TOP 5: I CINQUE FILM PREFERITI DI CHRISTOPHER NOLAN

Considerato uno dei registi contemporanei più talentuosi, Christopher Nolan ha diretto capolavori come Memento, alternandoli a film meno riusciti come Insomnia. Questi i suoi cinque film preferiti:

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TOP 5: I CINQUE FILM PREFERITI DI MARTIN SCORSESE

Martin Scorsese è forse il cineasta vivente che conosce meglio di tutti i differenti aspetti della cinematografia mondiale, da Andorra fino allo Zimbabwe. I suoi cinque film preferiti perciò presentano quale perla poco conosciuta al grande pubblico.

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COLD IN JULY – NOIR DALLE TINTE IRONICHE

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“Wow, meno male che non era in modalità Ok Corral” dice sorridendo il detective privato Jim Bob Luke (Don Johnson) a Ben Russell (Sam Shepard) immediatamente dopo la rissa con un gigantesco burbero che portava, inutilizzandola, una pistola; una semplice battuta a metà film che cela in sé una citazione storica e conseguentemente una cinematografica che suggeriscono una chiave di lettura del quarto film dell’americano Mickle Cold in July: la sparatoria del 26 Ottobre 1881 a Tombstone, in piena epoca Far West, tra i fratelli Earp (con Doc Holliday) e i Clanton, fatto che ha ispirato numerosissime pellicole western, da My Darling Clemenine di John Ford a Tombstone di G.P Cosmatos; molto probabile che qui il paragone vada fatto con Sfida all’O.K Corraldi John Sturges con Burt Lancaster e Kirk Douglas, ricordato per l’efferatezza e violenza della sparatoria finale, che molto ricorda l’epilogo dell’ultimo lavoro del regista di Pottstown.

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AVE CESARE: UNA COMMEDIA “SUI GENERIS”

 

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Vorrei iniziare questa recensione con una riflessione blasfema: dopo l’inarrivabile Stanley Kubrick,  gli unici registi che riescono ad affrontare (e destrutturare a piacimento) i diversi generi cinematografici con profonda conoscenza della materia e conservando il loro inconfondibile stile poetico sono proprio i Coen.

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FILM DA RISCOPRIRE – BLACK MOON DI LOUIS MALLE

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Lily ( Catheryn Harrison), giovane ragazza bionda, sfreccia su una spider in fuga da una strana guerra tra sessi opposti, dove non si fanno prigionieri e si tende ad annientare il nemico. Trova rifugio in una fattoria in cui abitano una vecchia costretta a letto (Therese Giehse) che parla con un ratto e con chissà chi alla radio, un fratello e una sorella muti (Joe Dallesandro, Alexandra Stewart), un gruppo di bimbi nudi che porta al guinzaglio una scrofa e un liocorno parlante.

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GOLDEN GLOBES 2016 –  PER IL SECONDO ANNO DI FILA E’ INARRITU IL MATTATORE DELLA SERATA  

 

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Si è svolta la notte del 10 gennaio la 73esima edizione dei Golden Globe Awards, condotti per la quarta volta da Ricky Gervais. E’ stata una notte di conferme, delusioni e riscatti. Partiamo da questi ultimi che di solito rappresentano le storie più belle da raccontare con tutto il significato nostalgico che si portano dietro. A tal proposito, due sono i protagonisti della serata. Il primo è Sylvester Stallone, premiato come miglior attore non protagonista per Creed: si tratta del primo Golden Globe per lui in carriera, arrivato a 39 anni di distanza dalla doppietta di nomination come attore e per la sceneggiatura originale per quel sorprendente Rocky, che poi avrebbe vinto addirittura l’Oscar come miglior film. In questi decenni la stella di Sly si è eclissata a più riprese portandolo a prendere parte a film di bassissimo profilo che l’hanno portato a essere candidato quasi fisso ai Razzie Awards. Nonostante ciò, la stima e l’affetto del pubblico non sono mai venuti meno come testimonia l’entusiasmo generale in seguito a questa vittoria e le probabilità che Stallone trionfi anche agli Oscar sono tutt’altro che basse.

L’altra redenzione della serata è quella di Ridley Scott, cineasta capostipite del genere fantascienza che stravolse il mondo con i rivoluzionari Blade Runner e Alien ma poi spesso sprofondato negli abissi del blockbuster. Se pensiamo al fatto che solo un anno fa usciva al cinema quell’immondo adattamento biblico chiamato Exodus: Gods and Kings, un ritorno ad alti livelli del regista de Il Gladiatore era l’ultima cosa che ci aspettavamo. Eppure, sorprendendo tutti, The Martian è stato in grado di mettere d’accordo pubblico e critica. Per Scott non è arrivato il premio come migliore regista (dovrebbe arrivargli però l’Oscar, stando alle insistenti voci), al film sono andati comunque i prestigiosi Globes per la miglior commedia (???) e come miglior attore in una commedia ovvero Matt Damon, anche lui scomparso dal cinema che conta da troppo tempo.

