HOLY TERROR BY FRANK MILLER

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Questo fumetto del 2011 ha per oggetto la guerra al terrorismo e nasce come manifesto a fumetti, secondo Frank Miller, di quel credo che ha caratterizzato l’ultimo decennio degli Stati Uniti; i nemici della graphic novel sono nel particolare gli estremisti islamici, ma anche in generale i terroristi, che tolgono la vita agli innocenti senza esitare, siano essi infedeli o “loro simili”.

Il protagonista che Miller sceglie per questa sua ultima avventura è Fixer, un vigilante stile Batman che protegge l’archetipo di tutte le città statunitensi, Empire City, con la sua democrazia e stile di vita, da dei terroristi islamici che nel design ricordano i Persiani di 300 (ma pensa te).

Originariamente il progetto dello scrittore era di portare Al-Quaeda a Gotham City e far combattere Batman contro i soldati di Bin Laden… doveva essere un vero fumetto di propaganda come quando in piena guerra mondiale Capitan America dava pugni a Hitler.

Le tavole, come da tradizione in 30×23, sono tutte in bianco e nero, con qualche virgola di colore nello stile di Frank e il tratteggio e quello inconfondibile che ha caratterizzato tutti i suoi più famosi lavori.

Tutto il volume si legge a meraviglia, divertente a un primo livello di lettura dei salti tra i tetti e le risse; se si approfondisce si nota però tutto l’integralismo di cui si macchia anche Miller con la sua stereotipazione del nemico orientale.

Anche la consapevolezza che la violenza e l’odio hanno contagiato l’occidente e l’America non salva Frank Miller, questo “seme del odio” sarebbe infatti stato piantato dalla parte violenta del islam nella pacifica America, innescando un circolo vizioso in cui noi non avremmo colpe.

Pietro Micheli

AVENGERS-AGE OF ULTRON: QUANDO IL VERO NEMICO E’ L’ASPETTATIVA

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Se Scarlet avesse avuto i poteri del fumetto, questo film non avrebbe avuto senso di esistere…

E’ questo il primo pensiero  che mi è balenato in mente ieri all’uscita dalla sala. Un segnale non molto rassicurante, per usare un eufemismo. Ho provato allora a interrogarmi sul perché di questo pensiero e, dopo essermi scervellato per qualche minuto, sono arrivato a una sola plausibile conclusione: Age of Ultron è uno di quei film che ti scorre sulla pelle, senza mai toccarti veramente. Delusione? Nì, perché la pellicola fa il suo porco dovere (da buon cinecomic) ma l’amara verità è che non migliora assolutamente il primo Avengers (anzi…).

La nuova creazione di Whedon infatti amplifica suo malgrado i difetti accennati della prima pellicola: nessun filo logico nei rapporti causa-effetto (molti personaggi agiscono in modi sconsiderati rispetto alla loro caratterizzazione), un villain che promette bene ma che diventa solo una futile macchietta (l’Ultron di James Spider), un eccessivo numero di personaggi gettati nella mischia solo per fare numero (almeno in questo secondo capitolo…) e, meramente per gusto personale, troppa azione e poca sostanza.

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Figli di Trojan!

Bisogna ammetterlo: migliorare il primo Avengers era sicuramente un’impresa titanica e perdere l’effetto novità della squadra di supereroi di certo non ne ha facilitato il compito: non basta purtroppo un’accurata introspezione su due “personaggi minori” (leggi Occhi di Falco e Vedova Nera) e la solita serie di battute irresistibili in stile Marvel per raggiungere l’agognata meta.

Il doppiaggio farsesco e lo sterile 3D poi appesantiscono un film che rimane un buon cinecomic che però rimane schiacciato dal peso delle sue stesse aspettative.

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Meglio se torno a ‘ffà motion capture, va!

E allora non fatico ad ammettere di aver provato per un secondo una sciocca sensazione di paura: e se il maestoso castello di carte della continuity Marvel crollasse improvvisamente? Se i nuovi film di questo magnifico progetto deludessero ancora le attese? Cosa succederebbe?

E così che, un po’ per proteggermi un po’ per allarmarmi, mi torna alla mente il primo pensiero:

Se Scarlet avesse avuto i poteri del fumetto, questo film non avrebbe avuto senso di esistere…

Francesco Pierucci

TOP 10 – FUMETTI DA REATO

Finalmente un po’ di tette e culi in questo blog di soli maschi!

