04 FILM BRUTTI- FROZEN: CHE FINE HA FATTO LA CARA VECCHIA DISNEY?

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Nel corso della mia lunga gavetta da spettatore, posso affermare di non aver mai visto un cartone animato più noioso e inutile di Frozen-Il regno di ghiaccio (i 30 minuti di pubblicità che mi sono dovuto sorbire sono niente a confronto…). Il problema principale della pellicola è che ci sono troppe canzoni: a chi sostiene con voce querula che e’ normale che ci siano perché è un musical e i film Disney sono da sempre strutturati così, rispondo che è un’emerita cazzata! Se nei grandi classici infatti le splendide musiche vengono utilizzate per esaltare i momenti più toccanti (come dimenticare il favoloso enguegnamaenguenababara i de Il Re Leone?), in questo caso servono solo per coprire gli enormi buchi di trama grandi quanto le narici di Cirano. I pessimi sceneggiatori (probabilmente ex eroinomani, ora cocainomani) s’ incasinano sin da subito col triangolo amoroso più insignificante dai tempi di Pocahontas 2 (povero John Smith!) e non hanno la più pallida idea di come risolvere il pasticcio.

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Il fidanzato perfetto, vittima di sceneggiatura…

Nel frattempo, come se non bastasse si dimenticano per circa metà film pure di creare un cattivo e allora, grazie alle “stupefacenti” proprietà del nuovo alcaloide bianco (guarda caso la neve è protagonista assoluta del film), s’inventano la genialata del secolo per poter prendere due piccioni con una fava: il cattivo deve essere un membro del ménage à trois! Peccato che riflettendoci un secondo, è una minchiata colossale: il cattivo in questo caso è l’unico che non può esserlo! Questo povero cristiano infatti è affascinante, gentile,elegante, palesemente innamorato; si prende senza problemi un intero regno in difficoltà sulle sue possenti spalle, inizia a distribuire coperte alla plebaglia che manco a Lampedusa e soprattutto salva la regina da morte certa (che a posteriori è sicuramente un gesto molto sensato!?!)

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Il re demente che ho dovuto screenshottare dallo streaming perché non si trova su Internet …

Per concludere, più di ogni cosa mi piacerebbe per un momento rivolgermi a quel mentecatto del re per provare a ragionare insieme sulle sue discutibili scelte. Allora, tu hai una figlia (Serena Autieri spero che tu muoia di freddo!!) con poteri magici che ha rischiato di uccidere la sorella.Niente paura! Non si sa bene come, ma hai fortunatamente la possibilità che il capotroll (Granpapà?!?!) la liberi da questo fardello per permetterle di vivere una vita normale e tu che fai? Ti rifiuti sostenendo che da grande riuscirà a controllare la magia anche se e’ palesemente evidente che non sarà così (ti ricordo che stava per compiere un fottuto genicidio!). A questo punto io sorrido e mi chiedo…E anche se fosse? Anche se diventasse la risposta femminile a Aokiji, tu inutile omuncolo irresponsabile cosa diavolo ci guadagneresti? Quali benefici potrebbe ottenere il regno conservatore di Arendelle da questo terribile potere? Ti do un aiutino: NESSUNO!

P.S. Bella morte di merda hai fatto…

 

Francesco Pierucci

FLOP 5: LE PEGGIORI SCENE DI LOST

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Ha fatto molto parlare di sé, e non sempre sono arrivate critiche positive per questo geniale telefilm. Armandoci di tanta pazienza vi proponiamo quelle che,dopo un duro lavoro di ricerca, possono essere considerate per noi le 5 Peggiori scene di Lost.

