MARZO-MAGGIO 2016: LE NOVITA’ CINEMATOGRAFICHE DA TENERE D’OCCHIO

Ogni anno il periodo immediatamente successivo agli Oscar si rivela piuttosto avaro in termini di qualità dei prodotti cinematografici. Nelle stagioni più recenti tale vuoto è stato colmato dai cinecomics grazie ai quali un minimo interesse è tornato a circolare attorno al cinema in questo periodo notoriamente privo di attrattiva. E, come vedremo, anche quest’anno i film sui supereroi non mancheranno.

Oltre a ciò, segnaliamo un’occasione in più per andare al cinema: dall’11 al 14 aprile si terranno i CinemaDays, un’iniziativa che permetterà di acquistare il biglietto a soli 3 Euro nelle moltissime sale aderenti e in tutti gli spettacoli delle quattro giornate.

Di seguito vi segnaliamo gli appuntamenti più interessanti dei prossimi due mesi.

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A NATALE ARRIVA NETFLIX IN ITALIA: LO STREAMING UCCIDERA’ LA PAY TV TRADIZIONALE ?

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Netflix è una società sorta nel 1997 come servizio di noleggio di DVD e videogiochi da Internet ma è arrivata a fare il salto di qualità solamente nel 2008 quando ha introdotto il famoso servizio di streaming online che l’ha portata lo scorso anno a superare l’ambito tetto dei 50 milioni di abbonati.

Ma se negli Stati Uniti si tratta di una realtà ormai consolidata, in Italia i servizi di questo tipo stentano a decollare. Cause principali sono soprattutto l’insoddisfacente numero di utenti che in Italia godono di una connessione ADSL o fibra ottica e il patetico catalogo di contenuti che gli stessi servizi offrono. Tra questi, i più famosi nel Bel Paese (ma nemmeno lontanamente paragonabili a Netflix per la quantità di serie tv e film offerti, né per il prezzo) sono Infinity di Mediaset e Sky Online. Se il primo offre contenuti in HD e le solite, poche, serie TV che da anni Mediaset offre in chiaro su Italia 1 e sulla Pay TV (Big Bang Theory, Hannibal e compagnia bella) oltre a qualche piacevole novità (Mad Men e Breaking Bad), il catalogo cinema invece si rivela non all’altezza. Sky Online ha dal canto suo un ottimo catalogo di Serie TV (tra cui le produzioni originali di Sky Italia, vi abbiamo parlato recentemente di 1992), ma vergognosamente (e l’avverbio non è esagerato nel 2015 dove l’alta definizione dovrebbe essere una conquista ormai affermata) non dà la possibilità di fruire dei contenuti in HD senza dimenticare, come per il suo principale competitor, un catalogo di film quantitativamente insufficiente.

In un panorama così deludente, Netflix, il cui arrivo in Italia, secondo quanto rivela Repubblica, è previsto per il prossimo Natale, si rivelerà un rullo compressore forte anche del prezzo irrisorio (si vocifera) di 7.99 Euro. Ricordiamo che dal 2011 Netflix ha cominciato a produrre serie originali debuttando col botto con la pluripremiata House of Cards e confermandosi successivamente con ottimi prodotti quali Lilyhammer, Orange is the New Black e l’ultimissima Daredevil di Marvel, distribuita addirittura in Ultra HD (4K, superiore al 1080p!!!).

Tutti felici e contenti? No, aspettiamo a brindare. In Italia, come anticipato, gli utenti che hanno una connessione ADSL non sono così tanti quanti comunemente si crede. E non si è nemmeno certi che la classica “7Mega” (che poi molto spesso arriva sì e no a 3 mb/s) sia sufficiente per godere dello spettacolo dell’alta definizione. Per non parlare della Fibra Ottica, per la quale Telecom (che si sta occupando di portare Netflix in Italia) è lontana dal coprire l’intero territorio nazionale. E non è tutto: il catalogo di contenuti con cui Netflix sbarcherà da noi potrebbe essere diverso da quello sterminato a cui sono abituati gli abbonati d’Oltreoceano a causa della rinegoziazione dei diritti con Sky e Mediaset. Intanto questi ultimi due colossi tremano tant’è che Sky Online ha già annunciato novità per il 21 maggio.

