THE KILLING JOKE

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Nel 1988 il barbuto e mistico fumettista Alan Moore era ancora in buoni rapporti con DC Comics, si era occupato di icone come Superman nell’86 e aveva creato nuovi personaggi nelle pagine di Watchmen (1987).

La follia portata dal potere eccessivo e la paura negli uomini per gli esseri “super” sono sempre stati presenti nei racconti di Moore, basti pensare a Miracle-Kid e Doc. Manhattan, è quindi logico che l’autore britannico dovesse prima o poi fare i conti con il “pazzo” per eccellenza dei fumetti, ovvero il Joker.

Gli spunti per The Killing Joke sono svariati: la lotta tra Joker e Batman continua ininterrotta ormai da anni logorando entrambi, il passato del clown di Gotham è sempre stato misterioso e tuttora ignoto, in oltre Batman e amici, nessuno escluso, piano piano si sono accorti che non possono essere al sicuro da un individuo tanto imprevedibile.

Scopriamo che nella sua vita precedente il Nostro era un comico fallito che entra in un brutto giro per fare un po di soldi; dopo la morte di moglie e figlio e un pericoloso bagno di sostanze chimiche perde la ragione.

Questi stessi eventi sono stati immortalati nel primo storico film di Batman per illustrare le origini del Joker.

In queste pagine si cerca di dimostrare proprio il teorema della “giornata storta” o “tesi del crimine”: anche le persone comuni e senza troppi problemi, ad esempio Jim Gordon, possono avere la vita stravolta e distrutta da una giornata sfortunata.

Come accennavo Joker si scatena sul commissario Gordon e lo sottopone a torture fisiche e psicologiche, prima nel suo appartamento (dove colpisce anche Bat-Girl, figlia del poliziotto) poi in un luna park abbandonato; poco dopo lo stesso luna park sarà teatro dello scontro con il Pipistrello accorso in aiuto del amico sbirro.

Nel veloce scambio che segue la lotta, Batty prova a offrire aiuto al rivale che però rifiuta, per lui ormai è tardi per una redenzione. Dopo un momento di lucidità il personaggio torna a delirare e racconta una barzelletta che ha sorpresa fa ridere anche il Cavaliere Oscuro; i due sono ritratti come vecchia amici, in fin dei conti sono vittima degli eventi e il balletto del cattivo contro l’eroe è molto difficile da interrompere.

Insomma una lettura che il blog consiglia, non solo per l’importante tassello sulla vita di Joker ma anche per il suo valore artistico dato dagli ottimi disegni e dall’interpretazione cruda e violenta in cui troviamo Batman e i suoi comprimari.

La firma di Moore è sempre una garanzia e anche se è uno stronzo noi continueremo a parlare del suo lavoro.

Pietro Micheli

PILLOLE DI FUMETTI: LE NOVITA’ DEL PROSSIMO SETTEMBRE

Estate rovente e Settembre al sangue per i nerd; ecco qualche breve spunto per stuzzicarvi l’appetito!

 

THE PUNISHER VS DAREDEVIL 

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Notizia fresca, nella seconda stagione di Daredevil by NETFLIX comparirà un importante personaggio dei comics: Punitore o Punisher!

AKA Frank Castle, l’anti-eroe della Marvel si appresta a mettere il becco nella lotta tra Charlie Cox (Devil) e Vincent D’Onofrio (Fisk).

A sorpresa il ruolo è stato dato al grande John Bernthal, vi ricorderete di lui per The Walking Dead.

Aspettiamo il 2016 però.

 GUAI IN PARADISO

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 All’alba della 27a stagione di The Simpsons, la FOX annuncia che il 27 Settembre Homer e Marge divorzieranno ufficialmente!

Pare che il divorzio legale avvenga per strane ragioni di salute di Homer (non vi spoilero troppo) e subito ci sarà un coinvolgimento amoroso con un personaggio doppiato da Lena Dunham di Girls.

La produzione ha poi comunicato che mai nel episodio sarà pronunciata la parola divorzio.

Che sia il “salto dello squalo” per i gialli? Temo! Ma penso anche che dopo 27 anni un po’ di cose debbano pur cambiare… per tornare quelle di prima dopo 3 puntate.