Passiamo ora alle conferme e in testa vediamo il bel faccione di Alejandro González Iñárritu, dopo l’ottimo Birdman che l’anno scorso gli ha portato gli Oscar come miglior film, miglior regista e migliore sceneggiatura originale e un solo Golden Globe per la sceneggiatura. Quest’anno invece sono arrivati ben tre premi per Revenant – Redivivo: miglior film drammatico, miglior regista, e miglior attore in un film drammatico per Leonardo DiCaprio che porta a casa il terzo Golden Globe della carriera dopo quelli conquistati con The Aviator e The Wolf of Wall Street. Alla voce “Oscar” fa ancora rumore il numero zero, ma mai come quest’anno Leo è il favorito per portarsi a casa la statuetta.

Tra gli altri premi, abbiamo il terzo Golden Globe nelle ultime tre candidature per la giovane e bella Jennifer Lawrence, sempre guidata da David O. Russel, questa volta in Joy che però pare non avere riscosso grandi consensi da parte della critica d’oltreoceano.

Ha avuto anche buone soddisfazioni il biopic di Danny Boyle, Steve Jobs che ha ricevuto due premi: per la migliore attrice non protagonista (Kate Winslet, è il quarto per lei) e per la migliore sceneggiatura (Aaron Sorkin, al secondo Globe dopo The Social Network nel 2011).

Tra i delusi non si può non nominare Quentin Tarantino e il suo The Eightful Eight che ha ottenuto un solo premio, quello per la miglior colonna sonora al nostro Ennio Morricone, non presente alla cerimonia. In sua vece ha ritirato il premio lo stesso Tarantino proclamando Morricone il suo compositore preferito e mettendolo sullo stesso piano di Mozart, Schubert e Beethoven.

Nessun premio, poi, per Spotlight e Carol, tra i favoriti di quest’anno: in moltissimi danno certa una lotta tra loro due per l’Oscar principale ma i Golden Globes li hanno lasciati a bocca asciutta. Staremo a vedere, ora è difficile trarre conclusioni su cosa accadrà il mese prossimo al Dolby Theatre, in una delle awards season meno chiare e prevedibili degli ultimi anni. Negli ultimi undici anni solo tre vincitori del Golden Globe come miglior film drammatico hanno ottenuto l’Oscar (12 Anni Schiavo, Argo e The Millionaire) e solo una commedia (The Artist): la partita è, come non mai, aperta.

 

Michael Cirigliano

TOP 5 – I COMMENTI SOCIAL ALL’ULTIMO STAR WARS

Internet è già bello intasato di recensioni, commenti, fumetti/recensioni, vlog e interviste su Star Wars – Il Risveglio della Forza… pure qualche carrellata di ricordi inutili legati alla saga di personaggi famosi, venduti a qualche sito in cerca di qualcosa di originale (??) da scrivere.
Ho creduto di salvare il Disoccupato da questa sorte con un semplice commentino su Facebook, ma la superbia porta al lato oscuro e questo mi ha detto di scrivere ANCHE sulla vetrina più importante, ovvero il Blog.

Quindi ecco, cari disoccupati, una tradizionale TOP 5 dove i protagonisti siamo noi noi fan di Guerre Stellari e le boiate che ci siamo fatti scappate appena visto Il Risveglio.

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Commento simpatico, denota una poca cultura cinematografica e un amore appassionato per i videogiochi.

4.

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Come si fa a obbiettare? Mettiamo sia vera tale affermazione, la pixar prese spunto per il suo robottino da una miriade di altri film e pure da reali progetti di robotica in corso, per i suoni del protagonista ancora spunti dal mondo tecnologico a non finire, compreso quello del mio Mac ma non gli faccio causa.

3.

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Da un certo punto di vista e senza virgole questo post ha pienamente ragione: Lucas ha rovinato il modo di vedere guerre stellari con i ritocchi continui ai suoi primi Star Wars, e con la trilogia prequel ha sancito la fine di buon gusto e fascino.

2.

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Non è guerre stellari perchè non è fatto da Lucas ovvio e mi ricollego al terzo commento postato, guerre stellari per molti non è il videogioco pieno di spade laser o un libro pieno di Sith (che sono indiani? Da non confondere ancora con gli indiani d’america).