La nota potrebbe essere ancor più lieta se si considera il fatto che l’avvento di Netflix potrebbe davvero sferrare un colpo ben assestato alla pirateria: molti appassionati perderanno il vantaggio di scaricare illegalmente se si troveranno di fronte ad un servizio a basso costo con dei contenuti invitanti.

Comunque sia, la notizia è roboante ed attesa ma le novità a riguardo nei prossimi giorni non tarderanno ad arrivare e noi de Il Disoccupato Illustre saremo qui a raccontarvele.

Michael Cirigliano

TOP 10 – FUMETTI DA REATO

Finalmente un po’ di tette e culi in questo blog di soli maschi!

Cari lettori voglio portare alla vostra attenzione il bigottismo e perbenismo gratuito di cui la nostra società fatica ancora a liberarsi; ispirato da recenti casi che hanno sconvolto il web e dalla lettura di un libro uscito qualche anno fa che parla di quanto i comic book siano odiati, Maledetti Fumetti di D. Hajdu (ed. Tuneé– 2010), ecco 10 albi che hanno scatenato le ire di pretini, genitori e femministe.

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Queste sono le più recenti “cover” che hanno fatto infuriare puritani e falsi moralisti, che giudicano un libro dalla copertina, senza leggerlo (ancora, nel Ventunesimo Secolo).

Abbiamo un numero GI Joe (prima foto), reo soltanto di mostrare un po’ di curve; i critici di Spider-Woman #1 (seconda foto9) hanno scomodato un artista italiano del calibro di Manara, che è famoso da anni per il suo stile e gli argomenti delle sue opere.Per Bat-Girl (terza foto) la polemica è ancora “fresca”: soltanto un mese fa tutto il web si è scatenato contro l’illustrazione, che sarebbe un chiaro incitamento al femminicidio, al grido di #changethecover… e io rispondo: fatevi meno canne.

I casi più divertenti però devono ancora arrivare:

Elseworlds 80 Pages Giant

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Alla DC Comics ne combinano di ogni e nel 1999 si dimenticano pure un bambino nel microonde (ragazzi non provateci a casa).

Vi lascio immaginare le reazioni per questa vignetta.

Elektra #3

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Nel 2001, in un episodio della ninja greca della Marvel, viene mostrata una scena di nudo… scandalo!

Action Comics

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I primi fumetti di Superman vennero accusati di ritrarre una versione per i bambini del “super uomo nazista”, nessuno prese sul serio la cosa e questo ariano di Kripton con ciuffo e mantello scorrazza libero da 75 anni.

Ms. Tree #34

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Fumetto nato a cavallo tra anni 70 e 80, mentre nascevano i moderni comic book shop (le fumetterie). Sulle pagine di un episodio stampato nel 1984 c’erano scene di nudo, e per la vendita di questo ed altri fumetti dello stesso mese dai contenuti simili, alcuni venditori furono arrestati.

Tales From The Crypt

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I ‘Racconti dalla Cripta’ erano fumetti splatter e dal umorismo nero che riprendevano racconti radiofonici horror molto in voga negli anni 80 in America. Associazioni dei genitori e parrocchie si sono spesi a lungo contro questi albi.

Phantom Lady

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Conosciuto oltre oceano per le immagini stile pin-up della protagonista, The Phantom Lady era pensato non tanto per i ragazzini quanto per un pubblico più maturo, ciò nonostante per tutti gli anni 50 è stato elevato come primo esempio della corruzione di costumi che fluivano dai fumetti.

Oggi il valore sul mercato del collezionismo di questa collana è stratosferico.

Crime Suspens Stories

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Fumetto che raccontava di infedeltà coniugale e crimini passionali!

La cover #22 fu portata come prova ad un audizione al Senato degli Stati Uniti per bandire i fumetti dal mercato. I redattori si salvarono, ed insieme a loro tutta la categoria, perché fu fatto capire che “di cattivo gusto” sarebbe stato spostare l’inquadratura verso il basso, aggiungendo sangue sotto la testa mozzata e il resto del corpo senza capo in un lago rosso.