 

ANT-MAN & THE AVENGERS

 Rilasciato pochi giorni fa un nuovo trailer del film Ant-Man della Marvel (Luglio)

https://www.youtube.com/watch?v=gIi4we5EIak

Gli studios ci ricordano che il film è ambientato nello stesso mondo di Avengers e S.H.I.E.L.D. e neppure a farlo apposta (ahahaha) settimane prima venivano pubblicate le foto che mostriamo dove ci sono quasi tutti gli attori coinvolti nel prossimo Captain America: Civil War, tra cui compare anche Paul Rudd l’inteprete di Ant-Man.

In molti chiamano già il nuovo film di Cap Avengers 2.5, visto che ci sarà tutta la nuova squadra vista alla fine di Ultron, il nostro Ant-Man e un altro insetto… l’Uomo Ragno!

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PIU’ CHE DISTINTA CONCORRENZA

 Dopo i successi della Trilogia di Batman e di Man Of Steel la WARNER si getta all’inseguimento dei Vendicatori proponendo una sua versione di Cinecomics.

L’atteso scontro tra Superman e Ben Afleck è alle porte: è del mese scorso lo spettacolare trailer che chiude con “Tell me, do u bleed…? You Will” e già l’attesa è molta.

Poi arriva in rete questa foto e WOW!

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Stiamo parlando del set per Suicide Squad, un team di super criminali DC Comics assoldato per missioni scomode, tra cui appariranno il Joker e la sua fidanzata.

Questa immagine ci rivela quindi che il guardiano di Gotham non sarà molto contento della iniziativa… non ve l’ho ancora detto? Anche i film della DC saranno tutti collegati tra loro per sfociare nella formazione della Justice League (mi aspetterei Samuel L. Jackson in costume da Superman che entra nella villa Wayne, seda Alfred e parla a Batman).

Pietro Micheli

GOTHAM 1X01: LA NUOVA SERIE SU BATMAN SENZA BATMAN

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E’ possibile fare una serie su Gotham senza Batman? Sembrerebbe un paradosso, eppure per la Warner la risposta è sì. Un obiettivo arduo che a quanto pare si dipanerà nei sedici episodi che compongono la prima stagione di uno dei prequel più attesi dai fan della Dc e non. Intanto la visione del primo episodio consente allo spettatore di immaginare parzialmente il mood e la struttura dell’intera serie. Il pilot diretto da Danny Cannon sembra infatti fondarsi sui classici stilemi del buddy cop movie in un’atmosfera cupa e affascinante come Gotham giustamente richiede. Il rapporto turbolento ma efficace tra un retto poliziotto alle prime armi (il Jim Gordon privo di baffi di Ben McKenzie) e un veterano corrotto (il Bullock di Donal Logue) sottende la turbolenta ricerca del colpevole dell’omicidio dei coniugi Wayne (evento decisivo per la nascita dell’Uomo Pipistrello). Di primo impatto la sceneggiatura, appesantita probabilmente dalla necessità di introdurre i personaggi, arranca piuttosto goffamente con qualche forzatura di troppo (mi riferisco ai twist dell’indagine). Il punto forte invece è sicuramente in direzione fan service con i richiami ai personaggi, in particolare ai villains, più importanti del fumetto. Ottimo il Pinguino di Robin Lord Taylor (anche perchè più centrale nel pilot), da approfondire Selina Kyle e Edward Nigma (che qui lavora in polizia!) così come Poison Ivy. Spiazzante il nuovo Alfred, rude e senza alcun tipo di aplomb. I giudizi definitivi possono aspettare.  Per il momento attendiamo i nuovi episodi per un commento meno parziale.

Francesco Pierucci

TOP 5 – PERSONAGGI NON PROTAGONISTI

Spesso ci capita, durante la visione di un film, di affezionarci molto a personaggi che non sono i protagonisti ma che comunque per merito della prestazione sopra la media dell’attore in questione, per scelta del regista o per dinamiche di trama, tendono a rubare la scena a colui che formalmente è il protagonista. Sono vari gli esempi: il Dr. Shultz e Calvin Candie nell’ultima fatica di Tarantino, Django Unchained, il buonissimo Brutal ne Il Miglio Verde, e tanti altri ancora. Ecco in questa TOP 5, quelli che, in questa sede, meritano particolare riflessione.

