TOP 5: LE MIGLIORI BOND GIRL

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PUSSY GALORE

Musa di una delle battute più famose della saga (I must be dreaming), interpretata da Honor Blackman, Bond Girl in Goldfinger, terzo film sull’agente segreto intrerpretato da Sean Connery.

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TRACY BOND

Interpretata da Diane Rigg, è la Bond Girl di Al servizio segreto di sua maestà. Profondamente depressa per la perdita del figlio appena nato, trova il sorriso con l’amore di 007, che ricambia e addirittura la sposa, salvo poi vederla morire tra le sue braccia assassinata da Blofeld

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SOLITAIRE

Veggente vudù costretta a lavorare per il barone della droga Kananga, che la sfrutta per i suoi piani e scoprire le mosse di eventuali nemici. Amata da Bond, perderà la sua veggenza e, conseguentemente, la protezione del malavitoso. Bond Girl di Vivi e lascia morire, primo con Roger Moore, è interpretata dalla britannica Jane Seymour

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VESPER LYND

Casino Royale. Vesper è una dipendente dei servizi segreti britannici a cui viene affidato il compito di assistere Bond durante la partita a poker contro La Chiffre. Amata da Bond, si rivela doppiogiochista e già impegnata, ma non per questo meno innamorata dell’agente segreto britannico. Il suo amore le costerà la vita. Interpretata da Eva Green.

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HONEY RYDER

Interpretata dalla divina Ursula Andress, è una commerciante di conchiglie, che punta a vendere i frutti del suo lavoro a Miami. Famosissima la scena del’incontro con Bond, è la prima, vera Bond Girl della storia (con tanta pace a quelli che considerano Sylvia Trench come capostipite).

QUI PER I MIGLIORI FILM DELLA SAGA DI 007

Matteo Chessa

TOP 5: I MIGLIORI PREQUEL DELLA STORIA DEL CINEMA

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Salve, quello che vedete immortalato nella foto sono io. No, non mi sono dato al parkour. Sono solo intento a imitare l’antica arte tramandata dai nostri politici: l’arte dell’arrampicarsi sugli specchi. Eh sì, perché trovare 5 prequel decenti (qui trovate l’articolo sui migliori sequel) è stata un’impresa ardua. Ci sono riuscito? Affermativo, anche se con qualche stratagemma aummaummma. Ma andiamo con ordine:

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X-MEN-L’INIZIO

C’era bisogno dell’ottimo Matthew Vaughn (Kick-Ass, Kingsman) per risollevare il franchise degli X-men. Non che ci volesse poi molto per far meglio di X-men: Conflitto finale ma l’aggiunta al cast di due fuoriclasse come Michael Fassbender e James McAvoy spalanca finalmente le porte a una nuova stagione mutante che con X-men: Giorni di un futuro passato sembra aver ritrovato la retta via.

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MONSTER UNIVERSITY

Chiariamoci: Monsters & Co. è per me, assieme a Up, il miglior film Pixar. Certo, questo prequel non è al livello del suo predecessore ma la possibilità di rivedere Sully e Mike sul grande schermo non ha prezzo. Le risate di certo non mancano.

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INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO

Ambientato un anno prima rispetto ai Predatori, il secondo capitolo della trilogia è probabilmente il più anomalo: ambientazioni completamente differenti, niente nazisti ma soprattutto toni molto cupi. Nonostante le critiche (dovute ai rituali cruenti) e le difficoltà produttive (l’ernia di Harrison Ford), il film regge e intrattiene fino alla fine.

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FAST FIVE

Ma come? E’ un prequel? Ebbene sì! Quell’obrobrio di Tokyo Drift non vi dice niente? Se non fosse per la credibilità del blog da difendere, avrei messo Fast Five al primo posto. Perché? Per due motivi: l’incredibile miglioramento rispetto alla pellicola precedente, la coraggiosa e fruttuosa ricodifica del franchise in altri generi (in questo caso l’heist movie). Il botteghino parla da solo.

