PAPERI: GIU’ LA MASCHERA

Ci sono fumetti, come quelli di Gipi, che ti colpiscono violentemente sulla bocca dello stomaco lasciandoti senza fiato.

Ci sono fumetti che attraverso le loro strutture metaforiche ti spingono a riflettere sulla vera natura dell’uomo.

Penso a Maus e L’Eternauta, ad esempio.

E poi ci sono fumetti che paradossalmente spaventano ancora di più di qualsiasi Olocausto o guerra civile proprio perché li sentiamo più vicini a noi.

Paperi di Giulio e Marco Rincione è sicuramente uno di questi.

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La trilogia dei paperi (che diventa pentalogia nella versione deluxe di Shockdom) è un intenso viaggio allucinato e allucinante che si nutre di depressione e angoscia, di pregiudizi e di prevaricazioni, di lacrime e di sangue.

Tutti i protagonisti delle storie devono confrontarsi con uno degli aspetti più malati della società moderna: il dualismo schizofrenico tra realtà ed apparenza.

I nostri paperi sono Persone (nel senso bergmaniano del termine) che indossano, per propria scelta o per imposizione, una maschera che invece di proteggerli dagli stimoli esterni li divora dall’interno.

Se in PaperUgo sono l’inquietudine e il ribrezzo a farla da padrone, con PaperPaolo scopriamo la perversione e infine con One assaporiamo fugacemente il rimorso e il senso di colpa.

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Oltre ai testi di Marco, sono i magnifici acquarelli di Giulio che con i loro tratti e tonalità marcatamente espressionisti ci proiettano nostro malgrado in un mondo malato e ingiusto (quello in cui viviamo) dal quale vorremmo fuggire immediatamente.

La presenza dei topi prevaricatori che manovrano i paperi come pedine su una scacchiera spinge poi a porsi un’interessante interrogativo: è vero che in questo mondo non ci è concessa alcuna scelta oppure è solo una nostra scusa per non agire e cambiare la realtà delle cose?

A voi il compito di rispondere a quest’ingombrante domanda.

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Francesco Pierucci

L’ETERNAUTA: POETICA RIFLESSIONE SULL’ESSERE UMANO

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Ho letto di recente L’Eternauta, lo splendido fumetto di fantascienza sceneggiato da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López e ne sono rimasto abbagliato per la profondità degli argomenti trattati e per la modernità di un’opera scritta nel 1957 ma terribilmente attuale. Il suo autore, non a caso, diventerà uno di quei desaparecidos di cui tanto si parlerà alla fine degli anni ’70.

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TOP 10: LE PIU’ BELLE COVER DI RAT-MAN COLLECTION

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SETTE GIORNI – N.39

Che dire di questa cover? Mette i brividi (in senso buono), profondità più vicina a una fotografia piuttosto che a un disegno, colori buoi in stile horror che rammentano le illustrazioni per Rat-Man dei primi anni e non le colorate e vivaci copertine più recenti.

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LA MUMMIA – N.28

Spettacolare copertina di Leo che ripercorre i grandi classici degli anni ’30. C’è tutto: un mostro imponente che sopraffà il protagonista e l’intero disegno con la sua mole, una dama in pericolo e profetici dipinti di 4000 anni fa. Il volto di Rat-Man rompe la magia con il suo faccione da idiota…

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CATASTROFE – N.59

Omaggio al primo super eroe in assoluto, Superman. La copertina del cinquantanovesimo volume di Rat-Man ricalca in tutto ‘Action Comics #1’ (del 1938) ma con quel qualcosa in più: saranno le orecchie al posto di un ciuffo corvino? I nasi da scimmia dei malviventi che scappano? O che il soggetto non è proprio il Ratto che conosciamo?

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VENGA IL MIO REGNO – N.60

Topolino ha inspirato Rat-Man nella scelta del costume, ma è sicuramente Batman ad averlo inspirato nel atteggiamento e nelle pose da super eroe. In questa copertina vediamo il nostro appeso a un cavo come lo fu nel 1939 il Pipistrello della DC su ‘Detective Comics #27’. Colori e chine impeccabili anche in questo lavoro.

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L’INTERNAUTA– N.15

MA CHE è UNA RIVISTA PORNO? E i lettori hanno dai 9 ai 60 anni!

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TITANIC 2000 – N.16

Stranissima copertina che ritrae l’eroe della Città Senza Nome sulla prua del Titanic sommerso. I giochi di luci e ombre, il riflesso del sole attraverso l’acqua, i colori freddi e l’espressivo volto di Rat-Man fanno guadagnare a questo disegno un posto tra le mie 5 cover preferite.

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YELLOW – N.74

Prova da maestro per Leo Ortolani che si cimenta a sorpresa nello stile d’ animazione giapponese, dopo tanti anni a parlare solo di super eroi.

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LA BELVA IN NOI– N.3

Rat-Man contro Wolverine. Era il 1997, settembre e tra Panini e Marvel il matrimonio era più forte che mai, tanto che per presentare i nuovi ‘Rat-Man’ ci si poteva permettere di inserire gli eroi Marvel in bella vista. La dinamica della scena è fenomenale, e la furia nascosta nel piccolo corpo di Ratty esplode sormontando l’immortale mutante.

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L’ALLIEVO – N.18

Ennesimo omaggio alla Marvel Comics. Un immagine epica che trasmette forza e coraggio (come è nel carattere di Rat-Man) ma che si scontra con la fisionomia gracile del eroe.  Vediamo qui un uomo minuto contro un mondo minaccioso che vuole schiacciarlo, insomma tutta la vita di Rat-Man racchiusa in un singolo disegno.

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STANOTTE MUIO – N.98

Il grande Leo omaggia Steranko, il maestro che ha firmato le più belle storie Marvel con oggetto gli agenti dello S.H.I.E.L.D. La maestria con cui il creatore di Rat-Man si destreggia nei più svariati esperimenti artistici, pur mantenendo il suo stile, è strabiliate e in questa illustrazione del 2013 si manifesta tutta la sua potenza visiva.

Pietro Micheli