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MILES, I MORTI E LA SUA ASPIRAPOLVERE

Premettendo che il personaggio di Miles non è malvagio, non possiamo non criticarlo e farci due risate per una delle sue prime apparizioni. Lost ce lo fa conoscere durante  uno dei suoi “lavori”(ep.04×02), in visita nella casa di una signora ad Inglewood, California, per scacciare lo spirito del nipote assassinato. Se avete capito a che scena ci riferiamo, allora dovete assolutamente ricordarvi la mitica aspirapolvere che attacca alla corrente prima di avere un contatto con il defunto. Dopo averla azionata, il grande sensitivo Miles è pronto e nessuno lo può fermare: si siede sul letto del ragazzo, si concentra e poi, come per magia,  ha una sfilza di tic nervosi che lo portano a muovere la testa come un deficiente, dei tic sicuramente essenziali perché il contatto con il morto avvenga. Che grande scena ragazzi. Che dire, la prima volta che Lost ci fa conoscere Miles  lo presenta come un idiota, un povero sensitivo che gira con la sua mini aspirapolvere, dal rumore, tra l’altro, fastidiosissimo; peggio ancora, oltre a farsi ben pagare, ruba soldi e droga ai morti. Povero!!! Per fortuna avrà modo di rifarsi.

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BEN EVOCA LA NUBE DI FUMO

La nube di fumo, uno dei più grandi misteri della saga di Lost, è anche protagonista e vincitrice del premio “tranquilli la situazione la risolvo io”. Per via della caccia all’uomo istituita da Charles Widmore con lo scopo di catturare Benjamin Linus, il villaggio Dharma è sotto l’assedio di un gruppo di mercenari. I nostri personaggi sono senza speranze, chiusi come topi in trappola in una delle abitazioni. Ben,non consegnandosi a loro, causa addirittura la morte di sua figlia. Dopo questa straziante scena, dove lo sguardo di un Ben impassibile fa tremare il cuore a tutti gli spettatori, ecco che arriva una delle idee peggiori dei produttori : Ben corre nella sua stanza segreta in stile Batman ed evoca la nube di fumo, il mostro o chiamatelo come volete. Chissà che strane preghiere e riti avrà mai fatto e in che stanza sarà mai finito visto tutta la fuliggine nera che ha tolto, fatto sta che fuori si crea uno scontro esilarante tra quel fumo nero e i poveri mercenari, destinati a volare da una parte all’altra senza avere scampo. Scontro penoso.

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MORTE DI ILANA VERDANSKY

Appena letto il nome sicuramente starete pensando : Ma chi diavolo è questa? Ecco appunto chi è? Ilana è la donna che Jacob contatta per aiutarlo a salvare i suoi “candidati” dall’uomo in nero. Lasciamo perdere il fatto che questa donna è tutto un mistero, dato che ci viene presentta in un letto d’ospedale in Russia con il corpo completamente bendato, senza sapere chi sia e quanto meno perché l’illustre Jacob contatti proprio lei. Arrivata sull’isola con il volo Ajira 316 gli autori la dipingono come l’eroina di turno, colei che ha delle risposte, che è arrivata per mostrare la luce ai nostri personaggi. Ma luce di cosa???  Fa la fine più stupida di tutto il telefilm (assieme a quella di Leslie Artz), pensate che viene uccisa da uno scoppio di dinamite, ma precisiamo, una dinamite spenta che lei stessa trasportava. Ma Vaf*****lo Và !

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RODRIGO SANTORO, KIELE SANCHEZ

L’INCREDIBILE STORIA D’AMORE DI NIKKI E PAULO

Ed ecco ci risiamo, chi diavolo sono questi???  Scusate se vi stiamo facendo impazzire, ma come dimenticare questa bellissima storia d’amore, talmente bella che gli autori di Lost, per farci contenti, dedicano un’intera puntata a questi due personaggi fino ad ora incredibilmente inutili. Nikki e Paulo, amanti innamoratissimi che in passato rubarono dei gioielli di grande valore, precipitano sfortunatamente nell’isola assieme alla refurtiva. Proprio qui Paulo (il cui attore interpreterà Serse in 300)  si appropria dei gioielli e ciò causa la fine dell’amore tra i due (innamoratissimi proprio eh). Non so voi ma noi guardando questa puntata, (la 03×14 se volete rifarvi un regalo) non vedevamo l’ora che finisse. Poi finalmente la svolta, a fine puntata muoiono entrambi soffocati, visto che dopo essere stati paralizzati dal morso di un ragno vengono seppelliti vivi dagli altri personaggi che li credevano morti. Per fortuna il lieto fine.