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FRANK COSTELLO – THE DEPARTED

Nell’unico film di Martin Scorsese che gli ha portato l’Oscar come Miglior Regista e per il Miglior Film, a fare la voce grossa non sono i vari Leonardo DiCaprio e Matt Damon ma ancora lui, uno dei più grandi interpreti della storia del cinema, Jack Nicholson, che a 69 anni suonati sforna una prestazione di altissimo livello. Il personaggio che interpreta è un boss della malavita irlandese a Boston, Frank Costello. È il personaggio che muove la trama, è lui che la polizia tramite l’infiltrato Billy Costigan (DiCaprio) vuole incastrare ed è lui che inserisce come proprio infiltrato Colin Sullivan (Damon) nell’unità speciale anticrimine per capirne e anticiparne le mosse. Costello agisce come un padre nei confronti di Sullivan e Costigan, li protegge ma li fa anche sentire vicini al pericolo che corrono attraverso le sue intimidazioni. Un antagonista completo, spietato ma anche ironico, istintivo ma anche riflessivo, che non fa rimpiangere per nulla i cattivi di quello che è considerato il vero gangster movie di Scorsese, Quei Bravi Ragazzi.

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TOM HAGEN – IL PADRINO, IL PADRINO PARTE II 

Se possiamo individuare uno dei vari motivi per cui Il Padrino Parte III è complessivamente di un livello più basso rispetto ai primi due capitoli della trilogia, questo è l’assenza del personaggio del consigliere e poi avvocato della famiglia Corleone, Tom Hagen, interpretato dall’immenso Robert Duvall. Se ne Il Padrino, l’astro di Tom (come quello di altri personaggi unici quali Fredo e Clemenza) è oscurato dalla grandezza indiscutibile del personaggio di Vito Corleone, con l’uscita di scena di quest’ultimo e con l’arrivo al potere del figlio Michael, vediamo l’ex consigliere (ora solo avvocato per alcuni interessi della famiglia) ricoprire un ruolo sempre più importante. Il suo carisma  gli fa ritagliare un posto di rilievo nella famiglia, nonostante non sia figlio naturale ma solo adottivo di Vito Corleone e da Michael stesso viene considerato un fratello molto più del debole Fredo, che invece è suo fratello naturale. La lunga e prestigiosa carriera di Robert Duvall meritava almeno un Oscar per questa straordinaria interpretazione ma tutto ciò che riuscì a raccogliere fu una nomination per la parte ne Il Padrino.

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HARVEY DENT – IL CAVALIERE OSCURO

Il secondo capitolo della trilogia del genio Christopher Nolan è l’esasperazione di una tendenza presente in tutta la trilogia: Batman non è il protagonista. Ne “Il cavaliere oscuro” oltre allo stupefacente James Gordon interpretato da Gary Oldman e al Joker di Heath Ledger (ci sarà posto anche per lui in questa classifica), abbiamo spazio per uno dei cattivi più famosi della storia dei fumetti, Harvey Dent. Non si tratta di un vero e proprio cattivo, Dent diventa cattivo successivamente nel segno della ormai leggendaria frase “O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare cattivo”. Per gran parte del film infatti, abbiamo un personaggio carismatico, il classico eroe americano, che ammira Batman ma non può dargli la sua approvazione pubblica. Dopo l’incidente invece, che gli comporta un trauma psichico, Dent diventa il criminale “Due Facce”, un personaggio spietato che decide il destino delle sue vittime usando una monetina. Questo ruolo rappresenta il vertice assoluto, una prestazione ineguagliabile in una carriera priva di altri acuti come quella di Aaron Eckhart.

