1939. L’ETERNA ILLUSIONE: QUANDO IL DENARO NON FA LA FELICITA’

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L’Eterna Illusione è il capolavoro di Frank Capra del 1938, ispirato ad una commedia, vincitrice del Premio Pulitzer scritta da George S. Kaufman e Moss Hart. Due famiglie a confronto: i Kirby, ricchi banchieri e i Sycamore-Vanderhof, artisti piuttosto bizzarri. Le tematiche sono sempre quelle più care al regista, in particolare il rigetto di ogni tipo d’avidità e soprattutto la conferma di una forte impronta anticapitalista, già echeggiata dal titolo originale (“You can’t take it with you“) che si riferisce esplicitamente all’inutilità del denaro dopo il trapasso. Il film, probabilmente il più complesso dal punto di vista della messa in scena, frutta a Capra il suo terzo (meritatissimo) Oscar: memorabile la sequenza in cui a casa Sycamore-Vanderhof si muovono armonicamente una dozzina di personaggi. Ulteriore merito della pellicola è quello di lanciare il grande James Stewart nell’Olimpo degli attori di Hollywood. Il denaro non fa la felicità, Capra si. Imperdibile.

 

CURIOSITA’: L’infermità di Lionel Barrymore era reale e gli sceneggiatori furono così costretti a giustificarla all’interno della trama.

 

Francesco Pierucci

 

 

1935. ACCADDE UNA NOTTE, IL PRIMO SCREWBALL ROAD MOVIE

Primo film ad aggiudicarsi i cinque Oscar più importanti (miglior film, regia, attore e attrice protagonisti e sceneggiatura)  come successivamente riusciranno a fare solo altri due capolavori della storia del cinema come Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) e Il Silenzio degli Innocenti (1991), Accadde una notte fu un grande successo di pubblico (nonostante paradossalmente il copione fosse stato accantonato più volte perché ritenuto sgradito agli spettatori a causa delle scene che comprendevano lunghe traversate in autobus) ma non di critica.Il film di Capra per la sua particolare struttura drammaturgica è da considerare come il vero e proprio capostipite del genere del road movie: una ricca ereditiera scappa da Miami per raggiungere il suo amante aviatore a New York; durante il viaggio incontra un giornalista che decide di accompagnarla, fiutando lo scoop. I due ovviamente si innamoreranno e daranno vita ad alcuni dei dialoghi e delle gag più irriverenti e frizzanti del cinema mondiale. Come sempre succede per le grande commedie d’autore, al di là delle venature comiche si cela una profonda e arguta critica alla società (le differenze sociali tra ricchi e poveri) e un messaggio preciso e  relativo alla gigantesca crisi del 1929 che diede inizio a quel periodo disastroso che prende il nome di Grande Depressione.

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Come fare l’autostop…

Nonostante fosse stato girato in sole quattro settimane per una questione di budget, il film non ne risente minimamente ma coinvolge e affascina anche grazie alle straordinarie interpretazioni del vanesio Clark Gable e dall’intraprendente Claudette Colbert. La sceneggiatura perfetta (che anticipa di qualche anno le caratteristiche delle screwball di Hawks e Sturges), la regia invisibile di Capra, gli attori e le tematiche sentite rendono indiscutibilmente l’opera una delle commedie più belle di sempre.

CURIOSITA’: Accadde una notte consacrò Gable come sex symbol maschile mostrandolo a torso nudo nella celebre scena in cui si toglie la camicia. L’effetto sul costume dell’epoca fu tale che nessuno, specialmente tra i giovani, volle più portare la canottiera provocando un grave declino economico delle aziende del settore.

Francesco Pierucci