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L’ARRIVO AL TEMPIO E I SUOI PROTETTORI: LENNON E DOGEN

Ed ecco arrivata la prima classificata che non poteva non essere una scena della VI^ stagione del telefilm, dove ce ne sono molte degne di entrare in questa flop 5. Noi abbiamo voluto premiarne una in particolare, quella dell’arrivo al tempio sacro dei personaggi principali. Finalmente dopo tanto tempo siamo degni di vedere questo misterioso tempio, di cui si sa solo che è un luogo in cui accadono  i miracoli. Sarebbe dovuta essere una scena entusiasmante, piena di passione e mistero. E invece? Invece ecco una grande delusione, i nostri eroi vengono accolti dai due personaggi più brutti di tutto il telefilm : il misterioso e saggio Dogen protettore del tempio e il suo consigliere e traduttore Lennon. Dogen, più adatto a fare la parte di un maestro ninja in un film di Karate Kid, addirittura ci fa imbestialire parlando solo in giapponese, con il suo schiavetto Lennon, ex alcolizzato sicuramente, a fargli da traduttore (il suo compito è solo questo). Lost non meritava questi due personaggi e le loro inutili storie, per fortuna ci ha pensato il solito Sayid a toglierli di mezzo, annegando Dogen e sgozzando Lennon; che grande!!!

 

Salvatore Sau

OFFTOPIC FLOP 5: CINQUE COSE DA NON FARE MAI IN THAILANDIA

NOTA: Questa classifica è basata sulla mia esperienza personale

5

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Diciamocelo: la Thailandia sarà anche il Paese del Sorriso ma i suoi abitanti sono un po’ repressi. Le Public Displays of Affection vengono viste generalmente con disprezzo e sono addirittura vietate con apposito cartello all’interno dei templi.

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MAI PROVARE A PRENOTARE UN ALBERGO PER TELEFONO

Se progettate un viaggio in Thailandia, vi prego di prenotare gli alberghi prima della partenza: oltre a un buono sconto sul prezzo infatti, eviterete inoltre di dannarvi l’anima cercando di prenotare una stanza al telefono con un’incomprensibile thai che conosce l’inglese più o meno come Marco Marfè. Al solo pensiero mi vengono i brividi.

3

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MAI NOMINARE DORAEMON INVANO

In Thailandia ci sono due esseri che vengono adorati come divinità : Buddha e… Doraemon. Entrambi cicciottelli e sorridenti, entrambi personaggi di fantasia, entrambi raffigurati ovunque e comunque. Se il culto per Siddartha è comprensibile, quello per il gatto-robot non ha alcun senso. Che c’entra con la Thailandia? Assolutamente niente, ma se provate a offendere la sua figura vi assicuro che i siamesi vi linceranno!

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MAI AVVICINARSI A UNA SCIMMIA IN CATTIVITA

Se su di una splendida spiaggia thai vedete delle simpatiche scimmiette che giocano con la sabbia, vi prego di non avvicinarvi. Dopo un primo momento divertente in cui vi salteranno addosso infatti, finiranno con l’azzannarvi alla giugulare stringendo con le loro fauci più di una murena. Il dolore iniziale sarà subito sostituito dal timore di aver preso la rabbia o altre malattie infettive.

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MAI CONTRATTARE IL PREZZO  DI UN OGGETTO CON UNA BAMBINA

La scena è più o meno la stessa di quella con la scimmia ma più subdola perché la bambina si avvicinerà a voi abbracciandovi e baciandovi sulla guancia prima di ingabbiarvi con una collanina di fiori, pretendendo una cifra decisamente cospicua. Il vostro rifiuto smonterà in un attimo la falsità del suo affetto pregresso, scatenando il piccolo mostro che proverà a strozzarvi con le sue manine sottili, perfette per cucire palloni da calcio. Neanche offrire dei soldi senza volere niente in cambio, servirà a salvarvi!

Francesco Pierucci

TOP 10: LE MIGLIORI SAGHE DELLA MARVEL

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AVENGERS VS X-MEN (Avengers vs X-men 1-12)

Le premesse non sono delle miglior: 12 capitoli con solo scazzotate tra eroi puro stile videogioco… oggetto della contesa la famosa Forza Fenice. Ma ogni colpo di scena non è mai scontato, emergono dinamiche tra i personaggi molto promettenti ed è in questa avventura comune di mutanti e Vendicatori che confluiscono e si chiudono 7 anni di sottotrame che hanno percorso un po tutti i mensili Marvel Comics.

