DYLAN DOG: SPAZIO PROFONDO – TUTTO A COLORI

Anno 2014. In Italia i fumetti storici e vecchi come il cucco si leggono ancora, ma per stare al passo coi tempi sono stati dati in pasto ad autori giovani ed ambiziosi, il bellissimo bianco e nero è stato sostituito dal colore, e tutte le storie sono ambientate nello spazio.

Siamo nell’apocalittico mondo ‘post-Orfani’!!!

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Oggi il Disoccupato ritorna a parlare di un vecchio amico, Dylan Dog, nel giorno del suo grande e temuto rilancio con il N.337; annunciato da tempo dall’editore Bonelli, il nuovissimo volume ha in bella vista la scritta “tutto a colori” (solo per oggi, tranquilli) e per rimarcare ancora di più la rinascita il nostro Dylan è ritratto in posizione fetale come ad aspettare che il lettore apra l’albo per farlo uscire a nuova vita nel nostro immaginario…

Giuda Ballerino! L’episodio è curato da Recchioni, forse vi ricorderete di lui per cagate come il citato Orfani, e infatti quello che sembra di avere in mano oggi ricorda proprio quella serie. Malgrado la strana veste grafica, che stona anche un po’ col personaggio, il ruolo di Dylan è invariato: infatti viene ancora chiamato in servizio per cacciare mostri, ma ad accompagnarlo nel viaggio non troviamo il solito cast ma una squadra tutta nuova di cui non vi racconto per non rovinarvi la lettura. L’ambientazione spaziale e claustrofobica ricorda a tratti il gotico paesaggio e la nebbia di Londra; e così come i primi numeri di Dylan riproponevano molti dei topoi cinematografici del horror, in questa storia sembra di stare nella più classica delle quest spaziali (citazioni da Alien a go go) e l’azione non manca. Le donne, tanto amate nella precedente gestione, sono un po’ sotto tono in questo episodio ma sicuramente torneranno visto che ormai sono una componente fissa e indispensabile come la camicia rossa e i jeans. Ritorna per un breve cameo anche Groucho ma in modi che non posso spoilerare.

Pietro Micheli

LE RAGAZZE MIGLIORI DI DYLAN DOG

Chi legge Dylan Dog sa dell’importanza dell’universo femminile nelle indagini del bell’investigatore creato da Tiziano Sclavi; in ogni storia è presenta una coprotagonista che, nella maggior parte dei casi, finisce col sedurre il protagonista fino a spezzargli il cuore per un motivo (muore) o per altri (si rivela l’antagonista, lo lascia, in rari casi non lo contraccambia). Tra le tante che, nelle numerose storie, si sono succedute, vi elenco le mie cinque preferite (e direi che non potevano che esser queste).

 

5

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KIM

Citazione del film Una strega in paradiso, Kim è una strega che vive a New York assieme al gatto Cagliostro, felino con poteri inauditi. Compare in vari albi dell’indagatore dell’incubo, dall’esordio in Cagliostro (18), passando per Maelstrom! (63) in cui si innamora di Dylan e perde i poteri (e il gatto, che deve per forza appartenere ad una strega), fino alla doppia storia Xabaras- Nel nome del padre (241- 242) in cui morirà di precoce vecchiaia.

 

4

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BREE DANIELS

Sarà che storpia sempre il nome di Dylan, sarà che non dà mai l’impressione di cadere completamente nelle sue braccia e mantiene sempre una sua indipendenza, ma la prostituta Bree, che compare nei due albi Memorie dall’invisibile e Oltre la morte, merita un posto in questa classifica. Commovente il disperato tentativo di Dylan di salvarla dalla morte, inutile purtroppo.

 

3

Marina

MARINA KIMBALL

L’amore adolescenziale di Dylan, protagonista di uno degli albi più belli ed emozionanti dell’intera saga (Il lungo addio). Conosciuta e amata solamente durante una vacanza estiva, si ripresenta da Dylan venti anni dopo, a Londra, chiedendogli di esser riportata a casa. Donna importantissima per la crescita dell’indagatore dell’incubo, è di fatto quella che lo fa diventare un uomo. Il primo “Ti Amo” di Dylan.