Cari lettori voglio portare alla vostra attenzione il bigottismo e perbenismo gratuito di cui la nostra società fatica ancora a liberarsi; ispirato da recenti casi che hanno sconvolto il web e dalla lettura di un libro uscito qualche anno fa che parla di quanto i comic book siano odiati, Maledetti Fumetti di D. Hajdu (ed. Tuneé– 2010), ecco 10 albi che hanno scatenato le ire di pretini, genitori e femministe.

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Queste sono le più recenti “cover” che hanno fatto infuriare puritani e falsi moralisti, che giudicano un libro dalla copertina, senza leggerlo (ancora, nel Ventunesimo Secolo).

Abbiamo un numero GI Joe (prima foto), reo soltanto di mostrare un po’ di curve; i critici di Spider-Woman #1 (seconda foto9) hanno scomodato un artista italiano del calibro di Manara, che è famoso da anni per il suo stile e gli argomenti delle sue opere.Per Bat-Girl (terza foto) la polemica è ancora “fresca”: soltanto un mese fa tutto il web si è scatenato contro l’illustrazione, che sarebbe un chiaro incitamento al femminicidio, al grido di #changethecover… e io rispondo: fatevi meno canne.

I casi più divertenti però devono ancora arrivare:

Elseworlds 80 Pages Giant

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Alla DC Comics ne combinano di ogni e nel 1999 si dimenticano pure un bambino nel microonde (ragazzi non provateci a casa).

Vi lascio immaginare le reazioni per questa vignetta.

Elektra #3

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Nel 2001, in un episodio della ninja greca della Marvel, viene mostrata una scena di nudo… scandalo!

Action Comics

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I primi fumetti di Superman vennero accusati di ritrarre una versione per i bambini del “super uomo nazista”, nessuno prese sul serio la cosa e questo ariano di Kripton con ciuffo e mantello scorrazza libero da 75 anni.

Ms. Tree #34

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Fumetto nato a cavallo tra anni 70 e 80, mentre nascevano i moderni comic book shop (le fumetterie). Sulle pagine di un episodio stampato nel 1984 c’erano scene di nudo, e per la vendita di questo ed altri fumetti dello stesso mese dai contenuti simili, alcuni venditori furono arrestati.

Tales From The Crypt

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I ‘Racconti dalla Cripta’ erano fumetti splatter e dal umorismo nero che riprendevano racconti radiofonici horror molto in voga negli anni 80 in America. Associazioni dei genitori e parrocchie si sono spesi a lungo contro questi albi.

Phantom Lady

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Conosciuto oltre oceano per le immagini stile pin-up della protagonista, The Phantom Lady era pensato non tanto per i ragazzini quanto per un pubblico più maturo, ciò nonostante per tutti gli anni 50 è stato elevato come primo esempio della corruzione di costumi che fluivano dai fumetti.

Oggi il valore sul mercato del collezionismo di questa collana è stratosferico.

Crime Suspens Stories

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Fumetto che raccontava di infedeltà coniugale e crimini passionali!

La cover #22 fu portata come prova ad un audizione al Senato degli Stati Uniti per bandire i fumetti dal mercato. I redattori si salvarono, ed insieme a loro tutta la categoria, perché fu fatto capire che “di cattivo gusto” sarebbe stato spostare l’inquadratura verso il basso, aggiungendo sangue sotto la testa mozzata e il resto del corpo senza capo in un lago rosso.

Pietro Micheli

I PEGGIORI SUPER EROI DEI FUMETTI

Mantelli, costumi colorati, maschere improponibili, i super eroi americani ci hanno abituati a tutto… ma a volte certi fumetti riescono ancora a colpirti per stupidità e cattivo gusto.

Matter-Eater Lad

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Tritarifiuti umano, milita nella Lega dei Super Eroi. Ha il potere di riuscire a mangiare qualsiasi cosa: cibo avariato, copertoni, metallo, armi di distruzione cosmica (DC).

 Groot e Rocket

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Li conoscete bene questi due, il procione e l’albero parlante che combattono tra i Guardiani della Galassia. Strani forte davvero (Marvel).