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X-FORCE (Uncanny X-Force 1-35)

Una squadra di assassini guidata da Wolverine prova a “prevenire” pericoli per la razza mutante, ma nel farlo crea altre complicazioni con cui ogni membro del gruppo dovrà fare i conti; gli autori imbastiscono una saga lunga 35 capitoli per farci vedere come anche le scelte giuste possano tornare a tormentarci, o come l’essere umano si disposto a tutto pur di proteggere i propri cari.

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GUERRE SEGRETE (Secret Wars 1-12)

Ecco come un inserto a fumetti per i giocattoli Hasbro si trasforma in un punto di svolta per l’intero parco testate Marvel: il costume nero dell’ Uomo Ragno? Nasce in questa storia! Finite le “Guerre Segrete” i Fantastici Quattro si ritrovarono in 3; scopriamo che Iron Man è di colore (Tony Stark era stato sostituito, che credevate?); Magneto diventa buono e gli X-Men prendono un drago come animale domestico!

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VECCHIO LOGAN (Wolverine 66-72)

Con il classico escamotage del “futuro possibile” Wolverine invecchia con una famiglia lontano dai casini del mondo. Arriva Occhio di Falco che gli incasina e piani e parte un avventura a cavallo tra Mad Max e Kerouac e nel finale Kill Bill. Disegni magistrali.

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GIORNI DI UN FUTURO PASSATO (Uncanny X-men 141-142)

La storia più famosa, più citata e più bella degli anni d’oro degli X-Men che trae ispirazione dal 21°secolo raccontato in Terminator. Le Macchine governano la Terra e gli esseri umani, mutanti in primis, sono rinchiusi, torturati e sterminati. Grande attesa per il film 2014 della Fox che riporta al cinema gli X-men basandosi su questa mini saga.

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X-MEN di Morrison (New X-men 114-154)

Questo scrittore inglese porta Ciclope, Jean Grey e Wolverine negli anni 2000 e per prima cosa togli le calze maglie dal guardaroba degli X-men e li fa vestire con pantaloni in pelle e giacche da motociclista. Cosa non da meno, la casa del Professor X diventa un liceo pieno di mutanti adolescenti, compiti in classe sui viaggi nel tempo e autogestioni che rischiano di distruggere il mondo!

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L’ULTIMA CACCIA DI KRAVEN (Web of Spiderman 31-32/Amazing Spiderman 293-294/Spectacular Spiderman 131-132)

Per chi già conosce questa struggente avventura dell’ Uomo Ragno penso sappia che è un capolavoro, chi non l’ha ancora letta…FATELO!

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I NUOVI VENDICATORI (Ultimates 1-12)

I Vendicatori di una terra parallela sono usati dagli Stati Uniti per esportare la democrazia in Medio Oriente, i loro poteri derivano da esperimenti genetici e non dalle radiazioni tanto in voga negli anni ’60, sono molto più violenti e dicono tante parolacce. Un esperimento molto ben riuscito per svecchiare i classici super eroi.

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X-MEN di Claremont

Perché gli X-Men ora sono famosi? Lo dobbiamo al caro Claremont, che dal 1975 ha rivoluzionato completamente il concetto di serie a fumetti, raccontando, su Uncanny X-Men, delle trame che si sviluppavano non in pochi numeri, ma in diversi anni, costruendo una dinamica familiare tra i personaggi di grande complessità e mai sperimentata prima. Lui ha inventato Tempesta e ha fatto diventare “buono” Wolverine.

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LA GUERRA CIVILE MARVEL (Civil War 1-7)

La miglior produzione fumettistica da parecchi anni a questa parte. Nel 2006 a Capitan America e ad Iron Man (compresi gli altri Avengers) è stato chiesto di fornire alla pubblica amministrazione l’identità civile e registrare i super poteri, abilità ritenute pericolose dall’opinione pubblica e quindi da sottoporre a controllo. C’era stato chi era a favore (Tony) e chi invece no (Cap) e le conseguenze furono disastrose. L’attualità la fa sempre da padrona nei comics e creare una storia sui super-eroi partendo da leggi sulla privacy, sicurezza nazionale post 11 settembre e l’annoso tema sulla vendita delle armi è quanto meno portentoso.