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GIUSEPPE CONLON – NEL NOME DEL PADRE

 Il punto più alto della carriera del compianto Pete Postlethwaite, che con la sua interpretazione in questo film attira spesso l’attenzione su di sé e, per una volta, Daniel Day-Lewis (che interpreta il figlio Gerry, il protagonista) non è l’unico che riesce a far parlare bene della propria prestazione attoriale. Il rapporto tra padre e figlio è uno dei punti di forza della pellicola: Giuseppe rincorre il figlio, lo difende e crede in lui nonostante le continuemenzogne e le delusioni che gli provoca, perché Giuseppe, come dice Gerry, “vede sempre il lato buono della gente”. L’amore per il figlio lo porta a raggiungerlo a Londra quando questi viene improvvisamente arrestato, e la polizia sbatte in galera entrambi. Giuseppe Conlon è un uomo reso forte umanamente dai propri valori e stanco fisicamente dalla fermezza con cui li porta avanti. Il tema del nome, Giuseppe, così particolare per un irlandese, ricorre più volte nel film, ed evidenzia l’autorevolezza per la quale il personaggio si distingue dalla massa e ottiene il rispetto di tutti. L’uomo, un animo dolce che non ha bisogno di imporsi per innalzarsi al di sopra degli altri, rappresenta simbolicamente la forza della verità, tema centrale nel film. Candidato agli Oscar per questo ruolo nel 1994, non vinse.

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JOKER – IL CAVALIERE OSCURO

Scelto da Empire Magazine come il terzo miglior personaggio cinematografico di sempre, il Joker è il vero protagonista del secondo capitolo della trilogia di Nolan con tanti saluti al Batman di Christian Bale e al comunque superbo Harvey Dent (vedi sopra). Nella pellicola, il Joker è un criminale che vedeil caos come suo habitat naturale, che attacca la mafia di Gotham City per poi prenderne il controllo. Heath Ledger riuscì nell’impresa memorabile di far dimenticare il Joker interpretato da Jack Nicholson nel film di Tim Burton diciannove anni prima. Questa versione è molto più realistica della precedente sia per quanto riguarda l’aspetto fisico (il volto bianco, le labbra rosso rubino e i capelli verdinon costituiscono il suo aspetto naturale ma si tratta di semplice trucco facciale che il criminale Joker applica al suo volto per terrorizzareil nemico. Il ghigno è inoltre accentuato da due cicatrici che dagli angoli delle labbra arrivano fino alle guance) sia per le armi utilizzate: questo Joker non sfrutta più marchingegni divertenti, sostituiti da coltelli, benzina, bombe e armi da fuoco. A migliorare il tutto c’è l’alone di mistero che circonda il personaggio: Joker spiega le origini delle sue cicatrici, che rivelano il suo passato, alle sue vittime, ma cambiando ogni volta la versione. È l’unico personaggio in questa classica ad essere stato premiato con un Oscar, postumo: il dubbio che gli sia stato assegnato solo a causa della prematura scomparsa di Heath Ledger rimane…

Michael Cirigliano

I PERSONAGGI PIU’ CATTIVI DEI FILM

I CATTIVI DI MATTEO

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CIUFFO BIANCO – GREMLINS

Spaventoso mostriciattolo del film che ha traumatizzato milioni di bambini, vince al fotofinish il ballottaggio con Darth Vader (la redenzione finale ha fregato quest’ultimo) e trova meritatamente un posto nella classifica. Non bastassero le sembianze orribili e i versi da incubo, si fa odiare anche per la sua tenacia e il fatto di essere un “duro a morire”, non rimanendoci secco nell’esplosione del cinema in cui i Gremlins guardavano Biancaneve; non pago, continua a spaventare per un’altra decina di minuti tutti noi. Per fortuna che c’è Gizmo; fatti un bagno caldo nel brodo, maledetto!

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HAL 9000- 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO

Può una macchina essere più espressiva degli umani??? Si, e lo dimostra Stanley Kubrick in 2001:Odissea nello spazio nella scena in cui HAL 9000, computer di bordo della nave spaziale Discovery, uccide l’astronauta Frank Poole. Un montaggio veloce, tre inquadrature che ci avvicinano sempre di più all’occhio rosso del computer, che per un attimo lascia intravedere la sua sete omicida. Basta questa scena per rendere HAL, una macchina, più spaventosa dei vari mostri “umani” del cinema.

