MARZO-MAGGIO 2016: LE NOVITA’ CINEMATOGRAFICHE DA TENERE D’OCCHIO

Ogni anno il periodo immediatamente successivo agli Oscar si rivela piuttosto avaro in termini di qualità dei prodotti cinematografici. Nelle stagioni più recenti tale vuoto è stato colmato dai cinecomics grazie ai quali un minimo interesse è tornato a circolare attorno al cinema in questo periodo notoriamente privo di attrattiva. E, come vedremo, anche quest’anno i film sui supereroi non mancheranno.

Oltre a ciò, segnaliamo un’occasione in più per andare al cinema: dall’11 al 14 aprile si terranno i CinemaDays, un’iniziativa che permetterà di acquistare il biglietto a soli 3 Euro nelle moltissime sale aderenti e in tutti gli spettacoli delle quattro giornate.

Di seguito vi segnaliamo gli appuntamenti più interessanti dei prossimi due mesi.

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FILM IN SALA – BLACK MASS

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Nell’immaginario collettivo i gangster movie vengono immancabilmente accostati a opere simboliche del genere: i film della trilogia de Il Padrino e i lavori di Martin Scorsese su tutti (in particolare quella mirabile opera d’arte che fu Quei bravi ragazzi, il cui mancato Oscar grida ancora vendetta). Il peso di tali mostri sacri viene probabilmente avvertito dal regista Scott Cooper che omaggia Scorsese in maniera quasi plateale: musica anni ’70, pestaggi sul retro dei locali, sparatorie da fuori il finestrino, sangue sui vetri delle auto e così via.

Rispetto ai lavori del regista italoamericano, la durata della pellicola in questione è minore, una pecca se si considera che alcuni eventi vengono riportati in maniera sbrigativa e soprattutto che viene tagliata la parte riguardante il personaggio di Catherine Creig (compagna storica di Bulger, che doveva essere interpretata da Sienna Miller) che ebbe un ruolo essenziale nella vita del gangster, soprattutto nella fase della latitanza.

Black Mass (il terzo lavoro da regista di Cooper) è stato presentato fuori concorso a Venezia 72, portandosi con sé tutte le evitabili diatribe da gossip sullo stato di forma dell’attore protagonista Johnny Depp. Evitabili perché già da una visione, anche superficiale, del trailer della pellicola, si comprende che tali repentine mutazioni fisiche siano dovute agli sforzi per rassomigliare al personaggio di James ‘Whitey’ Bulger.

Ed è attorno all’incredibile cavalcata (e rovina) di quest’ultimo, verso il controllo della città di Boston tra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso, che si sviluppa la storia,. Infatti James ‘Whitey’ Bulger alla fine degli anni Sessanta prese il comando dell’organizzazione criminale Winter Hill Gang, ai tempi “un pesce piccolo” (espressione più volte utilizzata nel corso del film) ma che poi, grazie alla sotterranea alleanza con la F.B.I. visto il comune obiettivo di debellare la mafia italiana, riuscì a guadagnarsi un ruolo dominante in tutta la capitale del Massachussets.

Il tema dell’alleanza tra potere criminale e polizia federale è la tela su cui vengono dipinti tutti gli eventi del film. Protagonisti di questo sodalizio sono lo stesso Bulger e John Connoly (Joel Edgerton), agente FBI disposto a tutto pur di guadagnare promozioni e influenza nella polizia americana. I due si conoscono sin da bambini e proprio questo trascorso comune fa sì che i due si fidino l’uno dell’altro dai tempi dei fasti, durati per anni, sino alla loro caduta. Interessante a riguardo può essere la riflessione su come l’alleanza con Bulger influenzi lo stile di vita di Connoly, soprattutto dal punto di vista dell’abbigliamento e del modo in cui cammina: una riuscita metafora che mette in luce come sia il criminale ad avere il coltello dalla parte del manico mentre il poliziotto, ritenendo erroneamente di avere la situazione sotto il proprio controllo e credendo sempre di rivoltare la situazione a suo vantaggio, in realtà è divenuto un criminale a tutti gli effetti.

Se quindi Johnny Depp é l’attore protagonista, una collocazione quasi simile è quella di Edgerton che è presente on screen per gran parte della pellicola. Ottima prova la sua, forse un trampolino di lancio definitivo per un attore che ormai ha superato i quarant’anni ma che finora aveva brillato solamente in Zero Dark Thrity e Warrior.