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Pietro Micheli

IL PONTE DELLE SPIE – SPIELBERG RACCONTA LA GUERRA FREDDA

 

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Dopo una pausa di tre anni dalla regia (lunga se si considera la risaputa prolificità del regista), Steven Spielberg torna dietro alla macchina da presa esplorando ancora una volta la memoria etica americana con risultati addirittura migliori rispetto a Lincoln, ultimo film diretto dal cineasta premio Oscar per Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan.

Ispirato ad una storia vera, una delle tante nascoste durante gli anni della Guerra Fredda, quella dell’avvocato assicurativo di Brooklyn James Donovan (Tom Hanks) che si rese protagonista di uno scambio tra il suo assistito, la spia sovietica Rudolf Abel (il britannico Mark Rylance) e due cittadini americani, organizzato nel 1957 a Berlino Est.

La pellicola è nettamente divisa in due parti. La prima vede Donovan difendere Abel in tribunale mostrando una notevole coscienza civile e il rispetto per i valori costituzionali americani a dispetto di un sistema (personificato dal giudice competente per la causa e dalla CIA) che vorrebbe viziate le garanzie processuali che spettano all’imputato proprio perché questi è una spia di un Paese nemico. In nome della Costituzione che, come ricorda Donovan, “è ciò che ci rende americani”, sceglie di difendere il suo assistito rispettando ogni suo diritto e trascurando ogni invito in senso contrario da parte delle istituzioni americane.

La seconda parte del film è ambientata nella Berlino Est di fine anni Cinquanta che è il teatro dello scambio tra la spia e i due cittadini americani, il pilota Francis Gary Powers il cui aereo spia era stato abbattuto nei cieli dell’URSS e lo studente di economia Frederic Pryor.

Tom Hanks, alla quarta collaborazione con Spielberg (dopo Salvate il soldato Ryan, The Terminal e Prova a prendermi) è perfetto nella parte dell’avvocato di Brooklyn i cui elementi biografici ed etici sono più che idonei per farne un nuovo Schindler, una figura emblematica che dà la massima importanza all’esame umano in sé e per sé oltre ogni pregiudizio fondato su nazionalità, cultura e religione. Ed è questo l’obiettivo di Spielberg: cogliere i tratti esemplari di una storia, sì vera ma poco nota, per metterne in risalto l’attualità. Il regista non è certamente nuovo nella realizzazione di un espediente del genere: oltre ai già citati pluripremiati lavori, un altro esempio in tal senso è il meno noto (ma altrettanto meritevole) Munich.

L’altro grande interprete è il sorprendente Mark Rylance, finora universalmente apprezzato come attore teatrale (ha vinto tre Tony Award e due Laurence Olivier Award, i due maggiori premi rispettivamente nel teatro americano e britannico) e al primo vero banco di prova cinematografico. Rylance riesce ad incarnare magnificamente il carattere imperturbabile di Rudolf Abel che, immancabilmente, giustifica la sua totale mancanza di preoccupazione con una sola, puntuale, domanda: “servirebbe?”

Si rivela solida la sceneggiatura firmata dai fratelli Coen (che finora, quando avevano scritto per altri registi, non avevano brillato) e da Mark Charman, che non demeritano nel sostenere il regista nell’esaltazione dei tratti migliori di una retorica classica ormai merce sempre più rara nel panorama cinematografico attuale.

Purtroppo Il Ponte delle spie è stato incredibilmente trascurato nelle nomination ai Golden Globes con l’unica eccezione della candidatura come miglior attore non protagonista a Mark Rylance. Si spera che l’Academy sappia invece rivalutare l’opera e lanciarla verso gli Oscar che giustamente merita.

Michael Cirigliano

I MIGLIORI FILM DEL 2015

Quali sono i migliori film dell’anno per i Disoccupati? Ecco le nostre scelte.

P.s. Vengono considerati solo i film usciti in sala nel 2015.

FRANCESCO

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1. PREDESTINATION

2. MUSTANG

3. WHIPLASH

4. INSIDE OUT

5. EX MACHINA

MATTEO

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1. LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO

2. INSIDE OUT

3. FUOCHI D’ARTIFICIO IN PIENO GIORNO

4. NON ESSERE CATTIVO

5. DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES

MICHAEL

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1. BIRDMAN

2. WHIPLASH

3. IL PONTE DELLE SPIE

4. DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES

5. STAR WARS VII

PIETRO

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1. PECORE IN ERBA

2. WHIPLASH

3. TUTTO PUO’ ACCADERE  A BROADWAY

4. STAR WARS VII

5. ANT-MAN

4 autori, 4 film diversi. E la vostra TOP 5? Scrivetela nei commenti!

BUON ANNO DAI DISOCCUPATI!