 

2

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MORGANA

Comparsa per la prima volta nell’albo omonimo (il 25, anche se già nel n.1 si intravede tra le vittime di Xabaras), in cui Dylan si innamora di lei, si rivela, strada facendo, sua madre. Personaggio chiave, personificazione del complesso edipico che accompagna il protagonista, rappresenta la fidanzata di Dylan fino al n.100, la donna che lui cerca in tutte le sue storie.

 

1

Lillie Connolly

LILLIE CONNOLLY

Attivista dell’IRA, arrestata come terrorista, innamorata di Dylan, muore in prigione poco dopo averlo sposato, causando l’abbandono della polizia da parte di quest’ultimo, che diventa investigatore privato dopo un periodo di alcolismo. La loro storia d’amore viene raccontata nell’albo Finché morte non vi separi.

 

Matteo Chessa

TOP 10- I MIGLIORI ALBI DI DYLAN DOG

Tengo a precisare che la seguente classifica prende in considerazione la trama e la sceneggiatura degli albi. Non vengono giudicati i disegni e le copertine, che saranno protagonisti di classifiche future.

10

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IL MALE

Albo n.51 della serie in cui un blob infetta gli abitanti di Londra donando loro forza inarrestabile, grande resistenza e un’inspiegabile voglia di uccidere. Dylan, aiutato dallo scienziato americano Kyle McLachlan (ispirato allo Stallone di Cobra) cerca di fermare l’ondata di assassinii. Non il massimo della trama, questo albo presenta però la più bella sequenza iniziale realizzata fino ad oggi, con un tranquillo uomo, già infetto, che si risveglia accanto al cadavere decapitato della moglie e ammazza un bambino e alcuni poliziotti prima di essere abbattuto.

9

DYLAN DOG N.1 - L'ALBA DEI MORTI VIVENTI_Pagina_01

L’ALBA DEI MORTI VIVENTI

Famosissimo primo albo della serie, ispirato all’horror La notte dei morti viventi di George Romero, ci presenta il protagonista Dylan, il suo mestiere bizzarro, il suo strano assistente Groucho e una storia di zombie che porta l’eroe ad incontrare Xabaras, personaggio clou della serie, nella cittadina di Undead. Lo stile molto cinematografico fu uno schiaffo per i lettori dell’epoca, non abituati a sequenze così veloci, raccordi di sguardi, vignette realizzate come fossero inquadrature. L’entrata di Dylan come James Bond è oramai leggenda.

8

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CATTIVI PENSIERI

Quanto è bello questo albo, il 138, la cui storia si ispira a quella de Il Miglio Verde di Stephen King. Forrest, un uomo di colore, viene incolpato di un omicidio avvenuto in un grande magazzino. Dylan Dog, che lo incontra in carcere, lo reputa innocente. Il tema principale è il razzismo, piaga sociale e emblema dei cattivi pensieri della gente, ma anche l’inutilità delle legge che non è uguale per tutti e la contrapposizione tra la prigione reale, di cemento e ferro, in cui Dylan è rinchiuso per una serie di equivoci, e quella della mente, che incatenandoti agli errori (orrori) del passato non ti permette di andare avanti. Appare per la prima volta la migliore (a mio avviso) tra le Dog girls, Lee Rickers, piccola avvocatessa instancabile.

7

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LA STORIA DI DYLAN DOG

Epico albo n.100 della serie regolare in cui viene svelato molto del passato di Dylan: la figura del padre, il rapporto morboso tra l’eroe e Morgana. Trovato deludente e frettoloso dalla maggior parte degli appassionati, è invece un inno all’amore familiare che supera lo spazio e il tempo (che si mescolano inesorabilmente). Dylan sr, alchimista del ‘600 alla ricerca del siero dell’immortalità, non smette mai di amare sua moglie Morgana e il piccolo Dylan, ed è per loro che intraprende il viaggio in mare. Forse un po’ confusionario, effettivamente non degno del numero importante (il 100 era attesissimo), rimane comunque una delle storie più belle della serie. Deludenti i colori.