The Amazing Bag-man

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L’Uomo Ragno scopre che il suo costume nero è in realtà un alieno durante una visita ai laboratori dei Fantastici Quattro, così dopo aver momentaneamente neutralizzato Venom, Johnny Storm organizza un brutto scherzo a Peter rimasto senza divisa, ed ecco il risultato (Marvel).

Squirrel Girl

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Che dire della ragazza scoiattolo… una folta coda, parla con gli scoiattoli che la aiutano lanciando ghiande contro i cattivi, ha degli artigli sulle mani e ha fatto da baby sitter per la figlia di Luke Cage (Marvel).

Robin

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Andiamo ragazzi, un bambino che di notte salta per i vicoli malfamati in mutande e scarponcini… inquietante! Lasciate perdere che è stato addestrato da Batman (DC).

Brother Power

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Questo bizzarro personaggio è l’unico criminale di questa lista (che potrebbe essere più lunga).

Anche noto come The Geek in origine era una bambola, che colpita da scariche elettriche ha preso vita, come un mostro di Frankenstein. Si è scontrato occasionalmente con Batman, e le risate sono garantite (DC).

Big Bertha

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Mutante obesa che ha il potere di modificare il suo peso, e più grossa diventa più potente sarà; la cosa pazzesca di Bertha è che può espellere il grasso che accumula durante la battaglia con una grossa bolla che cresce e poi si stacca dal suo flaccido corpicino. Fa parte di un gruppo di sfigati che si fa chiamare ‘Vendicatori dei Grandi Laghi’ (Marvel).

Arm Fall Off Body

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Questo curioso membro della Legione dei Super Eroi, ha la facoltà (non sto scherzando) di staccare i suoi arti e di usarli come arma (DC).

Super Dupont

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Se l’America ha Superman, beh la Francia ha Super Dupont… (Pilote-rivista).

Pietro Micheli

CINQUE SPIDERMAN CHE VOGLIAMO VEDERE AL CINEMA

Fresca di giorni la notizia che la Disney ha ottenuto il via libera per utilizzare il personaggio Spider-Man nei suoi film; La Sony è tuttavia ancora la proprietaria dei diritti cinematografici e farà in futuro i suoi film su Spidey che però ora saranno inseriti nel mondo di Avengers, una roba tipo Hulk che prima era della Universal, solo che questa volta dubito che il personaggio tornerà velocemente a casa.

Immediato il successivo annuncio che l’Uomo Ragno parteciperà al terzo film di Capitan America: Civil War… e giù con la fantasia di tutti i fan, eccovi allora 5 cose di Spiderman e del suo mondo che mi piacerebbe vedere al cinema, a partire proprio dal suo esordio nel Marvel Cinematic Univers:

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DAILY BUGLE

Una cosa carina che dovrebbe iniziare ad apparire nei film di Iron Man e Co. e nei futuri film sull’Uomo Ragno è il famoso giornale newyorkese che appare nei fumetti Marvel ogni volta che qualcuno cerca notizie… c’é anche la versione online e un blog, sono al passo coi tempi in fondo…

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AGENT OF SHIELD

in una recente versione animata di Spiderman, lo S.H.I.E.L.D. arruola il super eroe per addestrarlo e renderlo più efficiente sul campo di battaglia contro i criminali, situazione davvero carina che andrebbe sfruttata anche al di fuori della tv. Certamente il classico teen movie stile Percy Jackson è già servito ma con una buona dose di tocco Marvel lo strafalcione si può evitare.

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IRON SPIDEY

Iron Man una volta ha realizzato un’ armatura per il suo collega super eroe.

Un costume davvero figo che al cinema farebbe un figurone, Giuda chi dice il contrario.

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BRO- SCIENCE

Una caratteristica fondamentale di Peter Parker dei fumetti, che negli ultimi film Sony è stata sfruttata davvero bene (malgrado i brutti risultati), è l’amore per la scienza.

Anni fa, Spider-Man ha creato una bellissima collaborazione intellettiva con Tony Stark che ha portato a importanti invenzioni, prima tra tutte la ragno-armatura sopra citata.

Situazione analoga la si vede nei film degli Avengers tra Iron Man e Bruce Banner, forse aggiungere un elemento al equazione porterebbe a qualcosa di esplosivo. Io ci spero!