Pietro Micheli

01-DIETROSPETTIVE: IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE, OVVERO L’ARTE DELLO SCHIVARE I PROIETTILI COPRENDOSI IL VOLTO

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Nel capolavoro dei fratelli Wachowski Matrix, film del 1999, il protagonista Neo (Keanu Reeves), l’eletto e unica speranza di salvezza dell’umanità, impiega più di ¾ della pellicola per auto-convincersi della sua potenza e schivare i proiettili dei nemici. I suoi compagni di missione Morpheus e Trinity (gente che spacca i culi!), dopo allenamenti vari e programmi caricati nel cervello con una naturalezza disarmante, non sono in grado di farlo. Immagino non gli faccia piacere sapere che esiste un modo più semplice per riuscire nell’impresa; lo dimostra Paul Kersey, il freddo e manico (appellativo usato dal villain del quarto film che ho trovato molto calzante) architetto protagonista della serie di cinque film dedicati a Il Giustiziere della Notte. Infatti nonostante si sia trovato, nelle pellicole a lui dedicate, molte volte sotto il fuoco di un gran numero di nemici che con mitra, uzi, fucili, pistole di piccolo e grosso calibro, bazooka gli sparavano addosso, non ha mai riportato la minima ferita (tranne nel primo film che però è bello). Il modo di scamparla è sempre lo stesso: sguardo da mucca che guarda passare il treno, braccia che si alzano e incrociano coprendo il volto ma lasciando inesorabilmente scoperto il resto del corpo che diventa un bersaglio facile anche per un bambino cieco che si diverte con le fionde, corsa blanda e lenta verso una direzione, tuffo finale a corpo morto nel cemento ma atterraggio perfetto (roba che neanche Vanessa Ferrari!). Risultato: vita salva, nessuna ferita e adrenalina alle stelle (che puntualmente si tramuta in carica omicida). Se aggiungiamo che Paul Kersey è interpretato dal sessantenne Charles Bronson ( nel quinto episodio ha addirittura 74 anni) allora l’urlo al miracolo è doveroso.

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Bronson felice durante la festa dei suoi 18 anni.

Con la sua immensa velocità, degna dei migliori velocisti al mondo, la sua infallibile mira da cecchino nato (è un architetto e lo ha sempre fatto) Paul si diletta nell’uccidere i balordi che, puntualmente, fanno del male alla donna che ama. Tipico esempio di sequel realizzati per motivi economici, la saga del giustiziere della notte rovina tutto ciò che di bello e poetico vi è nel primo capitolo, la contrapposizione tra la giustizia ordinaria e quella privata, il vendicatore che si tramuta in vigilantes, la morte del prossimo che compensa il vuoto interiore. Tutto ciò viene banalizzato fino all’infinito con trame poco sviluppate, personaggi per niente approfonditi, scontri a fuoco degni di Primavera di granito. Resta l’ottima forma atletica di Charles Bronson, i suoi scatti felini, il suo sguardo da tigre e la super mossa con cui spaventa i nemici, le pallottole, la morte stessa. Vediamo se Bruce Willis, che dovrebbe interpretare l’architetto nel remake, saprà fare lo stesso.

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Sid, famoso centometrista e allenatore di Paul Kersey durante il liceo. 

Matteo Chessa

SERIE TV – GAMES OF THRONES: LA RISCOSSA DEL FANTASY TRA AMORI, VENDETTE E FANTASMI

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Il fantasy, da anni ormai genere preferito dai ragazzi che da Il Signore degli Anelli ancora vagano nella Terra di Mezzo in cerca di storie e personaggi su cui sfogare le proprie ansie, non ha quasi mai portato bene alle serie tv. Validi esempi di questa tendenza sono il patetico Merlin, in cui il mago più potente della letteratura viene abbassato ai livelli dei ragazzi di American Pie, o i vari Xena, Hercules e Young Hercules, che hanno riscontrato grande successo di pubblico ma anche tante offese dalla critica (pensate al povero Kevin Sorbo costretto a suonare una cetra come se fosse la chitarra elettrica di Slash e capirete molte cose).