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JACK TORRANCE- SHINING

E se chi dovrebbe proteggerti fosse la tua più grande minaccia? Rifacendosi più al mito di Saturno che al libro The Shining, Stanley Kubrick (sempre lui, secondo voi chi è il mio regista preferito?) crea il cattivo più spaventoso di sempre, una spanna superiore al palloso personaggio di Stephen King (che ha poco da incazzarsi). Il suo cambiamento graduale da pater familia rispettato e amorevole a sadico assassino impossessato fa accapponare la pelle. Personalmente fa più paura quando abbraccia il figlio nella stanza e gli dice di rimanere per sempre all’Overlook Hotel piuttosto che nella scena in cui pianta violentemente l’ascia nel cuore di Mr Halloran. Jack Nicholson da applausi, solo lui poteva interpretare questo ruolo (secondo voi chi è il mio attore preferito?).

I CATTIVI DI SALVATORE

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RYAN McCARTHY- NEVER BACK DOWN

Avversario di Jake Tyler in Never Back Down, è degno di entrare in questa mia classifica per il solo fatto che, dopo l’uscita del film, le iscrizioni nelle palestre con sala pesi sono aumentate in tutto il mondo vertiginosamente. Interpretato da Cam Gigandet che nel film sfodera un fisico micidiale, ha portato il 99 % dei ragazzi etero a fare subito una ventina di flessioni solo nel primo scontro con Tyler a bordo piscina; a fine film quel 99% ha continuato convinto a fare addominali, arrivando di colpo all’illuminazione d’iscriversi in una palestra di Body Building, farne una settimana a sfinimento ogni giorno, per poi  essere delusi dal non avere ancora un fisico come il suo e preferire mollare tutto dicendo la classica scusa : “Bah quello è un fisico ritoccato al computer, tonto io che ci ho creduto”.

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SCAR- IL RE LEONE

Se paragoniamo i disegni del cartone tra il personaggio di Scar a quello di Simba e Mufasa, notiamo da subito come gli autori ce l’abbiano messa tutta per far risultare ai nostri occhi Scar il personaggio antipatico. Contrapposto ai bei leoni sani, dorati e forti lui invece risulta anoressico, con una criniera nera e il pelo marrone scuro quasi a mostrarcelo come un leone malato. Ma nonostante tutto, sarà forse quella sua postura ondulata,quelle unghie affilate sempre ben in vista o quella fighissima cicatrice sull’occhio sinistro a renderlo esageratamente interessante. Lui molto invidioso del fratello Mufasa, Re della savana, viene descritto come personaggio cattivo senza che nessuno provi mai a biasimarlo, infatti cattivo o meno questo non toglie il fatto che  Mufasa meritava di morire, anche solo per l’essere stato cosi tanto egoista nei confronti del fratello, tenendosi il suo regno stretto e lasciando tutto in eredità al figlio Simba. Proprio per questo motivo, nonostante gli anni passino e a malincuore si debba crescere, la scena di Scar che uccide Mufasa resterà sempre nelle nostre menti : Lunga vita al Re !

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JOHN DOE- SEVEN

Il solito Kevin Spacey non delude mai nella parte del cattivo (Caparezza gli ha voluto dedicare addirittura una canzone a riguardo) ma nella parte di John Doe non offre solo una gran prova recitativa, ma qualcosa di più. L’assassino che giudica le sue vittime punendole con la morte perché colpevoli di vizi capitali, il killer che si placherà solamente quando ognuno dei sette peccati sarà punito. Sta a voi credere se quest’uomo uccida persone innocenti o reali peccatori che meritano realmente quelle fini atroci; a me non importa, basta soffermarmi sulla filosofia del personaggio e sulla sua visione del mondo; capace di farsi uccidere per mano di un uomo che peccherà d’ira ( Brad Pitt), solo perché conscio di avere anch’esso peccato  d’invidia per la bella vita del rivale. Mufasa non avrebbe mai avuto scampo con John Doe nei paraggi, sapete già il perché : Avarizia.

