FILM IN SALA: LION – LA STRADA VERSO CASA

Risultati immagini per lion la strada verso casa

Dopo essersi fatto le ossa nella regia pubblicitaria, Garth Davis debutta nel mondo della regia cinematografica con Lion, basato sul libro di memorie La lunga strada per tornare a casa, che narra la vera storia di Saroo Brierley, e già accolto con reazione pressoché positive dalla critica americana facendosi notare anche nel primo grande appuntamento di questa award season, i Golden Globes, con quattro candidature.

Il film racconta infatti la storia di Saroo Brierley, che a soli cinque anni si è perso in una stazione vicina al suo villaggio indiano di Ganesh Tilai e poi sopravvissuto in solitudine a Calcutta venendo infine adottato da una famiglia australiana che l’ha educato e cresciuto. In età adulta si accorge che la sua vita non è completa senza la riscoperta delle sue radici e allora grazie a Google Earth si mette alla ricerca del villaggio in cui aveva passato l’infanzia.

Il film è nettamente diviso in due parti. Nella prima parte (che dura un’ora) siamo di fronte soprattutto ad un racconto avventuroso. Il regista, attraverso le peripezie del piccolo Saroo, interpretato da Sunny Pawar, ci sbatte in faccia un dipinto dell’India denso di pericoli, miseria e degrado. Una cornice molto spietata soprattutto se deve essere affrontata da un bambino di cinque anni in balia della solitudine e dell’indifferenza in una metropoli sovrappopolata come Calcutta. Questo primo segmento della pellicola termina con l’adozione di Saroo da Sue e John Brierley, interpretati da due attori realmente australiani: Nicole Kidman, premio Oscar per The Hours nel 2003 e il meno celebre (e anche meno centrale nel film) David Wenham di cui si ricordano il ruolo di Faramir ne Il Signore degli anelli e di Delios in 300.

La seconda parte vede Saroo, ormai venticinquenne e interpretato da Dev Patel, il cui unico ruolo di rilievo finora era stato in quel fenomeno globale che fu The Millionaire, vincitore di 8 Oscar nel 2009. Oltre ai tre attori già menzionati, fa la sua comparsa anche Rooney Mara che interpreta, Lucy, la ragazza di Saroo, conosciuto durante gli studi a Melbourne. Se nella prima parte l’attenzione viene posta sull’avventura in grandi ambientazioni, nella seconda gli eventi si concentrano sul tormento di Saroo che percepisce la propria esistenza come incompiuta perché incapace di ristabilire un contatto con le proprie origini delle quali ha un lontano ricordo.

Entrambe le parti del film peccano però di un’eccessiva durata rispetto a quanto hanno da raccontare, il film dura quasi 130’, con alcune scene smisuratamente prolungate, su tutte la scena in cui Saroo localizza il proprio villaggio natio su Google Earth, che consta di svariati stucchevoli minuti in cui il protagonista scorre l’indicatore del mouse sulle mappe.

Forse è questo il principale difetto di Lion che rimane comunque un’opera apprezzabile in grado di regalare allo spettatore uno spaccato realista dell’India contemporanea insieme alla trasposizione  di una storia strappalacrime veramente accaduta. Da sottolineare l’ottima interpretazione della Kidman, candidata come migliore attrice non protagonista ai Globes, che finalmente torna a farsi ammirare per le sue abilità attoriali dopo qualche anno di partecipazioni in film non all’altezza della sua fama.

Candidato anche come miglior film drammatico ai Golden Globes (categoria in cui ha trionfato Moonlight), difficilmente si ripeterà agli Oscar. Ma, almeno fino alle celebri uscite cinematografiche di metà gennaio (Silence ed Arrival per citarne alcuni), rimane comunque una visione consigliata, soprattutto se confrontata con gli altisonanti quanto deludenti Passengers e Assassin’s Creed.

