OSCAR – I VESTITI PEGGIORI DEL RED CARPET

La notte degli Oscar è certo da considerarsi, dopo il Natale, l’evento più celebre del globo. Per una notte, il mondo punta tutta l’attenzione verso la vanitosa Hollywood e attende che siano proclamati quelli che certamente saranno i personaggi più gettonati dell’anno ma; MA, prima che la fatidica frase “…And the Winner is….” venga pronunciata e prima che i riflettori inizino a roteare in cielo  offuscando le discrete stelle del firmamento, noi concentreremo la nostra attenzione su quelle più mortali ed appariscenti di Hollywood.

Perché se c’è una categoria di persone che è certamente più brava, anche del più possessivo regista, a convincere una donna, soprattutto un’attrice, a farle fare quello che vuole come ad esempio conciarsi come una derelitta sentendosi per di più insensatamente bella, è quella degli stilisti.

In attesa dunque della sfilata “TAPPETO ROSSO” Primavera/Estate/Autunno/Inverno 2015 in programma al Kodak Theatre questa Domenica, faremo anche noi delle Nomination divise in categorie, sui peggiori abiti che hanno calcato il tappeto rosso dell’evento: un monito; perché gli orrori del passato non vengano mai più ripetuti.

VINCE, per la categoria “Mr DEEDS GOES TO TOWN” o “la CAMPAGNOLA”:  SALLY FIELD, nel 1980, sfoggiando l’abito assolutamente meno glamour, meno fantasioso e più provinciale che una vincitrice di Oscar come Miglior Attrice Protagonista abbia mai indossato. Con un abito così, agli Oscar, ci puoi arrivare solo con un PICK-UP, baby.

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VINCE, per la categoria “BABY BIRBA” o “QUESTO NON E’ UNO SMOKING PER GRANDI”: Pharell Williams nel 2014 con uno sbarazzino pantaloncino corto et scarpa da “investigatopo”.

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Vince, per la categoria “WEIRD SCIENCE”: MARION COTILLARD, nel 2009 con un abito di Dior che potremmo bonariamente definire in termini di Decostruttivismo. Beffata dall’Alta Moda Francese. Questo abito fintamente colto potremmo differenziarlo tra l’alluminio e l’ Euro-spazzatura.

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Vincono pari merito, per la categoria “COME TU MI VUOI” o “LA MODA PASSA , LO STILE QUI NON C’ERA”: GEENA DAVIS , nel 1992 e KIM BASINGER alla cerimonia del 1990. Nel 1950 non fono state premiate, nel ruolo di miglior attrice protagonista, due miti del calibro di Gloria Swanson (per “Sunset Boulevard”) e Bette Davis ( AllaboutEve), forse perché la scelta sarebbe stata imbarazzante. Quando l’abito è imbarazzante, che cada Sansone con tutti i Filistei.

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Vince, per la categoria “LA MORTE TI FA BELLA”:TILDA SWINTON, nel 2008, indossando un drammatico abito in velluto nero che forse avrebbe valorizzato Greta Garbo nel 1930 ma che in technicolor ha tutta un’altra resa. Bambini, state lontani dagli arcolai.

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Vince, per la categoria “CABARET” o “QUESTO ABITO E’ UNO SCHERZO”: WHOOPI GOLBERG, nel 1993. Si dice che far ridere sia ciò di più difficile, per un attore. MA con questo abito ci sarebbe riuscita anche Miranda Priestly.

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Vince, per la categoria “IL COMUNE SENSO DEL PUDORE” o “SULLA LUNA C’E’ FINITO IL TUO SENNO DENTRO AD UNA BOCCETTA”: CHER nel 1988.  Solo una donna coraggiosa come lei avrebbe potuto osare tanto senza dover poi andare da uno psicologo per essersi sentita violata nell’intimo dai flash.

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Vince, per la categoria “IL VIZIETTO” o “IL PRIDE E’ A GIUGNO”: FAITH HILL, nel 2002. Mmmmmmmm……no. Dopo l’avventura Repubblicana in “StepfordWives” è visibilmente impazzita.

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Vince, nella categoria “LUCI DELLA RIBALTA” o “CREDERSI CHAPLIN E’ SOLO IL PRIMO PASSO VERSO NAPOLEONE”: DIANE KEATON/ Charlot

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MA IN REPARTO ABBIAMO ANCHE:

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Al CAPONE ( Celine Dion)

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UN CIGNO(Bjork)

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 Mr. GOLDFINGER ( Lizzy Gardiner)

E come disse il Diavolo (Al Pacino) una volta…..:“ La Vanità, decisamente il mio peccato preferito”

Andrea Bardusco