TOP 5: I MIGLIORI PREQUEL DELLA STORIA DEL CINEMA

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Salve, quello che vedete immortalato nella foto sono io. No, non mi sono dato al parkour. Sono solo intento a imitare l’antica arte tramandata dai nostri politici: l’arte dell’arrampicarsi sugli specchi. Eh sì, perché trovare 5 prequel decenti (qui trovate l’articolo sui migliori sequel) è stata un’impresa ardua. Ci sono riuscito? Affermativo, anche se con qualche stratagemma aummaummma. Ma andiamo con ordine:

5

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X-MEN-L’INIZIO

C’era bisogno dell’ottimo Matthew Vaughn (Kick-Ass, Kingsman) per risollevare il franchise degli X-men. Non che ci volesse poi molto per far meglio di X-men: Conflitto finale ma l’aggiunta al cast di due fuoriclasse come Michael Fassbender e James McAvoy spalanca finalmente le porte a una nuova stagione mutante che con X-men: Giorni di un futuro passato sembra aver ritrovato la retta via.

4

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MONSTER UNIVERSITY

Chiariamoci: Monsters & Co. è per me, assieme a Up, il miglior film Pixar. Certo, questo prequel non è al livello del suo predecessore ma la possibilità di rivedere Sully e Mike sul grande schermo non ha prezzo. Le risate di certo non mancano.

3

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INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO

Ambientato un anno prima rispetto ai Predatori, il secondo capitolo della trilogia è probabilmente il più anomalo: ambientazioni completamente differenti, niente nazisti ma soprattutto toni molto cupi. Nonostante le critiche (dovute ai rituali cruenti) e le difficoltà produttive (l’ernia di Harrison Ford), il film regge e intrattiene fino alla fine.

2

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FAST FIVE

Ma come? E’ un prequel? Ebbene sì! Quell’obrobrio di Tokyo Drift non vi dice niente? Se non fosse per la credibilità del blog da difendere, avrei messo Fast Five al primo posto. Perché? Per due motivi: l’incredibile miglioramento rispetto alla pellicola precedente, la coraggiosa e fruttuosa ricodifica del franchise in altri generi (in questo caso l’heist movie). Il botteghino parla da solo.

1

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CASINO ROYALE

Il mio film di 007 preferito. Sicuramente il migliore degli ultimi 25 anni. Il primo libro di Fleming, il primo Bond di Craig. Colpo di fulmine. La morte può attendere dimenticato (per fortuna) in un nanosecondo. Eva Green, Mads Mikkelsen, inseguimenti, torture. Se penso che poi il regista (Martin Campbell) ha girato Lanterna Verde mi cadono le braccia…

Francesco Pierucci

SERIE TV- HANNIBAL

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Tutti (o quasi) hanno visto il pluripremiato film del 1991 Il Silenzio degli Innocenti diretto da Jonathan Demme. Questa pellicola rappresenta il secondo adattamento cinematografico dei romanzi di Thomas Harris che raccontano la storia del serial killer Hannibal Lecter che, nel film, è già detenuto da 8 anni in un manicomio criminale. Dal punto di vista cronologico Il Silenzio degli Innocenti rappresenta il penultimo capitolo della lunga saga dedicata all’ex psichiatra. Dopo i primi due, altri tre film completano la saga ma nessuno di essi riuscì minimamente ad avvicinarsi al successo e soprattutto alla qualità del capolavoro di Demme.

La serie TV, iniziata nel 2013, racconta finalmente tutta la storia (con una certa libertà in alcuni aspetti) del famoso criminale in ordine cronologico portando sul piccolo schermo le vicende precedenti all’isolamento di Lecter nel manicomio di Chesapeake.

Il protagonista della serie, e anche colui che vive gli eventi in prima persona, è Will Graham (Hugh Dancy), un agente speciale dell’FBI, la cui particolare abilità consiste nell’entrare nella mente dei criminali permettendogli di pensare come loro e descrivere le dinamiche dei loro delitti. Con l’obiettivo di tenere in equilibrio la mente di Graham, tormentata da queste visioni, gli viene affiancato dall’agente Jack Crawford (Laurence Fishburne, il Morpheus di Matrix per intenderci), il famoso psichiatra Hannibal Lecter (Mads Mikkelsen), dietro cui si nasconde, all’insaputa di tutti, un serial killer cannibale.

La serie parte immediatamente col piede giusto lasciandosi guardare con gusto in ogni suo episodio (da 43′), catturando lo spettatore sin dalle prime battute. Lo stile è apertamente cinematografico e non vengono disprezzate scene dal forte impatto in grado di scioccare lo spettatore (le perverse modalità di omicidio di criminali simili a Lecter presentate in ogni episodio colpiscono sia per la crudezza delle esecuzioni sia per la cura dei dettagli). Molto convincenti sono le interpretazioni degli attori principali: Mads Mikkelsen non sarà Anthony Hopkins ma riesce a dare quel tocco di eleganza e carisma a un personaggio ovviamente ambiguo e problematico come il dottor Lecter, Hugh Dancy fa il suo lavoro in modo egregio riuscendo a far cogliere allo spettatore la sofferenza provocatagli dall’instabilità della sua mente, Laurence Fishburne è convincente come al solito in questi ruoli dal tono autorevole che sembrano cucitigli addosso.

Bryan Fuller (ideatore della serie) ci regala un prodotto raffinato, con una sceneggiatura ben scritta e una regia attenta, dando alla televisione generalista la possibilità di raccontare storie forti. La prima stagione in Italia è andata in onda sulle reti Mediaset con risultati di audience mediocri; sulla seconda, già andata in onda negli USA, tutto tace. La serie in America è già stata prontamente rinnovata per una terza stagione dopo il successo delle prime due: le emittenti italiane si diano una mossa.

 

Michael Cirigliano