 

Michael Cirigliano

LE STREGHE DEL CINEMA – DA VERONICA LAKE A MERYL STREEP

Le streghe nel mondo cinematografico non sono mai passate di moda; questo è confermato dall’uscita nelle sale di due film che le vedono protagoniste. Il primo, Into the Woods di Rob Marshall, musical fantastico basato sull’omonimo lavoro teatrale di Stephen Sondheim e ispirato alle più celebri fiabe tradizionali (Cenerentola, Biancaneve, Jack e la pianta di fagioli), candidato agli ultimi Oscar con tre nomination secondarie, annovera nel cast Meryl Streep che si diverte (e sorprende) nei panni di una strega che maledice i protagonisti alla fertilità. La seconda, spassosissima, pellicola proviene dalla Spagna; Le streghe son  tornate di Alex De La Iglesia, con Carmen Maura e delle streghe cannibali. In passato molte altre attrici si sono cimentate in ruoli simili, a volte parodiandoli (Nicole Kidman in Vita da strega), altre ridicolizzandoli. Qui propongo le migliori streghe del cinema per Il Disoccupato Illustre, non calcolando la magnifica Barbara Steele di La Maschera del Demonio di Mario bava, già trattata nell’articolo sul vampirismo (QUI per recuperarlo e vedere i migliori film sui vampiri). Buona lettura.

ANNE PEDERSDOTTER- DIES IRAE

jour-de-colere-1943-01-g

Capolavori di Dreyer, cineasta danese tra i più grandi della storia. Tratto dal romanzo di Hans Wiers-Jenssen, parla della giovane Anne, la cui madre strega era stata salvata dal pastore Absalom, che si interessa alle arti magiche dopo la conoscenza di Marte, strega scampata al linciaggio. Rivelato il segreto, viene accusata. Confesserà. Perfetta la costruzione storica della Danimarca del Seicento, riconoscibile lo stile di Dreyer, con un b/n potente e illuminato e la tecnica del “teatro filmato” già usata in Vampyr. Lisbeth Movin interpreta Anne.

 

GIL HOLROYD- UNA STREGA IN PARADISO

kimnovak1

Richard Quine, 1958. Commedia brillante con James Stewart, scettico editore pronto a convolare a nozze, che viene preso di mia dalla strega Gil (Kim Novak) e dal suo gatto Cagliostro. Non bastasse la bellezza di Kim Novak a convincere il pubblico, ci pensa Dylan Dog con un omaggio al personaggio di Gil e al suo gatto. Il film è molto carino.

ALEXANDRA, JANE, SUKIE- LE STREGHE DI EASTWICK

 C_54_eventoCorrelato_2271_img_std

Tre donne normali della cittadina di Eastwick, Rhode Island, dopo l’arrivo in città dell’affascinante Daryl, iniziano ad acquisire poteri magici. Daryl è il Diavolo e vuole un figlio da ognuna di loro. Jack Nicholson guida un cast stellare che annovera anche Cher, Michelle Pfeiffer e Susan Sarandon. Tra i titoli più celebri dell’argomento.

LA STREGA DELL’OVEST- IL MAGO DI OZ

222812

Cult del genere musical e, in generale della storia del cinema, vanta le prime streghe del grande schermo. La storia è famosissima, lo è meno il nome dell’attrice che interpreta le due streghe cattive (tra cui quella dell’Ovest che è diventata celeberrima): Margaret Hamilton, il cui successo è relegato a questo lungometraggio.

JENNIFER- HO SPOSATO UNA STREGA

 i-married-a-witch

La splendida Veronica Lake (I Dimenticati di Preston Sturges) intepreta la strega Jennifer (in tialiano Irene) in questa gradevole commediola fantastica di René Clair. Un candidato alla carica di governatore degli USA viene perseguitato dai fantasmi di due stregoni (tra cui Jennifer), che trecento anni prima erano stati uccisi dai suoi antenati (che avevano maledetto in punto di morte). Gradevole. E poi c’è la Lake, la donna più bella di Hollywood.

MATER SUSPIRIORUM, MATER TENEBRARUM, MATER LACRIMARUM- TRILOGIA DELLE TRE MADRI

 inferno-04

Tre film di Dario Argento, Supriria, Inferno e Le tre madri; tre streghe la cui storia comincia all’alba del XI secolo quando creano l’arte della stregoneria nel Mar Nero. Tre storie differenti il cui punto più alto è, secondo me, il secondo, Inferno, grazie alla scena dei topi. Le tre madri è inguardabile, Suspiria è inascoltabile. Tanti registi devono molto a questa trilogia, soprattutto David Lynch per Velluto Blu e Twin Peaks, la cui loggia nera ricorda molto gli interni dell’accademia di ballo di Friburgo. Il tutto si deve a Dario Argento.

Matteo Chessa