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CASINO ROYALE

Il mio film di 007 preferito. Sicuramente il migliore degli ultimi 25 anni. Il primo libro di Fleming, il primo Bond di Craig. Colpo di fulmine. La morte può attendere dimenticato (per fortuna) in un nanosecondo. Eva Green, Mads Mikkelsen, inseguimenti, torture. Se penso che poi il regista (Martin Campbell) ha girato Lanterna Verde mi cadono le braccia…

Francesco Pierucci

PROSSIMAMENTE IN SALA- MORTDECAI DI DAVID KOEPP

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Già nelle sale in America (uscito il 23 Gennaio), in Italia dal 19 Febbraio, Mordecai è l’attesissimo film diretto da David Koepp, talentuoso regista in cerca del riscatto dopo i fiacchi Secret Window (2004) e Senza Freni (2012) ma con un ottimo passato da sceneggiatore di numerose opere di successo hollywoodiane quali Mission: Impossible, Jurassic Park e Spiderman. Tratto dalla serie di quattro romanzi del britannico  Kyril Bonfiglioli, scovata casualmente dallo sceneggiatore del film Eric Aronson (al suo primo lavoro per il cinema) in una libreria londinese vicino a Trafalgar Square, narra le vicende dell’affabile e baffuto mercante d’arte Charlie Mortdecai, spesso immischiato in faccende dalla dubbia legalità, contattato dall’MI5, il servizio segreto inglese (da non confondere con l’MI6 dei film di Bond, quella è un’altra storia) per ritrovare un importante dipinto di Goya di cui si sono perse le tracce e a cui bramano molti nemici. Accompagnato dal fido braccio destro Jock Strapp e dalla bella moglie Johanna, si lancia nella ricerca del dipinto scomparso, dietro cui si cela il codice per accedere ad un conto bancario in cui era stato depositato l’oro dei Nazisti. La trama è accattivante, le scenografie e i costumi ricordano i film di Wes Anderson, ma il fiore all’occhiello è il cast stellare, capitanato da Johnny Depp (Mortdecai) sempre più a suo agio nel ruolo di personaggi spregevoli, codardi, ma allo stesso tempo adorabili. Al suo fianco Gwyneth Paltrow (Sliding Doors), Paul Bettany (Il Codice DaVinci), Ewan McGregor (Big Fish) e Jeff Goldblum (La Mosca). La premessa è quella di una commedia irresistibile. Vedremo tra un mesetto.

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Matteo Chessa

AMAZING SPIDER-MAN: AFFARI DI FAMIGLIA

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Questo è il secondo libro della collana Marvel Original Graphic Novels, una linea in cui ci viene presentata una storia auto-conclusiva per ogni volume. Questo fa si che le vicende del ragnetto risultino slegate dalla continuity ufficiale.

Mentre in America dilaga il fenomeno della maxi-saga scritta da Dan Slott “Spider-verse”, in Italia è già da qualche mese disponibile “Affari di Famiglia”.

Scritta a quattro mani da Waid & Robinson, e disegnata da altrettante mani quali quelle di Dell’Otto e Dell’Edera, “Affari di Famiglia” mette Peter Parker in situazioni alla James Bond o, come lui stesso commenta nel corso dell’avventura, alla Jason Bourne con: misteri misteriosi, location esotiche, casinò e jet privati… Ogni pagina è uno spettacolo per gli occhi, anche se troverete un Dell’Otto più ehm “luminoso” del solito. La storia diverte ma una volta arrivata a termine vi lascerà un po’ di amaro in bocca poiché il concept iniziale è ottimo, ma solo nel caso questo fosse allacciato a tutto l’intero mondo di Spider-man. In pratica adesso è più che altro una storiella che sentiamo al Bar, che non resiste al dopo-sbornia… Il suo voler essere una goccia nel mare non la rende memorabile quanto dovrebbe. Kingpin, il suo piano, un dormiente, e perfino il cazzutissimo costume nero saranno parti per una storia del tutto action in cui le situazioni e sopratutto gli ambienti classici di Spider-Man verranno messi da parte.