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UNMASKED

Civil War = Uomo Ragno senza maschera in diretta TV

La cosa che noi e tutti ci aspettiamo di vedere nel prossimo film con Capitan America è proprio la conferenza stampa in cui Spidey rivela al pubblico la sua identità civile. Un momento topico nella storia del fumetto che difficilmente si realizzerà al cinema, per ovvie ragioni, ma che meriterebbe sicuramente spazio nei prossimi progetti sul personaggio.

Pietro Micheli

PROSSIMAMENTE IN SALA- MORTDECAI DI DAVID KOEPP

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Già nelle sale in America (uscito il 23 Gennaio), in Italia dal 19 Febbraio, Mordecai è l’attesissimo film diretto da David Koepp, talentuoso regista in cerca del riscatto dopo i fiacchi Secret Window (2004) e Senza Freni (2012) ma con un ottimo passato da sceneggiatore di numerose opere di successo hollywoodiane quali Mission: Impossible, Jurassic Park e Spiderman. Tratto dalla serie di quattro romanzi del britannico  Kyril Bonfiglioli, scovata casualmente dallo sceneggiatore del film Eric Aronson (al suo primo lavoro per il cinema) in una libreria londinese vicino a Trafalgar Square, narra le vicende dell’affabile e baffuto mercante d’arte Charlie Mortdecai, spesso immischiato in faccende dalla dubbia legalità, contattato dall’MI5, il servizio segreto inglese (da non confondere con l’MI6 dei film di Bond, quella è un’altra storia) per ritrovare un importante dipinto di Goya di cui si sono perse le tracce e a cui bramano molti nemici. Accompagnato dal fido braccio destro Jock Strapp e dalla bella moglie Johanna, si lancia nella ricerca del dipinto scomparso, dietro cui si cela il codice per accedere ad un conto bancario in cui era stato depositato l’oro dei Nazisti. La trama è accattivante, le scenografie e i costumi ricordano i film di Wes Anderson, ma il fiore all’occhiello è il cast stellare, capitanato da Johnny Depp (Mortdecai) sempre più a suo agio nel ruolo di personaggi spregevoli, codardi, ma allo stesso tempo adorabili. Al suo fianco Gwyneth Paltrow (Sliding Doors), Paul Bettany (Il Codice DaVinci), Ewan McGregor (Big Fish) e Jeff Goldblum (La Mosca). La premessa è quella di una commedia irresistibile. Vedremo tra un mesetto.

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Matteo Chessa

IL PROGETTO MARVELS

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Non è poi tanto strano che oggi quasi tutti conoscano le origini dei più famosi eroi Marvel: Spider-Man, Iron Man, Hulk ecc. Complice di ciò anche Hollywood, che più di 10 anni fa intravide la miniera d’oro che si poteva celare sotto tutta quella carta colorata. Ma sto divagando. Ritorniamo all’inizio, il vero inizio, un tempo in cui c’era il bene e c’era il male. Fine. Dopo molto tempo ci si presenta davanti questo prodotto dalla mirabile fattura. Ed Brubaker a distanza di 70 anni racconta i primi spiragli di vita dei supereroi Marvel. Esseri coloratissimi, fedeli alla loro missione ,e magari con una pistola (faceva sempre comodo a quei tempi). La storia ci ri-narra le origini di molti personaggi, alcuni famosi come Capitan America altri molto probabilmente dimenticati come l’Angelo (Da non confondere con Angelo degli X-Men. Il biondino. Si lui. Esatto quello che si ripassav- Ehm!). La miniserie si divide in 8 numeri, che scorrono velocissimi: con la prosa di Ed, con gli azzeccatissimi disegni di Steve Epting, che aveva già collaborato con Brubaker su Capitan America, e con i colori di Dave Stewart noto colorista (Dc: The New Frontier, per citare uno dei suoi lavori). La trama è coesa,presenta molti spunti interessanti, ma ci si accorge da subito che per leggere una storia così ci vuole un pò di quel “Sense-of-wonder” che sembriamo aver perso. Abituati ,o Meglio, bombardati da troppe storie una sempre più “originale” dell’altra, che ci fanno trovare il nostro posto nel mondo, che cercano di essere al passo coi tempi, che— Al diavolo!!! Pronti ad un tuffo nel passato?

Karim Allam