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Il buon Kevin immortalato al termine delle riprese di Hercules quando può finalmente liberare la panza!

Game of Thrones, serie Tv americana prodotta dalla HBO (e quando mai…) e creata dal dinamico duo Benioff-Weiss (il primo ha sceneggiato La 25a ora e Troy e per questo lo ringrazio, il secondo non cercatelo tanto ha fatto solo questo) è invece una straordinaria eccezione. Basata sui romanzi fantasy dello scrittore George R.R. Martin (che sia maledetto! Scusate per lo sfogo ma chi guarda il telefilm capirà…) racconta le vicende e le peripezie che molti personaggi affrontano per arrivare a conquistare il trono di spade. Una banale storia di guerre per arrivare allo scettro? Col cazzo! Qui ci sono anche i fantasmi. Una banale storia di Casper che fa la guerra per arrivare allo scettro? Ma quando mai! Ci sono draghi, stregoni, sacerdotesse che danno alla luce ombre( luce-ombre, che ossimoro calzante!), giganti e tante, tante donne nude (uff, anche uomini si ). Il tutto mosso da un evidente tema di fondo: la vendetta. Ognuno dei protagonisti agisce in cerca di rivalsa, vuoi per offese subite, per la perdita di un caro, per l’onta di una sconfitta in battaglia o per innalzarsi agli occhi della gente. Ma non si esaurisce di certo qui, ogni puntata di Game of Thrones (che dura all’incirca 60 minuti) ha tematiche ben precise: dall’amore fraterno, a quello romantico, sino a quello adultero; dal tradimento alla paura della morte e finanche a quella della vita. Un telefilm arrivato ormai alla sua quarta stagione che lascia tutti con il fiato sospeso (tranne quei SIMPATICONI che hanno letto i libri e si divertono a spoilerare sul web) e che merita di essere visto.

caparezza-night-express-105-01Un tipico spoilerista infame con una maglietta figa….

Valar Morghulis ragazzi, forse è meglio darsi una mossa!

 

Matteo Chessa

FLOP 7- I PEGGIORI TESTI DELLE SIGLE DEI CARTONI ANIMATI

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I CAVALIERI DEL DRAGO O DELLA MANCATA INDIVIDUAZIONE DEL TARGET DI RIFERIMENTO

“C’è un ragazzo laggiù proprio come sei tu, ardito e fiero”. Certo questi sono sicuramente i primi due aggettivi che mi vengono in mente se dovessi descrivere il carattere di un bambino di dieci anni che probabilmente sentendosi additare con il termine ardito (che gioco di parole!) indicherebbe al massimo una sua falange.

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JEM O DELL’AUTOCELEBRAZIONE DI UNA MENTECATTA

Il soliloquio della popstar da quattro soldi con facepaint alla Sven Vath inizia modestamente con “Sono una cantante bella e stravagante, vesto assai elegante” e ancora “sono esuberante, frizzante, tenera e raggiante”Esalta le sue doti canore “dolce e sfavillante certo strabiliante la mia voce così tenera e squillante” e nel ritornello inneggia alla sua formazione di stampo stanislavskijiano “provo sempre un’emozione quando canto una canzone” e come se non bastasse il coro rincara la dose “sei bellissima e rampante(?!) non fermarti mai”. Ci ha pensato probabilmente la cocaina.