Ma il fiore all’occhiello del film, nel bene e nel male, è l’interpretazione di Johnny Depp, finalmente tornato a certi livelli dopo una decina d’anni di oscurità (in questa disastrosa parentesi salviamo ovviamente Sweeney Todd). Nel bene perché la sua prestazione è convincente per fascino e per intensità dei monologhi; nel male perché in certi tratti pare reciti da solo, anche perché coadiuvato dalle svariate inquadrature stampate sui suoi occhi di ghiaccio. In questo modo il personaggio pare, in alcune circostanze, eccessivamente enfatizzato. Cooper, sempre attento alla psicologia dei personaggi nei due precedenti lavori, questa volta invece focalizza l’attenzione in maniera troppo sfrenata sul personaggio di Jimmy.

Il resto del cast ruota intorno al noto attore non riuscendo mai a incidere veramente, bensì recitando in maniera a volte macchiettistica, non forgiando mai una vera chimica con il protagonista, fatta eccezione per Dakota Johnson (che interpreta la moglie di Bulger), che nonostante la sua fugace apparizione lascia una nitida impronta per tutta la pellicola.

Resta comunque un film che merita almeno una visione (soprattutto per chi non conosce la storia di Jimmy Bulger), reso interessante anche dalla regia gradevole, dalla realistica fotografia e dall’ottima colonna sonora. Ma difficilmente ne sentiremo parlare negli anni a venire.

Michael Cirigliano

FILM IN SALA: MORTDECAI, LA TRUFFA GLI FA UN BAFFO

Nell’osservare le movenze e la personalità di Charlie Mortdecai alzi la mano chi non ha pensato subito a Jack Sparrow, Tonto o a uno degli altri mille personaggi interpretati da Johnny Depp negli ultimi anni. Purtroppo l’attore americano sembra essersi inspiegabilmente rinchiuso in un default character che ne limita la linfa creativa. La pellicola in generale risulta essere un prodotto alquanto schizofrenico; a tratti commedia demenziale, a tratti heist movie condito da humor british, il film sembra straniante anche per gli stessi attori (un cast sicuramente stellare ma forse non ideale per il tipo di commedia). La regia di Koepp (Secret Window) è al servizio delle interpretazioni e proprio da queste viene in parte tradita. La sceneggiatura infrange una delle principali regole comiche non scritte ovvero che uno sketch non può essere ripetuto più di due volte perché poi non fa più ridere. Anzi a volte irrita proprio come i baffi del protagonista. Il problema principale di Mortdecai è proprio la ripetitività: il meccanismo narrativo infatti alterna continuamente viaggi intercontinentali,inseguimenti, gag riuscite (quelle con il forzuto Jock) e altre decisamente discutibili (il vomito su tutte). Con un pizzico di originalità in più il risultato sarebbe stato ben diverso. Un’occasione persa, purtroppo.

Francesco Pierucci

PROSSIMAMENTE IN SALA- MORTDECAI DI DAVID KOEPP

LOCANDINA MORTDECAI

Già nelle sale in America (uscito il 23 Gennaio), in Italia dal 19 Febbraio, Mordecai è l’attesissimo film diretto da David Koepp, talentuoso regista in cerca del riscatto dopo i fiacchi Secret Window (2004) e Senza Freni (2012) ma con un ottimo passato da sceneggiatore di numerose opere di successo hollywoodiane quali Mission: Impossible, Jurassic Park e Spiderman. Tratto dalla serie di quattro romanzi del britannico  Kyril Bonfiglioli, scovata casualmente dallo sceneggiatore del film Eric Aronson (al suo primo lavoro per il cinema) in una libreria londinese vicino a Trafalgar Square, narra le vicende dell’affabile e baffuto mercante d’arte Charlie Mortdecai, spesso immischiato in faccende dalla dubbia legalità, contattato dall’MI5, il servizio segreto inglese (da non confondere con l’MI6 dei film di Bond, quella è un’altra storia) per ritrovare un importante dipinto di Goya di cui si sono perse le tracce e a cui bramano molti nemici. Accompagnato dal fido braccio destro Jock Strapp e dalla bella moglie Johanna, si lancia nella ricerca del dipinto scomparso, dietro cui si cela il codice per accedere ad un conto bancario in cui era stato depositato l’oro dei Nazisti. La trama è accattivante, le scenografie e i costumi ricordano i film di Wes Anderson, ma il fiore all’occhiello è il cast stellare, capitanato da Johnny Depp (Mortdecai) sempre più a suo agio nel ruolo di personaggi spregevoli, codardi, ma allo stesso tempo adorabili. Al suo fianco Gwyneth Paltrow (Sliding Doors), Paul Bettany (Il Codice DaVinci), Ewan McGregor (Big Fish) e Jeff Goldblum (La Mosca). La premessa è quella di una commedia irresistibile. Vedremo tra un mesetto.

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Matteo Chessa