TOP 10 – LE MIGLIORI BATTUTE FINALI DEI FILM

Indimenticabili, poetiche, rivelatorie: le battute finali rappresentano l’ultimo frammento della pellicola che portiamo con noi all’uscita della sala. Noi abbiamo selezionato le 10 migliori:

10

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EYES WIDE SHUT

“Ma io ti amo, e lo sai, c’è qualcosa di molto importante che dobbiamo fare il prima possibile” – “Cosa?” – “Scopare”

9

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IL SORPASSO

“Si chiamava Roberto, il cognome non lo so, l’ho conosciuto ieri mattina”

8

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CHINATOWN

“Lascia perdere, Jake, è Chinatown.”

7

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RITORNO AL FUTURO

“Strade? Dove andiamo noi non ci servono strade”

6

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LE ALI DELLA LIBERTA’

“Spero di incontrare il mio amico e stringergli la mano. Spero che il pacifico sia blu come nei miei sogni. Spero.”

5

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CASABLANCA

“Sai Louis, credo che questo sia l’inizio di una splendida amicizia”

4

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I SOLITI SOSPETTI

“La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste. E come niente, sparisce”

3

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VIALE DEL TRAMONTO

“Non c’è altro, solo noi e la macchina e nell’oscurità il pubblico che guarda in silenzio. Eccomi De Mille sono pronta per il mio primo piano”

2

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APOCALYPSE NOW

“L’orrore! L’orrore!”

1

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A QUALCUNO PIACE CALDO

“Beh… Nessuno è perfetto”

E le vostre preferite quali sono? Fatecelo sapere nei commenti!

Francesco Pierucci

 

1975. IL PADRINO-PARTE II: QUANDO IL SEQUEL E’ ALL’ALTEZZA DELL’ORIGINALE

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Quante volte è successo che un sequel sia stato qualitativamente all’altezza del film che l’ha preceduto? Pochissime. E’ possibile che un film del genere possa non solo essere meraviglioso come il primo ma forse addirittura migliore? Si, se parliamo de Il Padrino-Parte II. Come è possibile? Probabilmente perché non è definibile come un sequel canonico: l’opera infatti non si limita a raccontare esclusivamente i fatti accaduti dopo Il Padrino- Parte I ma approfondisce anche il prima (una sorta di prequel-sequel), evocando continuamente il film del 1972 e rendendo così le due parti autonome un unicum complementare.

Alla cerimonia del 1975, il capolavoro di Francis Ford Coppola ,che era oltretutto in competizione con l’altra sua splendida opera La Conversazione e con Chinatown, l’ode al noir di Polanski, ottiene undici nomination e ben sei premi Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura, miglior attore non protagonista a Robert De Niro, scenografie, musica). Coppola, che voleva far dirigere la seconda parte a Scorsese per i problemi legati alla realizzazione del primo film, abbandona in secondo piano i canoni del gangster movie per dare vita ad una meravigliosa opera metaforica che racconta la tragicità dell’essere umano e sgretola la labile promessa di quel sogno americano che tanti aveva illuso. Inutile sottolineare la bravura di De Niro come giovane Vito Corleone (il suo italo-siciliano è decisamente migliore rispetto a quello di Al Pacino) che lega sapientement ela parte dell’ascesa a nuovo boss della mafia con la  triste parabola discendente (anche dal punto di vista umano) del nuovo Padrino, Michael Corleone. Ancora fotografia di Gordon Willis e musiche di Nino Rota.  Da segnalare l’esperimento della Godfather Saga (The Godfather  1901-1959) un rimontaggio in ordine cronologico che probabilmente perde il suo fascino.

CURIOSITA‘: È stato il primo sequel nella storia del cinema a vincere l’Oscar al miglior film, impresa in seguito riuscita anche a Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re. Tuttavia la saga de Il padrino è l’unica nella storia ad aver vinto più di un Premio Oscar come miglior film. Marlon Brando e Robert De Niro sono gli unici due attori ad aver vinto l’Oscar interpretando lo stesso personaggio, Vito Corleone, rispettivamente da anziano (nel primo film, del 1972) e da giovane. Don Vito è quindi l’unico personaggio della storia del cinema ad avere vinto 2 Oscar con 2 attori diversi.

Francesco Pierucci