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Credo che solo i fan di vecchia data* si accorgeranno che presenta molte similitudini con Amazing Spider-Man Annual #5, dove Peter gira mezzo mondo per scoprire la verità sui suoi genitori: Richard e Mary Parker. In pratica è una sorta di sequel “spirituale” A conti fatti la trama regge, però le 112 pagine scorrono troppo in fretta. Avrei preferito qualcosa di più profondo ma poi sarebbe sicuramente finita peggio. Unico vero elemento negativo è il fatto di rifilarla a 16€ col volume cartonato perché fa figo, una mossa un po’ da pezzenti a dirla tutta.

*Fan di vecchia data: quelli che nel ’60 invece di rimorchiare qualche bella hippy che la dava via come fosse ossigeno leggevano sta roba, è inutile che ridi vale anche per te…

Karim Allam

007- CHI SARA’ IL FUTURO JAMES BOND?????

A pochi giorni dall’uscita della notizia che alcune scene del prossimo 007 (Devil May Care) potrebbero esser girate a Roma, per la precisione in piazza Quattro Fontane, è subito partito nei principali blog italiani che trattano di cinema il toto-villain per azzeccare il nome dell’attore che interpreterà l’antagonista dell’agente segreto britannico. Il Disoccupato Illustre, che per la cronaca pensa che il cattivo sarà Chiwetel Ejiofor (anche solo per la somiglianza con Yaphet Kotto, villain di Vivi e lascia morire, primo Bond di Roger Moore la cui trama ricorda quella del prossimo film della saga), si discosta dall’argomento e, anzi, raddoppia, cercando di scoprire chi dopo l’ottimo Daniel Craig (che da contratto farà un altro film) interpreterà 007. Ecco i nomi più gettonati.

TOM HARDY

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Primo punto a favore: è britannico. In più ha una presenza scenica e una capacità recitativa fuori dal comune. Fascinoso ma sgraziato, non avrà difficoltà a calarsi nel ruolo. Unico neo, è troppo basso.

IDRIS ELBA

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Lui di certo non è basso, e potrebbe apportare una grandissima novità nella saga: il Bond di colore. Sarebbe anche ora.

LEONARDO DI CAPRIO

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È un nome che gira da anni, anche prima di Daniel Craig, ma è anche quello meno azzeccato per la parte. Troppo bello per fare Bond, che, diciamolo, non è mai stato bellissimo, è anche troppo yankee. Di sicuro ha un fascino magnetico ed è il miglior attore del momento, basterà??? Non credo.

ROBERT PATTINSON

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Il nome di Pattinson l’ha suggerito Daniel Craig in persona, sicuro che il suo successore sarà l’ex vampiro mono- espressivo. Ha già ampiamente dimostrato con Cronenberg di non sapere indossare l’abito, ha palesato con più registi la sua scarsa capacità recitativa (per intenderci, Come l’acqua per gli elefanti), in più renderebbe la saga di 007 una riunione per bambine arrapate. E poi vallo a trovare un posto in sala.

MICHAEL FASSBENDER

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Irlandese con Pierce Brosnan, fascinoso ed elegante come tutti gli attori della saga, attore magnifico. Sarebbe un Bond perfetto, credibile sotto tutti i punti di vista. Il D.I tifa per lui.

Matteo Chessa

P.S  Sappiamo anche noi che nessun Bond sarà mai come loro

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Cary Grant, ispiratore del personaggio dei romanzi

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Sean Connery, il primo, unico, inimitabile Bond

TOP 10 – I MIGLIORI FILM DELLA SAGA DI 007

 

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LA SPIA CHE MI AMAVA

Decimo film della saga, terzo interpretato dall’inglese Roger Moore. Due sommergibili nucleari, uno britannico l’altro russo, svaniscono nel nulla; James Bond riceve l’incarico di scoprire il responsabile e viene affiancato dal maggiore Anya Amasova, spia russa ex compagna di un agente che 007 ha ammazzato. Tra location mozzafiato (Alpi austriache, Luxor, il porto di Palau in estate) si snoda la trama più originale della saga, l’unica non tratta dai libri di Fleming (il cui romanzo La spia che mi amava racconta una storia totalmente diversa). Presenti scene che resteranno per sempre nell’immaginario comune: la Lotus che si trasforma in sommergibile, il perfido Squalo, uomo con la dentiera d’acciaio (disegnata da Vivien Kubrick), la bella spia russa interpretata da Barbara Bach (futura ex moglie del beatles Ringo Starr) che da fredda e gelida si scioglie col calore del fascino di Bond.

