati a volare da una parte all’altra senza avere scampo. Scontro penoso.

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MORTE DI ILANA VERDANSKY

Appena letto il nome sicuramente starete pensando : Ma chi diavolo è questa? Ecco appunto chi è? Ilana è la donna che Jacob contatta per aiutarlo a salvare i suoi “candidati” dall’uomo in nero. Lasciamo perdere il fatto che questa donna è tutto un mistero, dato che ci viene presentta in un letto d’ospedale in Russia con il corpo completamente bendato, senza sapere chi sia e quanto meno perché l’illustre Jacob contatti proprio lei. Arrivata sull’isola con il volo Ajira 316 gli autori la dipingono come l’eroina di turno, colei che ha delle risposte, che è arrivata per mostrare la luce ai nostri personaggi. Ma luce di cosa???  Fa la fine più stupida di tutto il telefilm (assieme a quella di Leslie Artz), pensate che viene uccisa da uno scoppio di dinamite, ma precisiamo, una dinamite spenta che lei stessa trasportava. Ma Vaf*****lo Và !

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RODRIGO SANTORO, KIELE SANCHEZ

L’INCREDIBILE STORIA D’AMORE DI NIKKI E PAULO

Ed ecco ci risiamo, chi diavolo sono questi???  Scusate se vi stiamo facendo impazzire, ma come dimenticare questa bellissima storia d’amore, talmente bella che gli autori di Lost, per farci contenti, dedicano un’intera puntata a questi due personaggi fino ad ora incredibilmente inutili. Nikki e Paulo, amanti innamoratissimi che in passato rubarono dei gioielli di grande valore, precipitano sfortunatamente nell’isola assieme alla refurtiva. Proprio qui Paulo (il cui attore interpreterà Serse in 300)  si appropria dei gioielli e ciò causa la fine dell’amore tra i due (innamoratissimi proprio eh). Non so voi ma noi guardando questa puntata, (la 03×14 se volete rifarvi un regalo) non vedevamo l’ora che finisse. Poi finalmente la svolta, a fine puntata muoiono entrambi soffocati, visto che dopo essere stati paralizzati dal morso di un ragno vengono seppelliti vivi dagli altri personaggi che li credevano morti. Per fortuna il lieto fine.

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L’ARRIVO AL TEMPIO E I SUOI PROTETTORI: LENNON E DOGEN

Ed ecco arrivata la prima classificata che non poteva non essere una scena della VI^ stagione del telefilm, dove ce ne sono molte degne di entrare in questa flop 5. Noi abbiamo voluto premiarne una in particolare, quella dell’arrivo al tempio sacro dei personaggi principali. Finalmente dopo tanto tempo siamo degni di vedere questo misterioso tempio, di cui si sa solo che è un luogo in cui accadono  i miracoli. Sarebbe dovuta essere una scena entusiasmante, piena di passione e mistero. E invece? Invece ecco una grande delusione, i nostri eroi vengono accolti dai due personaggi più brutti di tutto il telefilm : il misterioso e saggio Dogen protettore del tempio e il suo consigliere e traduttore Lennon. Dogen, più adatto a fare la parte di un maestro ninja in un film di Karate Kid, addirittura ci fa imbestialire parlando solo in giapponese, con il suo schiavetto Lennon, ex alcolizzato sicuramente, a fargli da traduttore (il suo compito è solo questo). Lost non meritava questi due personaggi e le loro inutili storie, per fortuna ci ha pensato il solito Sayid a toglierli di mezzo, annegando Dogen e sgozzando Lennon; che grande!!!

 

Salvatore Sau

TOP 10: LE MIGLIORI SAGHE DELLA MARVEL

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AVENGERS VS X-MEN (Avengers vs X-men 1-12)

Le premesse non sono delle miglior: 12 capitoli con solo scazzotate tra eroi puro stile videogioco… oggetto della contesa la famosa Forza Fenice. Ma ogni colpo di scena non è mai scontato, emergono dinamiche tra i personaggi molto promettenti ed è in questa avventura comune di mutanti e Vendicatori che confluiscono e si chiudono 7 anni di sottotrame che hanno percorso un po tutti i mensili Marvel Comics.