I CATTIVI DI PIETRO 

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KHAN- STAR TREK

Questo “realy bad guy” del universo Star Trek, viene portato al cinema nel 1982 nel film L’Ira di Kahn. La sua origine (narrata nella serie televisiva), è molto antica e risale al Ventesimo Secolo, quando venne creato grazie all’ingegneria genetica come esemplare della razza dei “Potenziati”, esseri con capacità fisiche e di apprendimento superiori a quelle degli umani. Riuscì a diventare il signore del Sud America nel 1992, ma venne subito sconfitto in una sanguinosa guerra. Allora si congelò assieme a 84 compagni per poi essere trovato, nel 2267, dal capitano Kirk, che lo sconfisse ancora (che sfiga!).  La sua unica missione è governare il mondo, anzi la galassia, e uccidere quelli inferiori a lui, ovvero tutti.

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SCERIFFO DI NOTTINGHAM- ROBIN HOOD

Bastardo con la faccia un po’ viscida del film Robin Hood: Il Principe dei Ladri, è il responsabile della morte di Lord Locksley, il padre di Robin. Pensa anche di avere qualche speranza con Lady Marian, ma fa bruciare un intero villaggio perché non riesce a trombarla. Il tipo finisce male, molto male, con grande gioia degli spettatori .Una storica parodia del personaggio, ad opera di Mel Brooks, aiuta a stemperarne la bastardaggine.

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JOBE- IL TAGLIAERBE

Nemico dello sconosciuto film I Tagliaerbe, del 1992, a cavallo tra Tron e Matrix. Jobe viene presentato a inizio film come lo scemo del villaggio, che lavora come giardiniere e vive, stile gobbo di Notre Dame, soggiogato a un prete che lo frusta ogni volta che ne combina una L Viene bombato di steroidi da Pierce Brosnan mentre gioca a una versione beta di GTA! Questa combo lascia il poveretto ancora più matto, più violento, con poteri mentali e manie di onnipotenza. Essendo stato a lungo collegato a macchine futuristiche è capace anche di impossessarsi del Cyberspazio (addirittura stupra “virtualmente” una ragazza).

I CATTIVI DI FRANCESCO

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HARRY POWELL- LA MORTE CORRE SUL FIUME 

Premettendo che Mitchum è già cattivo di per sé, il personaggio de La Morte Corre Sul Fiume e’ un sadico calcolatore senza scrupoli disposto a uccidere brutalmente adulti e bambini per ottenere i soldi nascosti. Le scritte LOVE e HATE sulle nocche rendono il protagonista talmente leggendario da riproporlo prima ne Il promontorio della paura di e poi nelle vesti dell’alter ego DeNiro in CapeFear.

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PIZZA MARGHERITA- BALLE SPAZIALI

Vero cattivo del parodico Balle Spaziali, Pizza Margherita e’ un boss della mafia spaziale che non disprezza attività di strozzinaggio. E’ praticamente una disgustosa pizza gigante con bocca e occhi (dovrebbe essere il corrispettivo di Jabba The Hutt)dall’accento vagamente napoletano. E’ talmente cattivo che spesso si mangia da solo (e si piace molto!) Ed e’ sempre accompagnato dal suo fedele scagnozzo Vincenzino (che non ne disdegna mai una fetta).

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JOKER- IL CAVALIERE OSCURO

Basterebbe il nome a spiegarne la scelta. Il cattivo per eccellenza, la vera nemesi di Batman, uno dei personaggi più complessi della storia del fumetto e del cinema. La sua folle imprevedibilità unita all’accentuata schizofrenia anarchica lo rendono un nemico decisamente difficile da affrontare. Anche se viene sconfitto Joker scalfisce l’animo dell’eroe, gli fa crollare delle certezze, lo rende meno puro. L’interpretazione di Ledger (cosi’ come quella di Jack Nicholson) e’ da incorniciare perché riesce a trasmettere esattamente i concetti espressi prima.

IL CATTIVO SCELTO DA TUTTI

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KEYSER SOZE- I SOLITI SOSPETTI

Dal film I soliti sospetti, un’altra grande interpretazione di, mmm meglio non dirvelo per non rovinare la sorpresa a chi non l’avesse visto. L’attore è stato meritatamente premiato con l’Oscar. Vi basti sapere che Kayser Soze ha ucciso tutta la sua famiglia, minacciata sotto le armi di suoi nemici, per dimostrare di non avere punti deboli e niente con cui venire minacciato. Un diavolo, introvabile, infermabile. Meglio non ritrovarselo davanti, anche se nessuno l’ha mai visto.