LE STREGHE DEL CINEMA – DA VERONICA LAKE A MERYL STREEP

Le streghe nel mondo cinematografico non sono mai passate di moda; questo è confermato dall’uscita nelle sale di due film che le vedono protagoniste. Il primo, Into the Woods di Rob Marshall, musical fantastico basato sull’omonimo lavoro teatrale di Stephen Sondheim e ispirato alle più celebri fiabe tradizionali (Cenerentola, Biancaneve, Jack e la pianta di fagioli), candidato agli ultimi Oscar con tre nomination secondarie, annovera nel cast Meryl Streep che si diverte (e sorprende) nei panni di una strega che maledice i protagonisti alla fertilità. La seconda, spassosissima, pellicola proviene dalla Spagna; Le streghe son  tornate di Alex De La Iglesia, con Carmen Maura e delle streghe cannibali. In passato molte altre attrici si sono cimentate in ruoli simili, a volte parodiandoli (Nicole Kidman in Vita da strega), altre ridicolizzandoli. Qui propongo le migliori streghe del cinema per Il Disoccupato Illustre, non calcolando la magnifica Barbara Steele di La Maschera del Demonio di Mario bava, già trattata nell’articolo sul vampirismo (QUI per recuperarlo e vedere i migliori film sui vampiri). Buona lettura.

ANNE PEDERSDOTTER- DIES IRAE

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Capolavori di Dreyer, cineasta danese tra i più grandi della storia. Tratto dal romanzo di Hans Wiers-Jenssen, parla della giovane Anne, la cui madre strega era stata salvata dal pastore Absalom, che si interessa alle arti magiche dopo la conoscenza di Marte, strega scampata al linciaggio. Rivelato il segreto, viene accusata. Confesserà. Perfetta la costruzione storica della Danimarca del Seicento, riconoscibile lo stile di Dreyer, con un b/n potente e illuminato e la tecnica del “teatro filmato” già usata in Vampyr. Lisbeth Movin interpreta Anne.

 

GIL HOLROYD- UNA STREGA IN PARADISO

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Richard Quine, 1958. Commedia brillante con James Stewart, scettico editore pronto a convolare a nozze, che viene preso di mia dalla strega Gil (Kim Novak) e dal suo gatto Cagliostro. Non bastasse la bellezza di Kim Novak a convincere il pubblico, ci pensa Dylan Dog con un omaggio al personaggio di Gil e al suo gatto. Il film è molto carino.

ALEXANDRA, JANE, SUKIE- LE STREGHE DI EASTWICK

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Tre donne normali della cittadina di Eastwick, Rhode Island, dopo l’arrivo in città dell’affascinante Daryl, iniziano ad acquisire poteri magici. Daryl è il Diavolo e vuole un figlio da ognuna di loro. Jack Nicholson guida un cast stellare che annovera anche Cher, Michelle Pfeiffer e Susan Sarandon. Tra i titoli più celebri dell’argomento.

LA STREGA DELL’OVEST- IL MAGO DI OZ

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Cult del genere musical e, in generale della storia del cinema, vanta le prime streghe del grande schermo. La storia è famosissima, lo è meno il nome dell’attrice che interpreta le due streghe cattive (tra cui quella dell’Ovest che è diventata celeberrima): Margaret Hamilton, il cui successo è relegato a questo lungometraggio.

JENNIFER- HO SPOSATO UNA STREGA

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La splendida Veronica Lake (I Dimenticati di Preston Sturges) intepreta la strega Jennifer (in tialiano Irene) in questa gradevole commediola fantastica di René Clair. Un candidato alla carica di governatore degli USA viene perseguitato dai fantasmi di due stregoni (tra cui Jennifer), che trecento anni prima erano stati uccisi dai suoi antenati (che avevano maledetto in punto di morte). Gradevole. E poi c’è la Lake, la donna più bella di Hollywood.

MATER SUSPIRIORUM, MATER TENEBRARUM, MATER LACRIMARUM- TRILOGIA DELLE TRE MADRI

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Tre film di Dario Argento, Supriria, Inferno e Le tre madri; tre streghe la cui storia comincia all’alba del XI secolo quando creano l’arte della stregoneria nel Mar Nero. Tre storie differenti il cui punto più alto è, secondo me, il secondo, Inferno, grazie alla scena dei topi. Le tre madri è inguardabile, Suspiria è inascoltabile. Tanti registi devono molto a questa trilogia, soprattutto David Lynch per Velluto Blu e Twin Peaks, la cui loggia nera ricorda molto gli interni dell’accademia di ballo di Friburgo. Il tutto si deve a Dario Argento.

Matteo Chessa

TOP 5: L’AMORE OMOSESSUALE AL CINEMA

Fin dalle sue origini il cinema racconta, in modi diversi e tra molti ostacoli, l’amore omosessuale. Dalla danza tra due maschi in Dickson Experimental Sound Film, un prodotto sperimentale della Edison Studios datato 1895 al bacio tra Marlene Dietrich, travestita da uomo, e una donna in Marocco (1930), da Charlie Chaplin che bacia una donna mascherata da uomo in Charlot macchinista c(1916) ai tormenti della MacLaine, innamorata di Audrey Hepburn in Quelle due (1962). Nonostante le censure che ne hanno brutalmente dimezzato (se non di più) i titoli, principalmente il codice Hays a Hollywood durante il periodo classico che elimina i riferimenti omosessuali presenti nei libri da cui sono stati tratti capolavori come Giorni Perduti di Billy Wilder o Rebecca la prima moglie di Hitchcock, sono tanti i film che trattano questa tematica. Gli ultimi Pride, The Imitation Game o La vita di Adele, che hanno avuto molto successo di critica e pubblico, non fanno altro che confermare e rilanciare una tematica che in passato ha regalato molti capolavori. Ecco qui i nostri cinque preferiti.

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I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN

Ang Lee, 2000. Due cowboy che lavorano occasionalmente assieme per la stagione estiva nella località di Brokeback Mountain, hanno un’attrazione reciproca che sfocia in un rapporto sessuale. La vita li porta in direzioni differenti, ma il cuore resta sulle montagne. Un film sensibilissimo, emozionante, ben girato. La tematica è prima gettata come un macigno sulla trama poi trattata con leggerezza disarmante. “Heath Ledger sembra Marlon Brando”, disse Ang Lee. Come dargli torto.

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GIOVENTU’ BRUCIATA

I protagonisti del film sono altri, ma il personaggio di Sal Mineo è indimenticabile.

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QUALCOSA E’ CAMBIATO

Una sceneggiatura tra le migliori degli ultimi anni; il film ha negli scambi di battute tra il perfido disturbato Melvin e il sensibile omosessuale Simon i suoi momenti più alti. In questo film c’è la dichiarazione d’amore più bella della storia del cinema. Nicholson e Hunt ebbero meritatamente l’Oscar nell’anno di Titanic; lo meritava anche Greg Kinnear come Non Protagonista. Peccato.

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MILK

Non devo certo parlarne io; il film ha avuto un successo tale da esser conosciuto e osannato da tutti. Sean Penn, attore protagonista, ebbe l’Oscar come Miglior Attore.

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IL VIZIETTO

La vita di Renato e Albin, coppia omosessuale che da anni gestisce un locale a Saint Tropez, viene sconvolta dalla comparsa del figlio del primo, frutto di un’unica, randagia esperienza etero. Film cult di Eduard Molinaro, con Tognazzi e Serrault in forma smagliante. Commedia deliziosa.

Matteo Chessa