Pietro Micheli

CINQUE SPIDERMAN CHE VOGLIAMO VEDERE AL CINEMA

Fresca di giorni la notizia che la Disney ha ottenuto il via libera per utilizzare il personaggio Spider-Man nei suoi film; La Sony è tuttavia ancora la proprietaria dei diritti cinematografici e farà in futuro i suoi film su Spidey che però ora saranno inseriti nel mondo di Avengers, una roba tipo Hulk che prima era della Universal, solo che questa volta dubito che il personaggio tornerà velocemente a casa.

Immediato il successivo annuncio che l’Uomo Ragno parteciperà al terzo film di Capitan America: Civil War… e giù con la fantasia di tutti i fan, eccovi allora 5 cose di Spiderman e del suo mondo che mi piacerebbe vedere al cinema, a partire proprio dal suo esordio nel Marvel Cinematic Univers:

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DAILY BUGLE

Una cosa carina che dovrebbe iniziare ad apparire nei film di Iron Man e Co. e nei futuri film sull’Uomo Ragno è il famoso giornale newyorkese che appare nei fumetti Marvel ogni volta che qualcuno cerca notizie… c’é anche la versione online e un blog, sono al passo coi tempi in fondo…

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AGENT OF SHIELD

in una recente versione animata di Spiderman, lo S.H.I.E.L.D. arruola il super eroe per addestrarlo e renderlo più efficiente sul campo di battaglia contro i criminali, situazione davvero carina che andrebbe sfruttata anche al di fuori della tv. Certamente il classico teen movie stile Percy Jackson è già servito ma con una buona dose di tocco Marvel lo strafalcione si può evitare.

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IRON SPIDEY

Iron Man una volta ha realizzato un’ armatura per il suo collega super eroe.

Un costume davvero figo che al cinema farebbe un figurone, Giuda chi dice il contrario.

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BRO- SCIENCE

Una caratteristica fondamentale di Peter Parker dei fumetti, che negli ultimi film Sony è stata sfruttata davvero bene (malgrado i brutti risultati), è l’amore per la scienza.

Anni fa, Spider-Man ha creato una bellissima collaborazione intellettiva con Tony Stark che ha portato a importanti invenzioni, prima tra tutte la ragno-armatura sopra citata.

Situazione analoga la si vede nei film degli Avengers tra Iron Man e Bruce Banner, forse aggiungere un elemento al equazione porterebbe a qualcosa di esplosivo. Io ci spero!

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UNMASKED

Civil War = Uomo Ragno senza maschera in diretta TV

La cosa che noi e tutti ci aspettiamo di vedere nel prossimo film con Capitan America è proprio la conferenza stampa in cui Spidey rivela al pubblico la sua identità civile. Un momento topico nella storia del fumetto che difficilmente si realizzerà al cinema, per ovvie ragioni, ma che meriterebbe sicuramente spazio nei prossimi progetti sul personaggio.

Pietro Micheli

WANTED – IL CRIMINE PAGA

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Chi di noi non ha mai pensato di scappare dalla routine della propria vita? Stress al lavoro, con le fidanzate, brutte notizie al TG e frustrazioni quotidiane per strada o al supermercato che vanno prese civilmente se no si fa una strage. È la stessa vita che ha il protagonista di questa rara perla del fumetto americano, Wanted di Mark Millar, che poco ha a che fare con il bruttissimo film con Angelina.

La storia inizia con il giovane Wesley,dall’esistenza davvero infelice, che viene improvvisamente sequestrato da Fox, una criminale che gli aprirà la visione su un mondo più vasto; con lui scopriremo che tantissimi Super-Cattivi si spartiscono il pianeta come una bizzarra famiglia mafiosa.

Wasley Ghibson è speciale perché è il figlio del defunto cecchino più bravo del mondo, tale Killer, e ha ereditato i “doni” di questo membro dei signori del Nord America. La storia esplora in modi inediti il rapporto tra il bene e il male, scardinando un po’ tutti i cliché creati negli anni ’60 dai fumetti di super eroi e stravolgendo i canoni della lotta tra buoni e cattivi, turbamenti che solo qualche anno dopo hanno interessato i classici del fumetto… nulla di originale quindi se vediamo dove i recenti ‘Forever Evil’ della DC o ‘AXIS’ appena concluso per Marvel vogliono arrivare: eventi dove i ruoli tra Eroi e Villans si mescolano distruggendo le vecchie certezze.

