UN REGISTA TRE FILM: MARTIN SCORSESE

Lo so, lo so, può sembrare una blasfemia. Solo 3 film??? Impossibile! Come darvi torto? Visto che la filmografia di Martin Scorsese è quasi perfetta, ho deciso di selezionare tre pellicole per me straordinarie, e che magari sono meno conosciute rispetto alla Trinità composta da Taxi Driver, Toro scatenato e Quei bravi ragazzi. Siete pronti? Via!

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THE DEPARTED

Di The Departed ne ho parlato diverse volte. Potete trovare un articolo qui. Probabilmente meno riuscito rispetto all’originale Infernal Affairs, questa mi è rimasta nel cuore per una serie di motivi: dall’interpretazione di Nicholson, ai continui colpi di scena passando per la colonna sonora. Forse non è uno dei film migliori del regista americano ma per me rappresenta un’opera tanto imperfetta quanto magnifica.

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RE PER UNA NOTTE

Un lato poco conosciuto del maestro Scorsese, lo vede estremamente capace nell’orchestrare commedie grottesche. Nell’arco di tre anni (1983-1985), prima con Re per una notte e poi con Fuori Orario, il buon Martin riscriverà il genere (entrambi furono insuccessi clamorosi al botteghino). Credo che non si parli mai abbastanza dell’importanza di questo film che vede DeNiro nel ruolo di un aspirante comico e che affronta la smania del successo e la pazzia che comporta l’insuccesso come solo poche altre opere hanno saputo fare. Da recuperare assolutamente.

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L’ETA’ DELL’INNOCENZA

Quando penso a un regista con la R maiuscola, penso a Martin Scorsese e quando penso a un film girato da Scorsese penso a L’età dell’innocenza. Perché? Perché credo rappresenti il suo testamento artistico. E’ un film registicamente perfetto: la messa in scena è straordinaria, la cura del dettaglio è maniacale, i movimenti di macchina sono leggiadri e l’equilibrio delle inquadrature è sorprendente. Scorsese è IL regista tanto quanto Scorsese è IL cinema. E qui si diverte mostrando tutto il suo immenso talento.  Se dovessi consigliare una sua pellicola da vedere ad aspiranti videomakers, consiglierei senza dubbio questa.

 

Francesco Pierucci

2007. THE DEPARTED: QUANDO L’ACADEMY SI RICORDO’ DI MR. SCORSESE

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Esiste un momento nella storia in un anno particolare, in cui improvvisamente l’Academy rinsavisce e si accorge di aver ignorato per anni un maestro della settima arte che meriterebbe ogni anno l’Oscar alla carriera: così come era successo con John Wayne per Il Grinta, l’allegra congrega si ricorda di dover premiare un signorotto italoamericano di nome Martin Charles Scorsese, che avrebbe già dovuto omaggiare per una serie infinita di capolavori (o perlomeno per l’incredibile lavoro registico relativo a L’età dell’innocenza) ma che invece attribuisce a un film Minore (con la M maiuscola). The Departed (nell’anno dello splendido Little Miss Sunshine) porta a casa oltre il premio della regia, anche miglior film, sceneggiatura non originale e montaggio all’incredibile Thelma Schoonmaker. L’opera del regista di Quei Bravi Ragazzi è un remake del film hongkonghese Infernal Affairs che lo ricorda nella trama ma si differenzia per alcune sfumature stilistiche (l’atmosfera generale, le scene di violenza, le scenografie urbane).  Al centro tra poliziotti e criminali, tra spionaggio e controspionaggio, si staglia il tema dell’identità e soprattutto della sua perdita, che influenza inevitabilmente le azioni del trio magico di protagonisti (DiCaprio, Demon, Nicholson).  Da segnalare l’energetica Shipping up to Boston dei Dropkick Murphys nella sequenza dell’allenamento in prigione in cui Scorsese si autocita per il lavoro di Capefear- Il promontorio della paura. Scorsese non fa mai brutti film.

CURIOSITA’ 1: Nel film, Scorsese pone una ‘X’ nei pressi di chiunque stia per morire, un riferimento a Scarface – Lo sfregiato di Howard Hawks.

CURIOSITA’ 2: Al termine del film, dopo il funerale di Costigan, Madolyn passa davanti a Sullivan che le parla senza degnarlo di uno sguardo, come Alida Valli nel finale de Il terzo uomo di Carol Reed.

 

Francesco Pierucci