AMERICAN SNIPER- L’AZZARDO RIUSCITO DI CLINT EASTWOOD

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Raccontare una storia vera è sempre un azzardo. Raccontare una storia vera che in pochi conoscono…anche. Se qualcuno volesse imparare a farlo, è invitato a guardare American Sniper, lungometraggio del Maestro Clint sulla storia vera di Chris Kyle, che tutti conoscono grazie a wikipedia una volta visto il film. Scherzi a parte. Personalmente la sua storia non la conoscevo per niente e di questo me ne dispiaccio. Ma ho voluto sapere di più prima di andare a vedere il film. Errore imperdonabile, ho pensato una volta sedutomi sulla poltrona del cinema vicino casa. A fine film, non ci ho neanche fatto caso. Clint Eastwood mette in campo la sua immensa maestria da regista, la sua conoscenza degli eventi bellici americani e la capacità di raccontarli come nessun altro. Flags of Our Fathers ne è una prova (senza contare Lettere da Iwo Jima).

Bradley Cooper è azzeccatissimo al ruolo, interpreta il personaggio nella sua mentalità e fragilità. Perché Kyle è uno di quelli che viene alimentato dalla paura  e dalla tensione. Riesce a sorprendere il suo linguaggio non verbale, la sua stazza fisica dà idea del personaggio. L’essere cecchino è un dono, ma anche una dannazione. La sua vita privata si intreccia inesorabilmente con quella professionale. Il suo senso patriottico è tensione più per chi ha paura di non vederlo rientrare a casa che per lo Stato. Sienna Miller, sua moglie Taya, è altrettanto brava. Ma Cooper fisicamente e professionalmente la sovrasta.

Interessante come, in questo caso, la denuncia alla guerra sia sottilissima e quasi inavvertibile. Viene resa nota solo quando Cooper dovrà fare i conti con la sua fragilità e con il tatuaggio della guerra che in cuore batte. Lo Stato non viene mai nominato. Nessuna carica politica ha a che fare con i combattenti in Iraq, nessun ordine risulta assurdo o controproducente. Forse perché è il principio in sé ad essere assurdo. Clint rischia anche su questo e da buon calcolatore sa che non fallirà nel suo intento. Kyle-Cooper è ipnotizzante, le persone che gli stanno attorno sembrano non esistere. Ha una moglie, due figli e tante persone che gli sono riconoscenti. Ma l’ex cowboy prende tutta la scena. D’altronde, un cecchino è tale solo se prende tutto il merito per sé.

Potrei dare una lista di 3-5 o 10 motivi per andare a vedere il film. Ma non sono un illustre come lo sono gli amici che qui vi scrivono più spesso di me. Uno perché non sono illustre, due perché non ne so di cinema quanto loro. Ma potrei dare un motivo valido per spingervi a pagare il biglietto. Anzi, due.

Uno. Il film è di Clint Eastwood.

Due. Anche se siete a conoscenza della storia e quindi della sua fine, vi sembrerà di vedere una trama sconosciuta, ma che non è minimamente diversa dall’originale.

Il vostro Billy

. Ps: il parlare in prima persona è amichevole e mai presuntuoso. Anche perché non posso competere, come detto…

Adios.