Millar scrive questa storia nel 2004 per Top Cow, ma già da tre anni lavorava per la Marvel dove ha iniziato a creare le storie che avranno stravolto i classici schieramenti tra buoni e cattivi; partendo dalla linea Ultimate, dove Mark ha iniziato, queste idee hanno poi contagiato i creativi per le collane più “ufficiali” per poi spostarsi su altri editori come accennato sopra.

Pietro Micheli

BIG HERO 6 – UN DEGNO CLASSICO DISNEY

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Molto liberamente ispirato all’omonimo fumetto della Marvel, Big Hero 6 è il 54º classico Disney,  prima pellicola basata su materiale Marvel ad essere prodotta interamente dalla Walt Disney Animation Studios senza che la Marvel abbia preso parte al progetto. Dopo Frozen lo scorso anno, la famosa casa fondata da Walt Disney è quindi ancora una volta protagonista assoluta del cinema di animazione nel periodo natalizio.     

Protagonista della storia ambientata a San Fransokyo (stendiamo un velo pietoso sul nome della città, un’improbabile unione tra i nomi della città californiana e della capitale giapponese) è Hiro, un ragazzo ribelle ma prodigio della robotica. È un campione di lotte tra robot che lo portano a rimanere invischiato in vari guai dai quali è sempre il fratello Tadashi a salvarlo. Questi è anche il creatore di un robot gonfiabile chiamato Baymax che, dopo la morte di Tadashi in un misterioso incendio, affiancherà Hiro e i suoi quattro amici nerd fondando la squadra di supereroi Big Hero 6.

Sulla scia dell’Olaf di Frozen, Baymax è la figura che incentra su di sé i valori da sempre propugnati dalla Disney: è un’icona di semplicità, bontà ed è contraddistinto da una comicità pura, richiamata non solo dalle sue spassose parole ma anche dai goffi movimenti. La sua ingenuità non può risolvere da sola i problemi, ma può modellare l’animo nobile di Hiro rendendolo un vero eroe, sempre che il ragazzo sia disposto a comprendere i valori di altruismo e pacifismo.

E così nemmeno questa volta, la Disney si risparmia quella buona dose di sentimentalismo che la caratterizza sin dai primi lavori affrontando varie tematiche umane tra le quali spicca il dolore proveniente da un lutto, quello di Hiro per la morte del fratello e quello del professor Callaghan per la scomparsa dell’amata figlia Abigail. In entrambi i frangenti la risposta al dolore è la stessa, la vendetta ma con sfumature differenti. Nel primo caso, Hiro vuole scovare il responsabile della morte del fratello nonché il ladro della sua invenzione ma ha Baymax al suo fianco che lo aiuta a non distogliersi dai valori sopra descritti; il professore invece è accecato dalla rabbia e, pur di ottenere giustizia, è pronto a seminare il panico nella città.

Il produttore esecutivo è il genio John Lassater, fondatore della Pixar nonché regista dell’indimenticabile Toy Story e supervisore di tutti i capolavori Pixar. In Big Hero 6, la magia Pixar la si respira ovunque e la si percepisce soprattutto nella fotografia vibrante e illuminata e in quella grafica magistrale più volte ammirata nei vari capolavori della casa californiana.

La colonna sonora, curata da Henry Jackman (come in Captain America) contribuisce a creare la giusta atmosfera e anche il brano che accompagna i titoli di coda, Immortals dei Fall Out Boy è estremamente orecchiabile. Per la versione italiana, sempre nei titoli di coda possiamo ascoltare Supereroi in San Fransokyo del rapper Moreno, che per l’occasione è meno improponibile del solito.

Quindi, se avete dieci euro da spendere per andare al cinema con la famiglia, scegliete ad occhi chiusi questo spensierato cartone Disney piuttosto che buttarvi nel solito cinepanettone: ne rimarrete soddisfatti e regalerete un sorriso ai vostri figli.

Michael Cirigliano