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SKYFALL

Terzo film interpretato dall’ottimo Daniel Craig, 23° della saga; l’ex agente segreto Raoul Silva ruba un hard disk con le identità segrete degli agenti NATO infiltrati; James Bond nella missione rimane gravemente ferito, ma torna al suo posto per salvare M, suo capo e vero obiettivo di Silva. Pellicola che celebra il 50° anniversario della saga, capitolo finale del reboot sull’agente 007, ci presenta un Bond stanco, annoiato, depresso e turbato dal suo lavoro che, all’inizio del film, pensa di mollare. Il ritorno di Q con le sue invenzioni innovative, la sequenza di Macao e la battaglia finale nella casa d’infanzia di James sono una gioia per gli occhi. Felicità per tutti gli appassionati grazie al lancio del cappello finale.

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Agente 007 -Sivive solo due volte

SI VIVE SOLO DUE VOLTE

Annunciato come l’ultimo film di Connery (che ne farà un altro). Dato per morto, Bond torna in Giappone per combattere la SPECTRE, organizzazione criminale che porta avanti i suoi piani di distruzione del mondo dentro un vulcano spento. Ondata di freschezza e innovazione per il cambio di location, è un film leggero e delicato che rispetta gli usi del popolo del Sol Levante. Per la prima volta vediamo in faccia Ernst Blofeld (il mitico Donald Pleasence), leggendario villain della saga con l’intento di far scoppiare la terza guerra mondiale. Il motivo conduttore del film You Only Live Twice è cantato da Nancy Sinatra.

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GOLDENEYE

Primo film con Pierce Brosnan nei panni del più famoso agente segreto del cinema, la scelta si rivela ottima (salvo poi scadere negli ultimi film) per il suo fascino e la sua capacità di interpretare perfettamente le scene d’azione. L’organizzazione criminale Janus assume il controllo di GoldenEye, lo scudo spaziale sovietico, con l’obiettivo di rapinare via computer il Regno Unito e realizzare una spietata vendetta attesa per una vita intera. Si rinnova il cast, che oltre Brosnan accoglie anche Judi Dench nella parte di M, un po’ meno la trama, deja vù di altri film della saga. Ma la sequenza iniziale nella diga di Verzasca, in Svizzera, è spettacolare e mozzafiato.

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THUNDERBALL

Quarto film della saga, ancora con Connery nei panni di Bond. Il n.2 della SPECTRE Emilio Largo si impossessa di due bombe atomiche e contratta la distruzione di altrettante metropoli con 100 milioni di sterline. L’agente 007 viene incaricato di recuperare gli ordigni. Il più spettacolare della saga (tenendo conto del rapporto con le tecnologie del tempo) presenta delle splendide scene di battaglie in acqua e gadget di qualità altissima (tra cui il jet pack). Ma la pellicola non è solo spettacolo ma ha anche una sceneggiatura simpatica e veloce che rende la trama avvincente fino all’ultimo. Viene recitata una delle più divertenti battute dell’agente: “Questo fucile lo vedrei meglio in mano ad una donna”- “ Se ne intende di fucili signor Bond?”- “ Me ne intendo di donne”.

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CASINO ROYALE

Molti di voi non saranno d’accordo per la posizione che riservo a questo splendido capitolo della serie, il primo con Daniel Craig, soprattutto se paragonato con il film che sta in 3° posizione. L’unica giustificazione che ho è l’affetto personale che provo per i film successivi, ma non ho nulla da ridire su questa spettacolare pellicola in cui vengono narrate le missioni di Bond per raggiungere lo 00, la sua prima Bond girl. Reboot della saga originale, riesce a far collimare con estrema naturalezza la tradizione con la nuova ondata di tecnologia cui è soggetto il genere azione. La scena finale tragica a Venezia, la partita a poker, le torture subite e la nascita del cocktail preferito, basterebbe anche solo una di queste scene per rendere un film leggendario. Bravissimo Daniel Craig, accolto con molte riserve ma che si è meritato il titolo di miglior Bond della serie ( secondo solo all’immenso Sean Connery).