6

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PARTITA CON LA MORTE

Harvey Burton è morto ma non lo accetta. Decide di sfidare La Morte in persona ad una partita di scacchi, se vince riavrà la sua vita, se perde verrà portato via; ogni pezzo rubato dall’oscura signora durante la partita significa la morte di un caro dello sfidante. Ispirato al film Il settimo sigillo di Bergman, è il capolavoro del duo Chiaverotti-Roi, l’unico che ricordi in cui Dylan si fa investire passivamente dallo svolgersi delle situazioni senza poter fare nulla per poter fermare gli omicidi. Il colpo di scena finale è da applausi. La domanda di fondo è: sei disposto a sacrificare gli altri per salvare te stesso? Forse non dà una risposta.

5

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STORIA DI NESSUNO

L’albo n.43 della serie regala ai lettori una delle storie più riuscite. Già dall’inizio si susseguono fatti inspiegabili e difficilmente accomunabili (Dylan ubriaco che suona il sax, Xabaras psicanalista divorato dagli zombie, il signor Nessuno che ucciso dalla moglie e il miglior amico torna in vita, muore e rinasce, uccide e perdona, ma soprattutto incarna il personaggio sclaviano per eccellenza, il morto che si ritrova vivo, disperato e senza pace). La prima volta che lo si legge si pensa che Nessuno parli del Niente; solo in un secondo momento si capisce l’importanza per l’intera saga e per la vita di Dylan. Ottima l’immagine del signor Nessuno creatore di mondi.

4

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IL LUNGO ADDIO

Albo n.74, Il lungo Addio è forse il più amato dagli appassionati del fumetto, sicuramente la più grande storia d’amore presente nella serie. Dylan intraprende un viaggio notturno con il suo grande amore adolescenziale Marina. La relazione più importante e pura da lui avuta ci porta a conoscere il Dylan ragazzo, timido, impacciato, fifone ma anche capace di dimostrare il suo coraggio buttandosi da una rupe per manifestare il suo amore. Non ci sono indagini né mostri, nessuna battuta di Groucho o omicidi, solo un viaggio romantico nel passato dell’eroe. Il finale tocca corde del cuore che la gente nemmeno immagina di avere.

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FINCHE’ MORTE NON VI SEPARI

Dylan, che fa il poliziotto e non conosce ancora il suo fido assistente Groucho, si innamora di Lilie, una bella terrorista dell’IRA. Grande storia d’amore, svela alcuni dei segreti del passato dell’eroe scalviano, la sua discesa negli inferi dell’alcool, l’amore e il matrimonio con l’irlandese Lilie, la fine tragica della loro speranza di vita insieme. L’albo n.121 si interroga  sull’inutilità della violenza e sulla stupidità di chi la ritiene come unico mezzo per farsi accettare dagli altri e ci regala una storia in cui amore e orrore convivono e si palesano come differenti lati di una stessa medaglia.

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JOHNNY FREAK

Capolavoro assoluto, una storia d’amicizia in cui il ruolo mostro/umano viene ribaltato. Johnny, sordomuto dalla nascita, viene usato dai genitori come magazzino vivente di organi e arti per il fratello minore. Dylan e la bella infermiera Dora si prendono cura di lui. Una storia che fa riflettere sulla vera natura della mostruosità, con il male che si annida soprattutto nelle persone più rispettabili. Finale tragico e emozionante, in parte rovinato dal sequel “Il cuore di Johnny” che ribalta in chiava horror questa splendida storia d’amore fraterno e amicizia vera.

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IL NUMERO DUECENTO

Ecco il mio albo preferito, senza ombra di dubbio il più emozionante e importante. Al suo interno la storia degli inizi come indagatore dell’incubo, l’amicizia con Groucho, l’alcolismo di Dylan e i turbamenti dell’ispettore Bloch, bellissimo personaggio del fumetto e vera figura paterna dell’eroe. Per stare vicino a Dylan però evita suo figlio, causandone la morte. Una delle più toccanti trame del fumetto, storia d’amore familiare prima che d’amicizia; Bloch per la prima volta apre il suo cuore al pubblico e ci porta dentro la sua vita che non è fatta solo di casi e pensioni agognate. Da questo albo in poi la caduta del fumetto è inesorabile.

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Matteo Chessa