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X-FORCE (Uncanny X-Force 1-35)

Una squadra di assassini guidata da Wolverine prova a “prevenire” pericoli per la razza mutante, ma nel farlo crea altre complicazioni con cui ogni membro del gruppo dovrà fare i conti; gli autori imbastiscono una saga lunga 35 capitoli per farci vedere come anche le scelte giuste possano tornare a tormentarci, o come l’essere umano si disposto a tutto pur di proteggere i propri cari.

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GUERRE SEGRETE (Secret Wars 1-12)

Ecco come un inserto a fumetti per i giocattoli Hasbro si trasforma in un punto di svolta per l’intero parco testate Marvel: il costume nero dell’ Uomo Ragno? Nasce in questa storia! Finite le “Guerre Segrete” i Fantastici Quattro si ritrovarono in 3; scopriamo che Iron Man è di colore (Tony Stark era stato sostituito, che credevate?); Magneto diventa buono e gli X-Men prendono un drago come animale domestico!

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VECCHIO LOGAN (Wolverine 66-72)

Con il classico escamotage del “futuro possibile” Wolverine invecchia con una famiglia lontano dai casini del mondo. Arriva Occhio di Falco che gli incasina e piani e parte un avventura a cavallo tra Mad Max e Kerouac e nel finale Kill Bill. Disegni magistrali.

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GIORNI DI UN FUTURO PASSATO (Uncanny X-men 141-142)

La storia più famosa, più citata e più bella degli anni d’oro degli X-Men che trae ispirazione dal 21°secolo raccontato in Terminator. Le Macchine governano la Terra e gli esseri umani, mutanti in primis, sono rinchiusi, torturati e sterminati. Grande attesa per il film 2014 della Fox che riporta al cinema gli X-men basandosi su questa mini saga.

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X-MEN di Morrison (New X-men 114-154)

Questo scrittore inglese porta Ciclope, Jean Grey e Wolverine negli anni 2000 e per prima cosa togli le calze maglie dal guardaroba degli X-men e li fa vestire con pantaloni in pelle e giacche da motociclista. Cosa non da meno, la casa del Professor X diventa un liceo pieno di mutanti adolescenti, compiti in classe sui viaggi nel tempo e autogestioni che rischiano di distruggere il mondo!

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L’ULTIMA CACCIA DI KRAVEN (Web of Spiderman 31-32/Amazing Spiderman 293-294/Spectacular Spiderman 131-132)

Per chi già conosce questa struggente avventura dell’ Uomo Ragno penso sappia che è un capolavoro, chi non l’ha ancora letta…FATELO!

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I NUOVI VENDICATORI (Ultimates 1-12)

I Vendicatori di una terra parallela sono usati dagli Stati Uniti per esportare la democrazia in Medio Oriente, i loro poteri derivano da esperimenti genetici e non dalle radiazioni tanto in voga negli anni ’60, sono molto più violenti e dicono tante parolacce. Un esperimento molto ben riuscito per svecchiare i classici super eroi.

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X-MEN di Claremont

Perché gli X-Men ora sono famosi? Lo dobbiamo al caro Claremont, che dal 1975 ha rivoluzionato completamente il concetto di serie a fumetti, raccontando, su Uncanny X-Men, delle trame che si sviluppavano non in pochi numeri, ma in diversi anni, costruendo una dinamica familiare tra i personaggi di grande complessità e mai sperimentata prima. Lui ha inventato Tempesta e ha fatto diventare “buono” Wolverine.

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LA GUERRA CIVILE MARVEL (Civil War 1-7)

La miglior produzione fumettistica da parecchi anni a questa parte. Nel 2006 a Capitan America e ad Iron Man (compresi gli altri Avengers) è stato chiesto di fornire alla pubblica amministrazione l’identità civile e registrare i super poteri, abilità ritenute pericolose dall’opinione pubblica e quindi da sottoporre a controllo. C’era stato chi era a favore (Tony) e chi invece no (Cap) e le conseguenze furono disastrose. L’attualità la fa sempre da padrona nei comics e creare una storia sui super-eroi partendo da leggi sulla privacy, sicurezza nazionale post 11 settembre e l’annoso tema sulla vendita delle armi è quanto meno portentoso.

Pietro Micheli