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LICENZA DI UCCIDERE

James Bond viene inviato dal suo capo M in Giamaica per indagare sulla scomparsa dell’agente britannico di istanza lì. Le sue indagini lo portano ad affrontare il Dr No, scienziato della SPECTRE che sfrutta le superstizioni del luogo per sabotare indisturbato le missioni spaziali americane, dirottando o distruggendo le loro navette, attraverso materiale radioattivo. Primo film della saga, più che una spy story è stato definito un poliziesco, con Bond che per la maggior parte del film interroga la gente per scoprire i colpevoli. Ma le scene più famose della saga sono quasi tutte quante qui: la prima presentazione dell’agente che, con la sigaretta in bocca, dice il suo nome; l’attentato della vedova nera; l’uscita dall’acqua di Honey che canta Under the Mango Tree, la  prima sequenza gunbarrel. Il primo Bond non si scorda mai, anzi folgora e ti resta dentro per sempre. Sean Connery, allora sconosciuto, viene lanciato nell’Olimpo del cinema.

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AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA MAESTA’

Sesto film della saga, primo senza Sean Connery che viene sostituito dal modello George Lazenby. Il cambiamento è un trauma per tutti, la scelta dell’interprete sbagliata completamente. A rimetterci è la trama, forse la migliore di tutti i Bond, quella con la fine più tragica. Bond concorda con il criminale Drako di prendersi cura di sua figlia Tracy in cambio di informazioni sul nascondiglio di Blofeld. Quella che era solamente una missione si tramuta presto in una relazione sentimentale pura e forte. Non ci sono avventure futuristiche, né gadget tecnologici, solo una sceneggiatura lineare e realistica che porta l’agente a sfidarsi con l’antagonista sia in una sciata notturna che in una pista da bob. Storico il matrimonio di Bond finito troppo presto. Dispiace per il volenteroso Lazenby che ce la mette tutta senza successo.

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GOLDFINGER

Terzo film della serie ufficiale, è il Bond movie per eccellenza (e per questo il preferito di molti) che presenta a tutto tondo il personaggio dell’agente 007. Qui l’eroe deve fronteggiare Auric Goldfinger, contrabbandiere che vuole disintegrare la riserva aurea statunitense a Fort Knox per scombussolare il mercato e far aumentare esponenzialmente il valore dell’oro da lui posseduto. La scena della donna morta per soffocamento e completamente dipinta d’oro, il villain Goldfinger e il suo temibile scagnozzo Oddjob, coreano col cappello affilato che si esprime a monosillabi, il raggio laser rosso che per poco non affetta l’agente segreto di Sua Maestà; sono tante le scene che rendono questo film un capolavoro. Ma la cosa che più resta nella memoria è la canzone d’apertura cantata da Shirley Bassey, che rimase in prima posizione nella Billboard 200 per tre settimane.

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DALLA RUSSIA CON AMORE

Basterebbe la scena iniziale, in cui Bond smaschera il ricercato travestito da vedova disperata, per capire che quello che ci apprestiamo a vedere è un capolavoro. I tempi, le recitazioni, i dialoghi, le scene d’azione sono di un livello talmente alto che il primo episodio della saga impallidisce al confronto. Qui Bond deve fronteggiare ancora la temibile organizzazione SPECTRE che ha un piano per rubare il Lektor, macchina sovietica per decifrare crittogrammi, e uccidere l’agente 007 per vendicare la morte del Dr.No. Più che una spy story è una partita a scacchi, con ogni mossa di Bond preventivamente anticipata dal piano perfetto dello scacchista Kroonsteen, che lavora per l’organizzazione criminale; il tutto sfocia nella fantastica sequenza del treno, che per stile e suspense ricorda le migliori scene di Hitchcock. Da ricordare Robert Shaw nella parte del sicario Grant e, non accreditato, Anthony Dawson, il primo vero Blofeld della storia degli 007.

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Matteo Chessa