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PRINCE VALIANT O DELL’OSSIMORICO DUALISMO TRA TESTO E IMMAGINI

Prince Valiant nonostante il cavalleresco curriculum immacolato è sicuramente il personaggio più infame e bastardo dei cartoni animati ma la D’Avena, che forse non ha mai visto una puntata di questo discusso cartone, prova a sostenere incredibilmente che  codesto mercenario medioevale “è coraggioso, in gamba e generoso agisce sempre con grande umiltà. Condottiero valoroso, con grande volontà sempre onora gli ideali del regno di Camelot”. Le parole possono ingannare in un primo momento i più ingenui ma le crude immagini dicono ben altro…Vi invito ad osservare il simpatico siparietto al minuto 1.26 della sigla:

Non penso che gli ideali di Camelot tanto sbandierati comprendano lo scalciare vigliaccamente un uomo innocuo e indifeso (e per giunta vecchio) facendolo precipitare mortalmente in un burrone. Quest sigla è più bugiarda della copertina del Dvd di La piccola bottega degli orrori con il simpatico faccione di Jack Nicholson che viene spacciato per protagonista ma che in realtà appare per soli 5 minuti.

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WHAT’S MY DESTINY DRAGON BALL  O DELL’IMPORTANZA DELLA LINGUA INGLESE

Per anni abbiamo pensato che, a causa dell’inesperienza dovuta alla nostra giovane età, le sigle di Dragon Ball dovessero essere per forza formate da costrutti di senso compiuto ancora troppo complessi per essere compresi da noi bambini. Che erronea congettura! Bastava capire che le parole erano messe inevitabilmente a cazzo perché per forze di causa maggiore alla metrica non si comanda! Secondo la sigla di quello scoppiato di Giorgio Vanni (se uno parlasse inglese come lui, in Gran Bretagna lo scambierebbero sicuramente per un magrebino), il protagonista di DBZ sembra essere il fantomatico Dragon Ball ovvero il misterioso Drago Sfera. Il suo punto debole? Il genitivo sassone! Se qualcuno poi rileggendo questa grande poesia ritmica è riuscito a comprendere il significato dell’enigmatica frase “e guardando più in là il tuo cuore saprà ritrovare Dragon Ball” me lo comunichi immediatamente…

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CHE CAMPIONI HOLLY E BENJI!!! O DELLE SCOMODE MENZOGNE SU MR. PRICE

Che Campioni Holly e Benji sembra una canzone apparentemente normale finché non la si analizza attentamente dal punto di vista del portiere più forte del manga: “Hanno la forza dell’umiltà” ahahahaha…penso che Benji sia il calciatore meno umile di tutta la squadra al pari di Mark Lenders e dell’aquilotto Patrick Everett. “Benji para i calci di rigore” mai visto parargli un tiro dal dischetto, al massimo lo ha fatto Ed Warner nell’eroica semifinale con la Francia. Poi la frase che mi fa più incazzare: “Questa coppia eccezionale guiderà la nazionale” Ma io mi chiedo come diavolo fa Benji a guidare la nazionale se gioca una sola fottutissima partita? (tra l’altro se ben ricordo in tutto il cartone gioca solo due match ovvero le finali con la Muppets e con la Germania Ovest)

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DRAGON BALL O DELL’UBICAZIONE DI SHENRON

Insieme ai soliti Inglesismi incomprensibili (Fightingontheground Blastingthroughtheclouds) il sibillino Vanni sembra disperato nel narrare l’impossibile ricerca del Drago dei Desideri. La frase “Combatti per trovare il drago però nessuno sa dove sta” è di una falsità incredibile: lo sanno tutti che Shenron appare semplicemente nel posto in cui viene invocato. Punto. Una menzione speciale alla stupefacente strofa che rimanda a un precedente uso di sostanze illegali (e che non trova nessun riscontro nel cartone) “Se chiudi gli occhi vedi il drago e senti tutto il suo potere ma quando arrivi tu non c’è più”.

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TUTTI ALL’ARREMBAGGIO! O DELLE CRUENTE METAFORE INTRISE DI RIMANDI A LAPALISSE

Al primo posto non può che esserci One Piece. “ Questo grido è come un tatuaggio che s’incide dentro i nostri cuori” è una delle strofe più visionarie di sempre nonché una metafora quantomeno ardita che richiama un’operazione truculenta e dai contorni decisamente cronenberghiani. One Piece stordisce oltre che per la trama contorta anche per le frasi sconvolgenti come “Il tesoro non è più un miraggio ma soltanto quando lo ritroverai allora lo vedrai di lapalissiana memoria che rendono questa sigla un capolavoro dell’astrattismo.

 

Francesco Pierucci